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Autore Topic: Selle senza naso  (Letto 20961 volte)

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Offline ZeniTag

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Selle senza naso
« il: Ottobre 12, 2011, 04:20:59 pm »
« Ultima modifica: Ottobre 12, 2011, 06:28:29 pm by ZeniTag »



Offline beaturbano

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Selle senza naso
« Risposta #1 il: Aprile 11, 2012, 12:13:49 pm »
sperando che contribuisca a far nascere un dibattito sul tema, posto un po' di modelli delle cosiddette selle senza naso, o selle salva-prostata, o selle proteggi-palline.
studi recenti parlano di indolenzimento e perdita di sensibilità anche per quanto riguarda i genitali femminili, nell'uso intensivo della bici.






http://www.nexride.com/




http://www.spiderflex.com/




http://www.ismseat.com/saddles/ism-sport



 

http://www.thecomfortseat.com/





 

http://www.moonsaddle.com





http://www.ride-ball.de/



http://www.amazon.com/Schwinn-No-Pressure-Bicycle-Seat/dp/B000DZGLVY







http://www.spongywonder.com/







http://www.tri-d-tech.it/tu-index.html





http://hobsonseats.stores.yahoo.net/easyseatii.html





http://www.ddwings.com/





http://www.bycycleinc.com/pages/features.html





http://www.realseat.com/

l'ultima è solo un po' per ridere.
al di là del fattore estetico, che è soggettivo e che vorrei che passasse in secondo piano, secondo voi è un problema reale o è risolvibile solo con una buona regolazione?
ne avete mai provata una? che sensazioni da? avete notato benefici? avete testimonianze anche terze da raccontare?


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Offline eamaxb

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Selle senza naso
« Risposta #2 il: Aprile 11, 2012, 05:02:44 pm »
Io non ne ho mai provate, ma a naso (tanto per restare in tema  ;D) mi danno l'impressione di non poter controllare al meglio la bici in curva o addirittura di scivolare in avanti

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Offline beaturbano

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Selle senza naso
« Risposta #3 il: Aprile 16, 2012, 03:39:09 pm »
chi le usa (ho letto recensioni su jobike) dice che sono pregiudizi che si superano appena le si prova e ci si abitua, e che sono una manna dal cielo.

probabilmente il controllo che viene meno è il poter governare la bici andando senza mani.


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Offline sim1

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Selle senza naso
« Risposta #4 il: Aprile 16, 2012, 03:50:31 pm »
A me sembrano un buon oggetto.

Appena qualcuno ne userà una fatemelo sapere  ;D

E soprattutto fatemi sapere dove l'avete presa.

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« Risposta #5 il: Aprile 16, 2012, 04:17:50 pm »

(Image removed from quote.) (Image removed from quote.)

http://www.bycycleinc.com/pages/features.html

questa sembra davvero un attrezzatura da medico... :o :o
ne ho vista montata una su una jetstrem p8 elettrificata...
eccola qua magari prova a contattarlo  ;D
http://www.jobike.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=10018&whichpage=2
sicuramente può consigliarti

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Offline beaturbano

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« Risposta #6 il: Aprile 17, 2012, 01:28:17 pm »
no, non è la stessa. è quella esattamente prima.



è la famosa Kefren: http://www.ddwings.com/

da jobike riporto
Citazione
Comunque la Kefren è la sella più eccezionale che ho provato, l'ho già sulla ciaccarella e dopo 10.000 km percorsi posso dire con convizione assoluta che questa sella è l'ideale per chi deve usare la bici come mezzo di locomozione tutti i giorni, proprio come faccio io!!

Linkback: http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=1229.0
« Ultima modifica: Aprile 17, 2012, 03:45:29 pm by broono »
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Offline occhio.nero

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« Risposta #7 il: Aprile 18, 2012, 09:19:30 am »
teniamo questa discussione specifica per le selle senza naso (come da oggetto).
Mentre per tutto il resto reindirizzo  nella discussione:
comfort della seduta (scelta della sella)
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=21.0



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« Ultima modifica: Aprile 20, 2012, 10:28:09 pm by occhio.nero »
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Offline beaturbano

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« Risposta #8 il: Aprile 18, 2012, 03:52:29 pm »
si possono anche unire per me, fai tu :)

riguardo alle "non selle" ho trovato questo test, non so quanto veritiero e quanto pubblicitario
http://www.sportpro.it/old_site/test/unsaddle02/unsaddle02.htm

Citazione
A vederla così tozza e massiccia non invoglia di certo. E per gli amanti dell'estetica tradizionale della bici è senza meno qualcosa più simile ad un pugno nell'occhio che al normale e tradizionale accessorio sul quale appoggiamo... le parti più delicate. Ma il fatto è che, se ti avvicini alla "Un-saddle", la sella-non-sella con l'idea di trovare e provare un normale accessorio, non riuscirai mai ad apprezzarne e carprine le pur interessanti e dimostrate valenze. Si tratta, infatti di una sella particolarissima, coperta da numerosi brevetti, dalla forma assolutamente innovativa. Infatti, è totalmente senza punta. Inoltre ha la possibilità di basculare leggermente a destra e sinistra sull'asse dell'apposito reggisella. Una sella che può non piacere esteticamente, ma che elimina di colpo o riduce assolutamente al minimo tutti i problemi derivanti dalla posizione.Per chi, anche non proprio avanti negli anni, si preoccupa della propria prostata e degli allarmi che si susseguono di tempo in tempo sull'argomento, anche se spesso poco fondati scientificamente, rappresenta non UNA possibile soluzione, ma LA soluzione per eccellenza. L'accessorio infatti, può risolvere definitivamente il problema. Semplicemente perché, non avendo la parte anteriore delle selle tradizionali, non esercita alcuna pressione sulle zone delicate e del perineo. Nessuna pressione, anche nella posizione più raccolta, quella con le mani sui foderi bassi. Nessuna pressione, cioè: nessun problema. E il dato più confortante è che tutte le dolenzie scompaiono.  Basterebbe questo a giustificare, anche per i più "patiti",  il - diciamo così - "sacrificio" dell'estetica. Ammesso che ci sia un simile sacrificio. Ma poi ci si fa l'abitudine. Un po' meno alle segnalazioni dei compagni di pedalata che, non conoscendo questo avveniristico componente, si premurano preoccupati di avvisarti che "oh, la sella si muove"; "è lenta"; oppure che "ti stai perdendo la sella". Specie quando ci si alza sui pedali e la Un-saddle ondeggia a destra e sinistra visibilmente.
Va detto subito, a scanso di equivoci, che alla "Un-saddle" occorre abituarsi gradatamente. Il primo impatto non è affatto "friendly", e bisogna avere costanza e tenacia per superare la prima fase. Dopo di che tutto diventa facile facile. Si deve cominciare con pochissimi chilometri (massimo una trentina) per poi aumentare gradatamente la distanza fino all'assuefazione completa. Questo perché inizialmente la sella mette l'atleta in una posizione leggermente più "picchiata" in avanti e occorre abituarsi al nuovo, più impegnativo appoggio al manubrio.
Ma poi i vantaggi si toccano immediatamente, sopratutto considerando...le parti più delicate. Intanto diventa più facile pedalare nella posizione bassa, con il busto più parallelo al terreno, ciò che consente di risparmiare energie o, a parità di energie, ad andare più veloci. Una posizione spesso "faticosa", specie per chi non ha una grossa mobilità articolare nella zona sacro-lombare che diventa normale e di routine.  Quindi a poco a poco ci si rende conto anche dei vantaggi della nuova posizione ergonomica. Gli schiacciamenti, le ammaccature, le fastidiose ferite (capitano, capitano) da sfregamento che  derivavano dai lunghi tragitti di una volta scompaiono improvvisamente. La sella "segue" il movimento del ciclista senza attriti né ostacoli; e ne favorisce l'azione senza alterarne sostanzialmente il meccanismo della pedalata.


(Image removed from quote.) (Image removed from quote.)
(Image removed from quote.) (Image removed from quote.) (Image removed from quote.)

Due pezzi semplici e facili da montare
Ecco, qui sopra i due pezzi che compongono la sella. La parte superiore è innestata sul reggisella con una ghiera di teflon che annulla gli attriti. L'ondeggiamento è limitato a destra e sinistra da un nottolino posto proprio alla base della "V" che costituisce il telaio dove appoggia lo scafo. La parte imbottita è fissata attraverso tre "silent bloc" di materiale speciale che contribuiscono ad attutire ulteriormente vibrazioni ed eventuali choc della strada.
Il montaggio è semplicissimo e rapido. Una scala centimetrata sul reggisella consente di "memorizzare" perfettamente la posizione in modo da calibrare bene ogni successivo eventuale aggiustamento.
Abbiamo usato la sella dall'inizio della stagione (dicembre 2002 - gennaio 2003) e, francamente, dopo le esitazioni iniziali, abbiamo deciso di tenerla. Un test a tutto campo, e sul campo, che ha compreso uscite di allenamento, gare, scalate e cronoscalate, gran fondo. Abbiamo percorso circa 3500 chilometri nelle condizioni più disparate. Testimoni gli amici cicloamatori del Gruppo Total Raffineria di Roma e gli amici giornalisti con i quali chi ha provato l'accessorio ha gareggiato (e vinto) il campionato italiano 2003 in quel di Faenza. La sella ha sempre "lavorato" bene, senza mostrare il minimo difetto. E senza mostrare segni di usura. Abbiamo effettuato molte prove per verificare se l'uso della "Un-saddle" potesse in qualche modo influenzare il rendimento della pedalata. I costruttori e gli importatori insistono sul fatto che addirittura consentirebbe uno sfruttamento migliore dell'energia sui pedali.

PRIMO: un buon rodaggio graduale
D'acchito, una volta montata la sella, le prime impressioni non confortano questa tesi. E' necessario, prima di tutto, un lungo rodaggio. Infatti, la forma della sella e il fatto che il piano risulta inclinato leggermente verso l'avanti-basso, fanno sì che sia difficile in un primo momento, trovare una posizione accettabile. C'è la tendenza a scivolare in avanti se non si adotta un appoggio "dinamico" e per conseguenza, il "carico" del peso sulle braccia aumenta notevolmente, specie se si tiene la sella in posizione alta. Per regolare bene la posizione occorre tempo e pazienza. Meglio partire da una posizione più bassa, calcolando la tradizionale altezza della sella (centro del movimento centrale-centro della sella), considerando come altro estremo la parte posteriore e più elevata della sella. In pratica un paio di centimetri verso il centro-all'interno rispetto al bordo posteriore. Bisogna, infatti, abituarsi ad un appoggio dinamico, più che statico. E a far scivolare il peso all'indietro specie nei momenti di pedalata in scioltezza. In compenso, l'aggeggio, con il suo basculare costringe l'utente ad affinare la coordinazione, il che, dopo i primi disorientamenti, porta alla sensazione netta ed avvertibile che pedalare ad alti regimi di rotazione sia più facile. Ma, ripetiamo, ci vuole tempo e pazienza.
Rafforza gli addominali
Con la "Un-saddle" Lavorano di più gli addominali, il che dovrebbe portare ad un maggior consumo energetico, ma una volta "tonificati" a dovere, questi aiutano a tenere la schiena nella posizione più corretta, evitando pericolose posture e dolori. Mentre la particolare posizione fa sì che si abbia la sensazione di una spinta sui pedali più redditizia.  Si ha, cioè, l'impressione che si cominci a spingere con forza addirittura prima del punto morto superiore. L'impressione "sul campo" coincide con gli esperimenti fatti nel 1997 dalla Facoltà di scienza e sport ed educazione fisica dell'Università di Rouen in Francia, dove sono stati condotte prove scientifiche su due gruppi di atleti di medio, buono ed ottimo livello, mettendo a paragone l'uso della Un-saddle con quello di una sella tradizionale.

In buona sostanza è stato fatto uno studio accurato della cinematica del movimento con la "Un-saddle". Movimento che, per la sella in questione, differisce pochissimo rispetto alle selle "fisse": intanto non c'è nessuna differenza nel movimento della caviglia e del ginocchio e nella coordinazione delle gambe; ciò che non comporta alcuna alterazione nel ritmo e nelle forze applicate al pedale. Per contro, differenze sensibili si riscontrano nella rotazione del bacino. Ma sono differenze in positivo. ll movimento del bacino, che segue l'arto quando scende verso il punto morto inferiore, consente una migliore coordinazione della cintura pelvica ed uno sfruttamento più completo della forza dei glutei, muscoli importantissimi per la locomozione e il rendimento del ciclista. Rendimento che migliora.

E' come se la sella, seguendo il movimento, consentisse di sfruttare fino in fondo la contrazione dei muscoli che non trovano ostacoli o "battute" alla fine del movimento. L'ipotesi era nata subito dopo poche settimane di uso della sella. Così abbiamo voluto verificare concretamente. Contattati alcuni amici dell'Istituto di Scienza dello sport del Coni di Roma, abbiamo proceduto ad una serie di test (ancora non completati del tutto), che però hanno già dato risultati confortanti. In questo caso un unico soggetto ha pedalato a varie intensità (crescenti) usando la Un-saddle e poi, con la stessa bici, usando una sella tradizionale. I primi risultati sono chiari: a parità di potenza applicata si è visto un miglioramento di circa il 2,5% - 3% nel consumo di ossigeno (misurazione diretta). Segnale di una migliore ergonomia complessiva del gesto, anche se, ovviamente studi cinematici e miologici (sui muscoli impegnati) più approfonditi andrebbero fatti a completamento di questa prima indagine. 

E' consigliabile un primissimo "rodaggio" su strumenti simili (vanno bene tutti gli accessori che consentono di usare la propria bici per pedalare in casa), per prendere confidenza. Si possono trovare più facilmente gli aggiustamenti individuali.

Non appena completati i test sulla ergonomia e sul consumo di ossigeno pubblicheremo una relazione approfondita sui risultati ottenuti.


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« Risposta #9 il: Novembre 30, 2012, 09:09:20 am »
Where to find no-nose (noseless) saddles?
http://www.healthycycling.org/

rispolvero la discussione per ficcarci il link alla pagina web dove trovare tutti i maggiori produttori, anche se la maggior parte erano già stati presentati qualche post fa.

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Offline occhio.nero

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Selle senza naso
« Risposta #10 il: Novembre 15, 2016, 11:29:15 pm »
............................................
E ora la sella. Era da un po’ di tempo che osservavo le selle della Duopower spagnola. Si tratta di selle molto corte anti prostatiche che non sollecitano le parti basse dei maschietti. Sono particolarmente studiate per un corretto appoggio ischiatico.
   
Sconosciute ai più, ho scoperto sono molto usate nell’ambiente delle corse con le Brompton. Le usa il team Kuosac Italia (campione del mondo 2013-2014 e secondo nel 2015 e l’attuale campione spagnolo Sergio Querpaache per citarne qualcuno.
   
Questo è il sito Duopower con tutte le caratteristiche tecniche e il catalogo: http://duopower.es/. Sul web hanno avuto giudizi molto contrastanti.  C’è chi le odia, e le ha subito sostituite, e chi le ama follemente. Dopo averla usata per 2/300 chilometri, la mia opinione è meno categorica. A parte un certo disagio iniziale per la mancanza del naso (con questa sella non si va senza mani, cosa comunque non facile con la Brompton) posso dire che a me è risultata comoda e senza particolari difetti. È una sella non troppo rigida e si può andare a lungo, senza disagio e penalizzazioni nella pedalata. Sinceramente non ho mai fatto più di 30/35 km consecutivi ma sono sicuro che si possa andare molto più a lungo. Prima di comprarla ho chiesto uno spassionato parere ad Alessandro, del Kousac Team Italia, che la usa ormai da qualche tempo e ci si trova benissimo. L’ha montata sia su una Birdy, che usa abitualmente per uscite anche di quattro ore, che sulla sua MTB. A mio parere comunque non è una sella adatta a persone molto alte. La sua possibilità di regolazione è poca, visti i rails corti, e non può arretrare molto. Pesa 180 g e a chi potesse interessare, la si trova    QUI


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Offline LuigiAnzio

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Selle senza naso
« Risposta #11 il: Luglio 17, 2017, 01:22:25 pm »
Buongiorno una gentilezza qualcuno utilizza la sella Spongy Wonder oppure Hobson e soprattutto come vi trovate realmebte? Grazie

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