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Autore Topic: allenamento in bici  (Letto 18627 volte)

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Offline NessunConfine

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allenamento in bici
« il: Giugno 07, 2012, 11:06:39 pm »
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C'è da tenere in considerazione l'allenamento individuale in questi casi, un mese fa su un percorso in salita la prima volta mi sono fermato stremato dalla fatica dalle 4 alle 6 volte, giorno per giorno mi fermavo sempre meno volte, così ora ho ottenuto il risultato che mi fermo raramente anche se ancora con parecchia fatica, da questa esperienza ne ho dedotto che l'allenamento avvantaggia il mezzo, punto ad eseguire il percorso facendo sempre meno fatica.  :)

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« Ultima modifica: Marzo 04, 2017, 10:00:14 pm by occhio.nero »


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Offline Hopton

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allenamento in bici
« Risposta #1 il: Giugno 07, 2012, 11:34:28 pm »

Verissimo, è quello che è successo anche a me e credo un po' a tutti qui: quello che all'inizio appare proibitivo dopo pochissimo diventa fattibile.  :)
Per Emanuele: se posso permettermi un consiglio, ti dico che anche io all'inizio ero orientato per un'elettrica. Poi visto che non ero del tutto sicuro ho preso una Hoptown, pensando che se non mi fossi trovato bene ci avrei comunque rimesso molto meno che se avessi comprato un'elettrica per poi scoprire che non faceva al mio caso. Perciò se non sei del tutto sicuro forse ti conviene provare prima con una pieghevole di fascia economica tipo quelle del Decathlon o altre, su cui qui sul forum trovi abbondanza d'informazioni. Se poi non dovessi trovarti bene potresti rivenderla facilmente, qui sul forum troveresti subito un acquirente, e ci avrai rimesso poche decine di euro.
Mario

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« Ultima modifica: Ottobre 18, 2012, 06:21:15 pm by occhio.nero »
"La città è fatta per le persone, non per scatole di metallo". (Ayfer Baykal, assessore all'ambiente, comune di Copenhagen)
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Offline Fero

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allenamento in bici
« Risposta #2 il: Giugno 08, 2012, 09:11:09 am »
Benvenuto!
Mi accodo al pensiero del saggio Hopton.

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Offline Jimmy

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allenamento in bici
« Risposta #3 il: Giugno 08, 2012, 10:14:04 am »
ragazzi....siccome in questo periodo mi stò dilettando a convertire all'uso (e abuso!) della bici alcune mie amiche (donne e quindi poco inclini allo sforzo fisico sovraumano, abituate a passaggi inquinanti o al massimo ai mezzi pubblici :P)...ho compilato una sorta di layout per un piccolo allenamento, che se fatto con regolarità e costanza, possibilmente ogni giorno...permette di abituare il corpo ai primi sforzi e quindi a superare via via le salite o le lunghe distanze:

 - primo pensierino: si inizia con dei piccoli giretti d'isolato, per prendere confidenza con il mezzo (equilibrio e pedalata) e con l'ambiente circostante: osservare il flusso del traffico per iniziare a capirne le dinamiche (incolonnamenti, ripartenze, ingombri dei veicoli...) controllare la respirazione anche senza sforzo (inspirazione dal naso ed espirazione dalla bocca)
 - secondo: allungare il tragitto ma fissandosi un punto di partenza e arrivo precisi e monitorare il proprio sforzo, fatica e tempo di percorrenza.
 - terzo: ogni giorno allungare sempre di poco più la distanza e la salita, per abituare le gambe e il corpo intero allo sforzo e alla gestione delle proprie risorse.

Forse cose banali...ma secondo me, notando i risultati (amiche che riescono ad arrivare e tornare dall'università sorridenti e belle fresche)....questo permette di abituare il corpo a gradi di difficoltà via via sempre più crescenti, poi ovvio ognuno si pone diversi obiettivi: usare la bici solo per casa/lavoro, usarla per sport intensivo o solo e anche per diletto....ma una cosa, a mio parere rimane ferma: il motorino elettrico c'è lo abbiamo già noi nel corpo....siamo un groviglio di cavi elettrici...perchè comprare un'appendice esterna, costosa, pesante e ingombrante?.....a voi la sentenza

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Offline NessunConfine

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allenamento in bici
« Risposta #4 il: Ottobre 18, 2012, 03:57:03 pm »
Aggiungo, in base alla mia breve esperienza, alcuni fattori che ho notato influenzare la fatica necessaria al percorrimento di un determinato percorso (molti sono banali e scontati..): il modello di pieghevole utilizzato e il peso stesso, attrito differente rispetto al terreno dove si viaggia quindi anche il dislivello, il diverso tipo di componenti montati (come ruote di tipi diversi), un eventuale borsa o zaino e quindi il relativo peso, eventuali accessori montati sulla bici, una cattiva gestione delle marce e della velocità di crociera (veloce-piano-veloce-piano), una cattiva gestione della propria respirazione, stato di manutenzione e lubrificazione della catena, della cassetta..o lo stato di gonfiaggio dei pneumatici, fattori emotivi come stanchezza generale, depressione..anche l'alimentazione gioca un ruolo non indifferente nell'allenamento e nella fatica percepita.

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Offline occhio.nero

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« Risposta #5 il: Giugno 20, 2013, 04:51:30 pm »
da altra discussione:

Connected Cycle, per la bici connessa bastano i pedali

Presentati al CES di Las Vegas: con GPS, accelerometri e GPRS, i pedali connessi ti aiutano negli allenamenti e ti avvisano in caso di furto

da: wired.it


(Image removed from quote.)


.....................

3. Preparazione fisica. Io personalmente non credo che la vita del pieghevolista sia per tutti. Ma è un cane che si morde la coda: se tu sei sedentario con la pancia non puoi fare il pieghevolista, ma se non vuoi più essere sedentario con la pancia allora l'intermodalità con la pieghevole può fare per te. Alla fine della fiera, è una questione di scelte e di volontà. Ad ogni modo, io cerco di regolarmi col mangiare: l'abbiocco postprandiale non fa proprio per il pieghevolista. Fortunatamente non ho mai bevuto alcol, e quindi parto già avantaggiato. Diciamo anche che un chiletto l'ho pure buttato giù in queste prime settimane di bici pieghevole, ma questo è dovuto - io credo - ai chilometri percorsi (una media di una ventina al giorno).

4. Sensazioni. Mi sento bene. Mi sento bene e - udite udite - non ho dovuto rallentare il ritmo lavorativo! Questo è dovuto essenzialmente all'organizzazione e al fatto che adesso non faccio più le stupidate tipiche del lavoratore automunito, che magari riceve una telefonata da un cliente alle 18:00 e percorre 40 km per raggiungerlo mezz'ora dopo. Adesso il cliente è pregato di aspettare il giorno dopo o due giorni dopo, oppure cerchiamo di risolvere la questione a distanza. Qui devo anche dire che sono fortunato: la totalità delle persone con le quali ho parlato della bici pieghevole - clienti compresi - ha compreso perfettamente. La gran parte di essi ha espresso ammirazione, aggiungendo però "io non ce la farei" (chissà perché, 'sta storia del muoversi con la bici viene spessissimo introiettata come fosse una domanda: "tu lo faresti"?). Una piccolissima parte s'è detta entusiasta. Due persone hanno anche preso i primi contatti con i rivenditori per vedere di acquistare la loro bici pieghevole.
..........................

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« Ultima modifica: Gennaio 08, 2015, 12:28:21 pm by occhio.nero »
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Offline veeg

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« Risposta #6 il: Gennaio 14, 2014, 11:41:16 am »
[STAFF: questi contributi vengono da un'altra discussione ]

 ;)

Premesso che ognuno ha i propri obiettivi e ognuno trae dalla pedalata il piacere che preferisce, sia questo l'andare con calma, sia questo l'andare veloce; quando sono andato dal preparatore di una squadra di ciclismo della mia zona, gli ho fatto questo discorso:

"Uso una bici pieghevole per andare e tornare dal lavoro.
Il mattino vado piano perchè voglio arrivare in ufficio senza sudare, mentre la sera per tornare a casa posso sudare e faticare quanto voglio.
Non ho tempo per fare sport o andare in palestra, quindi il mio unico allenamento è in bicicletta così vorrei unire il viaggio di rientro ad un allenamento con lo scopo di migliorare sensibilmente le mie capacità cardiovascolari, tonificare la muscolatura, pedalare sempre più veloce in modo da arrivare a casa sempre prima. Così che possa dedicare il resto del mio poco tempo alla famiglia e ai miei altri mille hobbies.
Mi posso allenare in questo modo solo la sera, ma 8 volte su 10 son stanco morto per la giornata, ho mangiato poco, ho sonno arretrato, sono vestito con abbigliamento normale e non ipertecnico, ho uno zaino da 40 litri pieno di roba sulla schiena, pedalo in mezzo al traffico ecc... ecc...
Si può fare un programma specifico per chi, come me, ha queste esigenze?"

Lui ci ha pensato un po' e poi sorridendo mi ha risposto: "Sì, eccome! E sarà anche per me una bella sfida diversa dal solito!"


E così stiamo mettendo a punto un programma su misura derivato dal ciclismo classico, ma adattato alle esigenze che ho esposto sopra e, soprattutto, ad una bici pieghevole che ha ovviamente una prestazione differente da una bici da corsa.

Giusto per farvi capire meglio: io la sera rientro a casa quasi alle 8, quindi ogni decina di minuti che anticipo significano più tempo per me e per i miei cari. Se avessi la fortuna di lavorare a 10km da casa o potessi tornare alle 5 e 30, di certo mi godrei una pedalata tranquilla fischiettando e ammirando il panorama  :)

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« Ultima modifica: Gennaio 15, 2014, 02:10:54 pm by occhio.nero »

Offline boccia

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« Risposta #7 il: Gennaio 14, 2014, 02:07:42 pm »
le esigenze e le preferenze di ciascuno sono sacre, ci mancherebbe.
Resto molto interessato al discorso sul miglioramento delle medie di velocità e non intendevo sminuirne l'importanza col mio post. Semplicemente mi ha divertito il contrasto tra l'esperienza di J.am e la mia. Il tono leggermente ironico era rivolto a me e alle mie medie da lumaca stanca e non certo a J.am e a tutti coloro che si impegnano per migliorare le loro prestazioni in bici. ;)

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« Ultima modifica: Gennaio 14, 2014, 02:09:55 pm by boccia »

Offline Andre@

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« Risposta #8 il: Gennaio 14, 2014, 07:30:26 pm »

...
E dopo la tecnica della cadenza a 80 rpm, vi introdurrò alla nobile arte delle ripetute su bici pieghevole!
Ormai sto mettendo nero su bianco uno specifico allenamento da fare su bici pieghevoli, supervisionato da un preparatore di ciclismo classico.

Interessante...studia, scrivi e riporta qui :):)

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« Risposta #9 il: Gennaio 15, 2014, 04:19:45 pm »
Ciao tutti,
visto che ormai s'è presa questa piega...  ;D
Lurkando in giro ho trovato praticamente ovunque che l'allenamento-base per aumentare le prestazioni nel ciclismo è il c.d. SFR un acronimo che sta per Salite Forza-Resistenza.
Qui trovate una introduzione http://www.bdc-forum.it/showthread.php?p=637212
In sostanza sono ripetute in salita con pausa da fermo o quasi eseguite con un rapporto lungo (il più lungo che si riesce ad usare); a quanto pare sono miracolose, tra l'altro, se non ho capito male, la corretta esecuzione vieta di appendersi al manubrio con oscillazioni o trazioni violente, cosa che per noi pieghevolisti sarebbe sconsigliabile comunque.
Buga  8)

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« Risposta #10 il: Gennaio 15, 2014, 04:32:18 pm »
E' uno dei metodi per sviluppare la resistenza al fondo, ma presuppone di avere un tracciato scorrevole con pendenze precalcolate e almeno 2 ore libere da passare in sella perchè bisogna affrontare una fase di riscaldamento, una di allenamento e una di defaticamento. Solo il defaticamento deve durare minimo 30 minuti.

E' uno dei metodi, non IL metodo.
Ormai nel ciclismo non è più come un tempo dove tutti facevano tutto: adesso ogni persona nella squadra ha un ruolo e uno specifico compito, così come ognuno ha uno specifico allenamento.

Per chi gira 15km in città con la pieghevole non è un allenamento utile perchè a noi serve sviluppare altre doti quali lo sprint e il massimo coinvolgimento muscolare in brevi tratti, non certo per un mezzo fondo di 60 km.

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Offline buga

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« Risposta #11 il: Gennaio 15, 2014, 04:47:39 pm »
...cut
Per chi gira 15km in città con la pieghevole non è un allenamento utile perchè a noi serve sviluppare altre doti quali lo sprint e il massimo coinvolgimento muscolare in brevi tratti, non certo per un mezzo fondo di 60 km.

 :o
ammazza sei preparatissimo! vabbé a malincuore siamo purtroppo esonerati da questo meraviglioso allenamento  ;D ;D ;D
Buga

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Offline Simsala

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« Risposta #12 il: Gennaio 16, 2014, 10:49:53 am »
Per quel poco che ho pedalato sulla mia Dahon e per quel molto che pedalo sulla Cervelo da strada mi son reso conto che i benefici dell'allenamento del ciclismo ( uscite generiche non lavori specifici) si colgono anche nel pedalare sulla pieghevole;
Migliora tutto,agilità,scatto,scorrevolezza,ma sopratutto il piacere e il divertimento di guidare la nostra folding che è uno dei motivi principali per cui la uso per andare al lavoro.
Sarò un romantico, ma di applicare le tabelle di allenamento proprio non mi sentirei di farlo.

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Offline veeg

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« Risposta #13 il: Gennaio 27, 2014, 08:32:42 pm »
Secondo il programma di allenamento, oggi avrei dovuto effettuare una serie di ripetute sprint fino a coprire 3 km di distanza.
Con la hoptown a rapportatura originale e con i copertoni kojak -che abbassano leggermente lo sviluppo metrico originale della bici- ho sfiorato i 40 km/h nei picchi di sprint! Direi un ottimo picco per una piccolina di bassa lega, ma sono certo che si possa fare ancora di meglio.
Il prossimo test sui picchi di sprint lo effettuerò fra 3 mesi.

Il percorso d'allenamento è il mio solito tragitto di rientro a casa, in piano con leggere pendenze in salita, traffico scorrevole:
3km riscaldamento velocità blanda (19km/h)
6km pedalata costante media 23 km/h
3km avvio del ciclocomputer (per monitoraggio del test) e inizio delle ripetute
500m defaticamento

Questo test prevedeva ripetute di puro sprint e di bassa durata, ma era importante raggiungere gli stessi picchi massimi per ogni ciclo e poi segnare la media risultante da tutti i valori massimi.
Mi manca ancora la capacità cardiovascolare per mantenere la velocità di picco per un tot di secondi, ma questo è il risultato del prossimo test ripetute.
Le gambe invece hanno retto bene la serie, quindi attualmente il mio limite maggiore è nel cardio, dove devo riuscire a mantenere più basse le pulsazioni per poter mantenere lo sforzo massimo più a lungo e recuperare meglio subito dopo.

PS: in realtà i 40km/h li ho toccati, ma è stato solo in una singola ripetuta quindi non è una misurazione di riferimento.

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Offline occhio.nero

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« Risposta #14 il: Gennaio 28, 2014, 11:14:41 am »
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è possibile monitorare il proprio allenamento

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