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Autore Topic: Bergamo - BikeUP - 22-24.9.2021  (Letto 176 volte)

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Offline Vittorio

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Bergamo - BikeUP - 22-24.9.2021
« il: Ottobre 25, 2021, 10:02:52 pm »
Venerdì 22 ho approfittato del giorno libero settimanale e ho fatto una puntata a Bergamo per la VII mostra della mobilità elettrica BikeUP, che mi incuriosiva da qualche anno. Lo spazio espositivo, interamente all’aperto, era nel Sentierone e nell’adiacente piazza Matteotti, a cavallo dell’asse di viale Papa Giovanni XXIII/viale Roma che collega la stazione alla Città Alta. Comodo da raggiungere col treno, un po’ meno in auto perché tutti i parcheggi intorno sono a pagamento. E così, scartato il treno (un’ora di corriera dal lago a Brescia e un’altra ora da Brescia a Bergamo su una delle linee più disastrate di Trenord, contro poco più di un’ora in auto…), ho piazzato l’auto in periferia dalle parti del cimitero e con la mia fida Dahon Vitesse mi sono portato in zona percorrendo la ciclabile costruita a fianco della tranvia per Albino.
Prima giornata e prima ore di fiera, per cui poca gente e facilità di girare; la stragrande maggioranza delle bici esposte erano mountain-bike, poche le bici “normali” da città, poche le cargo bike, praticamente nessuna bici da corsa e purtroppo poche anche le pieghevoli. Poche, ma particolari; la prima incontrata era questa Bottecchia BE01 Pit Bull,

classica fat bike adattissima per scorrazzare su sabbia, neve o... sul lastricato dell’Appia Antica! Motore posteriore, pneumatici tassellati da 20x4.00”, un po’ meno di 1500 euro e la bellezza di 27 kg: In altre parole, l’archetipo della bici che se me mai la regalassero, la metterei subito su subito.it.
Molto più interessante invece questa Paul-E EQ
     
di  Bergamont, azienda tedesca di Amburgo, quartiere St.Pauli (www.bergamont.com). Telaio di alluminio (ritengo idroformato) a piega centrale con un’originale culla per la batteria sul trave principale, motore centrale Shimano, trasmissione a cinghia, cambio al mozzo Shimano Nexus a 5 o 7 rapporti, freni a disco idraulici, pneumatici Big Apple 50-406, attacco anteriore per staffa Klickfix, fanali e portapacchi di serie e un interessante sistema di chiusura della bici piegata, anch’esso di marca Klickfix.
     
Purtroppo non ho avuto occasione di provarla; pesata “a mano”, direi sui 18-19 kg. Il tutto per la modica cifra di 3699 euro.
Nel frattempo si è fatta “una certa”, per cui mi rimetto il casco, risalgo in sella e pedalo verso la zona di Borgo San Leonardo

per l’indispensabile... ricarica a base di casoncelli e bresaola,
Ritornato in fiera, vado a effettuare la registrazione indispensabile per poter effettuare i giri di prova, ricevendo un simpatico braccialetto azzurro in stile ospedaliero

e una robusta sacca di Nylon con dentro un po’ di ciarp… ehm, di gadget offerti dagli sponsor. Dopo di che punto su quella che per me era la star della rassegna, la GoCycle G4 (https://gocycle.com), che vista dal vivo e soprattutto provata ha confermato la sua stellare figosità. La GoCycle è già piuttosto nota, qui sul forum se ne è parlato anni fa http://www.bicipieghevoli.net/index.php/topic,2493.0.html per cui non è una novità in assoluto ma solo una versione aggiornata della precedente G3, con migliorie varie, soprattutto nel motore, ora leggermente più grande e con più coppia a bassa velocità. Riassumo comunque le caratteristiche principali: telaio a piega centrale di alluminio idroformato con zona centrale di fibra di carbonio e braccio posteriore di lega di magnesio, batteria estraibile inserita nel trave principale del telaio, ruote di magnesio montate a sbalzo, freni a disco idraulici, motore nel mozzo anteriore e cambio in quello posteriore (manuale Shimano Nexus a 3 velocità sulla G4, elettronico predittivo su G4i e G4i+). Nelle foto, quella bianca

è la G4 “base” da 3699 euro e 17,6 kg disponibile per le prove, quella nera

la G4i+ da 5499 euro e 16,9 kg; in mezzo c’è la G4i da 17,6 kg e 4499 euro.
Ho chiesto se era possibile provarla e l’addetto, gentilissimo, si è rammaricato di non potermi accompagnare (oh, che peccato…) perché era da solo in stand; dopo aver contrattato un tempo di 10-15 minuti (10 per lui, 15 per me) sono schizzato via alla volta di Città Alta, dove sono arrivato dopo 8 minuti, 2,6 km e 88 m di dislivello. Il cambio a tre marce e l’assistenza del piccolo ma vigoroso motore permettono di tenere velocità di tutto rispetto anche su una salita costante che con una bici muscolare farei… a piedi; in più l’asso nella manica è il booster, un magico pulsantino rosso a portata di pollice sinistro che permette di richiamare istantaneamente il 100% di potenza, scavalcando la logica che normalmente governa l’erogazione in funzione della forza applicata sui pedali. Il dispositivo è particolarmente utile nelle cambiate “a salire”, permettendo di non perdere il ritmo quando si innesta la marcia più lunga, e nelle partenze ai semafori: con il booster in seconda marcia si schizza via al verde lasciandosi indietro qualunque altro veicolo che non sia elettrico. Le ruotone apparentemente slick garantiscono un’ottima tenuta anche sul bagnato (qui riferisco le impressioni dell’addetto allo stand, che vive a Londra dove la usa quotidianamente e che ammette un’autonomia effettiva di circa 50 km nell’uso normale); per prevenire slittamenti potenzialmente pericolosi, il motore è asservito anche a un sensore di rotazione della ruota posteriore, in modo che l'anteriore non possa “scappare via” a una velocità superiore a quella effettiva della bici.
Arrivato in cima, il tempo di una foto ricordo

e poi mi tuffo a tutta velocità per la discesa; qui ho modo di apprezzare l’ottima rigidità di telaio e piantone e la grande stabilità di marcia: si riesce abbastanza bene a viaggiare senza mani, le traiettorie in curva sono estremamente precise e anche nelle frenate più decise non si avverte nessuna di quelle inquietanti flessioni del piantone abituali con quasi tutte le le altre pieghevoli. In breve, anche impegnandomi faccio fatica a trovare un difetto (che non sia il prezzo) a questa bici; segnalo, giusto per l’uso da pendolare, le dimensioni non contenutissime da piegata e la necessità di sfilare totalmente il tubo reggisella, che va riposto fra i due semitelai in un apposito innesto; evidentemente non è stato possibile ricavare una sede passante nell’elemento centrale di fibra di carbonio, per abbassarlo come abituale sulle bici a piega centrale, per una più che probabile interferenza con la cerniera. Peccato, chissà che non si riesca a rimediare in una futura G5…
Restituita con un certo rammarico la GoCycle e ripresa la mia Vitesse lasciata in ostaggio, mi sposto di pochi metri fino allo stand di Moto Parilla; qui, ignorando totalmente le altre bici e moto, punto dritto sulla Trilix (www.motoparilla.it); se ne è già parlato qui http://www.bicipieghevoli.net/index.php/topic,11378.0.html ed ero molto curioso di assaggiarla dal vivo. La bici è molto stilosa e aggressiva in ordine di marcia

e sempre abbastanza sconcertante da piegata; purtroppo la sella mi è scappata fuori dall’inquadratura...

Non ho provato il trasferimento passivo, per il quale mi fido di chi l’ha descritto nella discussione precedente, alla quale rimando anche per un po’ di caratteristiche tecniche. La piega è rapida, con la maniglia centrale che blocca la rotazione del carro posteriore di 180° attorno a un asse verticale e il piantone di sterzo che si abbatte lateralmente, ma l’ingombro da piegata mi fa pensare che l’intermodalità ottimale di questa bici sia… nel bagagliaio di un SUV piuttosto che su una metropolitana affollata. Molto ricca anche la gamma di accessori disponibili.
Su strada l’originale telaio a trilic… ehm, traliccio, che avvolge lo spazio per la borsa della batteria, dimostra una solidità da Ducati Monster e l’originale cambio a variazione continua si fa apprezzare per la regolazione molto fine e la possibilità di azionarlo anche da fermo. Come ho suggerito al personale dello stand, non sarebbe stato sprecato un indice per vedere a colpo d’occhio in che punto della gamma si sta lavorando, ma soprattutto sarebbe opportuna una disposizione diversa del comando per la variazione del livello di assistenza, che integra un cruscottino minimale con poche informazioni essenziali: sulla bici che ho provato era collocato accanto alla manopola destra ma non a portata di pollice, costringendo almeno sulle prime a cercarlo con lo sguardo, cosa da evitare nel traffico cittadino. Probabilmente spostandolo a sinistra, dove non c’è il comando del cambio che porta via spazio, il problema sarebbe già risolto. Ho molto apprezzato comunque che la regolazione dell’assistenza sia sulla bici e non sull’ennesima app da scaricare sul telefono. Della precisione di guida ho detto, la frenata dei due dischi idraulici è potente e ben modulabile, mentre la forcella ammortizzata non ho avuto occasione di metterla alla prova più di tanto essendomi mosso su strade molto lisce e per un tratto piuttosto breve. Sicuramente anche le ruotone da 2.00” fanno la loro parte…
Il prezzo mi sono purtroppo dimenticato di chiederlo, confidando di trovarlo sul sito, dove invece c’è solo un rimando per chiederlo al produttore; in rete ho trovato indicazioni di 2200-2400 euro.
A questo punto la festa è finita e non mi resta che risalire sulla Vitesse e pedalare alla volta del parcheggio; i primi metri sono quasi traumatici: mi sembra che la bici fletta da tutte le parti e vada dove vuole lei, e sono quasi sicuro di averla sentita ringhiare sommessamente di gelosia; per fortuna il primo tratto di strada è in leggerissima discesa, così riesco a superare l’iniziale sensazione di viaggiare col freno tirato… Poi, piano piano, abbiamo fatto di nuovo amicizia…
Prima di chiudere, aggiungo una breve carrellata di altre cose curiose o interessanti viste in fiera: questa italianissima (provincia di Vicenza) Askoll Ebolt

sembrava tanto una pieghevole ma a una seconda occhiata mi sono accorto che non c’era nessuna cerniera sul telaio; a questo punto il dubbio: perché mai fare una bici che sembra pieghevole ma non lo è? Ravanando un po’ in rete ho scoperto che dovrebbe essere il primo modello pensato espressamente per i bambini della fascia 10-13 anni: 940 euro per tirar su la prossima generazione di ciclisti “elettrici”.
Due soluzioni per chi ha problemi fisici o di età; un comodo triciclo con posti affiancati

e l’interessantissimo tandem “misto” PedalAbile (https://pedal-abile.jimdo-free.com) con seduta tradizionale dietro e reclinata davanti,

Da ultimo, un oggetto che non poteva non strapparmi un sorriso: la moto elettrica Cake Ösa+

che sembra assemblata in garage con pezzi di risulta; un aggeggio da 99 kg, 10 kW, 80 all’ora e 9500 euro.
Confesso che non capisco…

Vittorio
« Ultima modifica: Ottobre 25, 2021, 10:46:08 pm by Vittorio »
Dahon Vitesse D7 (ex "Due Calzini")

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