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Autore Topic: Drauradweg - La ciclovia della Drava  (Letto 4273 volte)

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Offline lelebass

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Drauradweg - La ciclovia della Drava
« il: Giugno 20, 2018, 10:28:38 pm »
Come accennato in altro topic, causa furto della bici da "viaggio", ho affrontato le vacanze in bici di quest'anno con la pieghevole.
E' stato un buon test per verificare la possibilità di affrontare un viaggio di più giorni con bagaglio al seguito con la pieghevole. Ovviamente ci sono, anche in questo forum, molte esperienze e recensioni di viaggi in pieghevole, tra l'altro ben più impegnativi di quello che ho affrontato io. Ma come sempre l'esperienza in prima persona è "diversa" e "sana", nel solco del detto "sbagliando si impara".
Dunque armato di buona volontà e poca pratica ho prima affrontato il montaggio di un portapacchi dimensione standard sulla mia Dahon Vybe D7 su cui ho montato due borse da 30 litri di Decathlon ed ho acquistato una borsa anteriore Rixen and Kaul per il supporto da telaio Klickfix. Il resoconto del montaggio è nel topic dedicato al portapacchi, poi provo a linkarlo.

La borsa anteriore che ho preso è questa:

http://amzn.eu/5Ohn7h9

Normalmente sul supporto da telaio (quello frontale per capirci) utilizzo il Vario Rack, ed avevo anche sperimentato la possibilità di montare una borsa Decathlon da 20 lt davanti, ma alla fine ho deciso di prendere la borsetta anteriore piccola (circa 7 lt) con comoda tracolla in cui ho riposto tutto quanto volevo portare con me durante le soste. La borsa è molto ben fatta e si aggancia facilmente al supporto KlickFix anteriore della Dahon. La sacca trasparente per il libro di viaggio rimane un pochino in basso, ma alla fine è tutto molto funzionale.

Il percorso affrontato è quello della ciclovia della Drava:

https://www.drauradweg.com/it/

Molto facile, ben attrezzato e tenuto molto bene. Noi abbiamo percorso il tracciato da Dobbiaco a Villach con deviazione finale verso Klagenfurt. Circa 220 km in 5 tappe con figlia undicenne e moglie.

Ho tratto ispirazione dalla guida edita da Ediciclo:

https://www.ediciclo.it/libri/dettaglio/ciclovia-della-drava/

La guida pubblicata nel 2009 è risultata in alcune parti un po' datata, ci sono alcune novità rispetto alla guida lungo il percorso, migliorie soprattutto.

Abbiamo prenotato tutti i pernottamenti in anticipo dall'Italia, ma vista la grande offerta di Zimmer sul posto avremmo anche potuto evitare. Avendo scelto però dove possibile sistemazioni con piscina, non ci siamo pentiti della scelta e ne abbiamo approfittato.

La truppa quindi comprendeva: figlia su bici da bambina 24'' 6v con borse al seguito (2 x 20 lt + borsa manubrio 7 lt), moglie con bici da città 28'' 27v ed enormi borse Ortlieb + borsa manubrio 7 lt ed infine io con la mia Dahon Vybe D7 con 2 x 30 lt + borsa manubrio 7 lt. Essendo la prima esperienza con bagagli al seguito abbiamo ovviamente esagerato con le quantità, ma è stato utile anche per questo affrontare una ciclabile semplice e con pochi pernottamenti.

Purtroppo non ho pensato di raccogliere materiale fotografico per un racconto più articolato, di seguito comunque un po di foto scattate con il cellulare.

Le tappe sono state: Dobbiaco - Lienz - Berg Im Drautal - Spittal am der Drau - Villach - Klagenfurt.

Il tratto Dobbiaco - Lienz presenta un certo dislivello in discesa, niente di pericoloso, comunque in caso di strada bagnata occorre porre una certa attenzione soprattutto considerando le bici appesantite dai bagagli. Il tracciato scorre quasi interamente in ciclabile accanto al fiume. Molti affrontano solo questo tratto e rientrano verso San Candido in giornata. In questo tratto abbiamo incontrato veramente molti ciclisti seppure fosse un lunedì. Lienz è un paese di circa 15 mila abitanti molto carino e tenuto benissimo.

Il tratto da Lienz a Berg Im Drautal vede ancora la presenza di prati e boschi accanto al fiume e si attraversano placidi paesini tipici. Forse anche troppo tranquilli, a volte sembra di passare in dei paesi quasi fantasma. Più mucche che persone, più trattori che auto e tante bici, ma molte meno del giorno precedente. Di queste probabilmente la maggioranza a pedalata assistita.
Qui abbiamo sperimentato l'unico acquazzone del viaggio, ed alla fine ne siamo usciti indenni. Berg è un paese molto piccolo, per cui la sera non abbiamo avuto grossi svaghi e ci siamo goduti la nostra "casetta" in una sorta di campeggio per ciclisti.

Il tratto Berg - Spittal è meno caratteristico, la strada passa sempre accanto al fiume che in questo tratto ha scavato una gola piuttosto profonda e si sente più vicina la strada dove transitano le automobili. Spittal è una cittadina piuttosto anonima, potrebbe essere migliore l'alternativa di pernottare presso il vicino lago di Millstatter(?). Su grande insistenza di mia figlia siamo andati a visitare un giardino di Bonsai che si trova a una decina di km da Spittal. Data la pioggia ma soprattutto la presenza di una salita piuttosto impegnativa sul tragitto abbiamo dovuto far ricorso ad un Taxi. Esperienza comunque interessante, peccato solo per la pioggia. 

Il tratto Spittal - Villach invece è molto bello e scenografico. Durante il tragitto abbiamo anche sperimentato l'attraversamento su barca della Drava. Lungo la ciclabile c'è un barcaiolo che trasborda i ciclisti sulla sponda opposta, interessante memoria del passato e divertimento assicurato per grandi e piccini. Tutto molto bello a parte l'ultimo tratto per entrare a Villach dove si transita, sempre in ciclabile, accanto a degli stabilimenti industriali. Villach ha dimensioni di città con circa 60 mila abitanti ed offre un bel centro storico con chiara influenza della vicinissima Italia. Tarvisio è a poca distanza.

Da Villach invece di proseguire lungo il tracciato della Drava, che conduce fino a Maribor, abbiamo deviato e puntato verso la città di Klagenfurt costeggiando il lago Worthersee. Il percorso è ancora interamente in ciclabile. Siamo rimasti però un poco delusi, le sponde del lago nella parte nord, dove siamo transitati, sono quasi esclusivamente ad accesso privato e la ciclabile scorre spesso accanto alla strada o la ferrovia che complici le barriere anti-rumore, occlude la vista del lago. Siamo comunque stati ricompensati alla fine dalla visita a Klagenfurt.

Il sabato mattina, dopo un ottimo pernottamento in un bellissimo hotel vicino al lago, abbiamo visitato il mercatino di Klagenfurt e poi abbiamo preso il treno direzione Lienz. Da qui, non senza alcune difficoltà, abbiamo poi raggiunto con un altro treno San Candido e poi abbiamo pedalato per i pochi chilometri che ci separavano dalla nostra macchina parcheggiata a Dobbiaco. Abbiamo infatti scoperto che il sabato e la domenica in primavera/estate l'accesso con bici è limitato a pochi treni che fanno solo due fermate da Lienz: Sillian in Austria e San Candido in Italia. Questo a causa del grande afflusso di ciclisti che rientrano dopo aver percorso (in discesa) il primo tratto della ciclabile. Il treno è composto da due carri merci in cui si caricano le bici e quattro vagoni passeggeri. Purtroppo sono informazioni che abbiamo scoperto solo arrivati sul posto a Lienz e che non erano chiaramente indicate, o che io non ero riuscito a cogliere, sul sito delle ferrovie Austriache.

Nel prossimo viaggio il bagaglio sarà sicuramente maggiormente ottimizzato, avevamo forse qualche capo di troppo e ci siamo concessi anche un poco di shopping! Ma ce la siamo comunque cavata, anche in presenza di un forte temporale (che dicono essere tipico nei pomeriggi estivi nella zona) ed è stato anche divertente.

Alla fine, a parte il piacere del viaggio in bici, che dopo la prima esperienza dello scorso anno in Olanda ora diventerà a pieno diritto un classico delle nostre vacanze estive/primaverili, l'esperienza con la pieghevole è stata più che positiva e mi/ci permetterà di poter programmare itinerari partendo direttamente con il treno da casa, invece di raggiungere la partenza in auto. Certo, mi dovrò dotare di altre due pieghevoli, o almeno di una, pensando di recuperare la Hoptown 320 che ho in garage, ma quale migliore scusa per comprare un'altra pieghevole? Che dite? Brompton? Magari!

Daniele

Le nostre ruote:



Da qualche parte verso Lienz:



In discesa nei boschi verso Lienz:



Bel ponte di legno sulla Drava:



Verso Berg Im Drautal presso un punto di avvistamento sulla Drava:



Indicazioni sempre precise:



La Drava scorre impetuosa:



Loacker che bontà!



Mucche:



Casetta in legno camping:



Bisogno di riparazioni? Ce ne sono diversi di questi punti distribuiti lungo la ciclovia.



Ovetto ciclistico:



La mia Dahon in configurazione viaggio:





Pedalando nel verde:







La Drava, presenza costante, ora scorre più placida:





Sempre tante indicazioni lungo il percorso:



Stazione di ricarica per bici elettriche:



Orzo (?):



Il traghetto per ciclisti:



Muuuuuuuu!



Villaco:





Stazione di ricarica per ciclisti affamati:



Cigni:



Worthersee:




« Ultima modifica: Giugno 20, 2018, 10:54:32 pm by lelebass »
Hoptown 320 - Vybe D7

Offline occhio.nero

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Re:Drauradweg - La ciclovia della Drava
« Risposta #1 il: Giugno 21, 2018, 10:14:14 am »
grazie del bel resoconto. Notizie preziosissime visto che anche io ci andrò, a luglio.   :)
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Offline Hopton

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Re:Drauradweg - La ciclovia della Drava
« Risposta #2 il: Giugno 21, 2018, 08:09:48 pm »
Bel giro, complimenti!
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Offline giosatta

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Re:Drauradweg - La ciclovia della Drava
« Risposta #3 il: Giugno 25, 2018, 11:12:33 am »


Concordo pienamente, la pista è molto bella. L'ho fatta anche io lo scorso anno da San Candido a Villach con mia moglie e mio figlio di quattro anni e mezzo ed è andata splendidamente.
Bellissimi posti, molto verde, tutto ben curato e albergatori (quasi) sempre cordiali.

A me personalmente è piaciuta molto la tappa da San Candido a Lienz, nonostante sia molto gettonata (ma con il temporale le bici si sfoltiscono parecchio: nel tratto che abbiamo fatto sotto la pioggia c'eravamo noi scriteriati con un bambino e solo cicloviaggiatori veri - che tra l'altro la facevano in salita...). Molto bello anche il tratto da Dellach a Sachsenburg (carino il centro) che è un po' movimentata in saliscendi. Ho trovato invece un po' monotoni (e pieni di vespe) i tratti lunghi in mezzo a campi di mais.

L'acqua può essere un problema, se becchi i temporali (in cinque giorni ne abbiamo presi due!). Il mio consiglio è di avere buoni vestiti e borse antipioggia e degli stracci per asciugare le bici. Oppure un piano B: noi abbiamo dovuto interrompere poco oltre la metà la prima tappa da San Candido a Lienz per un temporale da paura, ma la pista è parallela alla ferrovia per cui siamo arrivati a Lienz senza troppi problemi. A Villach avevamo in programma il giro dell'Ossiachersee, ma per temporale siamo andati alle terme (molto belle).

Sistemazioni: essendo la prima volta, in pieno agosto e con un bambino piccolo, abbiamo preferito non rischiare e siamo andati con un tour operator. Avevamo quindi il vincolo delle sistemazioni già prenotate e quindi tappe obbligate, ma ci è andata bene con gli alberghi e ci è rimasta solo la libertà di girare senza il pensiero di dover trovare una sistemazione al volo. Tra l'altro, facendo i conti, credo che la spesa alla fine sia stata più o meno equivalente.

Bagaglio e bici: ci siamo portati le nostre bici (due Brompton M6 e la 16 di mio figlio) e abbiamo provato a fare un minimo di test di bagaglio per le prossime volte. Ovviamente anche noi abbiamo sovrastimato il necessario, ma abbiamo capito cosa è davvero indispensabile e per le prossime volte abbiamo verificato che con due borse grandi e due piccole (due ortlieb back roller e due sport roller - totale 65 l) ce la caviamo tutti e tre per dieci giorni, dormendo in b&b o alberghi.
Questa è la foto dell'assetto di viaggio. Due zaini ce li portava il tour operator, ma in realtà abbiamo riportato indietro le cose senza usarle. Per quest'anno aggiungiamo una borsa piccola sottosella.



Le Brompton sono andate alla grande, ma le piste sono in ottimo stato e i pochi tratti di sterrato li abbiamo trovati sempre asciutti. I treni austriaci sono fantastici, e infatti anche per questo motivo quest'anno torniamo in Austria (pista del Danubio) tentando una formula un po' più indipendente.
« Ultima modifica: Giugno 28, 2018, 11:44:19 am by occhio.nero »
"It is wholly a confusion of ideas to suppose that the economical use of fuel is equivalent to a diminished consumption. The very contrary is the truth." (William Stanley Jevons, "The Coal Question", 1865)

Offline occhio.nero

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Re:Drauradweg - La ciclovia della Drava
« Risposta #4 il: Giugno 26, 2018, 08:52:49 am »
contributi sulle borse spostati qui: :-)

Bagaglio anteriore Brompton alternativo (Portapacchi, adattatore, ortlieb,.... )
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=1414.msg96627#msg96627
« Ultima modifica: Giugno 28, 2018, 11:49:28 am by occhio.nero »
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Re:Drauradweg - La ciclovia della Drava
« Risposta #5 il: Novembre 04, 2018, 05:12:31 pm »
Ho seguito i consigli preziosi di Lelebass ed anche io, a luglio, mi sono avventurato lungo la ciclovia della Drava,

Consigliatissimo per tutti coloro che amano il cicloturismo, tra i paesaggi superbi e la dolcezza del percorso.

Qui il fotoracconto:

http://reginaciclarum.it/wordpress/?p=4067
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Offline Vittorio

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Re:Drauradweg - La ciclovia della Drava
« Risposta #6 il: Novembre 04, 2018, 06:06:12 pm »
Ma capo! Tu quoque.... Se anche tu ti metti a pubblicare le cose da un'altra parte e qui metti solo il link, dove andremo a finire? ;););)

Vittorio
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Offline occhio.nero

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Re:Drauradweg - La ciclovia della Drava
« Risposta #7 il: Novembre 05, 2018, 08:12:16 am »
Ma rimane tutto in famiglia, visto che anche quel sito lo gestisco io  ;D
Lì c'è la fotoslide, molto più pratica. Tanto le foto qui le ha già caricate Lelebass. Le mie non aggiungo granchè, volevo solo ribadire la bellezza del percorso  ;)



Ma visto che ci siamo..... ecco un breve collage:  :)


« Ultima modifica: Novembre 05, 2018, 09:08:48 am by occhio.nero »
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Re:Drauradweg - La ciclovia della Drava
« Risposta #8 il: Settembre 20, 2020, 07:41:22 pm »
Credo di non aver molto di sostanziale da aggiungere a quanto è già stato scritto e detto su questa ciclabile, comunque scrivo qualcosa anch'io, visto che nella prima settimana di luglio anche noi l'abbiamo percorsa da Dobbiaco a Lienz.
La sella di Dobbiaco è lo spartiacque fra i bacini idrografici del Mediterraneo e del Mar Nero (Po e Danubio, rispettivamente), per cui partendo da Dobbiaco è tutta discesa, tranne qualche breve contropendenza in corrispondenza di sottopassi della ferrovia e un breve e gradevole passaggio nel bosco subito dopo la partenza. Usciti dal bosco, ecco il paesaggio scendendo verso San Candido



Tra San Candido e Versciaco si costeggia a breve distanza la ferrovia, con le Dolomiti di Sesto che fanno da sfondo.



San Candido è il capolinea dei treni con trasporto bici che salgono da Lienz e in estate la stazione si trasforma in un grande ciclonoleggio; all'arrivo di ogni treno una valanga di cicloturisti scende verso valle e la ciclabile diventa decisamente affollata. Qui siamo fra Versciaco e Prato alla Drava e davanti a noi c'è l'ennesimo gruppo di cicloturisti che si sono fermati all'ombra, ingombrando un po' il percorso.



Inoltre bisogna tener conto dei pochi, ma non pochissimi, "sportivi" che viaggiano a medie più elevate delle famigliole e ti piombano addosso da dietro all'improviso scampanellando. Diciamo che lo specchietto retrovisore si fa apprezzare...
Poco prima di Prato alla Drava, una panchina realizzata con legno di recupero illustra chiaramente il suo monito.



Scorcio della chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, che domina le case di Prato alla Drava: sono le ultime centinaia di metri prima del confine, il cui passaggio peraltro sulla ciclabile passa pressochè inavvertito.



Infatti qui siamo in Austria, tra Weitlanbrunn e Sillian, dove la Drava scorre fra ciclabile e ferrovia, e obiettivamente sarebbe ben difficile cogliere la differenza.



Subito dopo Sillian, a Heinfels, castello ululì, ma per fortuna nessun lupu ululà...



Il vero pericolo (ma per la linea), è invece poche centinaia di metri più avanti, dove si incontra lo stabilimento Loacker con annesso spaccio. Infatti non pochi deviano in quella direzione e li vedremo riapparire più avanti carichi di borse e borsine...
A questo punto è d'obbligo una digressione. In origine il nostro programma era di arrivare più o meno qui, fermandoci a Tassenbach o al massimo ad Abfaltersbach, per evitare il tratto di discesa abbastanza ripida. La mia consorte infatti mi aveva confidato il suo timore di un catastrofico cedimento dei freni o peggio ancora di una rottura del telaio in velocità, per cui avevamo concordato un programma ridotto, "salvo ripensamenti", anche perchè mi pareva che non avessero avuto grande effetto le mie rassicurazioni sul fatto che basta frenare "a denti di sega" per non prendere troppa velocità e salvaguardare i cerchioni, e che se proprio un telaio si doveva rompere di schianto e senza preavviso era più probabile che fosse quello d'alluminio della mia Vitesse che non quello d'acciaio della sua Bianchina.
Intanto che pedalavamo tranquillamente sul falsopiano in discesa, riflettevo su quale modello potesse fugare questi timori, anche tenendo conto delle difficoltà incontrate, qualche giorno prima, sulla salita sterrata verso il Lago di Landro con l'unica marcia della Bianchina, e pian piano un identikit ha cominciato a prendere forma nella mia mente: telaio senza cerniera, possibilmente ammortizzato, freni potenti, cambio con ampia escursione di rapporti... In pratica una Birdy! Magari con il cambio Rohlhoff, tanto per andare sul sicuro. Quindi più o meno tremila e rotti euro, niente di che...
Per fortuna la curiosità e il piacere della gita hanno vinto sui timori e alla fine è stata proprio lei a decidere di proseguire, sia pure con un po' di cautela, e la discesa nel bosco è filata via tranquilla, con qualche punta a 25/28 km/h prima di ogni frenata.
Presso Thal, dove la pendenza spiana e la ciclabile torna a correre in riva alla Drava, una piena del fiume ha interrotto il percorso "ufficiale" asfaltato che corre sulla riva destra, ma siccome siamo in Austria e l'importanza di questo itinerario è ben chiara a tutti, è stato realizzato un itinerario alternativo in sponda sinistra, largo e pianeggiante anche se inghiaiato e senza ombra. In entrambi i tratti non ho scattato foto: ho ripreso sul ponte



che riporta sul percorso classico

     

Intanto si è fatta "una certa", anzi l'ora di pranzo sarebbe passata da un po' e noi finora abbiamo sgranocchiato solo qualche cracker, per cui si impone una sosta per reintegrare gli zuccheri (sotto forma di affogato al caffè) a Galitzenklamm, dove il bar-ristorante è letteralmente sommerso dalle bici.
Gli ultimi chilometri scorrono via tranquilli e una volta a Lienz raggiungere la stazione è abbastanza agevole, tra chiari cartelli indicatori e gentili automobilisti che si fermano a cedere il passo a ogni attraversamento stradale.
Però, in cauda venenum... la stazione di Lienz è completamente sconvolta da imponenti lavori di ammodernamento dei quali è difficile capire il senso ma è purtroppo immediato vedere l'effetto. Per ragioni note solo ai programmatori delle Ferrovie Federali Austriache, o forse solo ai loro psichiatri, il treno per San Candido con il carro per le bici parte dall'ultimo binario, costringendoci a un massacrante percorso di guerra: scendi le scale di un sottopassaggio,  arrivi giù e scopri che è sbarrato (ma sbarrare le scale già in alto, no?); torni su, cerchi un altro sottopassaggio, scendi e scopri che è interrotto a metà strada, quindi risali al marciapiede del binario 2, lo percorri per un bel pezzetto fino a un altro sottopassaggio, ridiscendi, scopri che fa una curva ed è stranamente lungo e infatti quando risali vedi il treno ma c'è ancora un pezzetto di strada per raggiungerlo, mentre il capotreno sta per dare il via...
Il tutto con le bici in spalla e il fiato corto... anche perchè ne stai sprecando parecchio in irriferibili considerazioni a proposito delle madri e delle sorelle dei responsabili di questo caos.
Fortunatamente il capotreno ha pietà di noi, l'addetto al carro bici afferra al volo le nostre pieghevoli senza neache darci il tempo di chiuderle e noi ci issiamo sulla prima carrozza stramazzando sui sedili e beandoci dell'aria condizionata...
A San Candido, tranquillo cambio di treno (quello austriaco non può proseguire in Italia per la diversa elettrificazione), una volta tanto a livello, senza malefici sottopassaggi, e rientriamo alla base. Fortunatamente a Dobbiaco l'auto è parcheggiata a neanche 300 metri dalla stazione e l'ultimo sforzo consiste nell'attraversare il parco del Grand Hotel, costruito dalla Ferrovia Meridionale alla fine dell'Ottocento per rafforzare l'attrattiva turistica sfruttando la ferrovia per convogliare i nobili e danarosi villeggianti dell'epoca,



e così, con un tocco di Belle Epoque, si chiude la nostra gita.

Vittorio
« Ultima modifica: Settembre 20, 2020, 07:44:02 pm by Vittorio »
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Re:Drauradweg - La ciclovia della Drava
« Risposta #9 il: Settembre 21, 2020, 08:55:02 am »
bellissima ciclovia :-)
Federico
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