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Autore Topic: La bici del passo grande  (Letto 254 volte)

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Offline fortea

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La bici del passo grande
« il: Gennaio 26, 2020, 06:50:22 pm »
Ciao a tutti,
Sono nuovo ma vi leggo da qualche mese.

A settembre ho acquistato la mia prima bici pieghevole. Essendo la prima ho optato per uno dei pochi modelli con ruote a 24", in modo tale che, male che andasse, l'avrei potuta usare come bici da città normale senza spendere troppo: ho comprato una Moma Bikes Top Class 2 a 200€ da Amazon spagnolo.

Ora, dopo 5 mesi, mi sono convinto che il gioco delle pieghevoli vale assolutamente la candela e che la comodità di poter salire in treno o in macchina e scendere avendo una bici a disposizione è impareggiabile. Ho deciso quindi di fare l'investimento e spendere un po' di soldini messi da parte per una bicicletta pieghevole che si rispetti.

In particolare, ho riscontrato i seguenti problemi con la Moma Bikes Top Class:

  • la dimensione (ma ne ero consapevole avendo optato per una 24", 85x70x35cm): in macchina è scomoda perché occupa un posto e mezzo sporcando i sedili, in treno bisogna per forza lasciarla nelle zone vicine alle porte e spesso è difficile tenerla sott'occhio, in metro o in autobus è impensabile
  • la chiusura: si chiude abbastanza facilmente (con l'unica pecca che non si capisce dove dovrebbero stare i pedali nell'idea del progettista) ma poi non resta chiusa e si apre facilmente
  • il trasporto da chiusa
  • il peso (circa 14 Kg credo): non è pesantissima ma comunque è uno sbatti portarla su per 3 piani di scale fino a casa, morale della favola la lascio giù con una catena a prova di ladro ma hanno già provato a rubarmela

L'utilizzo che ne farei settimanalmente potrebbe essere il seguente:
  • 18-20 km su strada ciottolata (tipo così: https://it.wikipedia.org/wiki/Ciottolato#/media/File:Acciottolato.jpg )
  • 13 km su strada asfaltata
  • 5 giorni su 7 treno regionale affollato (comunque con tutti i posti a sedere occupati e spesso persone in piedi)
  • 1 o 2 giorni su 7, in macchina sfruttando passaggi di amici
  • occasionalmente metro e/o autobus

Ho letto molto in giro ma ho le idee piuttosto confuse. Considerato che l'utilizzo sarebbe in larga parte condizionato dal regionale di trenord, vorrei qualcosa di maneggevole e di facile da piazzare anche con tante persone e tutti i sedili occupati.

Attualmente ho fatto queste considerazioni:
  • strida: si piazza facilmente nei posti per le valigie che di solito sono vuoti ma... ho una brutta esperienza di valigie e treni (ne ho perse 3............). Inoltre leggo in giro che non è il massimo a livello di pedalata
  • dahon: sembra ottima ma non capisco quanto siano maneggevoli in treno e nei bagagliai delle auto economiche (tipo punto o panda a metano)
  • brompton: sembra la migliore in tutto ma il prezzo.......... decisamente sovra-prezzata perché sfrutta i diritti di brevetti il cui blocco impedisce alle pieghevoli di diffondersi per davvero (ma questa è una mia considerazione)

Il budget che avevo in mente è inferiore ai 1000€ anche se con l'usato o con una rateizzazione potrei considerare una brompton sui 1200€.

Voi che ne dite? Cosa mi consigliate?

Offline Vittorio

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Re:La bici del passo grande
« Risposta #1 il: Gennaio 26, 2020, 09:45:17 pm »
I 18-20 km settimanali di acciottolato mi spingerebbero a consigliarti di preferire una pieghevole con ruote da 20", anche se onestamente la differenza rispetto a quelle da 16" non è abissale. In pratica, sull'acciottolato o si riesce a sfruttare le trottatoie o si soffre parecchio, tanto più quanto più le gomme sono a pressione elevata.
Motivo per cui rivaluterei una Strida, però gommata con le Big Apple, che sono gomme "cicciotte" e a bassa pressione, che ammortizzano abbastanza sullo sconnesso. Anche se la Strida è una bici particolare, assolutamente da provare prima dell'acquisto.
A vantaggio di una Dahon da 20", come possono essere i modelli Vybe, Vitesse e Hemingway (in ordine crescente di dotazioni e prezzo), c'è una "aurea mediocritas", cioè sono bici non troppo specializzate è molto versatili. Inoltre avendo il manubrio che si piega all'interno del telaio anche la compattezza è buona, senza troppe sporgenze che si possono impigliare negli ostacoli... o negli altri passeggeri.
Sulla possibilità di trasporto in auto, è difficile dire a priori: c'è una discussione apposita che ti potrebbe essere utile, altrimenti ti consiglierei una puntata a Milano in un negozio specializzato per verificare dal vivo.
In treno Strida e Brompton sono sicuramente avvantaggiate, ma sconsiglierei di evitare le cappelliere, e non solo per il rischio di dimenticarci la bici. Se ne è parlato nella discussione su bici e treni regionali.
Per il ricovero in casa, 14 kg per tre piani non sono pochi, ma una bici non oltre i 12 e soprattutto che rimanga chiusa potrebbe farti perdere la perniciosa abitudine di lasciarla a portata di ladro. Anche in considerazione di un costo ben più alto della tua bici attuale.

Se hai qualsiasi altro dubbio, chiedi pure.

Vittorio
Dahon Vitesse D7 (ex "Due Calzini")

Offline fortea

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Re:La bici del passo grande
« Risposta #2 il: Gennaio 26, 2020, 10:18:40 pm »
Ti ringrazio per la risposta molto dettagliata.

I 18-20 km settimanali di acciottolato mi spingerebbero a consigliarti di preferire una pieghevole con ruote da 20", anche se onestamente la differenza rispetto a quelle da 16" non è abissale. In pratica, sull'acciottolato o si riesce a sfruttare le trottatoie o si soffre parecchio, tanto più quanto più le gomme sono a pressione elevata.
Motivo per cui rivaluterei una Strida, però gommata con le Big Apple, che sono gomme "cicciotte" e a bassa pressione, che ammortizzano abbastanza sullo sconnesso. Anche se la Strida è una bici particolare, assolutamente da provare prima dell'acquisto.

La bici che ho attualmente non ha ammortizzatori e comunque ho imparato a sopportarli e a seguire per quanto possibile le trottatoie, ma immagino che usando ruote più piccole i ciottoli si sentano di più. Piuttosto, quanto è più difficile pedalare una Strida? Leggo sul sito di brompton che le loro biciclette hanno uno sviluppo metrico di circa 6 metri nei modelli base, il che è circa come una bici da città. Le Strida invece pare abbiano uno sviluppo metrico attorno ai 4 metri, quindi circa 1/3 meno veloce a parità di pedalata; è corretto il mio calcolo? In tutto questo le Dahon dove si collocano? Questa recensione sembra dire la Curve SL sia simile alle bromtpon come pedalata, vale anche per le altre Curve?

A vantaggio di una Dahon da 20", come possono essere i modelli Vybe, Vitesse e Hemingway (in ordine crescente di dotazioni e prezzo), c'è una "aurea mediocritas", cioè sono bici non troppo specializzate è molto versatili. Inoltre avendo il manubrio che si piega all'interno del telaio anche la compattezza è buona, senza troppe sporgenze che si possono impigliare negli ostacoli... o negli altri passeggeri.

Qualcuno le ha provate sui treni regionali?

Offline alex

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Re:La bici del passo grande
« Risposta #3 il: Gennaio 27, 2020, 07:52:22 am »
ma i km che hai scritto sono quelli totali durante la settimana tipo oppure sono giornalieri? se sono giornalieri andrei di brompton o dahon, se sono totali allora anche la strida è un ottima scelta, la brompton è costosa ma mantiene bene il prezzo e quindi una volta che la vuoi rivendere ci riprendi gran parte di quello che hai speso

Offline fortea

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Re:La bici del passo grande
« Risposta #4 il: Gennaio 27, 2020, 08:27:27 am »
Sono una stima di chilometri totali settimanali, ma lavorando a Milano capita ogni tanto di dover girare un po' di più: ad esempio nell'ultimo mese devo andare una volta a settimana da Lambrate a Bande Nere (16 km a/r) e tra l'altro non ho contato il viaggio dalla palestra al lavoro (10km a/r). A ripensarci, una stima più adeguata potrebbe essere:

  • 18-20 km su strada ciottolata (tipo così: https://it.wikipedia.org/wiki/Ciottolato#/media/File:Acciottolato.jpg )
  • 32 km su strada asfaltata
  • 5 giorni su 7 treno regionale affollato (comunque con tutti i posti a sedere occupati e spesso persone in piedi)
  • 1 o 2 giorni su 7, in macchina sfruttando passaggi di amici
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Offline baldar

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Re:La bici del passo grande
« Risposta #5 il: Gennaio 27, 2020, 09:53:33 am »
Riguardo alla tua valutazione sulla brompton anche io pensavo che il prezzo elevato fosse solo una questione di brand, difatti ho aspettato di trovare un buon usato essendo molto scettico sul valore. Ora che la uso da 2 anni posso dire che vale ogni centesimo che paghi. Assolutamente affidabile, mai problemi con i giunti o altro, tutto funziona esattamente come il primo giorno che l'ho portata a casa (il telaio e giunti sono fatti e rifiniti a mano, e si vede). Comoda da portare sui mezzi pubblici anche affollati (consiglio vivamente il portapacchi posteriore, molto comodo nel trasporto passivo). Si pedala bene come una bici normale, il portaborse anteriore e' comodissimo e pratico. Se avessi la necessita di risparmiare un kg di peso prenderei la versione in titanio da 2000 euro, tanto con quello che risparmio da non usale l'auto si ripaga in fretta. Anche io faccio il pendolare direzione milano (cremona milano tutti i giorni) e secondo me per il tuo uso vai sicuramente su bromton.
L'unico fastidio sara' il ciotolato che la brompton soffre parecchio, ma non riesci a trovare percorsi alternativi asfaltati?
nanoo 12, brompton S3L turkish greeen

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