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Autore Topic: Re:Bologna notizie varie  (Letto 2670 volte)

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Offline NessunConfine

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Re:Bologna notizie varie
« il: Giugno 01, 2017, 12:50:34 am »
[STAFF: questi contributi vengono da un'altra discussione ]

L’Emilia-Romagna, dove le persone che usano regolarmente la bicicletta sono il doppio rispetto alla media nazionale – 10% rispetto al 5% -, punta a diventare ancora di più la regione delle due ruote e della mobilità sostenibile.

A partire dalla realizzazione della prima Rete delle ciclovie regionali, da Piacenza a Rimini, passando per nuove piste ciclabili e ciclopedonali e, nelle aree urbane, nuove ‘zone 30’, dove velocità e traffico siano ridotti, cui associare la promozione delle “bici pieghevoli” per affiancare l’utilizzo dei mezzi pubblici.

Con obiettivi chiari: raddoppio della percentuale di spostamenti in bici e a piedi sul territorio; dimezzamento entro il 2020 delle vittime su strada, come indicato dall’Unione europea; nuovi collegamenti tra le piste esistenti, una maggiore integrazione treno-bici e servizi per i ciclisti, dalla riparazione alla vigilanza. E per ogni nuova strada realizzata, una nuova pista ciclabile, anche non adiacente, come invece prevede l’attuale normativa.

È quanto prevede il primo progetto di legge sulla ciclabilità in Emilia-Romagna, approvato dalla Giunta regionale. Norma alla quale corrisponderà un investimento iniziale della Regione di 10 milioni di euro, risorse stanziate dal Fondo di sviluppo e coesione e messe a bando a favore di Enti Locali, agenzie per la mobilità e società di gestione nel campo dei trasporti. Con una avvertenza: gli enti e i soggetti inadempienti sulle misure per la ciclabilità non potranno beneficiare di contributi regionali. Complessivamente, sono 25 i milioni di euro destinati alla mobilità ciclistica entro la fine della legislatura.

 

25 milioni per la mobilità ciclistica entro la fine della legislatura
Complessivamente, per interventi sulla mobilità ciclistica sono previsti fondi per quasi 25 milioni di euro entro la fine della legislatura: ai 10 milioni per l’applicazione della nuova legge, si aggiungono 8 milioni per i progetti dei Comuni con più di 50mila abitanti (Carpi, Cesena, Faenza, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini) e  la Città metropolitana di Bologna per nuove piste ciclabili o misure di moderazione del traffico, di cui 8 milioni cofinanziati direttamente dalla Regione con fondi Por-Fesr; 1,3 milioni assegnati all’Emilia-Romagna dal riparto nazionale del Piano per la progettazione di itinerari e piste ciclopedonali e 5 milioni,sempre assegnati alla Regione dalla legge sulla Green economy, per la realizzazione del tratto della Ciclovia del Sole che attraversa otto Comuni fra Bologna e Modena (Mirandola, San Felice sul Panaro, Camposanto, Crevalcore, San Giovanni in Persiceto, Sant’Agata Bolognese, Anzola dell’Emilia, Sala Bolognese), lungo il tracciato ferroviario dismesso della Bologna-Verona.

Le novità della legge
La parola d’ordine è incentivare l’uso della bicicletta, come elemento di mobilità sostenibile urbana ed extraurbana, rete di cui fanno parte anche le ciclovie turistiche nazionali, mettendo in rapporto i tanti settori interessati: territorio, mobilità, ambiente, sanità e prevenzione, welfare, sviluppo rurale, turismo.

In che modo? Prima di tutto con la realizzazione di nuove ciclovie e la messa in sicurezza dei tratti presenti. Ma anche il recupero di stazioni ferroviarie e case cantoniere in struttureche offrirannoservizi per i cicloturisti; noleggio bici e bike sharing; velostazioni; registri per il riconoscimento delle biciclette, parcheggi attrezzati diffusi.

Tra le novità, anche la possibilità di costruire le piste ciclabili anche non in adiacenza alle strade, ma su tracciati differenti. Infatti, la legge 366 del 1998 stabilisce che a fronte della costruzione di nuove strade o di manutenzione di quelle esistenti, vengano previste vie ciclabili esclusivamente in adiacenza, possibilità a volte non praticabile.
E ancora: saranno previstispazi per il deposito biciclette negli edifici residenziali, all’interno delle attività produttive e nei luoghi pubblici. Verranno individuate azioni per la riduzione della velocità e la realizzazione diffusa di nuove “zone 30” (limite chilometrico orario) per agevolare l’intermodalità con i mezzi pubblici, anche con la promozione delle “bici pieghevoli”. I nuovi edifici residenziali dovranno dotarsi di spazi per il ricovero di biciclette in cortile o in aree dedicate. Inoltre, nell’erogazione dei contributi regionali verranno premiati i progetti che prevedono forme di vigilanza anche tramite videosorveglianza, servizi agli utenti (riparazione, gonfiaggio, noleggio) in prossimità delle velostazioni, marchiatura registrata delle biciclette. Mentre, appunto, gli Enti in cui si rileveranno inadempienze nella manutenzione delle proprie infrastrutture e nel sostegno alla ciclabilità, non potranno beneficiare di contributi regionali.

La Rete delle ciclovie regionali
La Rete sarà costituita da numerosi percorsi ciclabili già esistenti, da tratti da raccordare o di nuova realizzazione. Comprenderà anche le ciclovie e gli itinerari storici, a partire  dall’Eurovelo, che in Italia coincide per buona parte con la Ciclovia del Sole e i suoi tremila chilometri dall’Alto Adige alla Sicilia, e da Bicitalia, il network a cura della Federazione italiana amici della bicicletta, che racchiude gli itinerari nazionali e sovraregionali. Nella rete vengono poi integrate le piste ciclabili locali e individuati i tracciati ferroviari dismessiin cui realizzare nuove vie per le due ruote ad uso turistico.

La base di partenza è il protocollo d’intesa per lo sviluppo della mobilità ciclopedonale in EmiliaRomagna, siglato nel 2015 dalla Regione con le principali associazioni di settore (Fiab, Legambiente, Uisp Comitato regionale, Wwf) e – novità rispetto alla precedente firma del 2009 – anche Anci e Upi.

Come funzionerà la nuova legge 
La Città metropolitana di Bologna, i Comuni e le loro Unioni indicheranno le reti ciclopedonali locali e programmeranno le azioni negli ambiti di loro competenza, legandole agli obiettivi di accessibilità e intermodalità con il trasporto pubblico locale. Nell’ambito del Piano regionale integrato dei trasporti (Prit) verranno individuati i criteri per orientare gli enti locali nelle loro scelte di pianificazione urbanistica. La Regione metterà a disposizione 10 milioni di euro per finanziare gli interventi degli Enti locali. Per favorire la collaborazione tra amministrazioni e associazioni del settore, la Regione promuove un Tavolo regionale per la ciclabilità.

Fonte | http://www.raffaeledonini.it/?p=648

Non male no? ;)
« Ultima modifica: Giugno 05, 2017, 06:53:22 pm by occhio.nero »
Lorenzo - Tern Link P9

Online Vittorio

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Re:Re:Bologna notizie varie
« Risposta #1 il: Giugno 01, 2017, 07:12:30 am »
Come annuncio, è bellissimo.... Ma non è ancora legge.
Fa comunque piacere che vengano considerate esplicitamente le pieghevoli.
Per il recupero delle ferrovie dismesse, l'Emilia Romagna ha potenzialità notevolissime: più tardi vedo di buttar giù un elenco.

Vittorio
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Online Vittorio

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Re:Bologna notizie varie
« Risposta #2 il: Luglio 18, 2017, 06:04:22 pm »
C'è voluto un bel po' di tempo più del previsto, comunque ecco l'elenco, ritengo esaustivo, delle sedi ferroviarie dismesse in Emilia-Romana. La ricognizione è stata effettuata ovviamente solo tramite Google Maps e Street View, quindi non va presa come oro colato, però mi sembra che di "ciccia" ce ne sia parecchia  :)
Se poi questo mio lavoretto potesse essere utile anche nell'ambito del progetto citato, mi farebbe solo un grande piacere.

Vittorio

FERROVIE EMILIANE DISMESSE, TRASFORMABILI IN PISTE CICLABILI

Piacenza-Bettola (33 km)
3,4 km in ambito cittadino già esistenti, altri 4-5 km di sede ancora riconoscibile ma recuperabile con difficoltà in vari tratti fra Piacenza e Ponte dell’Olio (23,5 km), il resto è stato riassorbito da campi e costruzioni o riutilizzato come viabilità locale e come sede della ex SS 654 fra Riva di Ponte dell’Olio e Bettola.

Reggio Emilia-Boretto (27 km)
Sede riconoscibile a tratti ma compromessa e di difficile recupero

Barco-Montecchio Emilia (3,7 km)
Sede in gran parte riconoscibile o trasformata in strada interpoderale facilmente recuperabile

Bagnolo in Piano-Correggio-Carpi (19 km)
Sede trasformata in strada interpoderale facilmente recuperabile fra Bagnolo e Correggio (7 km); ciclabile già esistente nell’attraversamento di Correggio (2,5 km); trasformata in strada interpoderale facilmente recuperabile fino al Villaggio del Lavoro (2 km); ciclabile già realizzata in ambito Villaggio del Lavoro (0,5 km); sede compromessa difficilmente riconoscibile e recuperabile di qui a Carpi

Modena-Mirandola (31 km) e diramazione Cavezzo-Finale Emilia (20 km)
Sede riconoscibile ma compromessa da Modena a Torrenova (percorso ciclabile alternativo lungo le vie Menotti e Nonantolana); ciclabile già realizzata da Torrenova a Bastiglia (8 km); sede riconoscibile e non troppo compromessa per successivi 3 km; riconoscibile solo a tratti fino a Cavezzo (11 km); da qui in direzione di Mirandola 1 km di ciclabile già realizzata, 1,2 km riassorbiti da viabilità locale, ciclabile “Chico Mendes” già realizzata (2,6 km).
Sulla diramazione, 4,2 km di ciclabile già realizzata, poi sede riconoscibile attraverso il Polo Industriale di San Felice sul Panaro, aggirabile per 2,8 km su percorso in buona parte protetto o riservato fino a San Felice, che si attraversa su percorso quasi interamente protetto, poi ciclabile già realizzata fino a Finale Emilia (11,5 km)

Modena-Porotto (59 km) e diramazione Decima-San Giovanni in Persiceto (8 km)
Sede non più riconoscibile fino a Ravarino (16 km); sede a tratti riconoscibile o trasformata in viabilità agricola fra Ravarino e Crevalcore (4 km); sede riconoscibile e non troppo compromessa fra Crevalcore e San Matteo della Decima (5,5 km); sede quasi completamente trasformata in viabilità locale o non più riconoscibile da San Matteo della Decima a Cento (6 km); già recuperata come itinerario ciclopedonale da Cento a Corporeno (2,7 km); sede riconoscibile da Corporeno a Sant’Agostino (7,5 km); sede difficilmente riconoscibile o riassorbita da viabilità locale da Sant’Agostino a Mirabello (9 km); sede già recuperata come itinerario ciclopedonale (in parte sterrato)  fra Mirabello e Vigarano Mainarda (1,5 km); sede non più riconoscibile o riassorbita da viabilità ordinaria fra Vigarano Mainarda e Porotto (3,5 km).
Sulla diramazione, sede riconoscibile e recuperabile, se non già trasformata in viabilità agricola, a parte un tratto centrale di circa 850 m riassorbito dai campi.

Modena-Vignola (25 km) e diramazione Spilamberto-Bazzano (7 km)
Ciclabile già realizzata da Modena a Vignola; sede ferroviaria completamente scomparsa e riassorbita nel territorio da Spilamberto a Bazzano

Poggio Rusco-Ostiglia (in realtà Revere Scalo-Roncanova di Gazzo Veronese: 13,5 km, di cui 10,5 km in Lombardia)
Sede ferroviaria intatta, a tratti ancora da disarmare; circa 350 m all’uscita da Revere Scalo da realizzare su nuova sede propria parallelamente al binario ancora in esercizio come raccordo industriale.

Budrio-Massa Lombarda (26 km)
Sede compromessa solo in qualche tratto, per il resto in gran parte ben riconoscibile e recuperabile senza eccessive difficoltà,

Ferrara-Copparo (19 km)
Sede in alcuni tratti compromessa ma in maggior parte riconoscibile e recuperabile senza eccessive difficoltà

Massa Lombarda-Imola-Fontanelice (49 km)
Sede non più riconoscibile e completamente riassorbita da campi e viabilità locale

Castelbolognese-Riolo Terme (9 km)
Sede riconoscibile con difficoltà per circa 7 km in affiancamento alla SP 306, parzialmente compromessa dalla viabilità ordinaria e difficilmente recuperabile

Rimini-Novafeltria (33 km)
Sede non più riconoscibile, inglobata nella viabilità ordinaria tranne un tratto di 500 m presso Secchiano, già recuperato come percorso ciclopedonale.

Rimini-San Marino Dogana (12 km)
Sede non più riconoscibile, inglobata nella viabilità ordinaria e nello sviluppo urbanistico

Sant’Arcangelo di Romagna-Urbino (linea mai completata)
Sede in buona parte ben riconoscibile ma a tratti compromessa fra Sant’Arcangelo e Colombare (10,2 km); percorso ciclopedonale già realizzato fra Colombare e Ponte Verucchio (1,2 km), che si innesta su una ciclabile di circa 9,3 km (con qualche interruzione per circa 1 km complessivo) già esistente lungo la via Santarcangiolese; progetto già esistente di estensione.
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Offline Chiarella

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Re:Bologna notizie varie
« Risposta #3 il: Luglio 23, 2017, 01:35:22 pm »
Vittorio hai fatto un gran lavoro. Complimenti.
Bisognerebbe riuscire a sfruttarlo (o meglio.....farlo sfruttare).

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Online Vittorio

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Re:Bologna notizie varie
« Risposta #4 il: Luglio 23, 2017, 02:37:26 pm »
Se qualcuno conosce qualcuno...

Vittorio
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Offline Norma

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Re:Bologna notizie varie
« Risposta #5 il: Luglio 25, 2017, 01:36:27 pm »
Bellissimo lavoro, Vittorio, grazie!
Personalmente, ho fatto la tratta Mirandola-Finale Emilia e Vignola-Spilamberto e da lì a Crespellano. Gli unici appunti che mi sento di fare riguardano il fatto che queste ciclabili sono poco segnalate e quindi si fatica a trovarle (a meno che non si sappia già da dove partono) e che, lungo il percorso, ci sono pochissime panchine dove sostare e non c'è una fontanella nemmeno a pagarla. Per il resto, sono pulitissime e divertenti. Appena il caldo si sarà calmato, conto di farne altre.
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