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Autore Topic: 1.12.2018 - Gigogin 2: la ripicca  (Letto 101 volte)

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Offline Vittorio

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1.12.2018 - Gigogin 2: la ripicca
« il: Dicembre 03, 2018, 11:52:21 pm »
Tutto comincia venerdì scorso: dopo l'ultimo appello risulta che il progetto del "december pesc" va rimandato per insufficienza di partecipanti. Rapido scambio di messaggi con Peo e si decide di tenerlo in caldo per un'altra occasione. Però di rassegnarci a restare a casa non ci va e così, alla faccia delle avverse fortune, decidiamo di mettere in piedi al volo un'uscita alternativa, per sfruttare almeno la mattinata. Deciso, andiamo a Lodi, però facendo un'altra strada rispetto a questa primavera:
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=10897.0
passeremo dall'itinerario nord, via Dresano, Mulazzano, Villa Pompeiana, Galgagnano e San Grato, un po' più breve e per la maggior parte su ciclabile.


Vogliamo organizzarci per essere di ritorno a ora di pranzo, perciò nel programmare i tempi parto dalla fine: obiettivo è il treno S1 delle 11.53, calcolando due ore per circa 30 km di strada ad andatura tranquilla, più un po' di margine per ogni evenienza, l'appuntamento è fissato per le 9 all'uscita della metropolitana di San Donato.

Detto, fatto. Esco di casa con calma, il tempo di andare in garage a recuperare la bici e gonfiare le gomme e subito mi rendo conto del freddo che fa: ci saranno 2 °C, ma con il 90% di umidità che entra nelle ossa; non vedo l'ora di cominciare a pedalare per scaldarmi un po'. Peo è puntualissimo e mi conferma che saremo "ben" in tre, con Ricky che si è perso il November Porc e vorrebbe recuperare oggi. I minuti passano e arriva la prima telefonata che ci conferma il suo arrivo, anche se con un po' di ritardo. Seconda telefonata per identificare la giusta uscita dalla stazione della metropolitana, poi una visitina all'Officina Bici & Caffè che ha preso il posto della gloriosa Stazione delle Biciclette, giusto per scaldarci un po', e tra una cosa e l'altra sono già le 9.30 quando ci mettiamo in marcia.
Temperatura e umidità sono le stesse di un'ora prima, e il pallido sole che prima faceva capolino ora è totalmente nascosto dalla nebbiolina. "Tempo da November Porc", è l'azzeccata definizione di Peo: in effetti, visto che a Zibello abbiamo trovato il sole, oggi compensiamo...
La prima decina di km è identica al giro di questa primavera, ma con la nebbia il tratto di strada aperta fra Carpianello di San Giuliano e Mediglia mi preoccupa un po'; prima di impegnarlo ci fermiano un attimo ad accendere tutte le luci disponibili e Ricky indossa il giubbotto ad alta visibilità.
A questo punto siamo sicuramente più visibili noi di un paio di automobilisti incoscienti che incontriamo, che guidano un'auto grigia nella nebbia senza nemmeno le luci di posizione! Raggiunta Mediglia senza problemi, la attraversiamo per poi imboccare la ciclabile fino a Colturano; stavolta però non giriamo a destra verso Melegnano, ma proseguiamo dritti fino alla strada provinciale della Cerca, che attraversiamo in corrispondenza della rotatoria.
Da qui in poi, comincia il percorso nuovo, ed è tutta ciclabile. Dopo aver attraversato anche Dresano si svolta ancora e finalmente siamo in aperta campagna, lontano dai paesi e immersi nell'atmosfera tutta particolare del pedalare nella nebbia, con il freddo che morde la faccia e le mani, mentre il busto rimane caldo sotto i vari strati di indumenti, le gambe girano in scioltezza e le bici si vanno imperlando di una miriade di goccioline di condensa.
Giustamente Peo suggerisce una sosta per una foto ricordo.
(foto Ricky)

Dopo aver aggirato Mulazzano incontriamo il ponte di legno sul canale Muzza, dove è d'obbligo una seconda sosta fotografica.

(autoscatto)

(foto Peo)

(foto Ricky)

Siamo ormai ben oltre metà percorso e un po' di stanchezza si fa sentire, soprattutto per Ricky, così lo facciamo passare in testa in modo che sia lui a fare l'andatura. E finalmente, dalle parti di Montanaso, la nebbia si dissolve lasciando spazio a una smagliante giornata di sole, col cielo azzurro e le foglie gialle ancora sui rami degli alberi.
A San Grato attraversiamo la via Emilia, poi costeggiamo il retro del cimitero e attraversiamo la frazione Torretta (dove, per inciso, ci sarebbero un paio di trattorie da verificare...). Proprio sulla discesa della Torretta la bici sembra muoversi inspiegabilmente, pare di essere sul sapone... Verificato che non è la gomma posteriore sgonfia, che lo snodo centrale e quello del manubrio sono correttamente chiusi, ipotizzo di aver messo inavvertitamente le ruote sul viscido delle foglie morte intrise d'acqua, ma poi il fenomeno si ripete sull'asfalto asciutto e finalmente mi rendo conto che sto viaggiando più curvo sul manubrio di quanto sia normale. Il colpevole è lo snodo telescopico del piantone, che stranamente si è allentato. Per fortuna c'è la scanalatura di sicurezza che impedisce alle due parti del piantone di ruotare di più di qualche grado. Rapida sosta per serrare meglio il morsetto e appunto mentale di controllarlo meglio alla prima occasione.

Ormai manca pochissimo alla meta ma ho un brutto presentimento e infatti, appena svoltiamo l'angolo che immette sull'ultimo rettilineo che porta alla stazione, possiamo ammirare la coda del nostro treno che se ne va...
Alla faccia dei miei calcoli e dei margini di sicurezza...

Per fortuna, prima della prossima corsa di S1, tra mezz'ora esatta, ci sono un paio di Regionali Veloci per Milano Centrale, uno da Mantova e uno da Bologna, quindi la situazione non è preoccupante. Però, tanto per gradire, la biglietteria è chiusa di sabato e domenica e le due emettitrici automatiche di Trenitalia accanto agli sportelli sono prese d'assalto, con una lunga coda che potrebbe farci perdere un altro treno. Per fortuna, in posizione defilata, c'è un'emettitrice di Trenord che fa al caso nostro. Al marciapiede, dopo aver piegato le bici, ci salutiamo: io prendo il treno da Mantova, che in 20 minuti mi scodella a Rogoredo, mentre Peo e Ricky preferiscono aspettare la succcessiva corsa S1, più lenta ma che li lascerà più vicini a casa scendendo in una delle fermate del Passante.
In pratica, quando loro scendono dal treno, io ho già le gambe sotto il tavolo e gli gnocchi nel piatto...
Anche se, visti i dati rilevati da Peo durante l'uscita, forse farei bene a non esagerare.


Vittorio

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« Ultima modifica: Dicembre 05, 2018, 12:24:10 pm by Vittorio »


Dahon Vitesse D7 (ex "Due Calzini")

Offline Matt-o

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1.12.2018 - Gigogin 2: la ripicca
« Risposta #1 il: Dicembre 05, 2018, 10:15:49 am »
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Offline boccia

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« Risposta #2 il: Dicembre 05, 2018, 11:31:50 am »

Offline Vittorio

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« Risposta #3 il: Dicembre 05, 2018, 12:28:15 pm »
Grazie. Ma non dimentichiamo che è un ripiego; il programma originario era più ambizioso, ma purtroppo non ha incontrato.

Vittorio

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