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Autore Topic: Lombardia - Ricognizione in val Seriana  (Letto 132 volte)

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Offline Vittorio

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Lombardia - Ricognizione in val Seriana
« il: Febbraio 22, 2020, 03:05:25 pm »
Dopo la gita in val Brembana http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=11307.0 dell'ottobre scorso, con Veeg avevamo cominciato a parlare di ripetere l'esperienza ma cambiando valle, visto che anche in val Seriana c'è una ciclovia che parte da Bergamo e risale la valle, con in più il vantaggio di poter uscire dalla città utilizzando il tram inetrurbano per Albino.
Ieri, approfittando di un bel sole quasi primaverile nella mia giornata di libertà, ho pensato di andare a vedere, soprattutto per chiarire in quanta misura il percorso fosse asfaltato e come fossero i tratti sterrati. La mia idea di partenza era di parcheggiare l'auto ad Albino (342 m/slm) e percorrere il tratto "facile" fino a Ponte Nossa (465 m/slm), dove comincia la rampa che porta a Clusone.
Il primo tratto dopo Albino e fino a Cene è gradevole, quasi sempre in riva al Serio, con leggerissime ondulazioni e in prevalenza su sterrato ma compatto e scorrevole (quasi più scorrevole dell'asfalto, che spesso è butterato da radici affioranti) anche con le ruote da 20', ma dopo un po' di giorni di pioggia quella di infangarsi sarebbe più una certezza che una probabilità.
     

Il tratto successivo è molto, ma molto meno gradevole, poichè Cene e Gazzaniga vengono attraversate sempre in mezzo alle case, anche se prevalentemente su sede riservata e protetta. Tra Cene e Gazzaniga il percorso sarebbe interrotto per la chiusura di un ponte ciclopedonale, il cui tavolato è ammalorato oltre i limiti di sicurezza, ma poichè a cinque metri di distanza c'è un ponte stradale il problema è più formale che effettivo...
Va già meglio a Vertova, dove la ciclovia scorre piacevolmente sulla riva opposta del fiume, anche perchè due ponti rimasti chiusi per un paio d'anni sono stati sostituiti poche settimane fa, sanando le relative interruzioni del percorso; verso la fine di questo tratto lo sterrato è un po' meno liscio e ci sono un paio di saliscendi un po' più marcati.
Si attraversa per l'ennesima volta il Serio tra Vertova e Colzate e poco dopo finalmente si incontra la sede della cessata Ferrovia di Valle Seriana (FVS), aperta tra il 1884 e il 1885 e chiusa nel 1967, che a differenza della Val Brembana non fu mai elettrificata ma venne esercita prima a vapore e poi a trazione Diesel, con Littorine Breda e locomotive a tre assi costruite negli anni cinquanta riprendendo un diffuso modello militare tedesco.
Finalmente il paesaggio cambia: niente più case, la strada passa quasi sempre sul versante opposto della valle che si è sensibilmente ristretta e la ciclovia corre in mezzo agli alberi fra scorci assai gradevoli,
     
finchè poco prima di Ponte Nossa la valle si allarga offrendo il panorama sulle cime delle Orobie.

Anche in questo tratto si alternano asfalto e sterrato, e quest'ultimo è molto meno scorrevole, con alcuni recenti ricarichi di ghiaia che richiedono un po' di attenzione. La pendenza comincia a sentirsi un po' di più (non oltre 20/22 mm/m, comunque), o forse è solo la minor scorrevolezza del fondo; brevi saliscendi si superano facilmente, al massimo scalando una marcia o due.
Da Ponte Nossa (465 m/slm) mancano poco meno di 6 km a Clusone e visto che è da poco passato mezzogiorno, penso che potrei arrischiarmi a proseguire per andare a cercare un posto carino a Clusone dove mangiare. Le cose però cambiano, e di brutto; in origine la ferrovia arrivava a Ponte Selva, ma nel 1911 vi si innestò a Ponte Nossa una diramazione per Clusone e il vecchio capolinea fu riservato al solo servizio merci fino alla chiusura nel 1949. La pendenza qui è di 33 mm/m e all'epoca metteva in difficoltà anche i treni, quindi figurarsi me... In un attimo mi trovo costretto a scendere a seconda e prima, ma non basta, e quando non riesco a mantenere neanche i 9-10 km/h sono costretto a mettere piede a terra e proseguire a spinta già prima dell'ex fermata di Ponte Selva Alta,

dove la pendenza si riduce quasi a zero per il breve tratto di stazione, per poi riprendere implacabile.
Attraversata una brevissima galleria

e un tratto in trincea, l'ex ferrovia corre in una piacevole valletta mentre la vegetazione diventa sempre più montana.

Si sbocca infine nella conca di Clusone, costeggiando sempre in salita continua la circonvallazione. Poichè una rotonda stradale ha cancellato un breve tratto di sede ferroviaria, il percorso ciclopedonale sfrutta la viabilità locale, sottopassando la strada e con un breve strappo in salita risale alla quota del rilevato ferroviario, che si riconosce sulla sinistra di questa immagine.

Sempre in rampa si percorre ancora un breve tratto a mezza costa sotto il modesto rilievo del Monte Crosio,

dove ai tempi del vapore doveva essere un vero spettacolo ammirare le locomotive sotto sforzo, e finalmente si raggiunge Clusone, dove la grande stazione ferroviaria (601 m/slm)

è stata trasformata in stazione e deposito delle corriere. Dall'inizio della rampa a Ponte Nossa, un po' pedalando (poco) e un po' camminando (tanto), ci sono voluti tre quarti d'ora o poco più per coprire 5,5 km scarsi e 130 m di dislivello.
Purtroppo la fatica non è finita: come in molti altri paesi di montagna, a Clusone la stazione è più in basso del paese, quindi per trovare una trattoria devo salire, sempre a spinta, un'altra quarantina di metri fino alla piazzetta centrale.
Dopo una frugale refezione

e un rapido controllo ai freni, il ritorno è tutta un'altra musica: la discesa fino a Ponte Nossa vola via senza dare un colpo di pedale, tutta sul filo del 26-28 km/h, badando solo a schivare pedoni, cani e... quantità industriali di sterco di cavallo, prova incontrovertibile dell'interesse verso questo percorso anche da parte degli appassinati di equitazione.
Dopo Ponte Nossa speravo di poter correre un po', approfittando della lieve e continua pendenza a favore; purtroppo nel frattempo si è alzato un vento contrario abbastanza forte, che si sente soprattutto nella gola fino a Vertova; nei tratti riparati invece è facile tenere 22 e anche 25 km/h in sesta e settima dove il fondo stradale non consiglia maggior cautela.

IN CONCLUSIONE
Tirando le somme, è una gita che consiglierei?
Mah...
Secondo me, data la prevalenza di sterrato, è un itinerario più adatto a MTB o bici ibride che alle pieghevoli, e soprattutto servono gambe e fiato un po' migliori dei miei: diciamo che Peo potrebbe farcela in tranquillità, Veeg e Aldo anche con le mani in tasca, io e Hopton potremmo... noleggiare due bici elettriche o approfittare del servizio di autocorriere, quanto meno da Ponte Nossa in su. Rispetto alla val Brembana i paesaggi sono molto meno attraenti a causa dell'intensa urbanizzazione e industrializzazione della bassa e media valle. Inoltre, proprio perchè in quel tratto la ciclovia corre sempre in stretta prossimità dei centri abitati (Cene, Gazzaniga e Vertova costituiscono di fatto una conurbazione unica), è forte la presenza di pedoni a passeggio, tra cui i più insidiosi sono evidentemente quelli con cani al guinzaglio e i ragazzi con le cuffiette o il naso tuffato nello smartphone, che richiedono ripetute scampanellate per essere sicuri che l'arrivo di un ciclista sia percepito.
In definitiva, non è un itinerario che consiglierei per un'uscita di gruppo, ed è un peccato perchè, volendo fare le cose un po' più in grande, da Clusone si potrebbe scendere a Lovere (208 m/slm), sul lago d'Iseo, traghettare a Pisogne, percorrere la ciclabile Vello-Toline fino a Sale Marasino, traghettare per fare il giro di Monte Isola e poi prendere il treno per Brescia e Milano...

Vittorio

« Ultima modifica: Febbraio 24, 2020, 05:52:00 pm by Vittorio »
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Offline occhio.nero

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Re:Lombardia - Ricognizione in val Seriana
« Risposta #1 il: Marzo 02, 2020, 07:59:16 am »
che meraviglia questi luoghi  :)
Federico
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pedaliamo, pieghiamo, moltiplichiamoci

Offline Vittorio

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Re:Lombardia - Ricognizione in val Seriana
« Risposta #2 il: Marzo 02, 2020, 01:37:37 pm »
Beh, i tratti in mezzo a case e capannoni non li ho mica fotografati...  ;)
Comunque sì, la parte alta è bella, ma nell'insieme continuo a preferire la val Brembana

Vittorio
Dahon Vitesse D7 (ex "Due Calzini")

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