Ciao a tutti, l’altro giorno sono stato alla Fiera del Cicloturismo a Padova; l’atmosfera era un misto fra professionale e “grande pubblico”, con ovvia prevalenza di stand di Regioni e associazioni di promozione turistica e abbondanza di gadget assortiti, che ho provveduto doverosamente a razziare… Così come ho fatto incetta di cartine di praticamente tutte le ciclovie pianeggianti che ho a tiro. Sì, lo so che esiste Komoot, ma la pianificazione con carta e matita conserva tutto il suo fascino.
Bici, poche, con ovvia prevalenza di MTB e gravel; lato pieghevoli, giusto un paio di cose da segnalare: le scomponibili di Landerghini (loro le hanno definite “pieghevoli”, ma solo per questione di marketing, per avere un miglior posizionamento nei motori di ricerca), con telaio di carbonio e innesti delle giunzioni di alluminio.

Si tratta evidentemente di bici da smontare solo per il trasporto (SUV, camper, barca...), decisamente non vocate all’intermodalità spinta. Basti pensare che per lo smontaggio occorre:
1) svitare ed estrarre uno spinotto dalla giunzione nel tubo diagonale inferiore
2) sbloccare ed estrarre completamente il tubo reggisella
3) sfilare gli innesti dei semitelai, che restano uniti solo dalle guaine dei cavi di cambi e freno posteriore.
In pratica ci si ritrova con quattro pezzi di varie dimensioni che vanno un po’ ognuno per conto proprio. A occhio, ho l’impressione che un risultato analogo in termini di ingombro e praticità si otterrebbe con una bici tradizionale e ruote a sgancio rapido. Prezzo… non ho voluto informarmi per totale disinteresse.
Merita invece una segnalazione la pieghevole Folding Full 20" dell’italiana BRN (
www.bike.brn.it ) con ruote da 20”; in foto il modello base, con telaio in tubi d’alluminio, freni a disco meccanici, cambio 2x8 e un curioso cinematismo di sospensione posteriore voluto, a detta del produttore, per una scelta di confort sul pavé cittadino in alternativa al reggisella molleggiato. Le cerniere sono di tipo tradizionale, con blocco di sicurezza, e nella piega il piantone cade all’interno dei semitelai, a vantaggio della compattezza da chiusa. Trovo meno convincenti i parafanghini a sbalzo di materiale plastico, sulla cui protettività mantengo qualche riserva. Interessante il prezzo di listino di 499,00 euro.

Non presenti in fiera invece le Folding Lux 16” e Folding Lux 20” con cambi a 8 e 9 rapporti, entrambe con telaio d’alluminio idroformato e prezzi più alti, 890 e 950 euro rispettivamente, motivati con la diversa tecnologia del telaio (non che l’idroformato dia schiaccianti vantaggi rispetto ai tubi, è solo che “fa più figo”) e della componentistica (freni a disco idraulici e pedali estraibili di serie). Anche qui, mi permetto di esprimere una riserva sul deragliatore a gabbia lunga, che specie sulla 16” deve viaggiare parecchio rasoterra.
In realtà BRN nasce come accessorista, con un catalogo sterminato di borse, luci eccetera; giusto per dare un’idea, questa è una panoplia non esaustiva dei fanali (per mia fortuna, in fiera non vendevano al pubblico…)

e questo un modello da 3000 lumen che l’amico Menegodado considererebbe forse solo un discreto
entry-level...

Menziono la presenza di Brompton, in uno stand esterno, per segnalare una particolarità che non conoscevo dell’inglesina: a garanzia della fabbricazione manuale, le saldature sono contrassegnate con le iniziali dell’operatore responsabile.

Ho anche approfittato dell’occasione per dare un’occhiata alla G-Line da 20”: pesantuccia, abbastanza ingombrante, secondo me ha perso tutti i vantaggi della Brompton conservandone i difetti a cominciare dal prezzo. E anche il preteso vantaggio delle ruote da 20” sui fondi sterrati lo ridimensionerei un tantino: io le ruote da 20” le ho già e sullo sterrato non fanno miracoli.
Per finire, anche se dovrei inserirla nella discussione su bici e treni, un’immagine colta al volo dell’area bici sulla carrozza 2 dell’Eurocity Venezia–Zurigo, a bordo del quale ho fatto parte del viaggio di ritorno. Il materiale è l’elettrotreno svizzero Giruno e che sia svizzero si vede al volo: finestrini ampi e luminosi, sedili semplici e un po’ rigidi e, appunto, un’area bici ampia e ben accessibile. Altro che Frecciarossa...

Vittorio