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Autore Topic: la mobilità sostenibile (buone prassi)  (Letto 131012 volte)

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Offline occhio.nero

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la mobilità sostenibile (buone prassi)
« Risposta #105 il: Agosto 15, 2013, 08:09:42 pm »
segnalo:

parkingday.org - park(ing): parcheggi restituiti alla socialità
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=6089.0

Skytran, il minivagone che sfreccia sopra la città. Saranno così i trasporti del futuro?
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=6117

università di Foggia: progetto cicloattivi
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=6136
« Ultima modifica: Agosto 22, 2013, 12:20:26 pm by occhio.nero »
Federico
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« Risposta #106 il: Agosto 23, 2013, 05:17:31 pm »
La giornata mondiale senz’auto è #biciperlavita
(da BikeItalia, 23.8.2013, di Paolo Pinzuti)


Ad oggi sono 89 le organizzazioni che il 22 settembre 2013 parteciperanno a Bicis por la Vida: in 89 diverse città del mondo, in occasione della giornata mondiale senz’auto, i cittadini si riapproprieranno simbolicamente delle strade per mettere in scena la propria idea di città.


Armati di pennello, vernice e stencil (scaricabili direttamente da qui) immagineranno e rappresenteranno strade differenti, a misura di uomo e di bambino e non più ostaggio di automobili rapaci alla disperata ricerca di un parcheggio.
 
Il coloratissimo progetto è nato in Colombia ad opera del movimento cittadino Ciudad Verde ed è stato insignito del Visionary Award in occasione dell’ultima edizione di Velo-city a Vienna. Ad oggi l’iniziativa si è diffusa in tutto il subcontinente sud americano, ma anche in Messico, Kenia, Tanzania e Spagna. Al momento in Italia, l’unica città che partecipa a Bicis Por la vida è Genova.

Per partecipare occorre:

1. Identificare organizzazioni cittadine che possano e vogliano partecipare al movimento.
2. Contattarli e proporre loro di lavorare insieme
3. Comunicare qui l’adesione all’iniziativa per essere inseriti sulla mappa
4. Definire che tipo di linea di vita si dipingerà nella vostra città oppure quale attività creativa si svolgerà
5. Definire i punto di incontro per l’inizio dell’evento
6. Avvisare le autorità competenti
7. Diffondere l’iniziativa usando l’hashtag #biciperlavita
8. Scaricare il poster ufficiale modificabile
9. Realizzare una bandiera con il logo di #biciperlavita e il nome della città per fare una foto durante l’evento
10. Convocare i media per spiegare loro cosa sta avvenendo.

Gli amici di #salvaiciclisti e Rete per la Mobilità Nuova potrebbero per esempio cogliere l’occasione per spiegare visivamente al proprio sindaco  cosa hanno in mente.
« Ultima modifica: Agosto 23, 2013, 05:20:56 pm by occhio.nero »
Federico
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« Risposta #107 il: Agosto 23, 2013, 05:29:55 pm »
ROMA

Domenica 22 settembre a Roma.
Ritrovi a Tor Vergata (ore 7.30) e Bike Square (piazza San Silvestro ore 8.30) per incontrarsi a S. Giovanni (ore 9.30) e raggiungere alle 10.30 i Fori Imperiali.
https://www.facebook.com/events/372939869475666/?ref=3
« Ultima modifica: Agosto 29, 2013, 07:03:24 pm by occhio.nero »
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« Risposta #108 il: Agosto 28, 2013, 07:39:39 pm »
L'Olanda e la rivoluzione a pedali
di Alfredo Bellini
http://www.bicizen.it/news/lolanda-e-la-rivoluzione-a-pedali/

articolo BBC:
http://www.bbc.co.uk/news/magazine-23587916



Ci sono Paesi dove circolano più biciclette che automobili. Ovviamente non stiamo parlando dell’Italia ma dell’Olanda, al primo posto, insieme alla Danimarca nella classifica delle nazioni europee più bike friendly (fonte dati ECF).

In un recente articolo pubblicato dalla BBC, si analizzano le ragioni del boom delle due ruote nei Paesi Bassi.

Le prime considerazioni sono dal punto di vista storico: prima della seconda guerra mondiale esisteva soltanto la bicicletta per gli spostamenti urbani. Tuttavia negli anni ‘50 e ’60 il tasso di motorizzazione aumentò considerevolmente causando un elevato numero di morti sulle strade, soprattutto di ciclisti e bambini. La risposta della società civile fu immediata e si tradusse nella creazione del movimento nazionale “Stop de Kindermoord” (Fermiamo la strage dei bambini). Il dio dell’automobile venne messo in discussione anche dalla crisi del petrolio del 1973, quando i paesi produttori fermarono le esportazioni verso gli Stati Uniti e l’Europa occidentale.

Il risultato fu che il governo olandese iniziò a cambiare la sua politica infrastrutturale e urbanistica, concentrando le risorse pubbliche sulla creazione di vaste reti di piste ciclabili, rotatorie con precedenza ai ciclisti e misure di moderazione del traffico. Non è raro oggi vedere, quando ciclisti e automobilisti devono condividere lo stesso spazio stradale, cartelli con l’immagine di un ciclista e una macchina con la scritta: “Strada per le bici, le auto sono gli ospiti”.

8138044736_37082a9908_oEd è molto frequente vedere genitori che trasportano bambini sui Bakfiets, speciali bici da cargo, abituandoli già da piccoli alle due ruote. Ma è il governo olandese a svolgere un ruolo centrale nell’educazione dei più piccoli: la bicicletta è parte integrante del piano formativo scolastico e tutte le scuole hanno posti per il parcheggio del mezzo. Proprio i parcheggi delle bici rappresentano un elemento distintivo dei Paesi Bassi, con postazioni ovunque. Basti pensare alla città universitaria di Groningen che dispone di un parcheggio sotterraneo per 10.000 biciclette presso la stazione ferroviaria.

E anche il “look” di chi pedala risente della cultura presente. La bici è parte integrante della vita di tutti i giorni e gli olandesi non si preoccupano di avere l’ultimo modello di bici del mercato o di vestirsi con abbigliamenti tecnici in lycra. Anzi le bici che circolano maggiormente sono quelle più malconce e quasi tutti si vestono in modo appropriato per raggiungere il luogo di destinazione. Questo sta a dimostrare come la maggior parte dei viaggi in bicicletta sono di breve durata e non troppo impegnativi, grazie alla rete ciclabile diffusa e capillare.

Qualcuno potrebbe storcere il naso, ma gli olandesi, così come i danesi, sono restii a utilizzare il casco, proprio perché è notevole la sensazione di sicurezza percepita mentre si pedala. Di contro sono molto rispettosi quando si tratta di obbedire alle regole della strada. Ad esempio il ciclista che guida senza luci di notte, oltre a mettere a rischio la propria vita, può arrivare a pagare una multa di 60 euro. Gli incidenti mortali accadono ovviamente anche in Olanda, ma in caso di scontro tra un ciclista e un automobilista, quest’ultimo è obbligato a coprire almeno il 50% dei costi per risarcire il ciclista e gli eventuali danni alla bicicletta.

Paese che vai, cultura che trovi.
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« Risposta #109 il: Settembre 15, 2013, 04:32:44 pm »
Paese che scegli, cultura che trovi.

Verissimo il fatto delle bici decrepite. E infatti mi sono subito adeguato:


Modello "Nostalgia" ;D ;D
materiale: ferro
posizione di guida eretta
manubrio con manopole longitudinali (nelle curve strette ti finiscono nella pancia)
teoricamente con mozzo da tre marce "Sturmey-Archer III spd (2)", che però non funziona
freno contropedale posteriore, cantilever anteriore
(nei test "al banco" il contropedale si incastra pericolosamente alle alte velocità, quindi: vai piano ;) )
cerchi in alluminio a doppia camera (importantissimi se si vuole portare gente)
portapacchi posteriore in ferro sezione 1 cm (sempre per portare gente)
cavalletto "sollevante" tipo cargo-bike, anche questo fondamentale per infilarsi nei parcheggi tra due bici.
parafanghi in metallo belli lunghi
ruggine assortita, pedale sx incastrato male nella pedivella, ma funzionante benissimo
luci a led economicissime ma non per questo inefficaci, tipo 3 euro l'una
sellino bello largo e forse anche un po' ammortizzato con le molle, con un paio di buchi (anti-furto!)
gomme scrause da 26" x 1.75" con strisce riflettenti.
prezzo pagato: 50 euro :D :D
« Ultima modifica: Settembre 15, 2013, 04:47:04 pm by alek78 »
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« Risposta #110 il: Settembre 15, 2013, 05:32:37 pm »
Fantastica! :D

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« Risposta #111 il: Settembre 19, 2013, 08:31:19 pm »
OLANDA livello 1
il primo giorno ho portato una ragazza (sul portapacchi),

OLANDA livello 2
dopo una settimana questo (202 cm x 10 Kg, lungo la bici attaccata con lo spago):
http://www.ikea.com/nl/nl/catalog/products/10160229/

OLANDA livello 3
e oggi questo simpatico forno elettrico (sul portapacchi, legato con lo spago e "fissato" con una mano):
http://www.blokker.nl/webapp/wcs/stores/servlet/ProductDetails?storeId=10001&langId=-104&catalogId=10002&productId=138176

Avrei potuto usare la macchina ::),
ma volete mettere la soddisfazione di tentare l'impresa ;D !

Livello 4 ?
« Ultima modifica: Settembre 19, 2013, 08:36:48 pm by alek78 »
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« Risposta #112 il: Settembre 19, 2013, 08:59:52 pm »
fo-to fo-to fo-to :D
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« Risposta #113 il: Settembre 19, 2013, 09:31:30 pm »
spiacente, non ne ho fatte :(
è stato un gesto talmente naturale ;D portare un forno con la bici...
che non ci ho pensato!
cmq ho ancora la scatola vedrò cosa posso fare...
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« Risposta #114 il: Gennaio 08, 2014, 07:12:45 pm »
Riporto da altra discussione:


(...) Quella di Israele e delle bici elettriche è una storia, non a caso,  esemplare. Per quanto ho potuto capire fino a pochi anni fa guidare una bici elettrificata in israele era impossibile, praticamente reato. Poi un ministro ha colto al volo le potenzialità del mezzo sia come risparmio di carburante che sotto gli aspetti della salute e l'uso delle bici eco è stato incentivato con adeguate politiche e la realizzazione di una completa rete di piste sui marciapiedi esistenti. va da se che il processo si è svolto in termini di pochi anni, se non mesi, ed ora in città bici e monopattini elettrici sono r forse il mezzo più diffuso, sicuramente quello preferito dai giovani.

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« Risposta #115 il: Gennaio 18, 2015, 07:59:01 pm »

Bologna conquista la prima posizione e si aggiudica il titolo di città più "eco-mobile" d'Italia. Vince non solo per una buona dotazione di parcheggi a pagamento e di scambio, per il basso indice di incidentalità sulle strade e la dotazione di corsie ciclabili, ma anche per una elevata domanda soddisfatta dal trasporto pubblico e per il servizio di car sharing, nonché per le attività del mobility manager di Area.
Sul podio anche quest’anno tutte città del nord, con il secondo posto a Parma e il terzo a Milano; poco sotto Venezia al quarto posto e Brescia al quinto. Nella "top ten" si confermano anche Bergamo al sesto posto e Firenze al settimo, mentre Roma è soltanto al ventiquattresimo posto. Chiudono la “top ten” Padova all’ottavo posto, Torino al nono e Genova al decimo. In fondo alla classifica della mobilità sostenibile Siracusa, Reggio Calabria e Potenza.
La graduatoria delle città alla ricerca di una mobilità più sostenibile è contenuta nell’ottavo Rapporto "Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città", elaborato da Euromobility con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare.
Sempre ricca di indicatori questa ottava edizione che tiene conto delle innovazioni introdotte (car sharing, bike sharing, mobility manager), della presenza di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili a più basso impatto (gpl, metano, ibride, elettriche), dell'offerta e dell’uso del trasporto pubblico, delle corsie ciclabili, delle zone a traffico limitato e di quelle pedonali. Ma anche dei dati sui parcheggi di scambio e a pagamento, di quelli sulla sicurezza e sulle flotte di veicoli comunali, nonché delle iniziative di promozione e comunicazione a favore della mobilità sostenibile. Quest’anno per elaborare la classifica si è anche tenuto conto, oltre che dei valori assoluti degli indicatori, anche dei miglioramenti registrati nell’ultimo anno. Le 50 città monitorate sono tutti i capoluoghi di Regione, i due capoluoghi delle Province autonome e le città con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti.
"Questo ottavo Rapporto - dichiara Lorenzo Bertuccio, Direttore scientifico di Euromobility – segnala la progressiva positiva riduzione del tasso di motorizzazione, complice anche la perdurante crisi economica, il continuo aumento dei veicoli a basso impatto come quelli a metano e gpl, ma anche a trazione ibrida ed
elettrica, che complessivamente raggiungono l’8.0% del parco nazionale circolante. Ma occorre spingere di più sul pedale dei servizi innovativi: se il bike sharing vede crescere sia il numero di utenti (di circa il 37%) sia il numero di biciclette (+27% circa), come lo scorso anno, invece, ad un incremento del numero di iscritti al car sharing tradizionale (+7,8%) non corrisponde una analoga crescita delle automobili a disposizione dei cittadini, che invece diminuiscono del 4,5%”.
“Dopo 8 anni di studi, intreccio di dati e confronti – sottolinea Roberto Maldacea, neopresidente di Euromobility - si evidenzia sempre più la frattura tra nord e sud Italia, con le prime 10 città virtuose tutte al nord e una fotografia triste e impietosa del nostro stivale. Sappiamo bene che questa situazione è in maniera più ampia lo specchio dell’economia, del trasporto ferroviario, autostradale etc., ma l’inquinamento e la salute dei nostri figli non conoscono confini e la concentrazione di tali fenomeni negativi è anche il risultato della riduzione dei servizi di trasporto pubblico. Colpa la crisi, infatti, quasi ovunque in Italia si è registrato un taglio ai servizi di trasporto pubblico offerti ai cittadini. Il 2015 è un anno topico per l’eco mobilità in Italia: anzitutto per riuscire ad invertire la tendenza negativa del sud Italia, ma anche per iniziare a misurare l’indice di sostenibilità di alcune iniziative come il car & bike sharing, per le quali l’Italia in poco tempo si è aggiudicata una pole position addirittura europea (Milano migliore città europea per il car sharing free floating nel 2014).
Come raccomandato dalla Comunità Europea, qualsiasi iniziativa sostenibile, quindi anche l’eco mobilità, deve essere oramai orientata e misurata in funzione dei reali benefici che riesce a generare. EUROMOBILITY, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, vuole introdurre innovativi strumenti e piattaforme utili a misurare, con il supporto delle tecnologie digitali, il cambiamento di mobilità dei privati e delle aziende, associandolo soprattutto alle nuove iniziative (car & bike sharing, mobilità intermodale, uso dei mezzi pubblici etc) per poter definire l’indice di sostenibilità dell’eco mobilità in Italia e delle singole iniziative ad essa associate.”
Tutti i dati e i record città per città


Sono sempre di più gli utenti del bike sharing in Italia
Sono 16 le città dell’osservatorio nelle quali è presente un servizio di bike sharing, il servizio di biciclette condivise. A Milano, Brescia e Torino continua l’impegno delle amministrazioni per la bicicletta e per il potenziamento del servizio: Milano aggiunge nel 2013 altre 432 biciclette alle 2.800 già disponibili nel 2012, a Brescia l’incremento è del 37%, a Torino del 17%. Forlì conta già circa 40 biciclette e 224 utenti, mentre Padova, altra new entry, fornisce già 200 biciclette e ha soddisfatto oltre 1.700 utenti in soli 6 mesi di servizio del 2013. Gli utenti sono complessivamente aumentati di circa il 37% e le biciclette in circolazione di circa il 27%. Gli utenti della bicicletta in sharing sono, quindi, sempre di più, ma non sempre gli amministratori riescono a soddisfare la loro voglia di pedalare.
Come lo scorso anno, sono le città emiliane di Modena, Reggio Emilia e Ferrara quelle che offrono il maggior numero di km di corsie ciclabili per abitante.

Per il Car sharing occorre più coraggio
Nell’agosto 2013 nasceva a Milano il car-sharing cosiddetto one-way o free floating i cui numeri erano però ancora incerti e di difficile confronto con il car-sharing convenzionale, quello cioè in cui l’utente preleva e riconsegna la vettura nel medesimo parcheggio. Ed è quindi a tali servizi che l’indagine di Euromobility è stata dedicata. L’indagine ha confermato che al car-sharing continuano a credere più gli utenti degli amministratori: anche nel 2013, così come nel 2012, a differenza del numero di auto in flotta che diminuiscono (del 2,4% nel 2012 e del 4,5% nel 2013), il numero complessivo degli utenti del Car Sharing continua ad aumentare (+11,9% nel 2012 e +7,8% nel 2013). I maggiori incrementi di utenti si registrano a Padova (dove il numero di iscritti passa dagli 88 del 2012 ai 132 del 2013), Palermo (da 529 a 735) e Roma (da 2.507 a 3.220). Solo Genova perde iscritti, da 2.476 a 2.275.
Milano mantiene la pole position per numero di utenti (che passano da 7.171 a 7.374), seguita da Venezia con 4.002 e Roma con 3.220. Sempre a Milano il primato di auto in sharing (122), seguita da Torino e Roma (117). Venezia continua a confermarsi la città sia con il maggior numero di automobili disponibili rispetto alla popolazione (1,66 auto/10.000 ab), sia con il maggior numero di utenti rispetto alla popolazione (151 auto/10.000 ab).

Ancora timido l’impegno dei mobility manager
Sono solo 32 le città in cui è presente il mobility manager di Area, qualcuno negli anni si è addirittura perso per strada, complice nella maggior parte dei casi la scarsità di risorse disponibili. Dieci delle 18 città in cui il mobility manager di Area è assente sono del Sud (Cagliari, Campobasso, Catanzaro, Potenza, Reggio Calabria, Salerno, Sassari, Siracusa e Taranto), sei del centro Italia (Ancona, L’Aquila, Livorno, Pescara, Prato, Terni) e tre al Nord del Paese (Piacenza, Rimini e Trento).

Si confermano Milano e Cagliari le città con la maggiore offerta di Trasporto pubblico
La maggiore offerta di trasporto pubblico locale (posti*Km/ab) si registra a Milano, Cagliari, Roma e Bergamo, che scalza Torino dalla quarta posizione, mentre il maggior numero di passeggeri per abitante viaggiano, come lo scorso anno, a Milano, Venezia, Roma e Trieste.
Rispetto allo scorso anno, tuttavia, in ben 37 città su 50 si è registrata una riduzione dell’offerta di trasporto pubblico. Riduzioni addirittura a due cifre percentuali si sono registrate nelle città di Forlì, Latina, Messina, e Salerno. Nota positiva, invece, per la città di Novara che ha incrementato di molto l’offerta di trasporto pubblico (+18,5%). Un servizio di trasporto pubblico poco efficiente si riflette sul basso utilizzo dei servizi da parte dei cittadini. Infatti, anche nel caso della domanda soddisfatta (passeggeri trasportati rispetto agli abitanti), si registra una diminuzione in 37 città su 50. A Latina, in media, un cittadino utilizza l’autobus soltanto 7 volte in un anno, a Siracusa 9 volte, a Potenza 11.



Continua a ridursi il tasso di motorizzazione. A L’Aquila, Potenza e Perugia il possesso più elevato
Si riduce di quasi tre punti percentuali l’indice di motorizzazione, l’indicatore che misura la consistenza della flotta veicolare in rapporto alla popolazione residente. Il tasso di motorizzazione nelle principali 50 città italiane si riduce a 58,4 auto ogni 100 abitanti, contro le 61,6 dello scorso anno, comunque sempre molto più elevato in confronto alla media europea di circa 48 auto ogni 100 abitanti.
Le città con il maggior indice di motorizzazione sono L’Aquila e Potenza, la prima con 75,3 e la seconda con 71,9 auto ogni 100 abitanti, seguite da Perugia (69,5) e Campobasso (69,0). Le città più virtuose, dove circola il minor numero di auto per abitante sono Venezia (41,7), Genova (45,9), Bologna (50,6) e Firenze (51,3). Come nel 2012 a Bolzano e Trento si registra un notevole incremento del numero di auto, dovuto alla forte concentrazione di società di noleggio che continuano a stabilire la sede legale in questi Comuni per usufruire di una minore tassazione sull’iscrizione delle nuove autovetture, analogamente a quanto accade ormai da anni ad Aosta.
Parallelamente all’indice di motorizzazione si riduce la densità di veicoli, cioè il numero di autovetture per ogni kmq di territorio, che passa da 799 auto per kmq a 789. Le città con la più alta densità sono ancora Napoli, Torino e Milano.
Migliorano, seppur lentamente, gli standard emissivi dei veicoli. Le auto Euro IV rappresentano la percentuale maggiore in circolazione (34,2% dell’intero parco), mentre i veicoli Euro V sono pari al 18,2%. Le città del sud continuano ad avere il maggior numero di auto più inquinanti, con Napoli che svetta (con il 52% di auto con più di 12 anni di vita), seguita da Catania (con il 48%).
Relativamente agli standard emissivi più recenti (Euro 5 ed Euro 6), escludendo i Comuni di Aosta, Trento e Bolzano dove la sola percentuale di veicoli EURO V supera oltre il 50% (percentuale motivata dalla circostanza che molti operatori del settore dell’autonoleggio trovano conveniente immatricolare in questi Comuni tutta o parte della loro flotta), i Comuni di Reggio Emilia, Prato, Bologna, Firenze e Brescia mostrano le percentuali più alte (superiori al 20%).
Cresce, rispetto allo scorso anno, il numero di automobili di standard Euro 6, la cui percentuale si attesta all’1,5% sul totale delle 50 città.
L’indice medio di motorizzazione relativo ai motocicli è pari a 13,4 motocicli ogni 100 abitanti, decisamente molto più elevato della media europea (in Europa è pari a circa 6,90). Quasi inalterata rispetto allo scorso anno la classifica per le due ruote a motore: il tasso di motorizzazione più elevato si registra a Livorno (25,4 ogni 100 abitanti), seguita da Genova (23,1) e Rimini (21,3), che scalza Catania dal terzo posto; mentre le città con meno motocicli e ciclomotori sono Foggia (5,2 ogni 100 abitanti), Venezia (6,7) e Potenza (7,3).
Aosta conquista il triste primato delle due ruote più inquinanti (il 40,8% sono Euro 0), seguita da Perugia e Vicenza (39,6%), mentre Livorno (13,2%), Roma (15,8%) e Firenze (18,0%) continuano ad annoverano il minor numero di motocicli e ciclomotori Euro 0.

In costante crescita il numero di auto a basso impatto nelle 50 città
Passa dal 7,5% dell’anno 2012 all’8,0% del 2013 il numero di auto a basso impatto, cioè a gpl, metano, ibride o elettriche. Si confermano Ravenna, Ferrara e Bologna, con una media prossima o superiore al 19%, le città con il numero più elevato di auto a basso impatto, in particolare a gas. Ultime nella classifica delle auto a gas sono Trieste, Udine e Sassari.
Per la prima volta la banca dati ACI riporta esplicitamente i veicoli Elettrici/Ibridi che costituiscono nel 2013, sulle 50 città dell’indagine, lo 0,14% del parco. La provincia di Milano raggiunge lo 0,42% dell’intero parco auto, seguono Bologna e Monza rispettivamente con lo 0,34% e lo 0,24%. Taranto, invece, è il fanalino di coda con appena lo 0,02% del parco circolante.

Continua a migliorare la qualità dell’aria, ma non occorre abbassare la guardia
Sono 10 le Città che rispettano tutti i limiti imposti dalla normativa, due in più rispetto allo scorso anno: Aosta, Bari, Campobasso, Catanzaro, Foggia, Forlì, L’Aquila, Potenza, Sassari e Taranto. Sebbene molti valori registrati siano ancora lontani da quelli previsti dalla legislazione, continua un miglioramento della qualità dell’aria in quasi tutte le città. Torino si conferma la città sia con il maggior numero di superamenti di PM10 (126 rispetto ai 35 consentiti, addirittura in crescita rispetto ai 118 dello scorso anno), sia la più elevata media annuale (48 microgrammi al metro cubo rispetto al limite di 40). Seguono in entrambe le classifiche Salerno e Napoli. A Catanzaro e Sassari non si è registrato alcun superamento, mentre a Foggia se ne sono registrati soltanto 2. Ed è ancora Sassari a registrare la media annuale più bassa, 18 microgrammi al metro cubo, seguita da L’Aquila e Potenza (19 e 19,7 microgrammi al metro cubo rispettivamente).

Migliora, seppur lentamente, la sicurezza nelle città: Forlì si conferma la città con il maggior numero di incidenti, ma Foggia conquista il triste primato di città con l’indice di mortalità più elevato
Passa da 5,4 dell’anno 2012 a 4,8 del 2013 il numero di incidenti ogni 1.000 abitanti nelle 50 città. In lievissima flessione anche l’indice di mortalità, cioè il numero di decessi ogni 100 incidenti, che passa dal valore di 0,97 dell’anno 2012 al valore di 0,95 del 2013.
Forlì, con 9,89 incidenti ogni 1.000 abitanti si conferma la città con la maggiore incidentalità, seguita da Rimini (8,0) e Genova (7,2) I valori più bassi, invece, a Catanzaro (1,6), Napoli (2,1) e Campobasso (2,4). L’indice di mortalità più elevato (numero di morti ogni 100 incidenti) si è registrato nella città di Foggia (3,1), seguita da Catanzaro e Latina (2,7); le città in cui si registrano i valori più bassi, invece, sono Aosta (0), Novara (0,2) e Milano (0,3).

Poche le novità sulle politiche e le infrastrutture per la sosta dei veicoli
Venezia si riconferma saldamente prima in classifica per dotazione di parcheggi di scambio (155 posti ogni 1.000 autovetture circolanti), staccando di gran lunga Piacenza (73) sola al secondo posto; al terzo posto
Bergamo con 57. Tuttavia sono ben 13 le città al di sotto di 10 stalli ogni 1.000 autovetture circolanti.
Firenze scalza Bologna dal vertice della classifica per dotazione di parcheggi a pagamento (150,5 ogni 1.000 autovetture circolanti contro i 150,5 di Bologna). Le città con il minor numero di parcheggi a pagamento sono Sassari, Bolzano, Siracusa, Monza, Catanzaro, Trieste, Perugia e Terni con meno di 20 stalli/1.000 autovetture. A L'Aquila non sono presenti parcheggi a pagamento.

Bimbinbici e la Settimana Europea della Mobilità le iniziativa di maggior successo nel 2013
L’iniziativa più seguita nel 2013 è stata la Settimana Europea della Mobilità, con 28 città aderenti, seguita da Bimbinbici (28), Bicincittà (25 città) e Vivincittà (17). Fanalino di coda il Giretto d’Italia corso da 16 città.

Spazio pubblico, ancora troppo poco quello interdetto alle auto
Se si eccettua Venezia che offre quasi 5 mq di area pedonale per abitante, solo il Comune di Firenze offre quasi un mq (0,98) di area pedonale ad abitante, seguita da Cagliari (0,96). Per il resto delle città italiane, lo spazio destinato ai soli pedoni è sempre inferiore a 0,8 mq/ab, fatta eccezione per Parma che ne registra 0,82. Aumentano di oltre il 20% l’estensione delle aree pedonali nelle città di Catania, Genova, Napoli, Palermo e Sassari. Le città con la minore estensione di area pedonale per abitante sono Catanzaro, Novara e Bergamo.
Le città, invece, con la maggiore estensione delle Zone a Traffico Limitato sono Terni (48,34 mq/ab) e Bergamo (44,17 mq/ab). Le ZTL meno estese sono, infine, quelle di Catania con appena 0,34 mq/ab e Bari (1,04).

 

Roma, 18 dicembre 2014
Ufficio Stampa Euromobility : 06.89021723 – 393.0651936 - ufficiostampa@euromobility.org


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« Ultima modifica: Gennaio 18, 2015, 08:04:27 pm by NessunConfine »
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« Risposta #116 il: Agosto 11, 2016, 06:41:47 pm »
L’esperimento: il quartiere senza auto per un mese. «Siamo rinati»

http://sociale.corriere.it/lesperimento-il-quartiere-senza-auto-per-un-mese-siamo-rinati/

SEUL – Un intero quartiere senza automobili. Per un mese intero. È l’esperimento radicale in cui si sono lanciati gli abitanti di Suwon, hinterland di Seul (Corea del Sud), due anni fa. I risultati – sorprendenti – sono descritti in un libro uscito ad aprile negli Usa, “Neighborhood in motion” (“Vicinato in movimento”, Jovis, 2015).
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« Risposta #117 il: Settembre 21, 2016, 04:02:21 pm »
Every day, more and more cyclists are being killed in Brazilian streets and roads. Let's respect the cyclists. Let's stop hunting.

da adsoftheworld.com




Credits:
Advertising Agency: Heads Propaganda, Rio de Janeiro, Brazil
Creative Directors: Luis Christello, Flavio Medeiros
Art Directors: Luis Christello, Hugo Agostinho
Copywriter: Flavio Medeiros
Illustrator: Studio Nutts
Photographer: Guido Paternó


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Re:la mobilità sostenibile (buone prassi)
« Risposta #118 il: Aprile 04, 2017, 06:01:55 pm »
Un futuro senza auto?
da Internazionale del 29 marzo 2017

“Vogliamo rimettere l’auto al posto giusto”: è così che Najdovski spiega la politica in corso a Parigi, che non passerà senza resistenze e polemiche in quanto prevede la chiusura al traffico automobilistico di una parte di strada sulla riva destra della Senna, provvedimento entrato in vigore dall’estate del 2016.

Parigi non è la prima grande città a lanciarsi nella limitazione delle automobili. In Europa – dal piccolo centro urbano alla grande metropoli – sempre più città stanno proponendo disposizioni antiauto: divieto di transito nel centro storico, pedaggi per entrare, zone riservate ai veicoli elettrici. Questi sono solo alcuni degli esempi: Oslo vieterà l’ingresso alle automobili nel centro storico a partire dal 2019; Pontevedra, una città costiera della Galizia, in Spagna, ha fatto praticamente sparire le auto dal suo perimetro urbano; Stoccarda vieterà le auto diesel dall’anno prossimo; Parigi farà lo stesso entro il 2020. La tendenza è forte, a livello mondiale.
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Re:la mobilità sostenibile (buone prassi)
« Risposta #119 il: Giugno 14, 2017, 01:11:34 pm »
Oslo darà 1.200 euro ai residenti per comprare bici elettriche con cargo (simbolo di uno stile di vita)

Il progetto pilota è stato lanciato per ridurre l’inquinamento nella città, e si inserisce in un programma più ampio che la Norvegia ha intrapreso già da tempo per promuovere l’uso delle due ruote

articolo del 3 febbraio 2017

Il Comune di Oslo ha cominciato questa settimana a offrire ai residenti 10 mila corone norvegesi, cioè l’equivalente di 1.200 euro, per acquistare una bicicletta elettrica con contenitore per trasportare acquisti, borse o bambini. Come si specifica nella pagina dedicata all’iniziativa, il bonus fa parte di un progetto pilota: lo scopo è ridurre il livello di inquinamento e disincentivare l’uso delle automobili, in una capitale come Oslo che ha comunque 6 linee di metropolitana su una superficie che è più o meno un terzo di quella di Roma.
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Tags: cultura auto_bici