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Autore Topic: Strida, la bici creativa  (Letto 20247 volte)

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Offline occhio.nero

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Strida, la bici creativa
« il: Luglio 11, 2011, 04:25:02 pm »
segnalo:

Strida MAS e EVO
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=680

-----------------------



Ho provato la Strida dopo aver conosciuto Giovanni alla Critical Mass romana, convinto stridarolo che può vantare numerosi proseliti.


Qualche mese fa, dopo un lungo periodo di "appostamenti" sono riuscito ad incastrarlo insieme a tutta la compagnia (di amici e bici). :B):

foto di gruppo ai Fori Imperiali

Chiedo aiuto a lui (e a chiunque voglia inserirsi) nel cercare di arricchire questa recensione, vista la sua sincera passione per la bici in questione.

Quello che non manca alla Strida è, a mio avviso, il fascino di una linea tutta particolare. Se a questo aggiungiamo il livello delle finiture e della componentistica, è difficile rimanere indifferenti.
Tutto sembra curato nel dettaglio: la coppia di freni a disco (sovradimensionati sì, ma molto funzionali per compattare le ruote), la cinghia dentata in sostituzione della catena (meno grasso per tutti), il movimento centrale disallineato (?), il blocco del tubo inferiore, il cordino del "freno a mano"...

alcuni dettagli della bicicletta

Anche il meccanismo di piega è interessante, richiede una certa abilità nello sblocco dei magneti che accoppiano le ruote in chiusura, ma avendo ridotto al minimo i segmenti, sembra essere molto robusto (oltre che permettere il trasferimento passivo tipo "aspirapolvere").

http://www.youtube.com/v/QkKwCZV7Zyc&hl=it_IT&fs=1

Persino il sito è frutto di una ben studiata strategia di marketing che punta - a mio avviso - a creare un vero e proprio culto intorno a questo prodotto.

Peccato che, all'atto pratico, la guida apra parecchi interrogativi. La geometria impone un avanzamento del sellino e un arretramento dello sterzo, con il risultato di trasformare profondamente il comfort di marcia, la spinta sui pedali, la piega in curva.
Un approccio inusuale (curioso) che richiede un minimo di adattamento e che rischia di male armonizzarsi con un uso intensivo della bici (specie davanti ad una salita).

altri dettagli della bicicletta


Il paragone più diretto è con la Mobiky Genius, senza però raggiungere - secondo me - la flessibilità della sua diretta concorrente che oltre a vantare tre marce (meglio di niente), ha una piega ben più pratica e funzionale.

Aggiungendo alle precedenti osservazioni anche il prezzo (non proprio contenuto), avrei qualche difficoltà a consigliarla come mezzo iniziatico a chi è in cerca di forme quotidiane di trasporto alternativo.

Rimane comunque un esperimento interessante e creativo, ad ulteriore dimostrazione delle mille interpretazioni del concetto di bicicletta (pieghevole).
 :)


ps: su Jobike alcuni post (post1, post2, post3) in cui parlano anche sui limiti della trasmissione e di altezza.
« Ultima modifica: Agosto 26, 2013, 04:21:26 pm by occhio.nero »
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Re:Strida, la bici creativa
« Risposta #1 il: Luglio 11, 2011, 04:33:41 pm »
Citazione da: SGiallo,27/2/2011, 12:55 ?t=48476505&st=0#entry443151195
aggiornamento:
sono rimasto un po' in standby sia perchè l'inizio dei lavori per la costruzione della linea 5 del metrò non è stato quel disastro che mi aspettavo (su una direttrice addirittura il traffico è migliorato per via della rimozione di un semaforo e la chiusura di una strada) sia perchè il tempo a Milano è stato abbastanza inclemente questo inverno........... però l'idea mi era rimasta e ho sorvegliato un po' di siti internet alla ricerca di un affare.
L'utilizzo che devo fare di una pieghevole sono 4,1 km in strada piana e protetta + circa 25 fermate di metro + altri 500 metri........ stessa cosa al ritorno.
Per le mie esigenze ho ristretto la ricerca alla Strida e alla Mobiky che secondo me sono meglio delle altre pieghevoli per i seguenti motivi:
 - hanno un meccanismo di piega veloce
 - le dimensioni da chiusa sono ridotte (fondamentale in metro affollata)
 - è possibile fare "molta" strada in trasporto passivo perchè si appoggiano esclusivamente alle ruote principali

In realtà mi sono orientato principalmente sulla strida che secondo me ha i seguenti vantaggi:
 1. catena in gomma che non dovrebbe sporcare gli altri passeggeri
 2. ruote da 16 invece che 12
 3. 9,6 kg contro i 13 della mobiky
 Ovviamente ci sono anche i "contro":
 1. niente cambio
 2. posizione di guida molto particolare, poco adatta a lunghe percorrenze

Argomento prezzo: sono andato da un rivenditore ufficiale a Milano che vende la Strida a 599 euro + 50 euro per la custodia (a scelta tra quella molto pesante e imbottita oppure una un po' più leggera ma sempre ingombrante). Diciamo che non è proprio economica però sulle bici pieghevoli è difficile spendere meno, c'è solo qualche dahon e la hoptown della decathlon. La Mobiky non costa meno.....

Dicevo che stavo sorvegliando i siti internet alla ricerca di un usato o di un nuovo particolarmente scontato perchè non ho 600 euro da investire per una bici che magari non risponde alle mie esigenze oppure potrei scoprire che l'intermodalità non fa al caso mio........ con queste premesse ho trovato in internet un "affare": una bici modello Strida con un nome poco invitante (Nando1) che però costa solo 220 euro borsa e trasporto inclusi: lo so che non si dovrebbe alimentare il mercato dei falsi però la differenza di prezzo è notevole e così mi sono deciso a prendera e in 3-4 giorni mi è arrivata a casa.

Diciamo subito che la qualità non è paragonabile all'originale però la forma e le proporzioni sono le stesse, il peso anche (poco sotto il 10kg) quindi con questa finta Strida potrò capire se davvero questo tipo di bici risponde alle mie necessità; di certo la Nando1 usata quotidianamente avrà vita breve quindi se dovessi trovarmi bene acquisterò una Strida originale e utilizzerò la Nando1 in vacanza per brevi spostamenti.

Una prova sul campo vera e propria non l'ho ancora fatta, per il momento ho fatto un giro di circa 5-6 km e devo dire che mi sono stancato parecchio, è vero che non ho alcun topo di allenamento però l'assenza del cambio l'ho sentito così come la posizione di guida (normalmente uso un MTB). Volutamente ho indossato il vestiario che utilizzerei per recarmi al lavoro (camicia, golfino e giubbotto) e devo dire che ho sudato parecchio, l'argomento vestiario va sicuramente analizzato a fondo prima di un utilizzo quotidiano.
Con il mese di marzo credo che inizierò ad usarla, nel frattempo se qualcuno dovesse avere delle curiosità su questa bici io sono a disposizione.
Ciao

Citazione da: svirgoletta,27/2/2011, 17:09 ?t=48476505&st=0#entry443194170
Ciao,

anche io uso la Dahon Eco 3 a Roma come mezzo intermodale. Non è piccolissima negli spostamente, ma considerando le metro di Roma (che non sono così capillare come a Milano) sono riuscita salire e scendere diciamo quasi sempre. A volte, quando la metro è veramente congestionata per problemi sulla linea ho abbandonato prima la metro e pedalato di più
Non è piccolissima nè leggerissima, ma la porto quasi sempre con il trasporto passivo, ovvero spingendola per cui non mi pesa più di tanto.
Io sto per venderla a meno che nuova ovviamente e penso che se provi a vedere in giro la troverai a € 300 visto che nuova costa quasi € 400.

E' un modello utile a capire quanto si può utilizzare una pieghevole senza spenderci troppo all'inizio.

Penso che se si può utilizzare a Roma dovresti riuscire anche a Milano, magari poi si convertono anche loro ed apriranno le metro senza pagamento di biglietto.

Ciao

Citazione da: Marcopie,28/2/2011, 09:49 ?t=48476505&st=0#entry443295918
Citazione da: SGiallo,27/2/2011, 11:55 ?t=52105238&st=15#entry443151195
1. catena in gomma che non dovrebbe sporcare gli altri passeggeri
La catena in gomma ti fa sicuramente perdere efficienza sulla pedalata, anche per questo ti sei stancato ad usarla su un percorso lungo. Tra le astuzie sottovalutate della Brompton c'è il fatto che a bici chiusa la catena finisce a sandwich all'interno del telaio e non sporge in alcun modo. Oltretutto è una bici davvero "filante", a me è successo in uscite "fuori porta" di mettermi in scia con gruppi di ciclisti sulle bdc e riuscire a stargli dietro (per un po'...).
A Roma si cominciano a trovare usate sui 700€.


Citazione da: SGiallo,27/2/2011, 11:55 ?t=48476505#entry443151195
Con il mese di marzo credo che inizierò ad usarla, nel frattempo se qualcuno dovesse avere delle curiosità su questa bici io sono a disposizione.
Grazie per la disponibilità. per un confronto diretto con la versione originale, sono ben accette le foto dei dettagli
Segnalo la sezione comunità locali per vedersi in faccia e scambiarsi le bici.
 
Citazione da: svirgoletta,27/2/2011, 16:09 ?t=48476505#entry443194170
io uso la Dahon Eco 3 a Roma
Io sto per venderla a meno che nuova ovviamente e penso che se provi a vedere in giro la troverai a € 300 visto che nuova costa quasi € 400.
a questo proposito, segnalo la sezione "mercatino dell'usato"
 ;)

Citazione da: SGiallo,7/3/2011, 13:06 ?t=48476505&st=0#entry444399211
Citazione
La catena in gomma ti fa sicuramente perdere efficienza sulla pedalata, anche per questo ti sei stancato ad usarla su un percorso lungo.
Altro che catena in gomma, entrambe le ruote erano proprio "frenate"!! ieri con la bella giornata ho fatto una bella prova di intermodalità e ne ho approfittato per studiarmi bene questa copia cinese della Strida: in pratica la ruota davanti era frenata e ho risolto mettendo nel mozzo una rondella in plastica prelevata dalla ruota posteriore che purtroppo è ancora frenata....... purtroppo sono informatico e non meccanico quindi mi ci vorrà un po' per venire a capo del problema :(
altro problema è il perno centrale che è fissato con un bullone che tende a svitarsi e rende il blocco pedali altalenante.......... questo problema dovrei risolverlo con delle rondelle seghettate.......... appena posso metto qualche foto.

(Image removed from quote.)

Comunque già con la ruota anteriore "libera" è andata molto meglio, ho provato il percorso per andare alla metro (4 km) e ho tenuto una media di 15 km/h, in pratica in 16 minuti ero in metro, poi l'ho piegata e sono sceso in metropolitana passando senza problema dai tornelli. Mi sono sentito un po' osservato ma comunque l'esperienza è stata positiva........... e con un po' di allenamento la fatica dovrebbe anche diminuire :)

(Image removed from quote.)

Citazione da: SGiallo,7/3/2011, 12:06 ?t=48476505#entry444399211
altro problema è il perno centrale che è fissato con un bullone che tende a svitarsi e rende il blocco pedali altalenante.......... questo problema dovrei risolverlo con delle rondelle seghettate..........
Ciao Sgiallo

per il problema del bullone che tende a svitarsi, puoi provare anche con le colle appositamente vendute nei negozi di ferramenta.

grazie per le foto

tienici aggiornati

Citazione da: SGiallo,23/3/2011, 20:27 ?t=48476505&st=0#entry446995981
ho dovuto smanettare qualche giorno per regolare il freni a disco, adesso non sono perfetti ma almeno non mi frenano le ruote........ vado solo un po' lungo in frenata ma per fortuna la strida non va tanto veloce.
il problema del perno invece anche con le rondelle dentate non si è risolto, tende comunque a svitarsi, proverò con quei fili che usano gli idraulici per i serrare i tubi :o:

oggi sono andato per la prima volta in ufficio con la Strida e devo dire che è andata decisamente bene, sono partito insieme a mia moglie (lei con l'autobus) e ci siamo ritrovati sulla stessa metro salendo in fermate differenti :P
in metro tutto ok, anche quando mi siedo riesco ad incastrare bene la strida in modo che non si muova..... ai tornelli nessun problema...... ovviamente c'è molta curiosità da parte degli altri utenti e ci si sente un po' osservati ma non ho sentito commenti negativi (la metro però non era superaffollata ma era abbastanza pienotta).
ho preso una messenger bag alla decathlon con scomparto per il pc da 15", metterò qualche foto nell'apposita sezione........ purtroppo non ho ancora trovato il modo di fissarla al portapacchi....... se avete qualche idea è beneacceta ;)

Citazione da: strida,3/5/2011, 18:46 ?t=48476505&st=0#entry453083667
Grazie a tutti per i vostri commenti, sia positivi che negativi: questi ultimi in particolare aiutano a crescere e a migliorarsi. Sempre!
Grazie anche per la vostra passione... che abbiate una Strida, una Brompton o una Dahon!
L'importante è crederci!
Credere nella reale possibilità di inquinare meno, di mantenere attivo il proprio fisico e di divertirsi.

Io ho "conosciuto" Strida per la prima volta durante un viaggio di piacere a Londra nel 1994.
Mi sono imbattuto per caso in Mr. Mark Sanders nei pressi di Hyde Park, l'ho fermato e gli ho chiesto dove avesse comprato quella strana bicicletta!
La risposta fu memorabile "non l'ho comprata, l'ho costruita!"

E' proprio vero che certe cose non si dimenticano mai e, in un certo senso, lasciano come una traccia indelebile dentro di noi.
Come dire, ti segnano a vita e non puoi più farne a meno!

Insomma, nel 1994 mi sono innamorato di Strida e... ho conosciuto Francesca.
Esattamente sette anni dopo ho importato in Italia il mio primo container di Strida... e ho sposato Francesca!
Certe cose non capitano mai per caso...

Oggi importo e distribuisco in esclusiva per l'Italia circa 800 biciclette Strida l'anno.
E' un piccolo numero se paragonato alle concorrenti, ma un grande numero per me!
Non è chiaramente la mia attività principale... ma forse proprio per questo entusiasmo e passione non mi abbandonano mai!

Contattemi allora, se credete, scrivendo a info@strida.it oppure chiamando allo 06-5921783 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18
Importanti novità su sito <b>strida.it</b> entro 10/15 giorni!

Infine, per le amiche e gli amici che hanno piccoli budget ma grandi passioni, tenete presente che ogni mese ho a disposizione 1 o 2 bici a "chilometro zero", cioè usate solo per esposizione nel nostro show room oppure usate durante fiere, road show, ecc.
Sono <b>nuove</b> perchè non hanno neanche un graffio, ma sono anche <b>usate</b> perchè l'imballo originale è stato aperto.
A volte capita che "per colpa" di un minuscolo graffio sul telaio il prezzo scenda anche sotto le 500 euro...

Infine, una preghiera!
Non comprate porcate cinesi o fake bikes in generale.
Per rispetto di chi ha un'idea e la promuove a livello internazionale, pagando fior di quattrini per registrare e proteggere un marchio e un brevetto!
Due lire in più, anzi due euro in più garantiscono sicurezza, affidabilità e rintracciabilità del prodotto (ogni Strida ha un numero unico impresso sul telaio, una specie di targa registrata).

A presto!
Alfredo

Citazione da: strida,3/5/2011, 18:46 ?t=48476505#entry453083667
Oggi importo e distribuisco in esclusiva per l'Italia circa 800 biciclette Strida l'anno.
E' un piccolo numero se paragonato alle concorrenti, ma un grande numero per me!
Non è chiaramente la mia attività principale... ma forse proprio per questo entusiasmo e passione non mi abbandonano mai!
Ciao Alfredo

benvenuto nel forum e grazie per il contributo.
Avere distributori appassionati e disponibili non è facile.

riporto dalla discussione:

http://bicipieghevoli.forumfree.it/?t=55888487&


Citazione da: Peo 76,27/5/2011, 17:52 ?t=55888487&st=15#entry456556351
Per la Strida ti aiuta il Peo.
C'è un negozio di nautica in Via Mantegna a due passi dal quartiere cinese; si chiama i "40 Ruggenti" e la propone scontata a 599 euri anzichè 699.
Questo è il loro sito: www.i40ruggenti.it/index.asp?pid=AC...a=no&offerte=no
E se sei brava a contrattare, forse riesci a fartela scontare ulteriormente :rolleyes:
Mi raccomando provala molto accuratamente.....la Strida, oltre ad essere la più "simpatica" delle pieghevoli è forse anche la più "strana" da condurre.
e ancora:

Citazione da: SGiallo,28/5/2011, 18:24 ?t=55888487&st=15#entry456685180
Ciao strangelittle_girl, come forse avrai letto nel forum io sono possessore di una copia cinese della Strida........... non si può certo dire che la qualità sia paragonabile all'originale ma la copia è molto fedele in quanto a proporzioni e peso, io sono di Milano e se vuoi fare una prova i primi giorni di settimana prossima io lavoro in zona piazza Cadorna e se non piove sarò sicuramente con la Strida.

Come ho già scritto la Strida oltre ad essere una delle più leggere si piega veramente in 10 secondi e si riesce a trasportare molto velocemente perchè la si spinge a mo' di aspirapolvere sulle ruote principali che sono da 16" senza dover utilizzare delle ruotine da skateboard o peggio. Detto questo la versione sx con ruote da 16 ha un solo rapporto e difficilmente riuscirai ad andare a più di 16-18 km/h e questo su una statale non è il massimo anche perchè le ruote da 16 non sono il massimo se ci sono delle buche. La Strida produce anche la versione con ruote da 18 che dovrebbe consentire velocità fino a 24 km/h oppure una con ruote da 16 ma con 2 rapporti e velocità fino a 25 km/h........ io queste non le ho provate ma tieni conto che i prezzi sono ancora più alti.

In tema di prezzi nel post della Strida si è presentato l'importatore ufficiale che è un ragazzo di Roma e che dice che ogni tanto ha delle occasioni, se ti decidi conviene prima sentire lui.

Ciao!
Federico
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Re:Strida, la bici creativa
« Risposta #2 il: Luglio 11, 2011, 04:47:03 pm »
Citazione da: broono,4/6/2011, 11:39 ?t=48476505&st=0#entry457600649
SULLA RETTA VIA
segnalo l'utilizzo della strida nella prossima impresa di marina senesi, corrispondente di caterpillar (radio2).
Marina quest'anno parte dagli Studi Rai di Milano e punta dritto verso la spiaggia di Senigallia tagliando in trasversale centinaia di strade, molti paesi, parecchi campi arati, alcuni boschi, qualche orto, un paio di fiumi... e la pista d'atterraggio dell'aeroporto di Linate.
Marina coprirà l'intero tragitto con l'ausilio di una bicicletta molto particolare, adatta ad essere tenuta facilmente in spalla (...Attraversamento di un campo arato? Di una scalinata? Di un condominio?) La bici le consentirà anche di trarsi velocemente d'impaccio (...Attraversamento di un campo da rugby durante la finale di partita?).

Sponsor tecnico: Strida Italia
per info:
http://caterpillar.blog.rai.it/
www.marinasenesi.it/web/imprese.asp

ps per Federico: se lo ritieni sposta pure il post in altre sezioni del forum secondo te più adatte, da ex amministratore di forum approvo in pieno il tuo modo di gestirlo.

dalla discussione riguardante i carichi sulla bici:

<p align="center"></p>

Citazione da: broono,10/6/2011, 09:11 ?t=48476505&st=15#entry458458326
ho visto le "stida" vendute a neanche 100 dollari... non è una spesa che farei subito, mi devo ancora divertire a sufficienza con la "brunpton", ma per quella cifra le proverei. qualcuno di voi l'ha fatto?


Citazione da: SGiallo,10/6/2011, 10:48 ?t=48476505&st=15#entry458469051
dove le hai viste? su ebay non le ho trovate.......... cmq la mia è una Nando1 e la si trova in italia sui 250 euro........ la ritengo onorevole per provare "l'effetto che fa"......... le misure e il peso sono quelle quindi puoi valutare bene se è la bici che fa per te, personalmente io mi ci trovo molto bene (percorso di 4 km in piano su piste ciclabili/parco + metro rossa di Milano). Putroppo la qualità non è eccelsa, i freni sono a disco ma non si riescono a regolare bene, il perno centrale continua a svitarsi, lo devo stringere ogni 10 km circa.
appena mi si distrugge cmq ne prenderò una originale, se passi da milano e vuoi provare la mia non ci sono problemi
ciao!


Citazione da: broono,10/6/2011, 11:57 ?t=48476505&st=15#entry458478030
ovviamente la qualità di quelle che ti linko sarà diversa, ancora peggio... :-)
sarebbe bello poter provare anche l'originale così da capire con mano le differenze che poi fanno il prezzo.
ovviamente dopo la spesa per la brompton non spenderei neanche i 250 euro della tua, perche proprio non li ho, ma un pensierino spendendo 90 dollari per fare il fico ogni tanto...
chiaro che aggiungendo spedizione e dogana il prezzo sarà più alto...

http://www.diytrade.com/china/4/products/5...ding_Bikes.html

www.diytrade.com/china/4/products/4537660/folding_bikd.html

http://www.diytrade.com/china/4/products/6..._suppliers.html

Citazione da: masadellenevi,23/6/2011, 13:30 ?t=48476505&st=15#entry460444142
Buongiorno a tutti,
mi sono appena iscritto perche', spulciando in rete, non ho trovato
consigli ne' esperienze di altri col medesimo problema.

Spero che qualcuno possa ora darmi un'ispirazione, un parere.

Io utilizzo una Strida 5.2 a Cracovia (sono di Conegliano, ma
da tempo ho lasciato l'Italia). Terreno pianeggiante.
La tratta quotidiana e' circa 12 km (one-way).

Problema? Il rapporto unico e' troppo corto.
Talvolta ci si ritrova ad andare a piu' di 80 colpi al minuto
(rimanendo attorno ai 20 km/h).
Gia' su queste bici (specialmente in un paese post-sovietico) la gente
ti guarda come fossi un ebete. Se in piu' pedali come
un bimbo scalmanato su un triciclo-frullino...il risultato (arrivare sudati
come capre e sentirsi derisi lungo il tragitto) e' certo.

Qualcuno ha lo stesso problema? Lo ha risolto in qualche modo?
Esistono accessori dedicati?
Oppure serve mettersi di tornio e fresa...e costruirsi un pignone
con 5-6 cave d'alloggio cinghia in meno?
(Pensare di stampare una corona in plastica con 10 cave in piu' mi pare
ben piu' complicato)

Grazie ed a presto,
Masa

PS Piu' carboidrati, meno idrocarburi!

Citazione da: Sbrindol@,23/6/2011, 14:31 ?t=48476505&st=15#entry460454911
rispondo da perfetto ignorante, non avendo la Strida..... pero' magari la proposta puo' funzionare.

Cercando tra i ricambi auto potresti trovare qualcosa tra le pulegge della distribuzione ed eventualmente adattarlo.
Dal momento che la Strida ha una trasmissione a cinghia, molto probabilmente derivata dal settore auto, non e' detto che non salti fuori qualcosa.
Se non ricordo male anche i climatizzatori auto spesso usano cinghie simili.

Magari, prima di commissionare un lavoro del genere ad un tornitore, prova prima a cercare presso qualche sfasciacarrozze.

Citazione da: masadellenevi,26/6/2011, 14:08 ?t=48476505&st=15#entry460846158
Riguardo alla cinghia...non e' un problema trovare una cinghia
che si possa adattare. Il problema sono i diametri di pignona e corona.

Grazie a tutti,
Masa


Citazione da: Sbrindol@,26/6/2011, 15:32 ?t=48476505&st=15#entry460856188
forse mi sono spiegato male.... intendevo proprio dire di cercare una puleggia che possa essere adattata a fungere da pignone, non mi riferivo alla cinghia


Citazione da: SGiallo,28/6/2011, 17:00 ?t=48476505&st=15#entry461160842
Mi sa che l'unica soluzione sia passare alla Strida MAS che ha il cambio a 2 velocità


Citazione da: bryanrr,29/6/2011, 00:56 ?t=48476505&st=15#entry461230939
ordinata la mas dal buon Alfredo, importatore ufficiale Strida Italia..

prezzo ottimo.. come lui stesso diceva qui.. poiche' bici ex esposizione.. ora aspetto che arrivi il pacco settimana prossima e poi via a sgambettare :D

avete qualche consiglio per uno di quei computerini (su ebay si trovano da 6 euro in su) da montare sulla strida ? cosi' su due piedi non so quanto sia grande il manubrio.. e a dire il vero la mia idea era comprare un supporto per l'iphone e poi usare una delle tante app per ciclisti che ci sono..

consigli ?


Citazione da: foldo,30/6/2011, 14:30 ?t=48476505&st=15#entry461447864
Ciao, mi sono appena iscritto e non ho ancora una pieghevole ma rimedierò presto.
Volevo segnalare, per il problema della simil-strida a cui si svita il bullone del movimento centrale, che esiste un prodotto della Loctite, chiamato frenafiletti nella versione rosso (più tenace) e blu (medio) disponibile presso alcuni ferramenta. E' il prodotto utilizzato dai meccanici ciclisti per non far svitare i nipples dei raggi. Si mette sulla filettatura e il gioco è fatto, sempre che la filettatura non sia spanata.

Per quanto riguarda i freni a disco, c'è da sottolineare che spesso le pasticche toccano le pinze anche se la leva del freno non è tirata. Per ovviare al problema bisogna centrare bene le pinze o limando un pochino l'attacco sul telaio o aggiungendo degli spessori (rondelle spesse pochi decimi di millimetro). E' una procedura valida per tutti i freni a disco.
Purtroppo quelli a cavo, pur presentando il vantaggio di poter essere usati con delle normali leve freno, soffrono l'inconveniente di essere sensibili alla temperatura, per cui quando fa freddo sono un po' più tesi e quando fa caldo un po' più allentati. parliamo di differenze infinitesimali che comunque inficiano la regolazione.

Per quanto riguarda il mio prossimo acquisto, devo dire che ho già una mtb full suspended, una stradale e una vecchia mtb mezza montata. Nei prossimi mesi è probabile che mi trasferisca a Milano e quindi vorrei sperimentare il trasporto intermodale al posto della moto che, soprattutto nei mesi invernali non è proprio il massimo.
L'ideale per me sarebbe una bella dahon jetstream p8 da upgradare con una tripla, ma il budget che ho a disposizione non me lo consente nemmeno lontanamente. Ne avevo trovata una a 450 euro ma il proprietario è in provincia di Firenze e non me la vuole spedire a Varese.
Spendendo molto meno (e senza voler paragonare i due prodotti) potrei orientarmi verso una simil-Strida, almeno per iniziare.
Se qualcuno vuol farsi avanti e propormi la sua usata...

Come dice il proverbio << Chi vivrà pedalerà>>.
Buone "pieghe" a tutti :)

Andrea

Citazione da: masadellenevi,30/6/2011, 22:56 ?t=48476505&st=15#entry461528201
Ok.

Rispetto al problema del rapporto, ringrazio Sbrindol@ per la dritta sulla puleggia di riciclo
(provero' a dare un occhio da qualche ricambista/sfasciacarrozze) e SGiallo per il consiglio
di cambiare mezzo (che mi pare pero' un pochino come girare attorno all'ostacolo, senza
saltarlo!).

Se dovessi ottenere un qualche risultato (o di culo, o di tornio), non manchero' di rendervi
partecipi e condividere le valutazioni.

Grazie ed a presto,
Masa

Citazione da: bryanrr,1/7/2011, 23:25 ?t=48476505&st=30#entry461685881
posso dare un consiglio ?? per mia esperienza diretta e in base a quanto scrive alfredo di strida italia .. contatta loro (il numero lo trovi sul sito internet) hanno spesso delle offerte molto buone (come la mia MAS)..

la roba cinese non fa bene ne bene a voi che la usate.. ne al cinese che la produce schiavizzato ne all'economia :)

la discussione sui cloni cinesi è stata spostata in:
"bici originali o cloni?"
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=104.0

dove ridireziono tutti gli interessati
« Ultima modifica: Luglio 11, 2011, 04:56:53 pm by occhio.nero »
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Re:Strida, la bici creativa
« Risposta #3 il: Luglio 11, 2011, 04:58:44 pm »
Citazione da: foldo,11/7/2011, 12:36 ?t=48476505&st=30#entry462860082
Ieri ho preso una Strida-clone da Sgiallo, persona molto cortese e disponibile al quale auguro tante belle pedalate urbane.
Portata a casa, ho incominciato a trafficare su questo strano mezzo.
La prima cosa che ho fatto è stato invertire i comandi dei freni: anteriore a dx e posteriore a sx. Ce l'ho così anche sulle altre bici.
I puristi storcono il naso ma io ritengo che il freno più importante, quello anteriore dovrebbe essere comandato dalla mano che può modularlo meglio. Naturalmente il discorso cambia per i mancini.
Preferenze a parte, ho lubrificato cavi e guaine e la frenata è migliorata almeno del 30%. Prima dell'intervento mi stavo stampando in fondo alla discesa del garage, dopo sono riuscito a fermarmi con netto anticipo prima che il muro dicesse la sua.
Devo anche dire che queste freni a disco cinesi a cavo non sono affatto male e mi sembrano più che proporzionati alle ridotte prestazioni di questa bici. Certo, non hanno la modulabilità dei formula oro k24 che monto sulla MTB, ma parliamo di freni che costano quanto una Strida intera.
Messi a posto i freni, ho visto che la bici fletteva e si torceva molto in frenata. Ho trovato un punto critico nel perno in cui si aggancia il tubo orizzontale. Per rimediare ho sagomato un feltrino di quelli che vanno sotto le sedie trasformandolo in un gommino di fine corsa e ho foderato il perno con un giro di nastro isolante. Il risultato si sente.
Poi ho gonfiato un po' più le gomme perché peso 85 kg. Risultato: scorrevolezza migliorata.
Per alzare la sella ho avuto qualche difficoltà: bisogna smontare tre perni/dadi e poi il supporto non ha le possibilità micrometriche di regolazione di un reggisella normale, a meno di non rinunciare al simpatico portapacchi.
A proposito di quest'ultimo: è meno robusto di quanto sembri in foto. Fate attenzione se dovete portare delle borse pesanti.
Ho regolato l'altezza della sella con qualche approssimazione ma non si può pretendere troppo da una bici che assolve le stesse funzioni di una Graziella ;)
Non sono ancora andato su strada ma posso riportare qualche impressione di guida dopo aver provato il "trabiccolo" nei corridoi del garage.
Il primo impatto è drammatico: sembra di guidare una bici con le ruote completamente sgonfie e che da un momento all'altro debba rompersi. Poi, fatte le prime pedalate, va tutto bene.
Però bisogna considerare che si tratta di un mezzo cortissimo con ruote da 16" e il busto vicinissimo al manubrio, quindi attenzione a pedalare troppo rilassati: il minimo movimento influenza la guida. Basta spostare un po' il busto all'indietro, dare una vigorosa pedalata e ci si trova a impennare :))
Il rovescio bello della medaglia è che la Strida-clone è agilissima, curva in un fazzoletto e rilancia la velocità (bassa) in un attimo.
La posizione di guida, per me che sono alto 1,82, è simile a quella di una moto da cross: tutto avanti con il bacino quasi all'altezza del manubrio: una posizione da attacco e ottimo controllo del mezzo. Mi sono ritrovato a fare qualche curva con la gamba interna fuori come in moto. Molto divertente
Sono riuscito a sistemare la sella a un'altezza di compromesso: gambe piegate ma non tanto da far fatica.
Devo ancora fare l'abitudine al meccanismo di piega ma a occhio e croce posso dire che non ci vogliono più di 30-40 secondi per l'operazione.

Per ora ho l'impressione che non sia un mezzo eccezionale ma che valga tutti i soldi che costa. Se consideriamo che nuova si porta a casa con circa 250 euro e che sembra una buona soluzione per tutto quelli che abitano entro 5 km dalla metro o dai mezzi di superficie, per il momento la consiglio.

Se la bici mi convincerà del tutto, magari ne comprerò una originale. Saprò dirvi fra qualche mese. :)
Andrea

grazie del contributo. L'ho copiato io, ma se lo vuoi inserire di tuo pugno, ben venga (e cancellerò questa citazione)!
:-)

-----------------

da altra discussione:

Mi scuso fin d'ora ocn i moderatori se non inserisco nello spazio opportuno, mi pare che questo si avvicini a quello che cercavo: ho una Strida (originale) primo tipo, con chiusura ruote realizzata ad incastro ghiera che entra come fosse maschio-femmina. Ho visto che i tipi successivi montano magnete. Non è possibile tentare di modificare la chiusura con quella più recente? L'attuale dopo un po' perde colpi. Grazie. Soluzioni lternative?Arigrz.
« Ultima modifica: Agosto 26, 2013, 04:22:00 pm by occhio.nero »
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Re:Strida, la bici creativa
« Risposta #4 il: Luglio 11, 2011, 06:31:25 pm »
Grazie admin, proseguo qui.

Sono di ritorno da un giro con la Strida su strada.
Ricordo sempre che parlo di una Strida-clone e non dell'originale.

Sono partito dal garage.  Non sono riuscito a superare la rampa, non per la lunghezza del rapporto di trasmissione ma perché le scarpe non facevano presa a sufficienza sui pedali e scivolavano. Vabbe', una piccola spintarella è ammessa ;) però le salite ripide sono da dimenticare.

La Strida-clone va guidata per quello che è: una bici molto compatta con le ruote piccole, fatta per andare piano e in piano.
Non dimentichiamo che alcuni la presentano come bici da barca o bici da camper. Per pedalate urbane di un certo livello non è adatta.
Bisogna abituarsi al tipo di andatura. Procedere in linea retta è come guidare un pedalò nella corsia stretta di una piscina: bisogna "timonare" nel senso di correggere la rotta.
La pedalata deve essere quanto più possibile rotonda: ogni strattone fa sbandare la bici, comunque non è nulla che non si possa controllare.

Una volta trovato l'equilibrio e regolarizzato il ritmo della pedalata, procedere su asfalto liscio è un piacere. Comunque i leggeri dislivelli dei tombini o delle grate non spaventano.
I basoli sono un autentico dramma ma a onor del vero lo sono anche con la mia stradale che ha ruote da 28" e telaio su misura.
Al contrario, sui sampietrini non mi sono trovato male. Forse la velocità ridotta non crea problemi, ma questo tipo di fondo si affronta bene, persinocon le gomme cinesi di serie ben gonfiate.
La frenata è proporzionata alle prestazioni. Pinzando un paio di volte si ottengono buoni spazi di arresto. Forse sul bagnato è un tantino brusca ma per un mezzo con un interasse così ridotto qualche piccola acrobazia è lecita.
Il magnete sulla ruota posteriore (quello che serve per la chiusura) non è fissato bene e tintinna che è un piacere. Proverò a dargli una sistematina.
Bisogna fare attenzione a serrare bene il manubrio. Per mia distrazione mi sono ritrovato all'improvviso con il braccio sinistro che salutava da vicino le formiche. Per fortuna ero quasi fermo.
La Strida-clone va guidata con attenzione: frenate e cambi di direzione vanno anticipati.
Il rapporto di trasmissione è fatto per andare piano. Se si esagera, la Strida-clone diventa una sauna in movimento.
Bisogna sempre ricordarsi che la velocità è molto ridotta. Quando si percorre una strada stretta è buona educazione accostare e far passare auto e altri veicoli più veloci.
Nota per i maschietti: attenzione ai gioielli di famiglia. la sella ha la punta a pochi centimetri del tubo obliquo (molto, molto duro)   :'(
Comunque sia, ho percorso circa otto km in totale in un quarto del tempo che avrei impiegato a piedi, rispettando i semafori e (quasi tutte)  8)  le regole del codice.

La consiglierei?
Non a un neofita della bici perché sbanda troppo, non a chi cerca la performance anche da una bici urbana. Sicuramente la consiglierei al commuter che per raggiungere la più vicina ferrovia deve percorrere un bel tratto a piedi, oppure a chi vuole un mezzo agile e poco impegnativo da portare in camper, barca o auto e tirar fuori all'occorrenza.
 
La prima volta che la uso per andare in treno vi racconto il resto.
Buone pedalate.
Andrea


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Re:Strida, la bici creativa
« Risposta #5 il: Luglio 11, 2011, 07:27:59 pm »
complimenti per lo stile incisivo e puntuale.
Leggere le tue recensioni è affascinante.
 :)
Federico
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Re:Strida, la bici creativa
« Risposta #6 il: Luglio 11, 2011, 07:35:33 pm »
Grazie Federico,
un tempo ero un discreto tecnico, oggi, come dicono a Milano, sono soltanto un "ganassa"  ;D
(Però si possono sempre confrontare i miei pareri con quelli più autorevoli di altri ).

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Re:Strida, la bici creativa
« Risposta #7 il: Luglio 14, 2011, 07:21:36 pm »
dalla disussione sulla Tikit:


sono sempre con l'atroce dubbio... quale pieghevole comprare ?

ho acquistato una strida mas (che ho praticamente gia rivenduto dopo 10 giorni) perche' e' ottima nel trasporto passivo e per andare al lavoro ma per andare a prendere un gelato o fare un giretto la domenica mattina e' improponibile.. non ci si puo' alzare in piedi e alla lunga stare su quel trabiccolo stanca..

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Re:Strida, la bici creativa
« Risposta #8 il: Luglio 25, 2011, 02:58:37 pm »
Finalmente ho fatto una prova "intermodale" della Strida-clone.
Sono partito da casa mia, a Varese, ho percorso circa 3 km e ho preso il treno della Trenord per Milano Cadorna. Confermo quanto scritto nei post precedenti sui pregi e sui difetti del trabiccolo.
Aggiungo che in treno sta davvero in un fazzoletto, non dà fastidio a nessuno e suscita molta curiosità.
Se qualcuno ha intenzione di usarla come mezzo di rimorchio urbano (rimorchio per uomini/donne, non per trasportare oggetti ingombranti) che la compri senza esitazione: la Strida richiama più di un cucciolo di golden retriever  ;D ;D
Si piega e si apre in un batter d'occhio e si trasporta davvero facilmente.
A questo proposito suggerirei a chi vuole prendere una pieghevole di tenere in debita considerazione i fattori peso e trasporto passivo. La mia Strida-clone pesa meno di 11 kg ma su lunghe scalinate si sentono tutti, figuriamoci i quasi 14 kg di una HT o simili.
In viaggio ho incontrato un signore con una Dahon molto leggera (probabilmente una Mu): bellissima bici, solida e funzionale ma fra i tornelli  e i corridoi delle stazioni non è pratica nemmeno la metà della Strida.
A Milano ho usato il mio trabiccolo da piazza Velasca a Cadorna, pedalando anche in zona pedonale e sui marciapiede.
Se non si ha fretta, va benissimo.
Vale la pena comprarla?
Diciamo che la Strida-clone non è una bici vera, non è stabile, non è comoda, non è solida. Però oggi ho percorso in sette minuti la strada fino alla stazione (senza sudare) e altrettanto ho impiegato al ritorno. A piedi impiego una ventina di minuti di buon passo. Oppure mi tocca aspettare l'autobus anche 30 minuti.
A voi le conclusioni, a me le pedalate  ;)
Andrea

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Re:Strida, la bici creativa
« Risposta #9 il: Luglio 26, 2011, 02:24:30 pm »
Incredibile ma vero!
Stamattina mi sono fermato in un negozietto che ogni tanto ha qualche Dahon in vendita per vedere se il problema dell'ondeggiamento della mia Strida-clone fosse in qualche modo risolvibile.
Lì ho trovato il proprietario di una Strida LT originale che stava comprando una borsettina sottosella.
Ebbene, aveva anche lui lo stesso problema: la Strida originale sembra un pattìno in alto mare. Ondeggia a ogni pedalata e non c'è niente da fare.
Secondo il meccanico/titolare del negozio, il problema è dovuto al fatto che la Strida è corta, che il monobraccio non è rigido come una forcella e che la posizione di guida, soprattutto per le persone un po' più alte, è troppo raccolta.
Sempre secondo lui, il problema si potrebbe risolvere in minima parte allentando un po' la tensione della cinghia, ma così facendo anche sul più ridicolo dei cavalcavia la cinghia slitterebbe.
Vabbe', mi tengo il mio trabiccolino così com'è, senza pensare troppo ai difetti e concentrandomi sui pregi.
In fondo, posso sempre avere l'illusione di pedalare in mare e così sentirmi l'artefice di un piccolo miracolo  ;D ;D
Che la Strida sia con noi  ;)

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Re:Strida, la bici creativa
« Risposta #10 il: Agosto 05, 2011, 12:42:50 am »
Ultime riflessioni sulla Strida-clone:
dopo aver pedalato per un po' di tempo ho capito che l'unico vero problema di questa strana bici è lo snodo di congiunzione fra tubo orizzontale e tubo verticale. Ho risolto il problema evidenziato da Sgiallo usando del frenafiletti Loctite. Adesso il perno non si svita più. Ho risolto in parte il problema dell'ondeggiamento stringendo con una pinza le piastre in cui lo snodo è inserito.
Ma davvero non si può risolvere il problema più grande: lo snodo è basculante e bisognerebbe saldarlo per non farlo muovere. probabilmente i progettisti lo hanno voluto proprio così per limitare lo stress meccanico in una zona molto sollecitata, ma l'efficienza della pedalata e della frenata ne risentono tantissimo.
Conclusione?
Non ce l'ho ancora. Fra qualche mese, quando finalmente avrò risolto i miei problemi extra-bike, andrò da un mio cliente specializzato nel risolvere problemi meccanici e vedrò se si può rimediare in qualche modo. Nel frattempo, buone vacanze pedalate a chi le può fare. 8)

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Re:Strida, la bici creativa
« Risposta #11 il: Agosto 05, 2011, 08:57:59 pm »
andrò da un mio cliente specializzato nel risolvere problemi meccanici e vedrò se si può rimediare in qualche modo.

Tienici aggiornati sulle tue riflessioni.
ps:Spero che tu risolva presto ogni  problema. Che Santa Graziella pedalante ti ispiri le soluzioni. 
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Re:Strida, la bici creativa
« Risposta #12 il: Ottobre 06, 2011, 11:27:04 am »
Segnalo un video che riguarda un amplificatore "passivo" per iPhone (Horn Bike), il test è stato fatto utilizzando la Strida; evidentemente all'estero è più diffusa che da noi  :-\


p.s. per Federico: se ritieni sposta il post nella sezione che ritieni opportuna

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Re:Strida, la bici creativa
« Risposta #13 il: Ottobre 06, 2011, 07:06:18 pm »
grazie delle info.

lasciamolo pure qui..... ma lo segnalo anche nella sezione accessori.

riporto da altra discussione:
Oggi, prima prova di intermodalità per la Hoptown [...]
Vengo dalla Strida e posso  affermare con sicurezza di non rimpiangerla affatto  :D

e ancora:
[...] Comunque se devo dire la verità mi sono trovato molto bene, meglio che con la Strida SX che mi hanno fatto provare, anche se per l'intermodalità la "triangolina" rimane moooooooooooolto meglio...ma questa non è una novità.. [...]La B-fold a mio avviso è più bella esteticamente, e la sua essenzialità la fa sembrare davvero incredibile...

ps: da altra discussione

.... Panorama le ha dedicato un articolo qualche settimana fa.

E' per caso questo l'articolo di cui parli?
strida.it/pdf/giugno2012-panorama.pdf
« Ultima modifica: Giugno 26, 2012, 05:36:00 pm by occhio.nero »
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Re:Strida, la bici creativa
« Risposta #14 il: Gennaio 09, 2012, 11:09:15 am »
Ciao a tutti,

ho visto un pò in rete tutti i modelli di pieghevoli, tra tutti la Strida mi sembra la più comoda da piegare  e da trasportare, sono un pò perplessa dalla catena.. e dal fatto che il modello base abbia solo una marcia, mi sapete dire la pedalata come risulta ? il passo è come per una bici classica ?

Personalmente ci dovrei fare meno di 3 km per arrivare al capolinea della metro gialla, e da lì scendere in duomo e un piccolo tratto ancora in bici, non dovrei avere problemi di ingombro ne per fare le scale.

Certo questa bici non è propriamente economica... ma daltronde dato la facilità di chiusura e la manegevolezza farò uno sforzo per prenderla.

Grazie per qualsiasi consiglio.

AURA