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Autore Topic: casco obbligatorio?  (Letto 14128 volte)

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Offline beaturbano

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Offline keyfaber

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casco obbligatorio?
« Risposta #16 il: Luglio 31, 2012, 03:02:19 pm »
Diciamo che d'estate si avrebbe maggiormente la tendenza a farne a meno, :-\ detto da uno che lo porta tutto l'anno.  ;) Con questo i vantaggi del casco sono ineccepibili. Ho sempre negli occhi la situazione che mi spinto ad usarlo sistematicamente: una signora in bicicletta che, urtata da un'auto, cadendo per terra aveva sbattuto la testa ed era in una pozza di sangue, anche se cosciente. Da quel momento è scatta la molla!


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Offline alek78

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casco obbligatorio?
« Risposta #17 il: Luglio 31, 2012, 03:31:08 pm »
L'audizione alla Camera del 18 aprile 2012 è qualcosa che tutti dovrebbero leggere:

http://documenti.camera.it/_dati/leg16/lavori/stencomm/09/indag/codice/2012/0418/INTERO.pdf

E' la cosa più costruttiva che ho visto finora,
sarei pronto a fare un sit-in permanente solo per vederla approvata >:(

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Offline Jimmy

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casco obbligatorio?
« Risposta #18 il: Luglio 31, 2012, 03:56:09 pm »

Renderei obbligatorio il cervello più che il casco.
PS:
e farei fare un po' di scuola guida a più di un ciclista che incontro quotidianamente...

[/quote]

...mai, nella storia dell'uomo così tanta vera cosa è stata mai asserita... ::)

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Offline catorcio

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« Risposta #19 il: Luglio 31, 2012, 05:32:09 pm »
ho letto nell'articolo che la FIAB è attiva da 25 anni! (se fossi in loro non lo farei sapere in giro)dopo tutti quegli anni di attività cosa hanno ottenuto per la sicurezza dei ciclisti? non hanno ancora capito che l'unica cosa sicura è separare le strade , non mettere in contatto mezzi pesanti e bici.

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Offline Sbrindola

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« Risposta #20 il: Luglio 31, 2012, 05:53:04 pm »
ho letto nell'articolo che la FIAB è attiva da 25 anni! (se fossi in loro non lo farei sapere in giro)dopo tutti quegli anni di attività cosa hanno ottenuto per la sicurezza dei ciclisti? non hanno ancora capito che l'unica cosa sicura è separare le strade , non mettere in contatto mezzi pesanti e bici.

mi sembra decisamente riduttivo liquidare così il lavoro di 25 anni della FIAB: forse un'occhiata alla sua pagina delle informazioni generali e storia può aiutarti a capire in cosa consiste, come sia nata e cosa abbia già ottenuto in questi anni.
Stiamo parlando di cambiamenti culturali e di abitudini radicate nella vita quotidiana di una nazione.... non di ottenere una pista ciclabile.


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« Ultima modifica: Agosto 01, 2012, 10:21:10 am by Sbrindola »

Offline catorcio

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« Risposta #21 il: Luglio 31, 2012, 08:06:04 pm »
ho letto nell'articolo che la FIAB è attiva da 25 anni! (se fossi in loro non lo farei sapere in giro)dopo tutti quegli anni di attività cosa hanno ottenuto per la sicurezza dei ciclisti? non hanno ancora capito che l'unica cosa sicura è separare le strade , non mettere in contatto mezzi pesanti e bici.

mi sembra decisamente riduttivo liquidare così il lavoro di 25 della FIAB: forse un'occhiata alla sua pagina delle informazioni generali e storia può aiutarti a capire in cosa consiste, come sia nata e cosa abbia già ottenuto in questi anni.
Stiamo parlando di cambiamenti culturali e di abitudini radicate nella vita quotidiana di una nazione.... non di ottenere una pista ciclabile.
[/quote
ci sono o nò più di mille ciclisti morti l'anno? o ho capito male io? se è cosi, mi dispiace ma non hanno fatto niente.

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« Risposta #22 il: Luglio 31, 2012, 09:58:01 pm »
da Bicisnob:

Quattroruote ha scoperto che ogni anno muoiono sulle strade italiane più di 280 ciclisti, uccisi secondo il mensile non dalle auto e dalla loro velocità, ma dal mancato uso del caschetto. Il quadricilindrico cervello dei redattori della rivista più inquinata del Paese che scrivo gli articoli col Tom Tom anziché col Pc hanno fatto altri sensazionali scoop che appariranno sui prossimi numeri. Siamo in grado di anticiparvene alcuni:

“Ogni anno 600 pedoni vittime di incidenti stradali. Una nostra inchiesta sul campo svela: chi va a piedi si ostina ad attraversare sulle strisce. Se passassero da un marciapiede all’altro saltando con un’asta anziché camminando la mortalità calerebbe del 50 per cento”.

“L’Oms denuncia che nelle grandi città lo smog uccide più di 8.000 persone l’anno. Quattroruote chiede una urgente modifica al Codice della Strada: vietato respirare lungo le arterie ad alto scorrimento”.

“Basta discriminazioni. I Suv non sono grandi, sono solo diversamente dimensionati. Quattroruote intervista il ministro della Pari Opportunità e della Coesione Sociale”.

“Il diesel inquina? Falso. In Kamchatka i centri per la terapia respiratoria lo usano per fare terapeutici aerosol. Un nostro inviato è andato a scoprire le mille applicazioni sanitarie del motore a gasolio”.


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« Risposta #23 il: Agosto 01, 2012, 09:40:16 am »
Arrivare a discutere di "modifiche sostanziali del CdS" in sede legislativa mi sembra importante... io non ci riuscirei :-\. Fino a prova contraria le strade pubbliche in Italia le progettano in base al CdS per cui se cambi quello fai veramente qualcosa di sostanziale.

Comunque chi ha un idea migliore è giusto che la proponga ;), l'evoluzione umana si regge anche su questo.

“Il diesel inquina? Falso. In Kamchatka i centri per la terapia respiratoria lo usano per fare terapeutici aerosol. Un nostro inviato è andato a scoprire le mille applicazioni sanitarie del motore a gasolio”.[/i]

Ci stavo cascando ;D ;D

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« Ultima modifica: Agosto 01, 2012, 09:44:42 am by alek78 »
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« Risposta #24 il: Agosto 01, 2012, 10:49:17 am »
sempre da bicisnob, oggi parla della manipolazione mediatica e dell'uso delle fallacie logiche da parte di Quattroruote:

Citazione
Potrebbe sembrare che il mensile Quattroruote, pubblicando un articolo in cui addebita quasi esclusivamente al mancato uso del casco l’elevata mortalità di ciclisti in incidenti stradali, abbia peccato solo di incompetenza e superficialità. In parte è così, dal momento che i redattori di quella rivista non sono giornalisti, ma agiografi e pubblicitari dell’automobile, come ben evidenziato dal fatto che descrivono tutti i modelli (anche la mitica Duna!) solo in base ai loro pregi e mai per i loro difetti.

Tuttavia qui non si tratta solo di incompetenza. In realtà quella di puntare l’attenzione sul caschetto è soprattutto una stantia tecnica di distrazione di massa utilizzata dagli organi di (dis)informazione. Dal momento che #salvaiciclisti è riuscita come non mai a mettere al centro del dibattito il tema della sicurezza di chi usa la bicicletta come mezzo di trasporto, le truppe mercenarie al soldo dell’industria dell’auto passano al contrattacco e cercano di cambiare discorso. #salvaiciclisti propone i 30 all’ora nei centri urbani? #salvaiciclisti propone la chiusura al traffico motorizzato di aree vaste all’interno delle città? Bene, Quattroruote replica, non entrando nel merito (ché per loro sarebbe pericoloso), ma cambiando discorso, distraendo, dicendo che il problema è un altro e che le priorità sono altre ancora.

Politici e giornalisti sono maestri in questa tecnica dell’altrismo. Il problema è sempre un altro. Le priorità sono sempre altre. Le responsabilità vanno addebitate sempre a qualcun altro. Ricordo ad esempio un Totò Cuffaro (vasa vasa) ospite da Santoro quand’era ancora governatore siciliano. Travaglio gli chiede come mai abbia così tanti amici mafiosi. E vasa vasa risponde: Santoro guadagna troppo. Non c’entra niente con la domanda, è ovvio, ma in una parte dei telespettatori stimola una sinapsi che li porta ad accantonare la domanda sulle sue frequentazioni con la criminalità organizzata e a ragionare sulla retribuzione di Santoro. Ora, per rimanere all’esempio, magari è vero che Santoro guadagna troppo, ma l’elemento centrale resta quello che vasa vasa è un mafioso, come ha riconosciuto il tribunale condannando Totò Cuffaro definitivamente a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a cosa nostra.

Il caso del caschetto segue lo stesso schema. Limitando la velocità dei veicoli a 20 o a 30 all’ora si potrebbero evitare circa mille morti l’anno tra ciclisti e pedoni, ma Quattroruote svia l’attenzione da questa misura (ovviamente invisa ai produttori di quattroruote) e replica: “bisogna rendere obbligatorio il caschetto“.

In conclusione credo la vicenda  Quattroruote confermi che #salvaiciclisti ha colto nel segno, che diamo fastidio e che cercano di metterci la sordina perché cominciano ad avere paura (industria dell’auto, giornalisti dell’indotto e amministratori incapaci e desiderosi di non modificare lo statu quo) che qualcosa possa cambiare davvero, che qualche altro sindaco (lo ha già fatto Saronno) possa davvero imporre il limite di 30 all’ora in tutto il centro abitato e che magari qualcuno si spinga ancora più in là rendendosi conto che in centri urbano che hanno un diametro massimo di 4 o 5 chilometri (si tratta del 75% dei capoluoghi) si possa fare completamente a meno dell’auto.

Quindi sta a noi: non dobbiamo dividerci sull’uso del caschetto, ma continuare compatti la marcia verso città a misura di bicicletta.
fonte: http://bicisnob.wordpress.com/2012/08/01/il-casco-ovvero-strategie-di-distrazione-di-massa/

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casco obbligatorio?
« Risposta #25 il: Agosto 08, 2012, 01:51:29 pm »
davvero un bell'articolo, hai visto mai che utilizzando più tempo per camminare piuttosto che per ingrassare davanti alla televisione le genti ritornino a pensare con la propria testa...

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Sicurezza in bici | Il casco serve davvero?
« Risposta #26 il: Giugno 08, 2013, 10:35:48 am »
Sicurezza in bici | Il casco serve davvero?




Studi europei recenti non hanno dimostrato che il casco sia una dotazione di sicurezza particolarmente efficace e determinante nella protezione dei ciclisti da impatti o cadute. Già sappiamo infatti che questi dispositivi non proteggono efficacemente il ciclista negli impatti in cui la velocità superi i 25 km orari come affermano ricerche della FIAB. Rune Elvik, ricercatore dell'Istituto norvegese di Economia dei Trasporti, nel suo rapporto ‘Accident Analysis and Prevention’ ha utilizzato le più recenti metodologie scientifiche per identificare quali siano i reali pregiudizi sull’uso del casco in bici. Il risultato è interessante perché indicherebbe che non ci sia alcun beneficio reale derivante dall'obbligo dell’uso del casco per legge. Vediamo perché. L’effetto delle leggi che impongono il suo uso dimezzano il ciclismo per bambini, raddoppiando il rischio di infortuni. Nella provincia di Alberta, Canada, la legge impone ai bambini di indossare il casco in bicicletta: ciò ha ridotto l’uso della bici di circa il 56%, ma nello stesso periodo il numero di infortuni assoluti durante la guida della bici sembra essere salito.



Perché i ciclisti canadesi sembrano avere più probabilità di essere feriti se indossano il casco in bicicletta? Anche nel Regno Unito una ricerca del Governo non individua alcuna prova attendibile di beneficio dovuto all’uso del casco. I ricercatori norvegesi hanno esaminato tutte le possibili ragioni per cui non emerga una rilevante evidenza di riduzione degli infortuni in quei Paesi che obbligano all’uso del casco in bicicletta. E ciò nonostante altri studi abbiano dimostrano che i caschi posseggano effettivamente un potenziale reale di protezione dalle lesioni.

I norvegesi hanno osservato attentamente il target dividendo la popolazione dei ciclisti abituali in due sottogruppi. Un primo gruppo - a cui appartengono i possessori di biciclette (spesso più di una) veloci e performanti - che in molti casi indossa il casco. Questo genere di ciclista è aggiornato su materiali, tecnologie, accessori, al contrario del secondo ciclista-tipo che non ama la velocità, non possiede biciclette sofisticate né attrezzature specifiche e va in bicicletta lentamente. Con tutti i limiti che uno studio come questo possa avere, i risultati indicano almeno in parte che le leggi sull’obbligo del casco scoraggiano proprio i ciclisti più prudenti e più sicuri, quelli che guidano la bicicletta più lentamente e con maggior attenzione. 

Queste leggi non cambiano certo  le abitudini per i ciclisti che amano tecnologia e velocità e che nella maggior parte dei casi indossano il casco di sicurezza, ma sembrerebbero scoraggiare proprio i ciclisti che hanno il rischio di incidenti più basso, facendo crescere il rischio medio complessivo di incidente per ciclista. La ricerca conclude che questo sia il vero motivo che vede aumentare gli incidenti per chi usa il casco quando lo stesso diventa obbligatorio per legge. Il ciclista del resto quando usa il casco – affermano gli studiosi – si sente più sicuro e disposto ad affrontare rischi maggiori, spesso causa di incidenti.

Il casco in bici è in ogni caso molto utile soprattutto nella prevenzione di infortuni da cadute accidentali. Anche se non obbligatorio, mettiamocelo bene in testa, il casco e la prudenza alla guida possono salvarci la vita.

 (Vincenzo Nizza)

Foto | http//roadtrafficsigns.com/
Foto 2 | http://github.com/
Fonte | http://www.ecoseven.net/mobilita/bici/sicurezza-in-bici-il-casco-serve-davvero
Rune Elvik - Institute of Trasport Economics Norwergian Center for Trasport Research | https://www.toi.no/employees/elvik-rune-article17618-27.html

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Offline giorgio

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« Risposta #27 il: Giugno 08, 2013, 01:41:44 pm »
non so se rendere il casco obbligatorio sia utile o meno. Ma credo sia meglio portarlo piuttosto che no; anche una semplice fronda di un albero fuori sagoma se non vista può far male... Riguardo i bambini sostengo il lato "didattico" dell'uso del casco: un modo come un altro per imparare che spesso ci sono delle regole da rispettare, come mettersi il casco in bici, allacciarsi la cintura in auto, non gettare i rifiuti per terra, rispetto in genere per se e per gli altri etc etc. 

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Offline Vittorio

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« Risposta #28 il: Febbraio 15, 2018, 10:10:55 am »
aridaje...

https://www.trasporti-italia.com/sicurezza/roma-sede-coni-federciclismo-e-polizia-di-stato-insieme-per-la-sicurezza-stradale/32811?utm_campaign=newsletter

Il prefetto Roberto Sgalla [direttore delle specialità della Polizia di Stato] ha ricordato le vittime. "Nel 2016 - ha detto - sono stati 275 morti in bicicletta. Nel 2017 i primi dati ci restituiscono un numero molto vicino a questo tetto. Catarifrangenti e caschi devono diventare obbligatori".

Sì, sì, fate diventare obbligatorio il casco e vedrete come i aumenteranno i ciclisti...

Vittorio


P.S. io il caso lo metto praticamente sempre, ma per mia libera scelta, e per mia libera scelta magari me lo tolgo se sto pedalando in mezzo al nulla. Anche in moto lo indossavo ben prima che diventasse obbligatorio, ma li considero due contesti diversi e non paragonabili. E curiosamente la mia attuale moto l'ho comprata praticamente nuova e facendo un buon affare da uno che aveva smesso di usarla quando è stato istituito l'obbligo del casco...

P.P.S. So bene che un episodio non significa nulla, ma l'unica volta in vita mia che sono caduto e ho picchiato la testa stavo andando a piedi...

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« Ultima modifica: Febbraio 18, 2018, 09:06:59 pm by Vittorio »
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Offline nino#

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casco obbligatorio?
« Risposta #29 il: Febbraio 15, 2018, 11:17:43 am »
Queste correlazioni tra mortalità e obblighi/divieti non le capisco. Anzi, ad essere precisi, non comprendo certe macrosopiche contraddizioni.
Stime annuali di morti in Italia per...
  • fumo 83.000
  • alcol 40.000
  • cattiva alimentazione almeno 57.000 (questi solo per malattie legate all'obesità), ma sono sicuramente molti di più, anche perché secondo diverse teorie (da me condivise), almeno un 70/80% delle malattie dipende da fattori alimentari
  • ...
Eppure nessuno vieta il fumo o l'acol o promuove un'efficace campagna per una corretta alimentazione. E se andiamo a guardare le stime mondiali, troviamo cifre impressionanti, dell'ordine di milioni di morti...
Invece si propone di mettere un obbligo per alcune centinaia di morti.
Se poi vogliamo entrare nel campo minato dei vaccini, si vuole rendere obbligatorio un vaccino (con tutti i danni che provoca all'organismo, probabilmente peggiori della malattia che dovrebbe scongiurare...) a causa di poche decine di morti l'anno, come nel caso del morbillo (che bene o male tutti abbiamo avuto da piccoli).

Ma se parlo di interessi economici mi si accusa di complottismo, per cui...

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Pieghevolista nel cuore (ex possessore di Dahon: Speed P8 e Ios XL) - Attualmente in sella di una bellissima Orbea Katu 40
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