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Autore Topic: Alto Adige / Sudtirol - Ciclabile Monaco-Verona: discesa libera dal Brennero  (Letto 213 volte)

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Offline Vittorio

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Durante la nostra vacanza altoatesina mi sono tolto la soddisfazione di percorrere, rigorosamente in discesa, un breve (16 km) tratto di ciclabile, quello che da Brennero scende a Colle Isarco riutilizzando principalmente la sede della ferrovia abbandonata nel 1999 in seguito all'attivazione della variante di Fleres.
Brennero, la stazione più alta della rete FS, è raggiunta ogni ora da comodi treni regionali: provenienti alternativamente da Verona e da Merano: i primi sono con materiale FS (Carrozze per Medie Distanze), gli altri con moderni elettrotreni FLIRT di SAD oppure Jazz di Trentino Trasporti, su entrambi i quali è molto più agevole il carico/scarico della bici (ingresso a raso dai marciapiedi alti) e la sua sistemazione a bordo (sedili ribaltabili e ganci per le bici "intere" sui FLIRT e comodi spazi tra gli schienali sui Jazz).
Stendiamo un velo pietoso sulla stazione in sè, enorme e poco funzionale retaggio dei tempi dei controlli alle frontiere; basti dire che, arrivati al binario 1, per trovare un bagno è toccato scarpinare per quasi 500 metri fra sottopassaggi e marciapiedi su cui si affacciano porte chiuse di uffici non più utilizzati...
Trovare l'inizio della ciclabile è facile, basta seguire i numerosi cartelli indicatori



fino... a un parcheggio dove inizia il percorso. Le prime centinaia di metri sono in leggera discesa accanto alla strada statale e all'autostrada: non particolarmente pittoresco ma temevo peggio.



Dopo circa 5 km, superate Terme di Brennero e il portale della nuova galleria ferroviaria, la ciclabile raggiunge il vecchio sedime e comincia a correre a mezza costa



mentre la pendenza si fa un po' più accentuata (26 mm/m, come la vecchia ferrovia), rendendo inutile pedalare, e il paesaggio decisamente più gradevole, nonostante il rumore continuo degli autotreni che arrancano sull'autostrada sul versante opposto.
Poco dopo si incontra la prima galleria, la cui ampia sezione rivela la linea a doppio binario: come si può vedere, nella conversione in ciclabile solo una metà della sede è stata asfaltata, lasciando sterrato il resto, a beneficio di camminatori e cavalli.



La galleria è iluminata un po' debolmente, specie arrivandoci in pieno giorno e col sole in faccia, ma per fortuna è breve (130 m compresa la parte finestrata), quindi non è indispensabile essere equipaggiati di luci.
Il tratto successivo era fino agli anni ottanta lo scenario ideale per foto ferroviarie "da plastico"; oggi invece si viaggia all'ombra degli alberi (le conifere crescono in fretta, si sa) fino alla seconda e ultime galleria, poco più lunga della prima.



All'uscita il panorama si allarga un po'



e in corrispondenza dell'ex posto di movimento di Moncucco, all'epoca dotato di un terzo binario intermedio per la precedenza dei treni più lenti, vale la pena di fermarsi per affacciarsi sul terrazzo naturale che domina il fondovalle e il paese di Colle Isarco.



Qui il tracciato svolta di 90 gradi per inoltrarsi, sempre a mezza costa, nella valle di Fleres; per superare il dislivello, infatti, la ferrovia effettuava un regresso in valle laterale con due rami a mezza costa e un vero e proprio tornante. Si continua a scendere con pendenza costante in mezzo al bosco



con solo brevi affacci sul fondovalle, dove si domina il ramo inferiore, tuttora in esercizio, della ferrovia.



I segnali del Posto di Blocco 386,



lasciati in opera a testimonianza del passato, preannunciano la fine del tracciato ex ferroviario; poco oltre, in corrispondenza del portale a monte della galleria a ferro di cavallo, la ciclabile scende con una serie di ripidi tornanti



fino a sottopassare la ferrovia, dopo di che procede sempre parallelamente a questa con brevi ma netti saliscendi



un po' a valle e un po' a monte dei binari



fino alla stazione di Colle Isarco, dove un comodo bar con vista ferrovia invita a una sosta per un panino o un caffè in attesa del treno per il ritorno.... o per risalire a Brennero e fare un altro giro!



Ultima nota di servizio: la tariffa ferroviaria regionale dell'Alto Adige non è delle più economiche, per cui assume particolare interesse la Mobilcard, tessera valida per 1, 3 o 7 giorni
https://www.mobilcard.info/it/mobilcard.asp#anc448
che permette la circolazione illimitata su treni, autolinee e la maggior parte delle funivie della Provincia Autonoma di Bolzano. Per fare un solo esempio, con l'andata e ritorno Dobbiaco-Brennero ci siamo ripagati con gli interessi la Mobilcard da 28 € valida una settimana...

Vittorio
Dahon Vitesse D7 (ex "Due Calzini")

Offline occhio.nero

  • Federico
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  • hai voluto la vita?... e mo' pedala!
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Re:Alto Adige / Sudtirol - Ciclabile Monaco-Verona: discesa libera dal Brennero
« Risposta #1 il: Luglio 23, 2020, 07:09:30 pm »
l'ho fatta anche io più volte... bellissimaaaaaaa  :)
Federico
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