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Autore Topic: Prevenire gli incidenti (raccomandazioni)  (Letto 58560 volte)

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Offline giou

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Prevenire gli incidenti (raccomandazioni)
« Risposta #75 il: Luglio 17, 2015, 09:06:31 am »
Ecco, non volevo dare tutti i suggerimenti solo io!  ;)

Sono d'accordo con il limite a 30. Come automobilista, oltre che ciclista, noto che la velocità media in auto in città è ben inferiore. Pertanto tale limite non nuoce a nessuno se non all'ego di chi vuole occasionalmente pigiare un po' sul pedale per liberarsi di qualche frustrazione.

Il rilevatore di stupidità è quello che ci portiamo dietro nel nostro cervello quando guidiamo  :o  Per inventare una macchinetta all'uopo ci vorrebbe un sistema peggiore di quello di Minority Report...

Purtroppo a volte non basta, ma l'esperienza e la guida 'difensiva' ci possono aiutare.
In proposito sono molto interessanti gli articoli di Dave Moulton:
http://davesbikeblog.squarespace.com/blog/2011/8/8/the-invisible-cyclist.html
http://davesbikeblog.squarespace.com/blog/category/safety-and-defensive-riding



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Giovanni

Offline giou

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Prevenire gli incidenti (raccomandazioni)
« Risposta #76 il: Luglio 17, 2015, 02:38:08 pm »

all'ego di chi vuole occasionalmente pigiare un po' sul pedale per liberarsi di qualche frustrazione


Intendevo il pedale dell'acceleratore dell'automobile  :)

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Giovanni

Offline gip

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Prevenire gli incidenti (raccomandazioni)
« Risposta #77 il: Luglio 17, 2015, 10:19:07 pm »
Permettetemi di dire la mia su questo argomento. Ho la sensazione che queste discussioni lascino il tempo che trovano. Io sono tanto ciclista quanto automobilista e non mi pento di alcun dei ruoli. Anzi pretendo di mantenerli entrambi.
A mio parere vi è un solo modo per garantire la sicurezza dei ciclisti, la parte debole. Separare fisicamente le ciclovie dalle autovie. Non ci sono alternative. La realtà è però quella che tutti conosciamo. Vuoi perchè le città sono fatte come sono fatte, vuoi perchè non ci sono soldi, vuoi perchè ci sono amministrazioni ottuse oggi si viaggia quasi sempre a stretto contatto. E quando il leone e la gazzella giaceranno assieme la gazzella dormirà ben poco (Woody Allen).
In tale situazione non c’è che un sistema per coesistere: mettere tutti tanta EDUCAZIONE associata a tanto BUON SENSO. Fa specie dirlo in un paese indisciplinato come il nostro ma se questo metodo fosse davvero  applicato avremmo molti meno problemi. Educazione vuol dire non solo rispetto delle regole ma soprattutto rispetto per diritti altrui e vivere coscienti del fatto che non ci siamo solo noi sul pianeta. Questo deve valere per tutti, automobilisti, ciclisti, piloti di aereo, etc. Se il vecchietto tarda ad attraversare la strada dobbiamo aspettare, possibilmente senza inveire, e non tentare di passare a tutti i costi. Quando si apre la porta dell’automobile dobbiamo sempre guardare dietro per evitare di far del male non solo ai ciclisti ma anche a qualche pedone.  Il mondo non comincia davanti al cofano o alla ruota. E soprattutto quando si supera un ciclista questi non va sfiorato od immediatamente dopo averlo passato svoltare a destra. Sono banalità ma tutti i giorni succede.
Tra i ciclisti poi se ne vedono di tutti i colori: gente che passa col rosso, che attraversa sulle strisce pedalando a tutta birra, che viaggia affiancata, che scarta un metro perché c’è il tombino, bici senza luci e campanello… e chi più ne ha più ne metta.
Il buon senso invece io lo interpreto come atteggiamento da tenere verso chi le regole proprio non le vuole rispettare, cioè i maleducati. Personalmente non ho nessuna intenzione di spiaccicare la mia auto contro un’altra solo perchè tocca a me passare. E non voglio farmi quattro mesi di ortopedia perché, con il verde e con tutti i diritti del mondo certificati, finisco in bici sotto le ruote di un SUV. In sostanza devo stare attento. Un salutare atteggiamento difensivo come dice giou.
Detto questo (credo inutilmente per tanti) non sono proprio d’accordo a ridurre i limiti di velocità a 30 km/h. Non serve a nulla. Chi non vuole rispettarli se ne frega dei 30 o dei 50. Percorrere una strada cittadina a quattro corsie a 30 all’ora fa solo innervosire la gente. E 30 all’ora bastano e avanzano per far del male. Gli incidenti che coinvolgono i ciclisti nella stragrande maggioranza avvengono poi a velocità molto vicine allo zero.
Per carità, ben vengano le campagne a favore delle piste ciclabili o alla chiusura dei centri storici alle auto. Però non ritengo corretto difendere i miei diritti limitando quelli degli altri.
I rilevatori di velocità poi sono un segnale evidente dell’indisciplina e maleducazione generale. Se venissero rispettate le regole non avrebbero motivo di esistere. Il mio sindaco mi ha confessato che nella maggior parte dei casi sono solo spaventapasseri; scatole vuote con funzione di deterrente psicologico e ne mettono sempre un bel po’. L’apparato rilevatore però costa una cifra ed i comuni piccoli al massimo se ne possono permettere uno (ammesso che non lo noleggino). Questo viene poi spostato da una colonnina all’altra per cui non si sa mai dove sia. Prendersela comunque coi sindaci per la presenza dei rilevatori è sbagliato. Prendiamocela invece con chi da loro l’occasione di foraggiarsi colle multe. Se becchi una sanzione non sei un vessato ma solo un cretino. Se questi marchingegni non rendessero nulla sparirebbero rapidamente. Altro segnale di maleducazione è dato da come sono ridotti questi scatolotti. Spesso sono vandalizzati, segnale evidente che esiste qualcuno che oltre a non rispettare le regole lo vuole fare impunemente.
Infine ritengo corretto quanto sentenziato da Vittorio. E’ stupido dare l’ergastolo a chi butta la cicca per terra e poi farlo per un paio di persone. Creeremmo solo dei martiri. Meglio dieci euro ma puntuali ed implacabili. Ciao a tutti.


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Prevenire gli incidenti (raccomandazioni)
« Risposta #78 il: Luglio 18, 2015, 10:52:03 am »
segnalo:

ciclisti contro resto del mondo? il lato oscuro della pedalata
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=246

:-)

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Offline carlo

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« Risposta #79 il: Luglio 24, 2015, 01:26:03 pm »
Se becchi una sanzione non sei un vessato ma solo un cretino. Se questi marchingegni non rendessero nulla sparirebbero rapidamente.

I "marchingegni" rendono perché sono SEMPRE messi ad hoc sulle strade. Guardacaso nel tratto breve a 50km/h in una strada rettilinea e a due corsie dove il limite è sempre 90Km/h ed altri ladrocini legalizzati.
 Tutte le (poche) multe prese nella mia vita sono stati gesti furfanteschi da parte delle amministrazioni locali, non mi vergogno di dirlo! Zone a traffico limitato non correttamente evidenziate, passaggio con il rosso ma con i semafori con il T red ovvero arancione che dura 2 secondi, etc.

Tant'è che in alcuni casi ho vinto il ricorso, tanto erano spudorati...

Tornando al topic inutile girarci intorno, andare in bici in città (nel mio caso la capitale) è pericoloso e bisogna SEMPRE stare con gli occhi davanti e dietro e pure di lato.

Le piste ciclabili? Personalmente sono molto scettico perché qui a Roma fanno letteralmente schifo e, paradossalmente, io le trovo anche più pericolose della strada: sono in genere verniciate su marciapiedi a ridosso di passi carrabili, fermate dell'autobus, si incrociano a cavolo con le strade e spesso su semafori non opportunamente cadenzati.
Un ciclista è morto sulla Cristoforo Colombo proprio attraversando un semaforo della ciclabile che dava il verde anche alla strada laterale...

Alla fine la regola è sempre quella di tenere gli occhi ben aperti...

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La teoria della relatività? Mi è venuta in mente andando in bicicletta...
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Prevenire gli incidenti (raccomandazioni)
« Risposta #80 il: Luglio 24, 2015, 01:58:29 pm »
Io di solito evito le piste ciclabili. Nell'unico tratto che diventano per me percorso quasi obbligato, mi tocca litigare quotidianamente con chi mi contesta la precedenza in un attraversamento. Io passo solo quando non devo costringere le auto a frenare, ma, nonostante ciò, c'è gente ancora convinta che gli attraversamenti ciclabili non abbiano la precedenza! E giù a sbraitare...   >:(

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Offline and_alb

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Prevenire gli incidenti (raccomandazioni)
« Risposta #81 il: Luglio 24, 2015, 02:25:51 pm »
Purtroppo è, in fondo, un problema di cultura

In alcuni paesi del nord europa, è un piacere girare in bici...

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Offline carlo

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Prevenire gli incidenti (raccomandazioni)
« Risposta #82 il: Novembre 17, 2015, 07:00:45 pm »
Dopo circa due anni in bici a Roma volevo condividere alcune brevi riflessioni personali sulla mia esperienza:

in linea di massima girare in bici a Roma lo trovo fattibile, economico e, tutto sommato, molto più veloce di quello che uno possa immaginare.

Se ci fosse una cultura diversa credo che nella mia città almeno il 20-25% della popolazione potrebbe tranquillamente spostarsi in bici, risparmiando tempo, inquinamento e soldi (e forse anche meno stress  ;D).

Per quanto riguarda i pericoli la mia esperienza è questa, posto i vari soggetti in ordine di pericolosità avuta:

AUTO: stranamente, le auto hanno rappresentato l'ultimo problema (parlo dentro la città). Ho incontrato sinora persone abbastanza educate, io cerco sempre di essere prudente e rispettoso: ringrazio se mi fanno passare e guardo dappertutto, ma in linea di massima non ho avuto problematiche. GLi anziani sono i più "maleducati", stranamente, ma in forma contenuta.

PEDONI: sono un pò indisciplinati ma se vai piano laddove ci sono non hai problemi, convivenza possibile.

MOTOCICLISTI: corrono in genere ma con me ciclista non hanno finora portato particolare astio, se c'è un passaggio pedonale in genere sono i primi che mi fanno passare, ce l'hanno forse più con gli automobilisti.

CICLISTI: stranamente, trovo abbastanza maleducati molti miei "colleghi" ciclisti romani, non danno la precedenza, ai semafori pedonali rossi non rallentano per guardare e spesso rischiano di investire i pedoni che attraversano, uno momenti mi prendeva sfrecciando sul marciapiede alla fermata del bus.
Non usano mezzi di protezione, di segnalazione e spesso vanno in bici con gli auricolari a musica sparata (PERICOLOSSISSIMO a Roma  :o )

SCOOTERISTI: questi, purtroppo, a Roma, sono la mia bestia nera  :-X sinceramente? LI DETESTO!

Non sono motociclisti, non hanno rispetto di nessuno, non hanno in linea di massima alcuna conoscenza del mezzo due ruote, sono degli "improvvisati" delle bike. Ho letto che sono la causa principale di incidenti a Roma e in più occasioni a momenti mi venivano addosso da dietro.

Ho diversi filmati con la Gopro dove vanno addosso alle auto, cascano, fanno casini...
...io, sinceramente, ne ho un poco paura perché sono davvero pericolosi, in due occasioni li ho ripresi ai semafori (corrono ma poi a Roma hai un semaforo ogni 100 metri, 'ndo vai?) mi hanno minacciato fisicamente (non ho paura di questi ridicoli ma conosco la legge italiana e, sinceramente, di andare per tribunali e avvocati per dei pezzi di merxa non ne ho voglia)...

Questa la mia breve esperienza romana. Non volevo fare un post dedicato ma solo condividerla con voi.

Il mio consiglioi? Sempre occhi ben aperti, anche se a volte forse non basta. Ma non è un motivo per eliminare la bicicletta per spostarsi a Roma

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« Ultima modifica: Novembre 17, 2015, 07:23:37 pm by carlo »
La teoria della relatività? Mi è venuta in mente andando in bicicletta...
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Offline Maubik

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Prevenire gli incidenti (raccomandazioni)
« Risposta #83 il: Gennaio 21, 2016, 03:08:32 pm »
... ho la sensazione che queste discussioni lascino il tempo che trovano. ...

..... Il mio sindaco mi ha confessato che nella maggior parte dei casi sono solo spaventapasseri; scatole vuote con funzione di deterrente psicologico e ne mettono sempre un bel po’. L’apparato rilevatore però costa una cifra ed i comuni piccoli al massimo se ne possono permettere uno (ammesso che non lo noleggino). Questo viene poi spostato da una colonnina all’altra per cui non si sa mai dove sia. Prendersela comunque coi sindaci per la presenza dei rilevatori è sbagliato......

No no , questa discussione NON lascia il tempo che trova!!
se gli altri non avessero raccontato la loro esperienza (oltre alle <opinioni>) io formulerei le <mie opinioni> in base ad una esperienza ancora più risicata...e solo sull'esperienza della mia pelle.

Ho letto un articolo -se lo trovo lo posto- che le colonnine INCUSTODITE sono tutte illegali (quelle colorate per la velocitàper capirci, le grigie che invece ti scattano la foto se passi con il rosso sono legali). Sono legali SOLO se presenti Vigili o Polizia, ecc. Ecco perchè sono vuote. Sono usate come deterrente ma ormai chi abita lì sa bene che QUELLA colonnina non è attiva..no?

ciao a tutti

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Offline TicioTIX

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« Risposta #84 il: Settembre 20, 2016, 05:49:37 pm »
Tuttavia la separazione risulta inconcludente, i pedoni e le bici convivono nella stessa corsia interna ben separata dalla strada. Questo avviene perché la sensazione percepita dal pedone soprattutto è di maggiore sicurezza rispetto al contesto stradale, bisognerebbe che i progettisti e gli ingegneri tenessero conto di questo aspetto.

Ciao a tutti!
A costo di essere accusato di NecroPosting, mi sono imbattuto in questo post mentre stavo cercando risposte su di una questione di CdS che in un altro post vi esporrò.
Mi ha piacevolmente sorpreso vedere una foto della ciclabilina sotto casa mia  ;)
Confermo e sono d'accordo sia con NessunConfine che con Hopton quando dicono che nel curriculum di un buon progettista di viabilità sostenibile ci dovrebbe essere scritto "NON automunito", sono con voi quando dite che la progettazione deve invogliare ed avviare al corretto utilizzo (nella Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna di questo si è lungamente parlato) ma qui proprio non saprei come migliorare, anzi, spesso questa ciclabile viene additata come buon esempio ...
Allego una foto fatta una ventina di metri prima:



Differente colorazione: presente, segnaletica verticale abbastanza inequivocabile: presente, segnaletica orizzontale: presente ... manca solo la garitta con il cecchino  ;D ;D ;D
Ad un incontro fra assessori e cittadinanza fu addirittura proposto di invertire i cartelli: ai pedoni piace la corsia interna? Che se la prendano, il marciapiede esterno, per le bici, è altrettanto sicuro ... ma a quel punto scommetto che troveremmo qualche originale che si mette a far jogging sulla corsia esterna perché il panorama è migliore (di norma in estate l'altro lato di Via Palazzetti è un immenso campo di girasoli) ...
Il nocciolo della questione, secondo me, è che chiunque di noi circola con la testa nel sacco, pensa ai cavoli (e al comodo) proprio e a cu ... tutto il resto (cit.)
D'altronde come si spiega la nuova tangenziale delle biciclette sui Viali di Bologna che ormai, alla mattina presto, è un'area di sgambatura cani aggiunta?
O il fatto che ieri, percorrendo questo tratto della stessa tangenziale proveninedo dalla Stazione Centrale



sotto la pioggia, con circa 6 mt di portico coperto mi sono trovato alcuni pedoni che circolavano sulla ciclabile ...
CiaoCiao
TT:

Ps. Ok, la ciclabile della seconda foto non sarebbe del tutto a norma ... ma vabbè ...  ;)


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"Avrebbe potuto pure permettersi un aeroplano o uno yacht, a lei però bastava una bicicletta pieghevole." Sasha Arango - La verità e altre bugie

Offline b.saso93

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« Risposta #85 il: Novembre 13, 2016, 04:10:06 pm »
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ciao a tutti, quanto tempo...
giovedì mi laureo e come tesi ho portato un piccolo lavoro dal titolo:"STUDIO SULL'IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE E PROTEZIONE STRADALE: RIFLESSIONE SULLA PROTEZIONE DELLA CATEGORIA CICLISTI". ve lo lascio qua, caso mai vi potesse interessare, meglio sicuramente che lasciarlo ad impolverare nei bui archivi dell'unipv.
ditemi cosa ne pensate se vi va  :)
un saludo
b.saso93

il link al documento -->  https://drive.google.com/open?id=0BzAlXJz9zTvvcHdVOWIxT2NZNzA

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« Ultima modifica: Marzo 10, 2017, 08:51:04 am by occhio.nero »

Offline Hopton

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« Risposta #86 il: Novembre 13, 2016, 05:11:28 pm »
Io e Mrs Hopton siamo fieri di te.  :)

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"La città è fatta per le persone, non per scatole di metallo". (Ayfer Baykal, assessore all'ambiente, comune di Copenhagen)
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« Risposta #87 il: Novembre 13, 2016, 05:34:59 pm »
Bravo! Mi raccomando, una bella presentazione con logo bicipieghevoli.net sullo sfondo allora... ;D

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Offline Vittorio

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« Risposta #88 il: Novembre 13, 2016, 06:19:13 pm »
Complimenti! Domani me lo leggo. E domenica ti aspettiamo al November Porc per festeggiare!

Vittorio

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« Risposta #89 il: Novembre 14, 2016, 10:11:39 am »
Ciao b.saso93 e grazie per la condivisione!
Mi sono rivisto molto nel sondaggio ai post-incidentati: sono reduce da due incidenti in bicicletta di cui uno con frattura e il disagio che ne è conseguito mi ha posto in serie difficoltà dal punto di vista lavorativo e della vita quotidiana.
Ho sempre cercato di utilizzare la bici per gli spostamenti lavorativi, sfidando l'assenza totale di infrastrutture della mia zona. Nel tempo, diversi episodi legati alla convivenza con il traffico a motore mi hanno portato a scelte altalenanti: periodi di abbandono della bici e periodi in cui mi imponevo di sfidare le difficoltà.

Le ultime due "gravi" esperienze mi hanno fatto rivalutare molto l'utilizzo della bici nel commuting quotidiano: in assenza di adeguate infrastrutture sono ormai convinto che non utilizzerò più la bicicletta nel mio tragitto casa-stazione ferroviaria perché un incidente in bicicletta, anche leggero, ha immediate ripercussioni su ogni aspetto della mia vita e si ripercuote in maniera massiccia anche sulla mia famiglia e sul mio lavoro.
Inoltre i tempi di ripresa possono risultare molto lunghi, le terapie costose, le assicurazioni fanno di tutto per non pagare....

Farsi male la domenica mentre si sceglie volutamente di fare downhill da un costone roccioso è un conto, ma rimanere feriti a causa di automobilisti distratti, aggressivi, incivili, strade dissestate, corsie troppo strette ecc..... è un rischio da valutare perché evitabile. Il che rende l'opzione "automobile" una scelta di sopravvivenza anche per il ciclista urbano sensibile ai temi di mobilità a noi tanto cari.

Senza ombra di dubbio il rischio nel commuting in bicicletta presenta differenti percentuali a seconda di città, regioni, paesi: rido sempre al ricordo di un amico ciclista appassionato che vive in Trentino. Per lavoro ha passato del tempo tra Como e Milano e pensava di continuare ad usare la bici come sempre. Dopo un paio di settimane mi ha implorato di portarlo in macchina fino alla stazione.

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