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Autore Topic: il trasferimento passivo (come trasportare/trascinare la bici piegata).  (Letto 62623 volte)

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Offline occhio.nero

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Una delle caratteristica che più affascina della bici pieghevole è - secondo me - proprio la possibilità di "metterle in tasca" nel momento del bisogno, che sia per salire su un autobus o riporla nello sgabuzzino.
Il trasferimento passivo incomincia nell'attimo in cui la bici viene ripiegata per poterla caricare su una macchina, trasferire su un treno, parcheggiare nel ripostiglio,..

Tre sono gli aspetti principali che sottopongo, tutti strettamente connessi con la soluzione di piega implementata :


La Velocità di piega: talvolta il tempo necessario per ripiegare la bici diventa un fattore discriminante (si pensi ai casi in cui si voglia prendere un autobus "al volo"). In generale, maggiori sono le manovre da eseguire (es: abbassamento del sellino, ripiegamento dei pedali, piega del tubo centrale e del tubo manubrio,..), maggiore sarà il tempo di chiusura. Si va dai 5 secondi a quasi un minuto, segno di come le soluzioni tecnologiche siano molto diverse. Interessanti sono i modelli di biciclette che offrono stadi diversi di chiusura: una piega intermedia (poche operazioni per una trasformazione veloce) e una conclusiva (al fine di ridurre al massimo gli ingombri, con una serie di azioni aggiuntive come la piega/sgancio dei pedali, la regolazione dell'altezza del manubrio e del sellino,..). Stadi utili - ad esempio - rispettivamente per salire su un autobus e riporla sotto la scrivania.

La "leggerezza" di piega: nel caso sia necessario piegare frequentemente la bici, non è da sottovalutare le sollecitazioni muscolari (a carico della colonna vertebrale ma non solo) a cui si va incontro durante la chiusura del telaio. A questo proposito, è bene verificare la posizione da assumere all?atto della piega (durante la quale la schiena risulta più o meno reclinata verso il telaio, con il rischio di venire sovraccaricata).

la bici piegata, durante il trasferimento passivo in barca

la modalità di trasferimento: a seguito della piega, qualora si perda l'uso delle ruote (non più libere di scorrere) e non siano previste ruotine supplementari dedicate (che vanno bene su pavimenti lisci, altrimenti...), si è quasi sempre costretti a spostare la bicicletta di peso. Un particolare significativo, ad esempio, nei lunghi tragitti in metropolitana tra i tornelli di ingresso e il vagone, da valutare attentamente per le stesse motivazioni espresse nel punto precedente.

Sospetto sempre di quelle ditte che - molto dettagliate nello spiegare il meccanismo di piega - sembrano dimenticare di fornire informazioni sul trasferimento passivo. Una ricerca su Youtube potrebbe aiutare a trovare qualche indizio, ma non sempre l'argomento è adeguatamente trattato. In tal caso, consiglio di verificare le proprie reali necessità: se sono previsti lunghi trasferimenti passivi, allora non trascurate questo aspetto.

Per dare una idea dei diverse modalità di trascinamento della bici ripiegata, riporto di seguito alcuni filmati relativi ai tre meccanismi di piega principali (a fisarmonica, posteriore e centrale):

Piega a fisarmonica: Nella Mobiky Genius, la bici continua a scorrere su entrambe le ruote, equilibrata e a portata di mano. Non è necessario infatti chinarsi o adottare particolari tecniche per spostarla. La bici segue docile la camminata, perfino sulle scale mobili.


Piega posteriore: Nella Brompton sembra obbligatorio servirsi delle rotelline supplementari, poco adatte a terreni sconnessi.


Piega centrale: Nella Dahon soprattutto nei modelli più recenti, sembrano essere possibili diverse modalità. In base alla mia esperienza con la Dahon MuP24, molto dipende dall'assetto e dagli accessori montati: la combinazione di portapacchi, parafanghi e altezza del manubrio possono variare sensibilmente la funzionalità della bici ripiegata.
Verificare quindi che a bici chiusa, le ruote siano allineate ed entrambe libere di muoversi. In caso contrario il trasferimento potrebbe non essere così comodo come mostrato di seguito su una Dahon Mu Uno.


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« Ultima modifica: Marzo 10, 2017, 08:32:56 am by occhio.nero »


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il trasferimento passivo (come trasportare/trascinare la bici piegata).
« Risposta #1 il: Luglio 08, 2011, 07:28:29 pm »
Citazione da: cicloelvis,8/2/2010, 16:14 ?t=44913431&st=0#entry376549594
Credo che una volta piegata la bici sia meglio spingerla piuttosto che tirarla, come anche dimostrato dai video. Ritengo sia più naturale spingere la bici come si fa con una Dahon, anche se, una volta piegata la bici (la mia è una Dahon Vitesse), le ruote non sono perfettamente allineate. Credo che sarebbe relativamente facile riprogettare il telaio per far si che una volta piegata la bici, le due ruote siano pefettamente parallele e stabili, da consentire un trasporto in perfetto allineamento, con notevole vantaggio per la stabilità e per la facilità di manovra.

cicloelvis

Citazione da: cicloelvis,8/2/2010, 15:14
Credo che una volta piegata la bici sia meglio spingerla piuttosto che tirarla, come anche dimostrato dai video. Ritengo sia più naturale spingere la bici come si fa con una Dahon, anche se, una volta piegata la bici (la mia è una Dahon Vitesse), le ruote non sono perfettamente allineate.
concordo con te su entrambi i punti. Su alcuni modelli (come ad esempio la dahon mu uno) questo accade, ma ovviamente stiamo parlando di una bici ridotta all'osso, senza tanti "fronzoli" che rischiano, nella piega, di impedire un corretto allineamento.

Citazione da: cicloelvis,8/2/2010, 15:14
Credo che sarebbe relativamente facile riprogettare il telaio per far si che una volta piegata la bici, le due ruote siano pefettamente parallele e stabili, da consentire un trasporto in perfetto allineamento, con notevole vantaggio per la stabilità e per la facilità di manovra.
la Dahon ha un forum ufficiale dove poter segnalare le proprie riflessioni. Non ho avuto ancora modo di "sfogliarlo", ma sarebbe interessante capire se qualcuno ha già affrontato il problema.


Citazione da: cicloelvis,19/2/2010, 22:13 ?t=44913431&st=0#entry379150512
Ho avuto modo di suggerire al servizio clienti Dahon la riprogettazione della Vitesse per permettere un perfetto allineamento delle ruote una volta piegata la bici, ma sul punto non ho avuto risposta. Forse secondo il loro standard la Vitesse è più una bici nata per entrare in un SUv o Pick Up americano che non per essere spinta su e giù per una metropolitana europea.

cicloelvis


.....................
Alcuni utenti hanno lamentato la scarsa trasportabilita' da chiusa della bici e la propensione dei magneti di chiusura a sganciarsi con la bici chiusa in fase di trascinamento.
Per quanto mi riguarda non ritengo che si tratti di un difetto di progettazione. Data la bonta' generale delle soluzioni tecniche adottate e del perfezionismo esecutivo sarei piu' propenso a credere che sia il frutto di una concezione del mezzo simile ma complementare a quella della Brompton.
Considerando le differenze strutturali delle due bici - ruote da 16" e telaio in tubi tondi d'acciaio con tre snodi ed ammortizzatore posteriore per le Brommies, ruote da 20" e telaio oversize rigido in alluminio con due snodi per le Tern - mi verrebbe da pensare che i progettisti delle Brommies abbiano puntato tutto sull'intermodalita' totale e privilegiando il comfort d'uso alle prestazioni mentre in casa Tern abbiano preferito costruire una bici le cui prestazioni in assoluto non lascino nulla a desiderare e che comunque consenta il trasporto facilitato in treno ed una sistemazione agevolata in spazi ristretti.

A naso il sistema di chiusura delle Brompton appare progettato per compattare il piu' possibile la bici e per consentirne il trasporto prolungato da chiusa mentre quello della Tern sembra fatto piu' per ridurre l'ingombro e solo in condizioni statiche. Altrimenti non si spiega il perche' le ruote della Tern a bici chiusa non siano ne' perfettamente affiancate ne' parallele ed i magneti di chiusura siano debolucci, combinazione che ne rende penoso il trascinamento.Mi rifiuto di pensare che gli ingegneri Tern siano incorsi in grossolani svarioni e tutto risulta piu' chiaro se si ipotizza che la Tern debba essere trasportata da chiusa sollevandola di peso solo per brevissimi tratti per restare appoggiata sul treno o parcheggiata sotto un tavolo ed essere spinta da aperta e pedalata quanto prima possibile. Se la bici da chiusa non dev'essere trascinata ma star ferma, le ruote disassate ed i magneti deboli non hanno alcuna importanza, basta che stia in piedi.
Personalmente non lo trovo un inconveniente perche' non sono interessato all'intermodalita' totale, almeno non per adesso. A me interessa poter portare la bici su qualsiasi treno senza pagare supplementi e senza essere relegato nel ghetto ristretto dei regionali predisposti al trasporto bici. Portarla sul bus non m'interessa. Anzi, uso la bici proprio per non usare il bus. Senza contare che nell'ora di punta salire su certi bus con la pieghevole foss'anche una Brompton e' un'impresa impossibile. Chi e' di Genova e prende il 17 nelle ore di punta sa cosa intendo. Per chi non e' di Genova, il 17 non e' una linea normale ma un'insaccatura dello spazio-tempo in cui alcune regole della fisica vengono sovvertite. Accade quindi che gli autobus contengano inspiegabilmente un numero di passeggeri il cui volume complessivo e' sempre superiore al volume interno dei mezzi.
.................

Riporto da altra discussione:
Ciao Rick e benvenuto. :)
Per quanto riguarda il trascinamento da chiusa puoi vedere questo video, che illustra proprio quello che dice DJ.


...............
 sto sperimentando vari sistemi di piega, e per ora il migliore mi sembra quello che porta lo sterzo dietro il canotto della sella, così le ruote sono più o meno allineate e parallele. Lo sterzo in mezzo alle ruote non permette una buona chiusura. Però ho anche provato a ruotare lo stero di 180gradi, in modo da poter chiudere la bici lasciando lo sterzo sulla sinistra e le ruote allineate... É stato un pó un casino perché ho dovuto invertire anche la canna di sterzo, ma così facendo la sterzata era scomoda e insicura, perché quella specie di canotto dello sterzo (il pezzo che permette di piegare lo sterzo in pratica) é inclinato in avanti e quindi ruotandolo din180gradi, si ha lo sterzo più vicino al busto, e quindi la postura é meno confortevole, oltre alla sterzata, come dicevo prima... Se ho tempo magari faccio qualche foto.
.....................

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« Ultima modifica: Novembre 21, 2013, 12:12:43 pm by occhio.nero »
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« Risposta #2 il: Luglio 08, 2011, 07:28:42 pm »
E per la serie, gli italiani "do it better".... ecco la trovata di Gigi, direttamente da Jobike:


ps: un'altra modalità tipica della piega centrale:

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« Ultima modifica: Luglio 26, 2011, 11:45:27 pm by occhio.nero »
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« Risposta #3 il: Luglio 08, 2011, 07:29:53 pm »
Citazione da: cicloelvis,7/5/2010, 23:25 ?t=44913431&st=0#entry395037887
<_< Problema:
 quando la vostra Dahon Vitesse è piegata e la volete spingere come un carrello a volte il manubrio tocca sulla ruota anteriore?

Questo a volte non succede perchè avete montato il parafango anteriore e l'asticella che sostiene la curva del parafango alla forcella il più delle volte vi aiuta ma non accade sempre. La cosa peggiora se decidete di usare la bici senza il parafango anteriore.

 :) La soluzione:

basta comprare un portachiavi di quelli con il supporto in platica dove infilare un fogliettino di carta.

 assicuratevi che il supporto di platica sia rigido, ed una volta privato degli anelli di metallo, fissatelo con una vite (quella che normalmente fissa l'asticella del parafango) alla forcella, in modo che lo stesso impedisca al manubrio di andare a toccare la ruota quando la bici è piegata.

Ecco il marchingegno!!!

 Questo semplice accorgimento eviterà che il manubrio della Dahon Vitesse, una volta piegato e chiuso nella piega della bici, vada a strusciare contro la ruota. Va aggiunta una goccia di colla attak per evitare che si apra la parte del portachiavi destinata al bigliettino.

cicloelvis

p.s. Un ringraziamento speciale edun saluto al Pierfra per il prezioso aiuto informatico

[IMG=Image and video hosting by TinyPic]http://i40.tinypic.com/1z18h2g.jpg[/img]

e:

[IMG=Image and video hosting by TinyPic]http://i44.tinypic.com/vrppoz.jpg[/img]


da altra discussione, sulla Bfold:
A richiudersi è tutto ok, è molto semplice. Per quel che riguarda il trasporto, io la reggevo per il sellino, che non abbassavo al massimo consentito, e la spingevo. Va tranquillamente avanti, non va invece nel verso opposto, cominciano a girare i pedali (niente di tragico, nel senso che se capita prendi il pedale e lo fai tornare al suo posto). Ho letto però su questo forum che staccando il gancio del freno puoi farla camminare anche all'indietro ma personalmente non ho provato ancora (la mia BFold è in assistenza  :( )
Per poggiarla a terra invece conviene abbassare tutto il sellino, così si regge da sola.

Linkback: http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=18.0
« Ultima modifica: Settembre 24, 2012, 07:26:29 pm by occhio.nero »
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« Risposta #4 il: Luglio 08, 2011, 07:30:39 pm »
Citazione da: homahaCaly,19/9/2010, 23:07 ?t=44913431&st=0#entry417484293
Ottimo post sul trasferimento passivo. In effetti molti produttori sembrano non considerare a fondo il tema e anche sulla velocità di piegatura propongono spesso video che sembrano eseguiti da gente allenatissima, senza zaini o impedimenti ( es. Mantelle impermeabili).
Grazie a questo post ho scelto la Mobiky e dopo un anno la apro e la chiudo senza smettere di camminare.
Scendo, un tocco per la piega e sono pronto a correre al treno: poi se c'è tempo chiusura sella, pedali e una volta sul treno tocca al manubrio. ho notato infatti che visto il peso non esiguo se tengo alto il manubrio mi aiuto con l'altra mano a direzionarla mentre salgo o scendo le scale evitando di toccare altre persone.
Mi pare che sui microspostamenti la Mobiky sia imbattibile in particolare in aree affollate dove posso spingerla chiudendo anche solo un pedale e la parte di manubrio che rimane esterna.

Citazione da: homahaCaly,19/9/2010, 23:07
Grazie a questo post ho scelto la Mobiky e dopo un anno la apro e la chiudo senza smettere di camminare.
Ciao "homahaCaly"
e benvenuto. Sono contento che questo forum ti sia stato di aiuto.

Approfitto per stimolare i nuovi "adepti pieghevoli" a postare la propria esperienza (bella o brutta che sia), affinchè tutta la comunità possa venire arricchita del sapere condiviso.

da altra discussione
Volevo aggiungere che nei giorni scorsi ho montato il portapacchi posteriore alla mia Speed P8. La sua funzione principale è già diventata quella di "maniglia" per sollevare la bici quando la trasporto! se la prendo dal sellino e dal portapacchi e si trasporta molto, molto meglio di prima. Anche se non vi serve un portapacchi, usarlo per trasportare meglio la bici è una cosa che consiglio, se prendete un portapacchi leggero (il mio è della Biologic) non vi accorgerete nemmeno della differenza di peso (tanto pesa già parecchio anche senza  ;))

Linkback: http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=18.0
« Ultima modifica: Settembre 11, 2012, 08:57:58 am by occhio.nero »
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« Risposta #5 il: Luglio 08, 2011, 07:31:09 pm »
Citazione da: svirgoletta,13/2/2011, 11:04 ?t=44913431&st=0#entry440854486
Ciao,

ho una Dahon 3 Eco e per il trasporto passivo la spingo in avanti dal sellino che lascio alto.
Devi cercare una posizione di altezza tale per la quale i freni non intereferiscano con i raggi così pure eventuale campanello e luci o vari ammennicoli. In questa maniera puoi spingerla sempre e le ruote sono praticamente parallele e toccano entrambe bene il terreno. Solo gli scalini rimandono un problema, ma quello lo è per tutti.
Se ti toccano le manopole del manubrio in qualche punto poni su di esse la parte degli strappi dove si attaccano e così non si rovineranno.

Se fai poca intermodalità il tuo modello dovrebbe essere decisamente migliore del mio ed adatto alle tue esigenze.
Entro questo anno, io invce, passerò alle Bromtpon perchè mi serve un modello più piccole e le ho apprezzate di più per le loro solidità.

Buone pedalate

segnalo dalla discussione sulla DAHON MU P8

+) il positivo allineamento delle ruote (a tutto vantaggio della manovrabilità  durante il trasferimento passivo)

-) l'impossibilità di bloccare i due segmenti del telaio attraverso il magnete in dotazione (qualora, come nel caso in figura, l'altezza del manubrio differisca dalla posizione di default pensata dai progettisti).

dettagli della bici piegata



Linkback: http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=18.0
« Ultima modifica: Luglio 27, 2011, 01:32:50 pm by occhio.nero »
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« Risposta #6 il: Luglio 08, 2011, 07:32:14 pm »
Citazione da: Peo 76,14/2/2011, 11:44 ?t=44913431&st=15#entry441024857
Citazione
Per il trasporto passivo invece cosa mi dici? Tu come risolvi il problema della poca praticità e dell'equilibrio su una ruota sola?
Ho semplicemente lasciato perdere :D
Il trasporto della Dahon da piegata tipo trolley per me è troppo impacciato.
In una situazione come può essere per esempio quella della discesa in metropolitana, dopo aver piegato il velocipede, vi attacco in una parte del telaio una tracolla resistente e me la carico in spalla tranquillamente fino in banchina.
Per trasporti ancora più brevi sempre da piegata la prendo su dal portapacchi posteriore come fosse una valigia.
Citazione
PS tu che modello hai di Dahon?
Ho una Dahon Vitesse D7 color blu che la notte riposa serenamente parcheggiata nel "garage" sotto casa (il baule dell'auto) e di giorno sfreccia per le vie di Milano.

Citazione da: Jaaymz,14/2/2011, 16:19 ?t=44913431&st=15#entry441068377
Citazione da: Peo 76,14/2/2011, 10:44 ?t=53852605#entry441024857
Ho semplicemente lasciato perdere :D
Il trasporto della Dahon da piegata tipo trolley per me è troppo impacciato.
In una situazione come può essere per esempio quella della discesa in metropolitana, dopo aver piegato il velocipede, vi attacco in una parte del telaio una tracolla resistente e me la carico in spalla tranquillamente fino in banchina.
Per trasporti ancora più brevi sempre da piegata la prendo su dal portapacchi posteriore come fosse una valigia.
Ottima idea quella della tracolla!
Soluzione fai-da-te oppure hai scelto un articolo preciso che puoi suggerirmi? :)
Ieri cmq ho fatto un bel giro per le vie di Milano e ho avuto la conferma di aver preso un gioiellino: scattante, sicura e comodissima!
Ho anche provato a portarmela dentro alla Mondadori in centro e nessuno ha fatto una piega, eccola piegata mentre giro per gli scaffali:


Citazione da: Peo 76,14/2/2011, 17:30 ?t=44913431&st=15#entry441082950
Rigorosamente fai-da-te!
L'dea sarebbe questa nelle foto dei link qui sotto:

http://i185.photobucket.com/albums/x1/la2sei/strap.jpg

http://s185.photobucket.com/albums/x1/la2sei/?action=view&current=strapfront.jpg#!oZZ30QQcurrentZZhttp%3A%2F%2Fs185.photobucket.com%2Falbums%2Fx1%2Fla2sei%2F%3Faction%3Dview%26current%3Dstrap.jpg

http://s185.photobucket.com/albums/x1/la2sei/?action=view&current=strapside.jpg

http://s185.photobucket.com/albums/x1/la2sei/?action=view&current=strap.jpg#!oZZ32QQcurrentZZhttp%3A%2F%2Fs185.photobucket.com%2Falbums%2Fx1%2Fla2sei%2F%3Faction%3Dview%26current%3Dstrapside.jpg

Però le due strisce di velcro usate come punti d'attacco mi sembrano poco affidabili. Io faccio affidamento su uno spallaccio uguale a quello nella foto ma di cui semplicemente allaccio le due estremita con una fibia.

Citazione da: Jaaymz,14/2/2011, 19:40 ?t=44913431&st=15#entry441108844
Nella sua semplicità mi sembra un'idea geniale!
La tracolla da dove l'hai recuperata?
Nel senso, hai usato quella di una normale borsa a tracolla o hai optato per qualcosa di più solido?
Hai per caso una foto della tua da postare?
Chiedo per prendere spunti ma la paternità del brevetto te la lascio! ;)

Linkback: http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=18.0
« Ultima modifica: Luglio 10, 2011, 07:56:27 pm by occhio.nero »
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« Risposta #7 il: Luglio 08, 2011, 07:32:37 pm »
da altra discussione

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A conferma di quanto scritto da Carlo posso dire che io da non possessore di Tilt ho testato un paio di volte il trasporto passivo ed è risultato semplicissimo al primo colpo. Di solito con una pieghevole che non si conosce occorre fare un po' uno "studio" per capire come poterla trascinare da chiusa, mentre con la Tilt, grazie alle ruote parallele, risulta immediato e facile.
Quindi l'idea che me ne sono fatto è che per trascinarla ad esempio nei lunghi corridoi di una metro è l'ideale, un po' meno se deve essere sollevata di peso per parecchio tempo, ma quest'ultimo caso riguarda soprattutto il dover fare lunghe scale, mentre per pochi gradini (per es. i 6/8 gradini dell'androne di un palazzo) la differenza di peso si avverte appena.
Invece le dimensioni non compattissime da piegata direi che influiscono più che altro quando si prende un mezzo che assomiglia a un carro bestiame, mentre in situazioni normali le dimensioni della Tilt non causano alcun disagio. Peraltro anche il discorso del carro bestiame è relativo: io ne prendo uno tutti i giorni e con me viaggia un ragazzo con una Tilt 5, che non ha mai problemi a stiparla da qualche parte. Ci sono persino persone con bici non pieghevoli e ruote da 28" che riescono in qualche modo a intrufolarsi in quel macello, sfidando le leggi della geometria... Insomma è tutto abbastanza relativo.
Da un punto di vista puramente razionale direi che conviene comprare la BFold 7, che costa 100 euro in meno della Tilt 5, ha sette marce ed è più compatta da piegata. Ma quando si sceglie una pieghevole secondo me non si possono considerare solo i fattori puramente razionali: è un oggetto che di solito si usa spesso e può cambiare il nostro modo di spostarci, quindi è inevitabile che entrino in gioco anche fattori più "emotivi". La Tilt ha una linea molto particolare, che la differenzia nettamente dalle altre pieghevoli più diffuse,  ed è normale quindi che il fattore estetico possa essere determinante. Qualcuno l'ha vista e l'ha giudicata un cancello, per altri è stato invece amore a prima vista, e in tal caso tutte le altre considerazioni tendono inevitabilmente a passare in secondo pieno, e secondo me è giusto che sia così. :) Magari in passato l'avrei pensata diversamente visti i numerosi casi riportati di problemi al collarino del tubo sella, ma adesso, a giudicare dai resoconti di chi l'ha acquistata di recente, questo problema dovrebbe essere stato risolto.
Mario

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« Ultima modifica: Aprile 26, 2017, 07:12:38 pm by occhio.nero »
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il trasferimento passivo (come trasportare/trascinare la bici piegata).
« Risposta #8 il: Agosto 08, 2011, 05:48:14 pm »
dalla presentazione di Andrea, estraggo la riflessione sul peso della bici:

[...] Una nota un pò dolente è il peso, dove, sebbene ultraleggerea, con tutti gli optional si è dovuta attestare intorno ai 12 kg(12.1). Il trasporto per brevi tratti non è un problema(per un uomo almeno); mi domando solamente se una ragazza un pò gracilina possa sopportare il peso ripetuto ogni giorno; questo è un argomento dove non ho letto niente nei vari post, ovvero: che ne pensate donne nel sollevare 12kg?. A mio parere per una donna il peso non deve superare i 10kg per un uso quotidiano. [...]


Un interrogativo che mi sono posto anche io quando a chiedermi un parere sulle pieghevoli è una donna o una persona avanti con l'età.
In effetti pesi superiori ai dieci kg cominciano a farsi sentire (ma molto dipende dal tratto che devo fare caricandola di peso).
Un motivo in più per esaminare bene (prima dell'acquisto) la modalità di trasferimento passivo della bici individuata. Verificare infatti che possa  essere fatta scorrere su ruote/ruotini.

Ma questa è solo la mia idea.

PS. riporto dalla discussione "La mia b_fold 20" http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=342.msg1342#msg1342

la prossima settimana potrò finalmente fare prova su strada! finalmente ho trovato quello che sognavo, non abito in centro e x me andare in bici in centro significava attraversare una strada un po' pericolosa, con questa bici invece posso avvicinarmi in macchina e averla a disposizione!!!!! mi dispiace solo per la pesantezza.... avevo intenzione di utilizzarla dopo essere scesa dal mio treno x recarmi a lavoro ma credo che x il peso non ce la farei....... intanto devo farci amicizia!!!!!

dalla presentazione della Dahon BullHead:

(la bici nel trasporto passivo e nel confronto da piegata)


e riporto dalla presentazione della NWT:


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« Ultima modifica: Dicembre 26, 2011, 10:52:01 am by occhio.nero »
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il trasferimento passivo (come trasportare/trascinare la bici piegata).
« Risposta #9 il: Agosto 15, 2011, 10:14:47 am »
Il peso conta, eccome!
Non si tratta di uomo o donna ma di allenamento ed esigenze personali.
La mia Strida-clone pesa intorno ai 10 kg e portarla su e giù per le scale della metro (non sempre ci sono le scale mobili) non è un gran piacere, soprattutto con il caldo d'Agosto. Considerate che il trabiccolo in questione nel trasporto passivo è quasi una campionessa.
Per fare un confronto con bici dello stesso peso ho provato a fare un giro treno/città con la stradale non pieghevole da 9, 8 kg. Ebbene, ingombri a parte, con le relative proteste degli altri passeggeri, ho trovato maggiori difficoltà nel passaggio ai tornelli e un leggero vantaggio sulle scale.
Su queste, infatti, la possibilità di caricarsi la bici in spalla permette di distribuire meglio il peso.
Poi ho fatto una prova anche con una pieghevole vecchissima di un mio parente. La bici in questione è in acciaio (forse in sano ferro) e pesa un bel po', non so quanto, ma stimo intorno ai 13-14 Kg.
Qualche kg in più non fa una gran differenza su una sola rampetta di scale e con temperature "normali", ma in condizioni più severe il peso maggiore fa la differenza fra essere asciutti e madidi di sudore. Se consideriamo che molti di noi usano la bici per andare al lavoro, è un bel problema. :P
Cme direbbero nei fumetti << Pant, pant, puff puff>> e se siete fumatori , aggiungo << Cough, cough>> .

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Offline foldo

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il trasferimento passivo (come trasportare/trascinare la bici piegata).
« Risposta #10 il: Agosto 15, 2011, 10:18:50 am »
Dimenticavo una cosa importante:
per ora uso la Strida-clone perché non ho grandi esigenze di percorrenza, ma il mio trabiccolino sarebbe decisamente insufficiente su percorrenze "lunghe" (oltre i 3-4 km), su strade dissestate e/o con salite, per cui dovendo percorrere quelle strade sacrificherei volentieri l'estrema funzionalità nel trasporto passivo a una qualità della pedalata migliore.

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Offline Gianni65

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il trasferimento passivo (come trasportare/trascinare la bici piegata).
« Risposta #11 il: Agosto 17, 2011, 08:48:45 am »
I costruttori propongono prodotti standard, adatti ad utenti dai 30 ai 100Kg e per tutelarsi sono costretti ad abbondare nella struttura. E' evidente che per una ragazza di 40 Kg basterebbe un telaio molto più leggero, proporzionato alla sua taglia.
Chissà che in futuro a qualche costruttore venga in mente di proporre prodotti diversificati: una buona pieghevole da 15 Kg per i giocatori di pallacanestro, una buona pieghevole da 12 kg per le taglie medie e una buona pieghevole da 9 Kg per le taglie più esili.

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« Ultima modifica: Agosto 18, 2011, 11:22:05 am by Gianni65 »

Offline occhio.nero

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il trasferimento passivo (come trasportare/trascinare la bici piegata).
« Risposta #12 il: Gennaio 15, 2012, 07:47:13 pm »
riporto  da altra discussione (a cui reindirizzo per ogni approfondimento):

Ho trovato un sistema di trasporto passivo, applicabile alle Dahon e similari....
http://www.jsktw.com/FBMFolded-Bike-Moving-device.html

Qui, potrete vedere un contributo video


segnalo da altra discussione:
Per quello che è la mia esperienza su Dahon, devo dire che dipende molto dal modello.
Tra Jetstream, Mu e Speed la peggiore è proprio l'ultima, mentre le altre 2 si comportano decisamente meglio, con la Jetstream al secondo posto perchè richiede un intervento migliorativo "fai da te", mentre la Mu è già ok.
Tutto dipende da quanto le ruote rimangono ben allineate e dalla posizione del manubrio, che in modelli come la Roo viene piegato internamente al telaio chiuso.
La cosa permette di manterere le dimensioni compatte ma, per non essere di intralcio, deve essere chiuso in una posizione ben precisa per non andare a toccare le ruote o il terreno.
Questo si ottiene semplicemente intervenendo sulla regolazione in altezza e ruotando verso l'alto la barra del manubrio (in modo che le leve dei freni restino all'insù prima della chiusura): presa un po' di dimestichezza con l'operazione semplicissima e richiede pochi secondi.
A giudicare dalla foto
(Image removed from quote.)
direi che dovrebbe comportarsi analogamente alla Mu di mia moglie, quindi non dovresti avere particolari problemi a portarla in giro per il sellino alzato, in stile trolley (anche lo Roo ha infatti il sistema di chiusura Magnetix, per mantenere il telaio chiuso  durante il trasporto passivo).
Vale però sempre la regola del provare di persona per non avere sorprese.  ;)

Condivido quanto dici per il discorso del peso: purtroppo le donne non sono facilitate nel trasporto passivo e scendere sotto i 9 kg è veramente dura.
Potresti valutare in futuro di mettere un tubo sella nuovo (quello con la pompa pesa sicuramente di più rispetto ad uno standard) e cambiare cerchi, ma il risparmio in peso non è radicale... specie in rapporto al costo dei cerchi Kinetix ultraleggeri.

da altra discussione:
Per il trasporto passivo spesso all'inizio si tende a considerare escusivamente quello con la bici piegata, e si sottovaluta che quasi sempre è meglio trasportare la bici da aperta (incluso per le scale) e chiuderla solo quando si entra in metro/ufficio/casa. Trasportandola da aperta solitamente il braccio fatica di meno perché può rimanere interamente steso, mentre nel trasporto da piegata bisogna sollevare un po' il braccio, creando stress da carico alla spalla.
Mario

e ancora:
Buongiorno a tutti. Scrivo qui perchè è comunque riferito alla Tern.

Per il trasporto passivo consiglio di lasciare aperto il manubrio, abbassare la sella e spingere utilizzando il manubrio. Molto più comodo che usare la sella alzata. L'unico problema sta nei magneti che tengono le ruote unite tra loro (ma questo succede anche spingendola per la serra). Consiglio una fascetta di chiusura in velcro per ovviare al problema.

Saluti.

e ancora:
Io ho scoperto che il tubo sella alzato mi serve sia per portarla in giro da chiusa, come fosse un trolley, sia per posarla in terra sul sellino, previo insacchettamento dello stesso per evitare che poi si sporchi e MI sporchi.
Quando entro nella ,metro genovese (non paragonabile alle vostre per affollamento ovvio) metto la bici in mezzo alle gambe, e quando sono stato sul frecciabianca ho tolto la sella per imbustarla nella sua sacca :P

ps: da altra discussione
Concordo appieno con Sim e Sbrindola, non serve che cambi bici. Anche io con la Brompton ti assicuro che il trasporto sollevandola di peso, con o senza tracolla, è seccante se non è per qualche metro. Per le scale della stazione la porto aperta, sollevandola dal telaio con molta facilità e minima fatica: le pieghevoli hanno il telaio basso, cosa che consente questa modalità di trasporto potendo tenere il braccio ben steso, senza che la bici urti sui gradini, e senza maciullare bicipiti e tricipiti. Sulla banchina della stazione percorro molti metri in quanto tendo a salire sulle carrozze estreme, e trasporto la bici sempre aperta sulle sue ruote, con fatica pari a zero. Prima di salire in treno la chiudo. Porto un telo per coprirla se richiesto, cosa che in un anno di intermodalità non è mai accaduto. I controllori di solito più che alla sacca badano se la pieghevole non costituisce intralcio o pericolo.
Ho fatto le stesse cose per mesi con la Hoptown, che ha ingombri simili alla tua, e anche in quel caso mi trovavo benissimo. Ho faticato solo i primi giorni, quando mi incaponivo a portarla per le scale della stazione già chiusa, poi ho capito che non ne vale la pena. Insomma goditi la tua Tern. :)
Mario

da altra discussione:
cito da altra discussione

A dire la verità, le Dahon non sempre riesci a spingerle sulle ruote in maniera ottimale:
con la Curve non ho mai avuto un problema, nel senso che si spingeva sulle ruote sue sempre senza intoppi. Ma con la Mup8 se non la chiudi al meglio le ruote strusciano sul freno e non vai avanti oppure anche se è chiusa bene strusciano sui cavi freni..insomma, nonostante faccia attenzione a chiuderla al meglio, fatico a spingerla perchè tocca sempre qualcosa. In più, ho notato che la bici tende a rimanere con il peso verso sx, quindi devo tenere il sellino inclinato verso dx per bilanciarla mentre la spingo.
Con la Vector x10 che avevo fino a poco tempo fa: il sistema di piega differisce dalle altre dahon, per cui il manubrio segue la ruota che gira su sè stessa per chiudersi e quindi non si può spingere la bici dal sellino in quanto la ruota non scorre. Ma la Vector è leggera e si solleva facilmente.

personalmente confermo l'esperienza personale di DJ: anche la Mu P8 di mia moglie non brilla nel trasporto passivo.
Volendola far scorrere sulle ruote tenendola dal sellino è bene privilegiare una sola ruota, dal momento che non sono ben allineate e la bici tende a ballonzolare da una all'altra se si cerca di sfruttarle entrambe.
Inoltre, se si usa il sellino in pozione di marcia come maniglia, si resta senza il 3° appoggio del cannotto nel momento in cui ci si ferma.... e per posarla occorre obbligatoriamente abbassarlo.

un esempio di trasferimento a spalla di una Brompton
................

.........................


Ciao e benvenuto

I modelli da te indicati effettivamente non sono tra quelli con gli ingombri minori, ma hanno il pregio di poter essere parcheggiate in verticale con una impronta a terra minima quindi in piscina potrebbero tranquillamente essere messe in uno sgabuzzino senza recare particolare fastidio.
Dal momento che citi il fattore peso, queste hanno anche il vantaggio di poter essere trasportate passivamente in modo molto comodo.
Ti consiglierei però di verificare prima la disponibilità di chi gestisce l'impianto sportivo ad accogliere liberamente il mezzo.

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« Ultima modifica: Gennaio 16, 2014, 06:53:07 pm by occhio.nero »
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il trasferimento passivo (come trasportare/trascinare la bici piegata).
« Risposta #13 il: Marzo 24, 2012, 11:35:45 pm »
se questo argomento è gia stato affrontato o se non è attinente alla sezione vi prego di scusarmi.Avrei una questione da porvi.alcune pieghevoli sono state realizzate in modo da poter essere trasportate chiuse con le ruote,spingendole dal sellino,tipo le hoptown ad esempio.mi chiedevo se potesse farlo anche la b'fold.certo,non pretendo di fare km..però anche semplicemente raggiungere il binario del treno mi farebbe comodo.ho fatto una prova per casa,e devo dire che secondo me è fattibile,anche se non cè nessun sistema che impedisce la riapertura della bici(questa xò non si è aperta mentre la spingevo,anzi si è comportata molto bn).l'unico inconveniente è che non possiamo andare indietro(xkè sennò iniziano a girare i pedali e s'incastra tutto :D ),che bisogna andare piano e controllare che la bici rimanga chiusa.cmq sempre meglio che portare 14kg sulle spalle  ;) qualcuno di voi ha provato?



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« Risposta #14 il: Marzo 25, 2012, 12:07:27 am »
Certo, come metodo va benissimo anche per la bfold, io l'ho sempre utilizzato. E' vero che non ci sono blocchi per la chiusura ma non mi si è mai aperta significativamente  :)

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