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Autore Topic: la mobilità insostenibile (luoghi comuni e cattive prassi, pieghevole e non).  (Letto 86826 volte)

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la mobilità insostenibile (luoghi comuni e cattive prassi, pieghevole e non).
« Risposta #45 il: Ottobre 10, 2012, 01:51:15 pm »
Citazione
La diffusione della motorizzazione di massa ha portato al consistente parco veicoli attualmente presente in tutti i paesi ad economia avanzata. Il dato per l'Italia (2011) è di 607 autoveicoli ogni 1000 abitanti, per un totale di 36,5 milioni di autovetture (esclusi dunque veicoli industriali, autobus, ecc.). Poiché ogni autovettura occupa circa 6 mq netti di suolo, nel suo insieme il parco autovetture occupa quasi 220 kmq. Considerando poi lo spazio libero minimo che deve essere lasciato attorno a ciascun veicolo per garantirne l'accessibilità e la manovra, tale area diventa almeno il doppio.
fonte: http://www.roliassociati.it/Pages/Artic15.htm

Altri dati: http://www.aci.it/laci/studi-e-ricerche/dati-e-statistiche.html


sommate a quella cifra il suolo dedicato alle officine, autorimesse, garage, parcheggi di ogni tipo, stazioni di servizio e lavaggi, caselli autostradali, uffici e fabbriche dedicati alle aziende automobilistiche, enti amministrativi dedicati (motorizzazioni,etc..), assicurazioni, scuole-guida, negozi per la vendita di auto nuove e usate, negozi per la componentistica, tuning, spazi per associazioni dedicate...etc..la lista potrebbe essere molto più ampia..

Sommato tutto la cifra diventerebbe enorme, lo spazio del suolo dedicato a questo tipo di mobilità è impressionante. In base a queste premesse e alle attese di una forte diminuzione del parco motorizzato nazionale la mia proposta è di iniziare già da ora a pensare a cosa farne di tutto questo spazio!

Io propongo qualcosa del genere  ::) (naturalmente la stradina è per pedoni, ciclisti, forme di spostamento oil-free), voi che fareste  :)
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Offline beaturbano

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Offline beaturbano

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« Risposta #47 il: Ottobre 17, 2012, 03:12:29 pm »
è una buona prassi o una cattiva prassi l'iniziativa dell'assessore?
https://www.facebook.com/notes/comune-di-milano-palazzo-marino/unanagrafe-delle-biciclette-lettera-dellassessore-maran-al-ministro-clini/164163733707614
buona fede?
non lo so, ma intanto ho accolto la richiesta di salvaiciclisti in quanto ne condivido le perplessità.
a pensare male si fa peccato, si sa, ma...

Citazione
ATTENZIONE:

nel post che vi incollo sotto c'è la proposta di un'anagrafe delle biciclette, proposta da maran (milano, ass. trasporti) e diretta a clini (governo, min. ambiente).
fategli capire CHIARAMENTE che la cosa non deve trasformarsi in "targa per le biciclette".
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Offline Hopton

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la mobilità insostenibile (luoghi comuni e cattive prassi, pieghevole e non).
« Risposta #48 il: Ottobre 17, 2012, 05:56:05 pm »
Un bel copia e incolla ad uso di noi miserabili sprovvisti di Feisbucch? :)
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Offline giannib

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la mobilità insostenibile (luoghi comuni e cattive prassi, pieghevole e non).
« Risposta #49 il: Ottobre 17, 2012, 06:19:24 pm »
Anch'io sono sprovvisto di feisbucc! ( me sa che semo rimasti in due...)
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Offline beaturbano

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la mobilità insostenibile (luoghi comuni e cattive prassi, pieghevole e non).
« Risposta #50 il: Ottobre 18, 2012, 04:45:53 pm »
Un bel copia e incolla ad uso di noi miserabili sprovvisti di Feisbucch? :)

Citazione
Egregio Signor Ministro,

 

l'allarme per i furti delle biciclette è un problema che sta diventando sempre più grave e riguarda non solo Milano: questo mercato illegale ha purtroppo una dimensione internazionale e non è raro che le biciclette trafugate vengano spedite dai ricettatori in altri paesi, oltre che in alcuni mercatini locali.

 

È quindi necessaria un'iniziativa nazionale, che vada oltre le sporadiche e insufficienti iniziative pensate localmente per dotare di targa le due ruote. Per questo, conoscendo la Sua attenzione verso i temi della mobilità sostenibile, Le chiedo un intervento che individui le modalità utili ad istituire un sistema di registrazione per le biciclette, con regole chiare e uniformi su tutto il territorio italiano.

 

Questa "anagrafe" delle due ruote sarebbe un primo passo efficace per rompere il circuito della ricettazione e rendere tracciabile il mezzo e un segnale concreto di attenzione verso i ciclisti e di collaborazione verso le amministrazioni locali che si stanno impegnando a diffondere l'uso della bicicletta e una maggiore attenzione per l'ambiente.

 

Grato per la collaborazione, Le garantisco, fin da ora che Milano è pronta e offre al Governo tutta la propria collaborazione.

 

Cordialmente,

 

Pierfrancesco Maran

Assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo Urbano e Verde.

ecco, incollata qui come richiesto. però non avete provato a cliccare  ::) sul link: non tutto quello che c'è su fb è invisibile ai non iscritti. in questo caso essendo la pagina del comune di milano la nota dell'assessore è visibile a tutti. e pure i commenti  ;D
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Offline Hopton

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« Risposta #51 il: Ottobre 18, 2012, 07:34:20 pm »
Ops ciairagggione, scusa! ;D
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Offline Hopton

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« Risposta #52 il: Ottobre 21, 2012, 09:16:01 am »
FIRENZE: Bus bloccato e l'auto la sollevano i viaggiatori
 :o :-\
Fonte: http://firenze.repubblica.it/cronaca/2012/10/20/foto/bus_fermo_mezz_ora_per_l_auto_in_doppia_fila-44912125/1/
Le auto parcheggiate in sosta vietata in via Romana hanno creato un imbuto, bloccato un bus e dietro al bus bloccato il traffico. Gente inferocita. Insulti e nervi a fior di pelle. L'odissea dei passeggeri sull'Ataf della linea 37 è cominciato alle 23.20 all'altezza di piazza San Felice, all'incrocio tra via Romana e via Maggio, in Oltrarno e si è concluso alle 23,50. In coda anche una limousine che per ingannare l'attesa non ha trovato di meglio che alzare a tutto volume l'autoradio suscitando le proteste degli abitanti. Dopo qualche tentativo non riuscito di rintracciare il proprietario di una delle macchine che ostruiva il passaggio, i più volonterosi viaggiatori del bus e qualche automobilista hanno aperto la strada spostando alcuni i motorini parcheggiati e sollevando di peso una delle auto spingendola in avanti. "Sono cose che succedono almeno 2-3 volte a settimana, di sera" ha raccontato sconsolato l'autista Ataf. Per l'automobilista indisciplinato la multa è per interruzione di mezzo pubblico. (Foto di Gerardo Adinolfi, testo di Laura Montanari)
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Offline bromptonian

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« Risposta #53 il: Ottobre 21, 2012, 03:56:43 pm »
Da quando le targhe automobilistiche o il registro dei motoveicoli scoraggia o ha scoraggiato i furti di auto e/o motorini?! C'è qualcosa nella logica di questa lettera che mi sfugge...

Comunque a non essere su feisbuk semo in tre!  :o
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Offline beaturbano

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« Risposta #54 il: Ottobre 22, 2012, 10:13:10 am »
io invece che spostarla l'avrei ribaltata... ma sono un violento, lo so.
foto aggiunta nel riedit: http://imgix.8tracks.com/mix_covers/001/012/676/31985.original.jpg?fm=jpg&q=65&sharp=15&vib=10&w=521&h=521&fit=crop  ;D

piuttosto una riflessione che c'entra con le cattive prassi.
ieri passeggiando ho notato una certa attrazione per le ciclabili da parte dei pedoni soprattutto quando queste sono tinte di rosso.
ma chi l'ha deciso che in italia debbano essere rosse? a parte il fatto che a torino hanno dipinto di rosso anche alcune traiettorie di tram negli incroci più pericolosi, ma non è il caso di scegliere un altro colore (all'estero azzurro? verde? giallo?) visto il fascino che gli italiani subiscono dal cinematografico red carpet?
« Ultima modifica: Ottobre 22, 2012, 03:53:22 pm by broono »
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« Risposta #55 il: Ottobre 22, 2012, 11:40:52 am »
Ho trovato questo in rete:

Citazione
Il colore rosso è associato a pericolo, allarme, attenzione, divieto, ma anche a privilegio, come a tutti i tappeti rossi stesi per accogliere le più diverse autorità, o alle scarpette rosse che solo i nobili del '700 potevano indossare.

fonte: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_agosto_3/editoriale-ennio-rota-una-citta-misura-di-bici-2111293573401.shtml
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Offline occhio.nero

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« Risposta #56 il: Ottobre 22, 2012, 01:59:55 pm »
i contributi sui non iscritti a facebook sono stati cancellati. Ma se pensate abbiate subito un torto, potete esprimerlo nella discussione

il forum sui social network
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=616

 ;)

da altra discussione:
lo consiglio a tutti....

Live Bicycle

un film-documentario sull'assurdità della macchina.

............

segnalo la discussione
Il flop del bike-sharing a Roma
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=3822


Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del trasporto locale
Tre società in bancarotta. Al fondo nazionale mancano 1,5 miliardi. E 1 passeggero su 5 non paga


Ecco perché c’è sempre traffico nella tua città

da benzinazero
« Ultima modifica: Settembre 06, 2017, 02:07:55 pm by occhio.nero »
Federico
Tikit; DahonMuP24; Nanoo; DashP18; BromptonS6L
pedaliamo, pieghiamo, moltiplichiamoci

Offline Hopton

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« Risposta #57 il: Ottobre 24, 2012, 01:34:55 pm »
Riporto da altra discussione, perché temo che rientri a buon diritto anche in questa (anche se la dirigenza di Trenitalia negherebbe la mia affermazione   >:( ):

Per fortuna la "cultura" della mobilità in Italia continua a essere forte anche ai giorni nostri e a generare sagge decisioni:

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/10/22/foto/calabria_l_ultimo_viaggio_del_treno_della_piana-45083569/1/
La littorina dal mare di Gioia Tauro correva, tra gli uliveti, verso l’interno collegando i paesi della “piana” per poi inerpicarsi sulla montagna fino a Cinquefrondi. Un tempo era il treno che prendevano i braccianti per raggiungere i campi e gli emigranti per incrociare la ferrovia tirrenica che li avrebbe portati lontano. Negli ultimi anni era il treno degli studenti, dei pendolari e stavolta di  immigrati africani e asiatici, ma dopo più di ottanta anni di attività improvvisamente è diventato l’ennesimo “ramo secco” della rete ferroviaria italiana. Ci sono state proteste e anche proposte, ma per ora il treno fermo segna la perdita di un servizio collettivo e pure di un pezzo della memoria e del paesaggio di una intera zona. Quella della Calabria e dei treni è una storia importante fatta di distacchi dolorosi, fatiche, ma anche speranze e sogni. Le “tracce indelebili” che il treno ha lasciato in generazioni di calabresi sono raccontate nel libro “Andata e ritorno, Treni stazioni paesi della Calabria errante” (Città del Sole Edizioni, 2011), con testi di Francesco Adornato, foto di Carlo Desideri e una prefazione di Annarosa Macrì. Il libro è dedicato all’ultimo viaggio della littorina della “piana”.

la lobby della mobilità privata ringrazia. e non è solo quella del petrolio: le conseguenze della mancanza di mezzi di uso collettivo si ripercuotono anche sulla vita sociale di una comunità che ha un'occasione in meno per incontrarsi e un bene comune in meno di cui avere cura.
viva l'alienazione!

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« Risposta #58 il: Ottobre 24, 2012, 04:23:33 pm »
Mobilità sostenibile o mobilità insostenibile?

A quale topic appartiene questo articolo?

In Italia nascerà la prima autostrada elettrica: scopriamo ZET- Zero Emission Territory -



Una flotta di 72 auto elettriche, 18 parcheggi di interscambio con 144 punti di ricarica presso le uscite autostradali, 10 punti di fast charge, un’infrastruttura innovativa, con pensiline fotovoltaiche da fonti rinnovabili certificate. Per risparmiare 26,3 tonnellate di emissioni di CO2 al mese nell’autostrada più congestionata di Italia e 20.160€ di carburante.

fonte: http://greenvalueblog.wordpress.com/2012/10/21/zet-zero-emission-territory-sintesi-dello-studio-e-i-numeri-del-progetto/

Di Emiliano Ragoni | 21.10.2012 20:29 CEST

Il tema della mobilità sostenibile sta acquisendo sempre più importanza e sempre maggiore peso specifico anche nelle politiche territoriali. Ad esempio, in Olanda la Lotteria nazionale finanzia un progetto con 40.000 cittadini coinvolti, 4,5 milioni di € per fornire 3.500 auto elettriche in car sharing. La Lotteria Nazionale Olandese (National Postcode Lottery, ente che vede tra i propri "ambasciatori" personaggi del calibro di Nelson Mandela, Rafael Nadal e Bill Clinton) si distingue grazie alla consuetudine di finanziare progetti ad alto valore sociale. Quest'anno ha finanziato con € 4.450.000 il progetto "Three times greener: sustainable energy highway A15" promosso dalle Associazione ambientaliste "Friends of the Earth and Nature & Environment".

Questo ambizioso progetto mira a realizzare un corridoio autostradale interamente coperto da infrastrutture di ricarica per promuovere e sperimentare l'uso di mezzi elettrici non solo in ambito urbano, ma lungo un asse di intenso traffico. La A15 si estende dai confini tedeschi fino a Rotterdam per 160 km ed è una delle strade maggiormente utilizzate in Olanda. Il progetto non si limita alle infrastrutture di ricarica; una parte dei fondi saranno destinati a una flotta di auto elettriche messe a disposizione in car sharing per 125 aziende distribuite sulle 5 città più importanti attraversate dall'autostrada.

La stessa possibilità sarà offerta anche per i privati cittadini  che potranno usufruire del servizio. Per completare la visione interamente ecologica del progetto, pannelli fotovoltaici saranno installati sulle barriere antirumore e sui tetti delle fattorie e capannoni presenti lungo l'autostrada, oltre a 3 "wind farms" (fattorie del vento) realizzate ex novo. Il tutto garantirà la ricarica delle auto elettriche esclusivamente con fonti di energia rinnovabile.
I promotori sono convinti che il progetto potrà accelerare le abitudini verso la mobilità elettrica, sia per le istituzioni che per i privati (cittadini e imprese). E i numeri lo confermano: 2.000 auto saranno destinate al car sharing per privati (che potranno sperimentare anche l'ultima avanguardia del car sharing, il cosiddetto "peer to peer" cioè l'utilizzo di auto private in condivisione), ulteriori 1.500 saranno destinate all'utenza business per una stima complessiva di 40.000 cittadini coinvolti come utenti. Il consorzio di progetto vede la presenza di ENECO (Utility Olandese) e di Athlon (multinazionale dell'autonoleggio particolarmente attiva nel settore dell'elettrico) che potrà gestire anche le potenzialità di marketing delle auto elettriche avendo a disposizione una così ingente flotta.
L'iniziativa olandese è molto originale. Per trovare un esempio simile dobbiamo andare in America, nella Highway che attraversa da nord a sud la California; un esempio molto innovativo, essendo già dotata di infrastrutture di ricarica per collegare San Francisco a Los Angeles e alimentare le numerose auto elettriche imposte sul mercato dalle leggi dello stato. In Inghilterra una utility energetica, in accordo con le società autostradali, stanno installando colonnine lungo gli assi di maggiore percorrenza.
Anche l'Italia sta abbracciando questo tipo di infrastrutture. Il progetto ZET Zero Emission Territory, del quale vi abbiamo parlato qualche giorno fa, e che verrà presentato a Mobility tech, è un primo esempio in questa direzione. Vediamolo nel dettaglio tutti i numeri del progetto.
Il congestionato asse Milano-Brescia potrebbe essere a breve il primo esempio di italiano di autostrada elettrica. Il progetto prevede di sperimentare l'uso dei mezzi elettrici lungo l'autostrada A4 (e Brebemi, una volta ultimata) che con i suoi 97 chilometri collega una delle zone più densamente popolate dell'Italia ed è connotata a tutti gli effetti come autostrada urbana, con volumi di Traffico Giornaliero Medio di 113.000 veicoli al giorno (somma delle due direzioni, nell'anno 2011), con picchi di 148.00 veicoli al giorno tra i caselli di Cavenavo ed Agrate.
Lo studio di fattibilità si basa sulla disponibilità, a partire dal 2013, di incentivi all'acquisto o noleggio di auto elettriche, previsti dal Decreto Sviluppo (€ 5.000 a veicolo, su un costo medio di  € 30.000 a veicolo) e propone l'adozione di 72 vetture elettriche in car-sharing in 18 aree di parcheggio dedicate, dislocate nei pressi dei caselli autostradali, nei centri abitati e in prossimità dei punti di interscambio con le reti metropolitane di Milano, con un'infrastruttura di ricarica con pensiline fotovoltaiche. Per garantire la piena libertà di movimento, il progetto prevede 10 punti di ricarica veloce (fast charge) da installare nelle aree di sosta già esistenti nell'area.


"Il progetto ZET - dice Carlo Iacovini, Associate Senior manager di Clickutility, responsabile del progetto - vuole dimostrare che l'auto elettrica è una realtà concreta anche al di fuori della città per percorrenze medie come i 97 chilometri che uniscono Milano a Brescia. Gli utenti devono ancora familiarizzare con le nuove tecnologie e l'incertezza sull'autonomia resta oggi uno dei deterrenti all'acquisto e all'uso dei mezzi elettrici. Occorrono quindi sperimentazioni e progetti che possano dimostrare il contrario."
Lo studio fornisce anche analisi economiche. L'investimento totale (progettazione, start up e primo anno di sperimentazione) ammonta a € 3,8 milioni, di cui € 1,8 milioni destinati alla flotta, € 1,2 milioni per le infrastrutture di ricarica, € 400 mila per i costi di gestione annuale. Il progetto prevede l'integrazione con modelli di business autonomi, dal car sharing alla produzione di energia rinnovabile da fotovoltaico, che mira all'indipendenza energetica del servizio. La sostenibilità economica del servizio è raggiunta con un fatturato mensile compreso tra i 600 e gli 800 € per singola automobile.


Lo studio fornisce anche i dati relativi ai benefici ambientali che l'introduzione dell'infrastruttura comporterà, con il risparmio di 26,3 tonnellate di CO2 emesse in atmosfera al mese, a fronte di 168.000 Km/mese percorsi dalla flotta a regime, e partendo dal fattore di emissione medio di 157 g/km CO2, relativo al traffico in Lombardia per automobile a motore termico. Anche il confronto dei costi "alla pompa" delle due modalità di trasporto è particolarmente favorevole, con un risparmio di 20.160€ mensile sull'intera flotta.
Lo studio ZET sarà presentato da Carlo Iacovini in occasione di Mobility tech, in programma il prossimo 22-23 Ottobre 2012 a Milano, evento sponsorizzato da IBTimes IT.



Progetto pensilina MD Zev by Cemusa- Design Arch. Alessandro Savioli




Esempio localizzazione pensilina MD ZEV - by Cemusa - Design Arch. Alessandro Savioli


fonte: http://it.ibtimes.com/articles/37410/20121021/tesla-auto-elettriche-ambiente-energie-rinnovabili-auto-zet-mobility-tech-mobilit-sostenibile.htm

Si spendono milioni per riconvertire un sistema che non può funzionare dal principio, sottilmente si spera che la green economy riesca a far rimanere invariati i nostri stili di vita, il nostro "fabbisogno", con l'aggiunta di qualche pannellino solare qui e la e qualche fogliolina verde appiccicata nelle pubblicità. L''equivalente somma destinata a questi progetti ad esempio potrebbe destinarsi alla riconversione dei parchi autobus presenti.
« Ultima modifica: Ottobre 24, 2012, 04:33:28 pm by NessunConfine »
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« Risposta #59 il: Ottobre 24, 2012, 04:45:40 pm »
Mobilità sostenibile o mobilità insostenibile?

Si spendono milioni per riconvertire un sistema che non può funzionare dal principio, sottilmente si spera che la green economy riesca a far rimanere invariati i nostri stili di vita, il nostro "fabbisogno", con l'aggiunta di qualche pannellino solare qui e la e qualche fogliolina verde appiccicata nelle pubblicità. L''equivalente somma destinata a questi progetti ad esempio potrebbe destinarsi alla riconversione dei parchi autobus presenti.
quotone con +1! in uno stato moderno preso atto che c'è un trend verso una mobilità diversa si studia il modo di salvare capre e cavoli assecondando e incentivando questi trend e allo stesso tempo progettando una riconversione delle aziende che operano in un settore che non tira più.
qui invece non soltanto si cerca come dici di far rimanere invariati gli stili di vita attuali in modo da tamponare, ma si sfruttano fondi destinati alla mobilità alternativa per ingrassare i soliti squali.

un po' come la storia della copenaghen wheel, la conoscete?
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