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Autore Topic: Costruire una Brompton  (Letto 1368 volte)

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Offline gip

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Costruire una Brompton
« il: Marzo 11, 2017, 11:55:29 am »
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Brompton: partire da un telaio nudo e crudo
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=6389.0

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Cambia questo e poi cambia quello sulla Nessie, mi sono ritrovato in garage uno scatolone pieno di pezzi avanzati. E non poca roba! Qualche tempo fa, nel periodico e sempre inutile tentativo di riordino del mio antro, ho aperto la scatola e mi sono accorto che dentro c’erano tante di quelle cose da poter quasi mettere assieme una bici completa se solo avessi avuto a disposizione un telaio. E pian piano ho maturato il folle progetto di farlo per davvero e ho deciso di provarci. Sto parlando di una Brompton ‘vera’ non di qualcosa di somigliante o fatta coi Lego. Che cosa ne farò poi? Non lo so  ::)! La regalerò a qualche figlio o la venderò. Vedremo. È comunque un peccato tenere tutti quei pezzi a non far nulla per poi dimenticarli e magari arrivare a buttarli. E nemmeno mi piaceva l’idea di svenderli per poco o niente.
Dopo un primo rapido inventario ho realizzato che per farcela servivano: un telaio, un piantone dello sterzo, i freni, un cambio, viti sparse e tutta una serie di minuterie che sulla Brompton sono un’infinità. Riflettendoci sopra la cosa più conveniente da fare mi è sembrata indirizzarmi verso una tre o una cinque marce con cambio al mozzo. Mi servirà in proposito qualche consulenza e buon consiglio dal forum a riguardo. Più avanti deciderò anche se dotarla di parafanghi o lasciarla senza. Per adesso sto pensando ad una M3E aggiornata alla versione 2017 ma vedremo cosa fare strada facendo in funzione di quello che riuscirò a recuperare a costi ragionevoli. Alla fine, ammesso e non concesso di farcela, ne uscirà sicuramente un ibrido. Non mi sono fissato un termine temporale per finire il lavoro, vado dove tirano il vento e la voglia.
Per iniziare mi sono quindi messo alla ricerca di un telaio usato sperando nel colpo gobbo. Sono stato in agguato molto tempo su eBay e su siti inglesi dove circola questo materiale ma alla fine sono uscito sconfitto :'(. Ne ho visti passare parecchi ma a causa di costi niente affatto da 3x2 e soprattutto di spese di spedizione incandescenti non c’era convenienza. Con in più il rischio (non remoto) di trovarsi in mano qualcosa di difettoso. Per quale ragione infatti qualcuno dovrebbe dar via il pezzo più importante della bici? Ho quindi deciso di seguire la via maestra comprando un telaio nuovo direttamente alla casa madre. Alla fine lo pagavo meno e avevo la certezza di un componente perfetto. Mi sono rivolto ai gentilissimi amici di Brompton Junction a Milano che inizialmente mi hanno gelato informandomi che molte cose della Brommie, tra cui i componenti del telaio, non sono più di libera vendita. Vengono forniti solo in caso di problemi legati alla garanzia o alla manutenzione. Mi hanno spiegato che la casa madre non vede di buon occhio il ‘fai da tè’ sui telai di questa bici e cerca di scoraggiarlo. In particolare quando c’è di mezzo il montaggio del carro posteriore. Brompton vuole che questa operazione sia eseguita nei centri di assistenza ufficiali perché gli smanettoni devono aver combinato più di un guaio.
Dopo aver insistito un po’ (non tanto per la verità) e una sapiente telefonata in Inghilterra da parte di BJ sono riuscito a ordinare questo benedetto telaio che si è fatto aspettare circa un mese. Con una certa sorpresa il telaio è arrivato con alcune parti già montate. A parte i cups della serie sterzo che già sapevo fossero fornite, erano presenti: il fodero del tubo sella con il sistema di blocco del tubo stesso e la leva di blocco del carro, il perno del carro posteriore con le sue boccole già lavorate e il clamp dello snodo anteriore del telaio. Prima di ritirarlo ho fatto montare il vecchio carro posteriore in acciaio della Nessie e il movimento centrale, anch’esso recuperato. Montare il carro posteriore è un lavoro delicato che proprio non mi sentivo di fare ma con il perno già installato le cose sarebbero state molto più facili. Ed ecco il risultato:







 
Bene! Come Giulio Cesare quando, arrivato al Rubicone, gettò il dado nell’acqua gridando alle legioni “Il brodo è fatto!”, anch’io ho superato il punto di non ritorno. Ora sono cavoli miei ma sono anche pronto a iniziare il mio progetto che ho battezzato: ‘Lunacy’. Sarà una faccenda lunga e vi terrò aggiornati. Nella prossima puntata proverò a montare tutti i bloccaggi del telaio.
Ciao a tutti.

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« Ultima modifica: Marzo 14, 2017, 10:18:28 pm by occhio.nero »


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Offline Matt-o

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Costruire una Brompton
« Risposta #1 il: Marzo 11, 2017, 02:38:16 pm »
Brompton M6L nera - CO2 NON emessa a settimana: 9.3 kg

Offline boccia

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Costruire una Brompton
« Risposta #2 il: Marzo 11, 2017, 03:56:03 pm »
Oh capperi! :o

Di Brompton non capisco granché, magari posso provare ad aiutarti per il mozzo... :-\

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Offline gip

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Costruire una Brompton
« Risposta #3 il: Marzo 13, 2017, 01:24:23 pm »
1^ Puntata: i bloccaggi del telaio.
Per la verità non ho chiaro quale sequenza dare al montaggio della bici per cui reciterò a soggetto, anche in base ai pezzi che ho disponibili. Probabilmente farò qualche errore ma ho in mente un processo dettato più che altro dal buon senso.
Ho iniziato montando le parti che tengono il telaio nella sua posizione in ordine di marcia. Sono tre gli elementi da montare: il morsetto dello snodo anteriore, il blocco della sella che include la levetta di arresto del carro e la sospensione posteriore. E già che ero in zona ne ho approfittato per installare le easy wheels.
Gli attrezzi necessari sono poca cosa. Ho usato la chiave multipla della Nov e un inserto a brugola da 4 mm.



Sono attrezzi che ho già descritto nella sezione dedicata ai multi-tools e fanno parte della dotazione che solitamente porto con me quando vado in bici.
Il clamp anteriore potrebbe montarlo anche un bambino della scuola materna. Nelle foto seguenti sono visibili: il clamp, la sede ove va avvitato e il lavoro ultimato. Tempo di esecuzione 40 secondi.



Un po’ più complesso è montare la leva di arresto piazzata nel morsetto del tubo reggisella. Non tanto per un’oggettiva difficoltà, quanto perché è presente la molletta della leva che oltre ad essere piuttosto dura da inserire presenta due spuntoni con i quali basta un niente per bucarsi un dito. Eventualmente meglio aiutarsi con una pinza. Nelle successive foto vedete il meccanismo con gli oggetti nell’esatto ordine di montaggio e il sistema installato:



Potete già notare che io sono sempre io e la leva di blocco non è l’originale Brompton ma quella della Nov in titanio, avanzo delle sperimentazioni sulla Nessie. Tempo di montaggio 4 minuti.
Infine la sospensione posteriore. Ho scelto di montare la molla della Bikefun accantonata sulla Nessie che nel frattempo da azzurra è diventata verde.



Anche qui il montaggio è semplice basta rispettare la corretta sequenza di montaggio visibile nella prima foto. Aggiungo un dettaglio che magari in due ancora non sanno. La tacca di arresto presente sul piattello in plastica anteriore deve essere rivolta verso il basso. Qualsiasi altra posizione non permette il bloccaggio del carro con la bici in ordine di marcia. Se a qualcuno dovesse capitare di avere il carro che non si blocca in posizione aperta sappia che, ruotando la sospensione con la mano sino a che la tacca è rivolta verso il basso, rimedia facilmente. Tempo di montaggio 3 minuti.



E ora il collaudo!



Come detto, ho montato anche le easy wheels. Anche queste non sono di serie (orrende!) ma in alluminio della Ti Parts.



E anche in questo caso il montaggio è semplicissimo. Basta una chiave a brugola da 4 mm e non più di due minuti. Ecco come appare il telaio dopo il lavoro.



Bene! L’avventura è cominciata e sin qui tutto bene. La prossima volta proverò a montare la forcella e mi aspetto qualche difficoltà in più.
Ciao a tutti.


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Costruire una Brompton
« Risposta #4 il: Marzo 20, 2017, 01:22:53 pm »
2^ Puntata: la forcella.
Questo fine settimana mi sono dedicato al montaggio della forcella sulla Lunacy. Installarla non è difficile, ma serve attenzione nella regolazione. Lo sterzo deve, infatti, ruotare liberamente ma nello stesso tempo essere privo di giochi, che ridurrebbero la vita dei cuscinetti. La forcella della Brompton è di tipo comune, simile a quella di moltissime altre bici. Misura 1” e 1/8 ed è di tipo filettato. Gli attrezzi necessari per il suo montaggio invece sono particolari. Servirebbero chiavi specializzate (reperibili facilmente su eBay a una quindicina di euro) ma, essendo un lavoro una tantum, mi sono arrangiato ricorrendo a un chiave auto-costruita e alla mia fida chiave inglese regolabile. È importante che siano chiavi a forchetta perché le ghiere della serie sterzo hanno il dado ottagonale e non esagonale. La chiave destinata alla ghiera inferiore deve essere ‘piatta’ poiché lo spazio di presa è minimo. Oltre a dette chiavi ho usato due inserti a brugola da 3 e 5 mm per gli accessori e una spatolina per il grasso (ricavata da uno stecchino mescola caffè furtivamente sottratto durante un viaggio sul Frecciarossa).

 
 
Ed ecco il materiale necessario. Oltre la forcella è indispensabile la “serie sterzo”, visibile nella foto seguente disposta nell’esatto ordine di montaggio:
 


Si tratta dell’originale Brompton appartenuta alla Nessie, ma qualsiasi serie sterzo da 1-1/8” filettata può andar bene. Nel mio caso non sono serviti i due cups perché già presenti nel nuovo telaio. E meno male! Installare i cups non è facilissimo perché serve una pressa speciale e devono essere allineati perfettamente tra loro (sconsigliabile quindi l’uso del martello per montarli, come ho visto fare…). Brava Brompton!
E veniamo al montaggio. Inizio avvertendo che i cuscinetti sono uguali tra loro ma sono direzionali e quindi hanno una posizione precisa quando s’installano. Nelle foto si vede il cuscinetto (sopra e sotto) e alloggiato correttamente nella cup (questa è l’inferiore ma la superiore è identica anche se rovesciata).



Chiarito questo, la prima cosa da fare è pulire bene e ingrassare abbondantemente le piste dei cups e, dopo aver inserito i cuscinetti, ingrassare per bene anche la loro parte rimasta a vista. Il grasso che ho usato è quello apposito della Campagnolo gentile omaggio del mio meccanico (solo il necessario perché il tubetto costa ben 23 €) ma qualsiasi grasso meccanico di buona qualità può andar bene.



Va poi inserita alla base del tubo forcella la rondella di plastica che funge da elemento di tenuta. Attenzione al verso d’inserimento, la concavità deve essere rivolta verso l’alto.



Nel caso di forcelle generiche andrebbe inserita anche la pista di scorrimento del cuscinetto inferiore, ma non è il caso di questa dove è già presente e visibile nella foto.
A questo punto s’infila l’asta della forcella nel cannotto dello sterzo e, dopo averla accomodata per bene, si sistema il cuscinetto superiore con la tecnica vista e si blocca tutto con la grossa ghiera che funge anche da pista di scorrimento.



E qui viene il difficile. Questa ghiera va stretta sino a che non si riscontrano più giochi in senso verticale della forcella ma non va stretta troppo altrimenti lo sterzo risulterà impedito. Dovesse accadere e non si allenta un po’, i cuscinetti e le piste di scorrimento finirebbero col logorarsi rapidamente.
Inserita la rondella distanziale, si avvita la seconda ghiera di serraggio sino a portarla a contatto della sorella già in posizione. Va notato che la rondella distanziale ha una tacca che, nell’inserimento, va fatta scorrere nell’apposita scanalatura presente sul tubo filettato della forcella (non si può sbagliare).



Infine si procede al serraggio e anche questa è un’operazione da fare con attenzione. Va eseguita ruotando in senso orario la ghiera superiore mantenendo ferma quella inferiore con la chiave piatta.
Se in questa fase la ghiera inferiore si muove… ciao! Va ripetuta la regolazione. In realtà non è così difficile, basta solo stare attenti! Il serraggio deve essere ‘robusto’. Con queste ghiere non c’è chiave dinamometrica che aiuti. Bisogna solo stringere forte (senza rompere qualcosa ovviamente).
Poiché appartengono alla dotazione della forcella, ho montato anche due accessori presenti sulla Brompton.



Il primo è il piccolo scudo laterale che impedisce al cavo freno di toccare i raggi della ruota e il secondo è il catcher del piantone sterzo. Quest’ultimo è quello in titanio della Nov sostituito recentemente sulla Nessie con uno in fibra di carbonio. Il catcher è stato solo bloccato e non serrato. Lo sarà solo dopo il montaggio del piantone dello sterzo. Ed ecco il lavoro completato, in 23 minuti esatti.



Questa procedura è valida per tutte le bici dotate forcella filettata (anche per quelle da 1”). Può servire anche in caso di manutenzione eseguendola inizialmente alla rovescia. I sacri testi dicono che la serie sterzo andrebbe sottoposta a manutenzione con pulizia delle parti e cambio del grasso ogni paio di anni se l’uso è intenso. Lo sterzo andrebbe periodicamente provato sollevando la ruota anteriore dal suolo e ruotando il manubrio a destra e manca per percepire eventuali indurimenti. Se il movimento non fosse fluido è segnale che è ora di far manutenzione prima che il problema degeneri con conseguente necessità di sostituire i cuscinetti o l’intera serie sterzo. 
Bene! La puntata è terminata. Spero sia stata utile e di non aver fatto confusione. Nella prossima proverò a montare i caliper dei freni.
Ciao a tutti.


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Costruire una Brompton
« Risposta #5 il: Marzo 27, 2017, 01:18:12 pm »
3^ Puntata: I freni e la sella.
Anche in questo week end ho potuto dedicare un po’ di tempo alla Lunacy e mi sono cimentato con i freni. È stato facile e non vi sono stati problemi. In questo caso non ho potuto attingere al materiale accantonato della Nessie e ho dovuto procurarmi un set di caliper. Li ho recuperati usati in Inghilterra a 27 € dopo una combattuta asta su eBay. Quando sono arrivati mi sono accorto che, tranne lo sporco, erano praticamente nuovi. Manco un graffio. Dopo una pulita eccoli in tutte le loro parti sistemate nell’esatto ordine di montaggio:



Come si può vedere ai kit ricevuti ho aggiunto i catadiottri, sia l’anteriore sia il posteriore, che sulla Brompton, sono montati tra i vari elementi che compongono i gruppi caliper. Il disco stopper che chiude l’assieme del freno posteriore non è di serie ma quello in fibra di carbonio della Nov che avevo comprato per la Nessie.
Il montaggio richiede dieci minuti e solo una chiave a forchetta da 10 mm. Durante l’installazione ho sostituito il dado autobloccante M6 presente nel freno anteriore non sapendo quante volte era stato svitato.
Apro qui una parentesi su questi dadi. Quelli usati da Brompton sono autobloccanti con inserto in nylon e andrebbero sostituiti ogni volta che si svitano. Questo perché l’inserto plastico che ‘grippa’ il filetto per bloccare il dado stesso resta deformato dal primo serraggio e riavvitandolo non fa più per bene il suo dovere. Personalmente non sono così categorico ma certamente dopo due/tre svita-avvita il dado andrebbe cambiato. Per evitare completamente il problema si potrebbero usare dadi tipo Vargal o Lanfranco con molla in acciaio ma sono difficili da trovare e costano parecchio. Nella foto vedete per primo il dado con inserto in plastica usato sulla Brommie, poi rispettivamente i Vargal e i Lanfranco.



Resta comunque consigliabile quando si fa manutenzione sostituire questi dadi ogni paio di rilasci.
Assieme ai freni ho dovuto installare anche il tubo sella per verificare lo stopper posteriore, è un lavoro di cinque minuti.




Per farlo basta una chiave a brugola da 5 mm. Sistemati anche: la sella, il morsetto (penta clip) e i due o-ring di serie che ancor oggi non ho capito a cosa servano. Ed ecco freni e sella montati sulla Lunacy:



e come si presenta il telaio che per la prima volta è stato piegato.



Le regolazioni saranno fatte a bici completamente montata.
Prima di chiudere posto una foto del nuovo cambio arrivato nei giorni scorsi:



Non avendo avuto riscontri alla mia richiesta di un parere, ho deciso da solo cosa comprare.
Ciao a tutti. 



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« Risposta #6 il: Aprile 02, 2017, 11:25:18 am »
4^ Puntata: Piantone dello sterzo e piega manubrio.
Questo fine settimana sono riuscito a montare lo sterzo. Una delle cose importanti che mancavano per completare la bici era il piantone dello sterzo. Dopo breve confronto col futuro utilizzatore si è deciso per un piantone tipo S. La mia iniziale scelta del tipo M 2017 è stata cassata da due fatti. Il primo è che è difficile reperirlo. Dopo tre settimane di attesa dall’ordine fatto vi è stato un secco ‘Out of Stock’ da parte Brompton. Ancora dieci giorni ed è tornato disponibile ma con tempi di attesa lunghissimi. Non ho gradito molto  >:(! Secondo motivo è che mio figlio, pur essendo alto, ha una netta preferenza per l’estetica del tipo S. Fortunatamente ne ho trovato uno usato, ma in eccellente stato presso Bike ID a Torino, dal gentilissimo Andrea, e non me lo sono lasciato scappare. Tutto sommato è stato meglio così perché ho risparmiato un bel po’ sia per il piantone che per la piega potendo riutilizzare il vecchio manubrio della Nessie. Altro aspetto positivo è stato il piacere di aver conosciuto di persona da Bike ID uno dei nostri massimi profeti: Sua Competenza il Dr. R. Sbrindola che, a parte gli scherzi, è persona davvero preparata  :). Montare queste cose è abbastanza facile e basta solo una chiave a brugola da 6 mm.  Devo anche dire che concettualmente, a parte rare eccezioni, i piantoni delle pieghevoli sono un po’ tutti uguali. ‘Visto uno visti tutti’ come diceva mia nonna  ::). Qui tutti i pezzi occorrenti:



Unica cosa cui prestare attenzione è che l’asse del manubrio sia esattamente a 90° con quello del telaio. È necessario quindi montare piega e clamp prima di installare il piantone sulla bici bloccandoli ma non troppo. Servono da riferimento.



Dopo alcuni tentativi di allineamento e aver verificato la posizione bloccando solo leggermente lo snodo, si piega completamente il piantone per verificare che tutto torni correttamente anche sul catcher posto sulla forcella regolando la posizione di quest’ultimo e serrandolo con ‘gentilezza’.



A questo punto con il piantone piegato si esegue il suo serraggio definitivo



magari aiutandosi con un tubo da mettere in sequenza alla chiave per aumentare la coppia. Se si usa questo sistema badare a non esagerare con la forza. Anche se il sistema usato da Brompton è molto robusto e ben fatto non è immortale. Il sistema di blocco del piantone è un lock expander di tipo a farfalla e non a piano inclinato. Quando andrà smontato, semmai dovesse accadere e spero di no, richiederà una martellata sulla vite di blocco. Infine si controlla che la piega sia esattamente centrata rispetto il piantone, che sia correttamente orientata (i due bracci devono piegare verso il retro della bici e leggermente verso l’alto) e si serra tutto per bene. Tutto questo lavoro richiede circa una mezz’ora. Ed ecco il complessivo della bici.



Adesso è ora di pensare al rodiggio. Ciao a tutti.


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Offline Sbrindola

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« Risposta #7 il: Aprile 03, 2017, 05:55:51 pm »
Complimenti come sempre per l'ottimo lavoro.
Per quanto riguarda la competenza del sottoscritto (spesso solo teorica  :( ), sono così preparato che ogni tanto chiedo aiuto proprio a Gip  ;D Questo topic dimostra con i fatti la sua preparazione sulla meccanica delle bici


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« Risposta #8 il: Aprile 12, 2017, 02:23:51 pm »
5^ Puntata: Il rodiggio.
E siamo arrivati alle ruote. Prima di montarle ho dovuto comporle. Per l’anteriore c’era solo da rimontare camera d’aria e pneumatico, per il resto andava bene così come smontata da Nessie. Diverso il discorso per la posteriore che era stata completamente smembrata per recuperare il cambio BWR, da riutilizzare con le ruote in carbonio della Nessie. Con il solito sapiente aiuto di ‘BrunofigliodelGianca’ è stata ricomposta col nuovo cambio Sturmey Archer e raggiata in II. Questo cambio è identico al BWR come dimensioni quindi non vi è stato bisogno di sostituire i raggi. In futuro però dovrò decidermi a imparare a montarle da solo le ruote.  Ecco il risultato:



Ho iniziato montando ii rim tape facendo attenzione che i fori delle valvole coincidessero con quelli dei cerchi poi camere d’aria e copertoni. Prima tutto il lato di tribordo del copertone poi, dopo aver infilato la valvola, s’inserisce completamente la camera d’aria e infine si calza il lato di babordo. Nel mio caso non è stato necessario l’uso di leve o attrezzi. Per la cronaca le camere d’aria sono Kenda e i copertoni Brompton Kevlar, tutto materiale originale recuperato. Nelle foto a seguire la sequenza.



Ed ecco le ruote pronte all'installazione:



Io preferisco fare questo lavoro con le camere d’aria leggermente gonfiate. Riduce la possibilità di pizzicarle con i copertoni e avere spiacevoli sorprese dopo.
Per montare le ruote sulla bici basta una chiave da 15 mm. Nella foto a seguire il necessario per la ruota posteriore che ho installato per prima.



Semplicissimo! In questa bici è strano come sia facile montare la ruota posteriore e invece così fastidioso riparare una foratura. Dopo aver sistemato le due guancette (fornite col cambio), si calza la ruota nei forcellini e si stringono alla pari i due dadi di blocco. E qui devo fare un elogio alla Brompton. Fino a questo momento tutti i pezzi si sono incastrati perfettamente come in un puzzle. Non è stato necessario alcun adattamento o forzatura. Mi aspettavo di dover regolare la ruota con l’asse telaio ma una volta sistemata a fondo corsa nei forcellini, era già perfettamente allineata. A questo punto ho montato il tendicatena. Questo è un pezzo che ho dovuto recuperare in Inghilterra da SJS Cycle che, assieme a Brilliant Bikes e Compton, è mio fornitore di parti Brompton. Purtroppo il tendicatena dismesso da Nessie non andava bene essendo per sei marce. Montarlo è semplice, basta sistemarlo nella giusta posizione (non si può sbagliare) e bloccare tutto con rondella e dado forato forniti col cambio. Eccolo al suo posto:



Montare la ruota anteriore è ancora più semplice. Stesso metodo e stesso attrezzo usati per la posteriore. Unico accorgimento sistemare per bene il gancio anteriore che è utilizzato nella piegatura della bici ma, anche qui, non si può sbagliare. Nella foto l’occorrente. Inclusa la protezione del carro posteriore per evitare che si graffi col gancio in posizione piegata.



Ed ecco il complessivo della Lunacy, che adesso comincia ad assomigliare a una bici:



Come vedete sono finito sul patio di casa perché scacciato in malo modo dalla cucina da mia moglie, che non apprezzava la bici sul tavolo. Inoltre ora serve il cavalletto per continuare i montaggi. Notare la prima vera piegatura completa con la classica silhouette della Brompton accartocciata. Per tutto questo lavoro sono stati necessari 35 minuti.
Bene! Fine della puntata. La prossima volta tenterò di montare la trasmissione. Ciao a tutti.


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Costruire una Brompton
« Risposta #9 il: Aprile 13, 2017, 11:21:43 am »
6^ Puntata: La trasmissione.

Ed eccoci alla trasmissione. In questa foto l’occorrente:



Da sinistra a destra e dall’alto in basso:
-   Ragno con nottolino speciale;
-   Pedivella sinistra;
-   Viti fissaggio guarnitura al movimento centrale;
-   Corona 54t con para catena;
-   Catena con la sua falsa maglia;
-   Tubo (dirò dopo a cosa serve);
-   Pedali Wellgo M111 (il sinistro di tipo QR rimovibile);
-   Nottolini di fissaggio della corona alla guarnitura;
-   Chiavi a brugola da 8, 6 e 5 mm.

Prima cosa è stata comporre la guarnitura con la sua corona. Non è difficile ma questa guarnitura ha una peculiarità. Uno dei fori filettati di fissaggio corona si trova nascosto dietro la pedivella e richiede un nottolino particolare. Serve quindi quello originale che bisogna badare a non perdere per non inguaiarsi.



Altra cosa da dire è che i boccioli da me usati sono in alluminio della Reverse Components. Sono nottolini furbi perché hanno l’inserto esagonale su entrambi i lati (da 5 all’interno e da 6 sull’esterno). Sono quindi molto più facili da montare e smontare dei classici boccioli con, all’interno, l’inserto a cacciavite, rognosi da tener fermi quando si avvita o svita dall’esterno. Sono verdolini ma tant’è che in casa avevo quelli e li ho usati. E poi non mi pare stiano male su una bici verde. Ho poi fissato la guarnitura al movimento centrale con una chiave del 6. Per avvitare le due viti mi sono aiutato con il tubo visto prima in questo modo:



Bisogna però stare attenti a non esagerare con la forza perché si rischia di rompere le viti ed è meglio che non succeda, credetemi :-[.
Sistemata la guarnitura, ho passato la catena. Dopo averla fatta transitare per il labirinto tenditore/pignone, l’ho fatta girare attorno al movimento centrale per poi chiuderla con la falsa maglia.



È meglio non calzarla subito sulla corona anteriore per non penare con la falsa maglia che sarebbe assai dura da inserire in queste condizioni. Poi, una volta chiusa, si calza la catena sulla corona con la medioevale tecnica con cui si rimette a posto una qualsiasi catena caduta.
Infine i pedali. I Wellgo sono stati scelti da mio figlio al posto degli originali Brompton che a casa mia nessuno vuole. Anche questi Wellgo sono furbi e hanno l’inserto esagonale direttamente sul perno. E si avvitano con facilità come da foto senza bisogno di malefiche chiavi speciali.



Nemmeno dire che il senso di avvitatura è orario per il pedale destro e antiorario per il sinistro. Nel caso specifico per il pedale destro serve una chiave da 6 mentre per il sinistro, dove non si avvita il pedale ma il meccanismo di sgancio, bisogna usare una chiave a brugola da 8 mm.
E infine la bici nelle sue tre classiche posizioni.



Queste piegature hanno avuto anche valenza di collaudo per verificare che non vi fossero interferenze tra le varie parti. Mi aspettavo un risultato positivo, com’è stato, visto che ho adoperato tutto materiale dismesso della Nessie che, in un remoto passato, era gemella di questa. Tempo per tutto questo lavoro 43 minuti.
Fine della puntata! La Lunacy sta diventando grande. Nella prossima proverò a montare tutti i comandi sul manubrio. Ciao a tutti.


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Costruire una Brompton
« Risposta #10 il: Aprile 20, 2017, 05:38:54 pm »
(Recuperato)

7^ Puntata: I comandi sul manubrio.
Credevo di fare una passeggiata ma non è stato esattamente così. Montare i comandi è semplice e veloce ma trovare la loro giusta posizione meno. Ed ecco il necessario:



a destra: comando cambio, leva freno e manopola destre; a sinistra: campanello, leva freno e manopola sinistra. E qui, come il solito, gli attrezzi:



Per fare questo lavoro servono: chiavi a brugola da 5 e da 3 mm e un buon cacciavite per il campanello. Come si può vedere ci sono anche pezzi esotici. Le manopole sono le T-One che già ho descritto altre volte. Leve originali Brompton, campanello con genitori incerti e occhi a mandorla e comando cambio Sturmey Archer DOC. Come detto montare ‘sta roba non richiede un genio assoluto ma non è facilissimo trovare la loro giusta posizione. Ho dovuto allentare più volte le varie viti di bloccaggio prima di trovare la quadratura. Le leve dei freni, in particolare, vanno sistemate col manubrio in posizione piegata. Questa bici è talmente precisa che se non si rispetta la sua filosofia poi da problemi. Bisogna accertarsi che i cavi dei freni e del cambio non ostacolino la piegatura ma percorrano comunque la loro strada. Non escludo, quando monterò i cavi, di dover ritoccarle. Per montare il comando cambio si usa una chiave da 5, in tutti gli altri casi una chiave da 3. Ed ecco il lavoro finito:



Le manopole sono lunghe 137 mm e tutto mi sembra a portata di mano. E questa foto mostra il manubrio piegato.



Come si può vedere non c’è scampo! I cavi dovranno passare tra piantone dello sterzo e forcella e le leve freno devono stare così, quasi verticali rispetto il manubrio. Per fare tutto sono occorsi 35 minuti. Bene! Anche questa è fatta! Grande soddisfazione è anche vedere lo scatolone dei pezzi avanzati della Nessie finalmente vuoto e pronto per la raccolta differenziata.



Adesso non mi resta che cablare e regolare il tutto e non nascondo che è il lavoro che mi preoccupa di più. Alla prossima puntata. Ciao a tutti.





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Costruire una Brompton
« Risposta #11 il: Aprile 20, 2017, 06:05:25 pm »
(Recuperato)

8^ Puntata: I cablaggi e la messa a punto.
Come temevo questa è stata la parte più rognosa di tutto il montaggio. Due ore e passa di lavoro e parolacce! Cablare la Brompton è una fase delicata. Va fatto rispettando i passaggi cavi previsti senza deroghe, pena problemi nella piega della bici o mal funzionamenti dei freni e del cambio. Qui il necessario con gli attrezzi occorrenti:



Da sinistra a destra in alto: kit freno posteriore, kit freno anteriore, fascetta di raggruppamento dei cavi.<br />In basso: accessori del cambio; cavo del cambio, chiave Nov universale, chiave a brugola da 5 mm, pinza cui si aggiungerà più tardi un tronchesino. Qui qualche dettaglio del kit del cambio:



Nel mio caso il cavo del cambio è arrivato col kit acquistato, mentre i cavi dei freni sono originali Brompton trovati da Brilliant Bikes. Tutte le guaine e i cavi sono della Jagwire. La prima guaina che va installata è quella del freno anteriore. Prima sorpresa! La guaina non è in un solo pezzo, come ho sempre creduto, ma in due. Il primo tratto va dalla manopola alla fascetta di raggruppamento dei cavi. Il secondo da qui al caliper. Nel kit Brompton la fascetta non c’è e meno male che prudentemente l’avevo ordinata a parte. Questo è il percorso:



A seguire la guaina del freno posteriore che deve seguire questa strada:



Infine la guaina del cambio. Prima di sistemarla va montata la puleggia di rinvio posta sul carro posteriore. Questo elemento, apparentemente poco importante, è invece fondamentale per il buon funzionamento del cambio. Il percorso della guaina attraverso il telaio è lo stesso di quella del freno posteriore. Si separano solo nella parte finale finendo: una nella scatoletta della puleggia l’altra nel caliper del freno.



Poiché è una guaina predisposta per qualsiasi tipo di Brompton, è stato necessario tagliarla. E tagliare la guaina è stata una vera passione da Venerdì Santo! All’interno vi è un’infinità di fili d’acciaio durissimi, che fanno da armatura, e che vanno recisi uno per volta con un tronchesino. Ho impiegato 20 minuti per averne ragione. Ed è stato necessario poi passare il capo con la mola per avere una cosa decente. Alle guaine vanno applicati i terminali (presenti nei kit ma non montati). Passate le guaine e intestate sulle varie leve freno, comando cambio, caliper e scatoletta con la puleggia, s’infilano i cavi. Non è difficile ma vanno rispettate le posizioni delle testine dei cavi.



A questo punto si devono eseguire le connessioni con i freni e col cambio. Prima di montare i pads sui freni ho cambiato le vecchie pastiglie usurate con nuove Shimano R55C4 che conosco bene e mi piacciono per la loro efficacia, secondo me migliore dei Fibrax originali.



Per collegare i freni adotto questo metodo: dopo aver allentato tre o quattro giri i regolatori presenti sulle leve freno, porto a contatto i pads con il cerchione e fisso il cavo in modo che i freni restino bloccati.



Dopo di che rimetto i regolatori in posizione zero allentando i freni di circa due millimetri per parte. Se i giochi tra pads e cerchi sono corretti, si serrano definitivamente i cavi. Poi io eseguo la messa a punto definitiva dei pads allineandoli per bene alla pista frenante dei cerchi e facendoli convergere circa un mm in avanti e li blocco definitivamente. Per non avere problemi in seguito ho eseguito una piegatura completa della bici controllando che non vi siano impigli o eccessivi stati di tensione nei cavi. La mia regolazione dell’inclinazione delle leve fatta nella puntata precedente andava bene. E veniamo al cambio. È stata una durissima lotta! All’inizio non voleva saperne di funzionare. Prova e riprova … niente da fare, non cambiava nemmeno a dargli soldi :(! Dopo un paio di damigiane di olio ancora niente. Deluso e giù di morale sono andato a dormire pensando a come risolvere il problema. Il mattino seguente, sistemata la bici sul cavalletto, … miracolo ::)! Tutto funzionava. Evidentemente l’olio, come il virus dell’influenza, aveva fatto il suo unto lavoro nottetempo. Evidentemente i miracoli non capitano solo a Milano ma qualche volta anche a Verona ::)! Probabilmente si tratta di un cambio vecchiotto rimasto in magazzino chissà quanto tempo e arrivato anchilosato. Il cambio è un po’ più complesso da collegare dei freni. Per prima cosa va avvitata a fondo la catenella che trasmette il movimento all’alberino del cambio. Nel caso di questo cambio, diverso dal BSR originale Brompton, l’inizio della catenella non viene a trovarsi a circa metà dei fori d’ispezione presenti sul dado di guida. Se ne va all’interno e li sparisce. In seguito si avvita il codolo filettato della catenella per circa un centimetro sul regolatore e si fissa quest’ultimo al cavo col suo morsetto.



La regolazione avviene avvitando o svitando il regolatore secondo le necessità. Il cavo non deve essere teso ma nemmeno troppo lasco. A questo punto si prova, col comando sul manubrio, a cambiare le marce. A ogni scatto deve corrispondere un cambio di marcia. Se la prima marcia fatica a entrare o vi sono incertezze nelle cambiate, si avvita qualche giro il regolatore sino che tutto funziona bene. Attenzione a non tirare troppo il cavo perché i problemi si spostano sulla marcia più alta. Terminata questa fase, si blocca tutto con la piccola ghiera presente sul codolo filettato della catenella. Prima di tagliare i cavi alla giusta misura, è meglio eseguire un’altra piegatura completa e verificare anche la guaina del cambio. Se tutto è a posto, non resta che tagliare i cavi con il tronchesino eliminando le parti in eccesso e inserire i terminali che vanno schiacciati con una pinza. Io lascio sempre 4/5 cm di ricchezze al cavo utili per afferrarlo con una pinza se servirà in futuro.



Finito! Adesso è ora di fare il primo giretto vero ma prima un’oliata alla catena con questo:



…………………………………………………………………………………………………………………………...

Fatto! Mi pare che tutto funzioni a dovere e non ho trovato problemi. La bici frena bene e il cambio funziona ora senza incertezze. Serve comunque un periodo di rodaggio che farà il suo nuovo proprietario. Nell’ultimo intervento trarrò le mie conclusioni su questo lavoro. Ciao a tutti.



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Costruire una Brompton
« Risposta #12 il: Aprile 21, 2017, 08:50:05 am »
Conclusioni e impressioni.
Siori e siore gò finio!. Ce l’ho fatta :)! Ecco la Lunacy! Una ‘rarissssima’ S5E in tutta la sua britannica fierezza.



E qui a confronto con la sua titanio-carboniosa sorella maggiore.



Vorrei ora fare qualche considerazione su questo lavoro che mi ha impegnato per un paio di mesi. Non faccio commenti sulla bici in se perché il forum ne è pieno e tutti ne conoscono pregi e difetti.

1)   È vero che ho impiegato quasi due mesi per montarla ma in realtà se sommate i tempi di montaggio per fase, vi accorgerete che il lavoro è durato sì e no lo spazio di una giornata. Ho l’impressione che un operaio della Brompton non impieghi molto più di un’ora per fare la stessa cosa. I tempi lunghi sono dovuti al fatto che il mio impegno è stato saltuario e vi sono state lunghe attese per ricevere gli elementi che non avevo. Il cambio Sturmey Archer proveniente da Taiwan ha impiegato venti giorni ad arrivare e tutte le minuterie comprate in Inghilterra da Brilliant Bikes e SJS Cycle almeno una decina di giorni. Dieci giorni sono stati necessari anche per i freni.

2)   Montare la Lunacy è stata cosa abbastanza facile. Non lo avrei mai detto all’inizio. Solo i cablaggi hanno dato qualche piccolo grattacapo. A conti fatti questa bici è anche un meccanismo piuttosto semplice. Penso che chiunque non abbia paura di tenere in mano una chiave inglese possa farlo. Come ho già avuto modo di dire, questa bici è ingegnerizzata e costruita davvero bene. Tutti i pezzi sono andati al loro posto senza bisogno di adattamenti e forzature. Bisogna fare i complimenti alla Brompton. A questo va aggiunto che qualsiasi incertezza sul come montare qualcosa si supera facilmente vista l’imponente documentazione presente in rete. Io poi sono stato facilitato avendo Nessie come esempio.

3)    Alla fine della favola mi sono accorto che la Brompton non è poi così diversa dalle altre pieghevoli. Se non fosse per il suo particolare movimento di piega del carro posteriore, è del tutto simile ad Atala, Dahon, ecc. Ci sono cose che faccio fatica a capire per come sono fatte. Ad esempio l’attacco del carro posteriore è macchinoso e costruito con tantissimi pezzi ma tant’è che è efficiente. Trovo barocco e poco pratico anche il sistema d’inserimento del reggisella dal basso, anche se più sicuro degli altri (con tanti ‘mano lesta’ che girano!). Ci sono cose che poi non mi piacciono proprio, come i pedali o le eazy wheels di serie, ma la Brompton è così e bisogna farsene una ragione o cambiare gli elementi.
 
4)   E cosa è venuto a costare tutto questo? Senza entrare nel dettaglio la Lunacy è costata circa 700 € di cui oltre la metà spesi per il solo telaio. È tanto in assoluto ma non va dimenticato che una bici nuova, e paragonabile alla Lunacy, vale oltre 1.400 € (parti speciali incluse). Vale dunque la pena seguire questa strada per avere una Brompton? Se si parte da zero, direi assolutamente di no! Si finirebbe per pagarla il doppio che non comprarla bella e pronta. I pezzi di questa bici sono carissimi e le spese di spedizione dall’Inghilterra molto pesanti. Per esempio il pezzetto di plastica che tiene raggruppati i cavi sotto il manubrio vale 4£ più 5£ di spedizione (più di 10€, … 20.000 delle vecchie lire :o) … una follia :-[! E’ meglio raggruppare gli acquisti in un’unica spedizione se si vuol risparmiare.

5)   A parte i problemi iniziali descritti, la mia scelta di montare un cambio a 5 marce non è male. E’ fruibile in pratica come quello a sei marce ma esente dalla complicazione del deragliatore e del doppio comando. Devo dire però che la manovra di questo cambio non è precisa e secca come gli originali Brompton. Talvolta presenta incertezze su cui bisogna prendere la mano, Posso capire perché la casa madre ha deciso di non utilizzarlo più da qualche anno. Gli sviluppi metrici sono di 2.95, 3.59, 4.79, 6.30 e 7.58 metri (dati Sturmey Archer). È una scelta prudente e, visto l’uso di una corona da 54 denti, ho preferito un rapporto snello da 15 denti al mozzo. Volendo si può sostituire questo rapporto con qualcosa di più lungo come un 14 o un 13 denti ma lo sviluppo metrico più lungo arriverebbe fino a 8.77 m, un’enormità (senza parlare poi del 12 denti)! Per la cronaca questo cambio è venduto anche con il cassetto per due pignoni in modo di avere dieci marce montando anche il deragliatore. Nei pochi chilometri fatti mi è sembrata una soluzione adatta sia a tenere un buon passo in pianura che nell’affrontare salite mediamente impegnative.
Il peso finale della bici è di 11 kg; niente male rispetto l’omologa tre marce di serie che è data per 11,25 kg. Il secondo peso nella foto è quello della sorella Nessie.



Ora la Lunacy è andata, come regalo di compleanno, nelle mani del suo nuovo proprietario: mio figlio. Che però è stato minacciosamente avvertito di trattarla bene e non lasciarla in giro nemmeno per un secondo >:(. Andrà a far pendant con questa:



e vivrà spesso nel suo bagagliaio. Abbiamo già fatto le prove e ci sta a pennello. Questo spiega anche la scelta del colore. Un’altra condizione posta come inderogabile è che sia adoperata.
Bene! Finito! Voglio ringraziare sentitamente chi ha avuto l’enorme pazienza, vista anche la mia modestia con la penna e con la fotografia, di seguirmi sino a qui e chi mi ha manifestato apprezzamento diretto in un modo o nell’altro.
E ora viaaaa!! …Per una nuova e sempre più ambiziosa avventura… ;)! Ciao e grazie a tutti.


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Offline Vittorio

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Costruire una Brompton
« Risposta #13 il: Aprile 21, 2017, 11:10:35 am »
Gip for president! Gran bel lavoro e come sempre un'esposizione perfetta, da raccogliere e stampare.
La scelta del racing green, a parte il pendant con la "nave madre" (però, fortunello i' tu' figliolo!), mi sembra sempre la migliore: una bici così, di che altro colore vuoi farla se non verde inglese?

Vittorio


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Dahon Vitesse D7 (ex "Due Calzini")

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« Risposta #14 il: Aprile 21, 2017, 12:57:54 pm »
È stato un piacere leggere di questo progetto. Tecnicamente non ho capito quasi nulla, se non che l'hai fatta verde/nera e a 5 marce, ma io ho un problema mentale con la meccanica, nonostante questo è stato divertente e istruttivo seguire il percorso!


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Brompton M6R nera