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Autore Topic: Nuovo treno regionale Rock  (Letto 135 volte)

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Offline Vittorio

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Nuovo treno regionale Rock
« il: Giugno 17, 2019, 10:23:17 pm »
L’altro giorno ho avuto modo di viaggiare sul nuovo elettrotreno “Rock” (ETR.521), costruto da Hitachi Rail Italy (ex AnsaldoBreda) che sta entrando in servizio in Emilia-Romagna, ma che nei prossimi mesi comincerà a vedersi anche in altre regioni fra cui la Lombardia: è un treno a due piani per servizi regionali, composto da 5 carrozze (in futuro potrebbero vedersi anche le versioni a 4 e 6 carrozze, ETR.421 ed ETR.631) con allestimenti interni molto “mossi”. Ovviamente non mi sono perso l’occasione di testare le possibilità di carico di una bici pieghevole da 20” a piega centrale usando la mia solita Dahon Vitesse.
Per collocare meglio le foto, inserisco una tabellina della numerazione, utile per identificare il tipo di carrozza, visto che di fatto non ce n’è una perfettamente uguale all’altra, a differenza per esempio dei TSR in servizio sul Passante di Milano, dove gli allestimenti interni sono solo due. Attualmente l’unico treno in servizio viaggia orientato con la motrice DM1 lato Milano e la DM2 lato Bologna, ma in futuro col crescere dei servizi l’orientamento difficilmente resterà fisso, quindi per identificare testa, coda e carrozze intermedie conviene controllare il secondo gruppo di tre cifre della marcatura (riportata a centro carrozza, alla base della cassa), oltre naturalmente ai pittogrammi accanto alle porte.

94 83 4 521 0xx-y (1xx-y)   : motrice DM1
94 83 0 521 2xx-y (3xx-y)   : rimorchiata TA
94 83 0 521 4xx-y (5xx-y)   : rimorchiata TX
94 83 0 521 6xx-y (7xx-y)   : rimorchiata TB
94 83 3 521 8xx-y (9xx-y)   : motrice DM2

Come in tutti i treni a due piani, i livelli interni sono in realtà 3: alto, basso e intermedio, alle due estremità di ogni carrozza sopra i carrelli.
In entrambi i livelli alto

e basso

il soffitto è basso ma non bassissimo, agibile senza troppi rischi di capocciate per persone alte fino a 190 cm, mentre i due ambienti alle estremità sono accoglienti anche per gli spilungoni. Il corridoio centrale è abbastanza largo, per contro i sedili mi sono sembrati un pelo stretti, suggerendo di rialzare il bracciolo intermedio prima di sedersi, un po’ come in aereo…
Le scalette che collegano i vari livelli sono abbastanza larghe e non troppo ripide da porte essere percorse trasportando la bici sollevata.
In tutti gli ambienti la stragrande maggioranza dei sedili sono disposti affacciati, quindi con uno spazio fra gli schienali, che però – sia pure di poco – non basta per infilarci una bici da 20”. Ecco la sequenza dei miei tentativi: al primo colpo la bici si è bloccata subito;

immaginando che la colpa fosse della sella bichiappa che ho montato di recente, ho provato prima a ruotarla trasversalmente (inutile) e poi a smontarla, ottenendo di inserire un po’ meglio la bici, che poi si è però bloccata (per pochissimo) con il supporto del Vario-Rack Klickfix.

Siccome non ci sono in giro molte bici più sottili dalla Vitesse da piegate, direi che questo tipo di sistemazione è impraticabile. Peccato, perché in funzione della disposizione reciproca dei sedili ci sono anche punti dove lo spazio fra gli schienali è estremamente comodo da raggiungere.

Altrettanto impossibile è collocare la bici di piatto sotto i sedili: sempre per poco, ad interferire stavolta è la scatola di plastica che contiene le prese elettriche a 220 V e USB, che sporge troppo in basso come si vede nell’ultima foto. In entrambi i casi chi potrebbe approfittare di questi spazi sono i proprietari di bici veramente compatte come la Brompton o forse, al limite, la Dahon Curve da 16”, ma questa è solo un’ipotesi.
Per fortuna, per tutti gli altri le alternative non mancano: oltre all’ovvio spazio per le sedie a rotelle, una per lato sulla motrice di testa (DM1), che generalmente resta inutilizzato,
     
ci sono le rastrelliere per le valigie, una per carrozza (al livello basso su DM1, TB e DM2 e a quello intermedio su TA e TX), dove una 20” entra giusta giusta,
     
e al livello intermedio i comodi spazi tra i sedili e le paretine che li separano dalla scala d’accesso al livello alto, sulle tre rimorchiate centrali TA, TX e TB,

lo spazio previsto per la carrozzina per bambini (altro articolo raro da vedere in treno), al piano basso della rimorchiata TA

e, di misura, quello dal lato opposto del “sedile della mamma”.


Ci sarebbe poi un altro angolino utile al piede della scala che sale al livello superiore della DM1, in corrispondenza di uno strapuntino,

ma non è una buona idea, intanto perché non è mai bene ingombrare una via di esodo (a maggiore ragione perché DM1 e DM2 hanno una sola scala, contro le due di tutti i mezzi a due piani di questo mondo) e poi perché si tratta di uno degli angoli più cupi e opprimenti di tutto il treno, senza finestrini e costretto fra cabina e scale. Per finire ho tenuto i posti più comodi: su tutte le carrozze, a un’estremità del piano inferiore, c’è una serie di tre sedili disposti spalle alla parete, tipo metropolitana, dove quasi sempre si riesce a infilare una bici facendo attenzione alla scatola delle prese elettriche; sporge un po’ da sotto la seduta ma non va a invadere il passaggio centrale.
     
Da ultimo ci sono le rastrelliere per le biciclette normali, una su TX e DM2 e due su TA e TB (totale teorico 18 bici) che addirittura sono dotate di presa elettrica per la ricarica delle bici elettriche (!) ma mi sembrano un po’ striminzite per pensare di infilarci tre biciclette normali. Infatti ecco che cosa succede: se la bici viene infilata nella staffa più vicina alla parete, il manubrio tocca contro la parete stessa e inclina la bici verso l’interno e l’eventuale bici contigua;

se si abbatte il manubrio,questo va a interferire con la staffa accanto;

miglior soluzione mi sembra quella di infilare la bici di coda in “modalità flatpack” (telaio aperto, pedali piegati e manubrio abbattuto), facendo attenzione a non far urtare il deragliatore.


Dimenticavo: se la natura chiama, la ritirata attrezzata per invalidi sulla DM1 ha tutto lo spazio che si può desiderare per non lasciare la bici incustodita,

cosa che invece non si può dire della minuscola ritirata sulla motrice DM2.

Vittorio

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« Ultima modifica: Giugno 27, 2019, 01:16:57 pm by occhio.nero »


Dahon Vitesse D7 (ex "Due Calzini")