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Autore Topic: Fiera del Cicloturismo  (Letto 2727 volte)

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Offline Vittorio

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Fiera del Cicloturismo
« il: Marzo 30, 2026, 08:55:38 pm »
Ciao a tutti, l’altro giorno sono stato alla Fiera del Cicloturismo a Padova; l’atmosfera era un misto fra professionale e “grande pubblico”, con ovvia prevalenza di stand di Regioni e associazioni di promozione turistica e abbondanza di gadget assortiti, che ho provveduto doverosamente a razziare… Così come ho fatto incetta di cartine di praticamente tutte le ciclovie pianeggianti che ho a tiro. Sì, lo so che esiste Komoot, ma la pianificazione con carta e matita conserva tutto il suo fascino.
Bici, poche, con ovvia prevalenza di MTB e gravel; lato pieghevoli, giusto un paio di cose da segnalare: le scomponibili di Landerghini (loro le hanno definite “pieghevoli”, ma solo per questione di marketing, per avere un miglior posizionamento nei motori di ricerca), con telaio di carbonio e innesti delle giunzioni di alluminio.
          

Si tratta evidentemente di bici da smontare solo per il trasporto (SUV, camper, barca...), decisamente non vocate all’intermodalità spinta. Basti pensare che per lo smontaggio occorre:
1) svitare ed estrarre uno spinotto dalla giunzione nel tubo diagonale inferiore
2) sbloccare ed estrarre completamente il tubo reggisella
3) sfilare gli innesti dei semitelai, che restano uniti solo dalle guaine dei cavi di cambi e freno posteriore.
In pratica ci si ritrova con quattro pezzi di varie dimensioni che vanno un po’ ognuno per conto proprio. A occhio, ho l’impressione che un risultato analogo in termini di ingombro e praticità si otterrebbe con una bici tradizionale e ruote a sgancio rapido. Prezzo… non ho voluto informarmi per totale disinteresse.

Merita invece una segnalazione la pieghevole Folding Full 20" dell’italiana BRN ( www.bike.brn.it ) con ruote da 20”; in foto il modello base, con telaio in tubi d’alluminio, freni a disco meccanici, cambio 2x8 e un curioso cinematismo di sospensione posteriore voluto, a detta del produttore, per una scelta di confort sul pavé cittadino in alternativa al reggisella molleggiato. Le cerniere sono di tipo tradizionale, con blocco di sicurezza, e nella piega il piantone cade all’interno dei semitelai, a vantaggio della compattezza da chiusa. Trovo meno convincenti i parafanghini a sbalzo di materiale plastico, sulla cui protettività mantengo qualche riserva. Interessante il prezzo di listino di 499,00 euro.
     

Non presenti in fiera invece le Folding Lux 16” e Folding Lux 20” con cambi a 8 e 9 rapporti, entrambe con telaio d’alluminio idroformato e prezzi più alti, 890 e 950 euro rispettivamente, motivati con la diversa tecnologia del telaio (non che l’idroformato dia schiaccianti vantaggi rispetto ai tubi, è solo che “fa più figo”) e della componentistica (freni a disco idraulici e pedali estraibili di serie). Anche qui, mi permetto di esprimere una riserva sul deragliatore a gabbia lunga, che specie sulla 16” deve viaggiare parecchio rasoterra.
In realtà BRN nasce come accessorista, con un catalogo sterminato di borse, luci eccetera; giusto per dare un’idea, questa è una panoplia non esaustiva dei fanali (per mia fortuna, in fiera non vendevano al pubblico…)


e questo un modello da 3000 lumen che l’amico Menegodado considererebbe forse solo un discreto entry-level...


Menziono la presenza di Brompton, in uno stand esterno, per segnalare una particolarità che non conoscevo dell’inglesina: a garanzia della fabbricazione manuale, le saldature sono contrassegnate con le iniziali dell’operatore responsabile.

Ho anche approfittato dell’occasione per dare un’occhiata alla G-Line da 20”: pesantuccia, abbastanza ingombrante, secondo me ha perso tutti i vantaggi della Brompton conservandone i difetti a cominciare dal prezzo. E anche il preteso vantaggio delle ruote da 20” sui fondi sterrati lo ridimensionerei un tantino: io le ruote da 20” le ho già e sullo sterrato non fanno miracoli.

Per finire, anche se dovrei inserirla nella discussione su bici e treni, un’immagine colta al volo dell’area bici sulla carrozza 2 dell’Eurocity Venezia–Zurigo, a bordo del quale ho fatto parte del viaggio di ritorno. Il materiale è l’elettrotreno svizzero Giruno e che sia svizzero si vede al volo: finestrini ampi e luminosi, sedili semplici e un po’ rigidi e, appunto, un’area bici ampia e ben accessibile. Altro che Frecciarossa...


Vittorio
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Offline Norma

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Re:Fiera del Cicloturismo
« Risposta #1 il: Marzo 31, 2026, 11:05:47 am »
In effetti, anche a me la versione gravel della Brompton piace poco, mi sembra grossa e ingombrante.
Per quanto riguarda i treni, continuo a chiedermi chi progetta quelli italiani: di sicuro gente che non va in bici e che probabilmente non va nemmeno in treno  :(
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Offline gip

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Re:Fiera del Cicloturismo
« Risposta #2 il: Marzo 31, 2026, 04:36:08 pm »
Ahi, ahi, ahi Norma!! Mi pungi nel vivo. Io sono tra i progettisti dei treni italiani... (ormai in pensione per la verità e quindi prescritto). E vado pure sia bici sia in treno. Mi sento in dovere quindi di prendere le difese della categoria. Non è con i progettisti che te la devi prendere. Semmai vedi di dire due parole agli addetti al marketing di Trenitalia o altri. Sono loro che decidono quanti posti a sedere (pay load ovvero gregge pagante il biglietto), quanti in piedi, e quanti posti bici devono esserci nel treno. I poveri progettisti eseguono :-[. Se ti dicono due posti bici, due devono essere. A parte gli scherzi la vedo grigia. Fino a qualche anno fa bici in treno se ne vedevano davvero poche e non si sentiva il bisogno di dedicare loro molto spazio. Oggi le cose non sono molto cambiate. Sono ancora pochi gli utenti sistematici con bici al seguito. E' possibile invece trovare compagnie, anche numerose, che vanno a farsi una biciclettata. Trenitalia ha dedicato intere carrozze a costoro. Non sono casi frequenti ma ci sono, in particolare verso le località turistiche nei giorni festivi o di vacanza. Il Giruno descritto da Vittorio è un treno svizzero. In quel paese, e in genere nei paesi del nord Europa, è normale muoversi in bici e coi mezzi e che nelle specifiche di progetto se ne tenga conto. Ma se sul marciapiedi trovi una ventina di ciclisti reduci da una gita anche sul Giruno si va in difficoltà. C'è poi chi, pur avendo la disponibilità di spazi dedicati alle bici, si ostina a non usarli. Non voglio far nomi ma a qualcuno fischieranno le orecchie. Comunque sui treni di nuova generazione i posti bici ci sono sempre anche se non tanta roba così come le entrate a raso marciapiedi. Un po' di pazienza e si diffonderanno ovunque.
Ti saluto e buoni giretti nella campagna mantovana.
« Ultima modifica: Marzo 31, 2026, 06:37:44 pm by gip »
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Offline Vittorio

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Re:Fiera del Cicloturismo
« Risposta #3 il: Aprile 06, 2026, 11:23:20 am »
È da qualche giorno che ho un fastidioso acufene e non riesco a spiegarmi la causa…

Vittorio
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Offline Norma

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Re:Fiera del Cicloturismo
« Risposta #4 il: Aprile 07, 2026, 09:23:12 am »
Ciao Gip, scusa, mi era sfuggito il tuo commento  :-[
Immagino che i progettisti non possano fare altro che seguire le indicazioni che arrivano dall'alto, però penso che chi si occupa di treni, parlo di chi ha la possibilità di prendere decisioni, dovrebbe ogni tanto farsi un giretto in treno. Mi spiego: ho girato tantissimo con la mia Brompton dal 2016 al 2020, usando treni regionali, che spesso e volentieri avevano scalini scomodi per la salita/discesa, alle stazioni non trovavo quasi mai marciapiedi di altezza consona ed ero praticamente l'unica a salire con la bici. Ultimamente ho ricominciato a girare in treno, i gradini per accedere ai treni sono praticamente scomparsi, i marciapiedi sono spesso rialzati e... ci sono un sacco di biciclette e monopattini! Non parlo di cicloturismo, parlo di studenti e lavoratori che salgono con le loro bici, spesso non pieghevoli. Chi piega la bici è una mosca bianca, ci si ritrova con enormi fatbike elettriche, vecchi ravaldoni e monopattini giganteschi ovunque. Evidentemente i tempi sono cambiati e non bisognerebbe stare a guardare solo i treni della domenica con i cicloturisti, ma ho perso le speranze che in Italia si faccia qualcosa di serio per i ciclisti e quindi ho optato per l'acquisto di una bici pieghevole che, spero, diventi minuscola una volta salita in carrozza  ;D
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Offline gip

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Re:Fiera del Cicloturismo
« Risposta #5 il: Aprile 07, 2026, 11:09:38 am »
Si Norma hai ragione. I tempi cambiano e con loro le esigenze. Mi ricordo che negli anni sessanta i garage erano fatti per contenere auto larghe un metro e mezzo e raramente più lunghe di quattro. Le auto di oggi proprio non ci entrano. E la gente, specialmente nelle città, le lascia in strada, trasformando i quartieri in parcheggi. Per tornare ai treni l'unica soluzione che mi viene in mente è quella che si usava in Germania a cavallo tra gli anni ottanta e novanta. Tutti i treni pendolari usavano una vettura bagagliaio presidiato. In quella carrozza si dovevano depositare bici non pieghevoli e bagagli voluminosi. In sostanza dedicare almeno un mezzo veicolo specializzato. Qualcosa è stato fatto anche da noi con qualche MDVC (con gradini). Poi capiterà la volta che vorranno salirci in trenta e voleranno le proteste. E' un problema davvero difficile da risolvere. Per muoversi col treno la bici pieghevole secondo me resta la soluzione più intelligente e pratica. Ciao.
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Offline Norma

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Re:Fiera del Cicloturismo
« Risposta #6 il: Aprile 07, 2026, 06:11:09 pm »
E' vero, anche a me è capitato di viaggiare in una sorta di carrozza/sgabuzzino dedicata alle bici! Ho viaggiato malissimo, perchè non mi fidavo a lasciare da sola la bici e c'era un fragore tremendo e un freddo micidiale  ;D
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