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Autore Topic: pieghevoli del futuro  (Letto 7376 volte)

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Offline progettatorebravo

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pieghevoli del futuro
« il: Agosto 09, 2013, 10:14:25 am »


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segnalo:

dimensioni delle bici piegate a confronto.
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=5717

L'evoluzione della bici (recuperate, legno, bambù, alluminio riciclato, ...)
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=1866


l'elenco delle discussioni legate a studi sulle pieghevoli, recuperabile cliccando sul tag "studi" in fondo a questa pagina




--- ADMIN OFF


Ciao a tutti e grazie delle interessanti risposte.
La mia motivazione di fondo è una "insoddisfazione materiale", chiamiamola così. Le bici pieghevoli, ammettiamolo, sono degli orribili accrocchi di ferramenta, senza alcuna coerenza progettuale. Se le auto fossero progettate ancora come le bici pieghevoli saremmo poco oltre la Ford T.
Nell'era dell'iPhone uno si aspetterebbe qualcosa di meglio, molto meglio. Insomma, Dieter Rams proprio no, eh?

Brompton è il meglio planetario, senza dubbio. Ma anche il buon Andrew Ritchie produce un bel "cofano", 90 litri sono una bella valigia, soprattutto i 27 cm di spessore sono un guaio. Siamo nell'era dei "pacchi piatti" di IKEA, no?
Poi da un punto di vista industriale, con la sua distinta base di 1200 pezzi e le sue sei ore di montaggio a mano (il Piaggio Transporter si monta in 2,5 ore...) e i suoi risicati margini di profitto. Hmmmmmm...
Big B. guadagna in pratica solo sugli accessori a detta del suo AD, e con quei problemi industriali mi sa che non conviene nemmeno copiarla, anche i cinesi non ci pensano proprio. Eppure Certo, mi si dirà, che contributo in positivo dai tu, oh criticone. Quelle sono, vanno, funzionano ecc.
Vero, però  mi premeva sottolineare, anche "plasticamente", la faccenda della "pieghevolezza" e della trasportabilità. A margine di un irrisolto problema di design.

Non è vero che "le dimensioni non contano" contano eccome (come dice anche Rocco Siffredi). E non è neanche vero che il parallelepipedo d'ingombro (mi sono religiosamente attenuto a quelli dichiarati dalle case)  sia un parametro da niente. Tutte hanno pieni e vuoti, ma a parità di questi, il parametro è un valido raffronto.
Inoltre gli spazi su treni e scaffali e storage boxes delle stazioni sono tutti appunto dei parallelepipedi. 90 litri contro 220 girala come vuoi, vuol dire. Si parla di volumi da "valigia extra large".

Infine, c'è qualcuno che ha dei dati seri sull'effettivo mercato mondiale della pieghevole? La "bicicletta" in generale è 130 milioni. La pieghevole mi pare lo "zero virgola" di tale cifra. Se DaHon+Tern (hanno fatto pace...) sono la metà del mercato, fra tutti i cento e passa costruttori non dovrebbero arrivare a 2 milioni. Soltanto? Possibile?
« Ultima modifica: Febbraio 13, 2017, 09:11:03 pm by occhio.nero »

Offline yt

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pieghevoli del futuro
« Risposta #1 il: Agosto 09, 2013, 11:01:45 am »
Ciao a tutti e grazie delle interessanti risposte.
La mia motivazione di fondo è una "insoddisfazione materiale", chiamiamola così. Le bici pieghevoli, ammettiamolo, sono degli orribili accrocchi di ferramenta, senza alcuna coerenza progettuale. Se le auto fossero progettate ancora come le bici pieghevoli saremmo poco oltre la Ford T.
Nell'era dell'iPhone uno si aspetterebbe qualcosa di meglio, molto meglio. Insomma, Dieter Rams proprio no, eh?
Parli di design, creatività, progettualità o cosa?
Io non sono d'accordo, ma magari puoi convincermi. Sicuramente ne sai molto più di me, quindi sono molto curioso e mi piace questa discussione.
Secondo me il problema forse sta nel fatto che molti progetti non arrivano alla produzione o hanno un mercato di nicchia dovuto al prezzo troppo alto.


Brompton è il meglio planetario, senza dubbio. Ma anche il buon Andrew Ritchie produce un bel "cofano", 90 litri sono una bella valigia, soprattutto i 27 cm di spessore sono un guaio. Siamo nell'era dei "pacchi piatti" di IKEA, no?
Poi da un punto di vista industriale, con la sua distinta base di 1200 pezzi e le sue sei ore di montaggio a mano (il Piaggio Transporter si monta in 2,5 ore...) e i suoi risicati margini di profitto. Hmmmmmm...
Big B. guadagna in pratica solo sugli accessori a detta del suo AD, e con quei problemi industriali mi sa che non conviene nemmeno copiarla, anche i cinesi non ci pensano proprio. Eppure Certo, mi si dirà, che contributo in positivo dai tu, oh criticone. Quelle sono, vanno, funzionano ecc.
Vero, però  mi premeva sottolineare, anche "plasticamente", la faccenda della "pieghevolezza" e della trasportabilità. A margine di un irrisolto problema di design.
che brompton sia il meglio resta discutibile. forse è il meglio a parità di prezzo-ingombro-qualità, ma non so.
poi come fai notare tu, dal punto di vista industriale lasciamo perdere
come dici tu più avanti, il mercato non è propriamente grande e non credo che ci sia molto margine di investimento
realtà più strutturate difficilmente entreranno nel giro e cmq produzioni come quella brompton resteranno lo stesso
credo si potrebbe fare una similitudine tra una produzione Honda ed una Ducati nel mondo delle moto. Dove Ducati è Brompton e Honda ancora non esiste.


Non è vero che "le dimensioni non contano" contano eccome (come dice anche Rocco Siffredi). E non è neanche vero che il parallelepipedo d'ingombro (mi sono religiosamente attenuto a quelli dichiarati dalle case)  sia un parametro da niente. Tutte hanno pieni e vuoti, ma a parità di questi, il parametro è un valido raffronto.
Inoltre gli spazi su treni e scaffali e storage boxes delle stazioni sono tutti appunto dei parallelepipedi. 90 litri contro 220 girala come vuoi, vuol dire. Si parla di volumi da "valigia extra large".
Sono d'accordo, le dimensioni contano, ma bisogna valutarle insieme ad altre variabili se vogliamo esprimere un giudizio complessivo.
Io ho bisogno di una bici da tenere in casa e in ufficio e mi interessa poco che sia piccolissima. Le ruote piccole non fanno per me, perché non mi piacciono, non mi servono, non sono comode per le lunghe distanze e con le buche.
Se però potessi permettermi una birdy...


Infine, c'è qualcuno che ha dei dati seri sull'effettivo mercato mondiale della pieghevole? La "bicicletta" in generale è 130 milioni. La pieghevole mi pare lo "zero virgola" di tale cifra. Se DaHon+Tern (hanno fatto pace...) sono la metà del mercato, fra tutti i cento e passa costruttori non dovrebbero arrivare a 2 milioni. Soltanto? Possibile?
Le scelte, le capacità, l'impegno profuso sono direttamente proporzionali al mercato di riferimento, al tipo di richiesta, al costo di produzione ecc. 30 anni fa era molto diverso, oggi gli investimenti sono spesso appannaggio di grosse realtà e indirizzati verso grandi profitti. Il mercato delle bici resta marginale, figuriamoci quello pieghevole.
Non so se Dahon e Tern fanno metà del mercato, ma se è davvero così, credo proprio che il mercato premi progetti classici, con piega standard, qualità media, ingombro medio e prezzo medio.
Come sempre, forse, il giusto sta nel mezzo. Il meglio è nemico del bene. Rosso di sera bel tempo si spera. Non ci sono più le mezze stagioni.  :D


Ciao e grazie della bella discussione


http://www.pacific-cycles.com/
http://dieterrams.tumblr.com/post/5700132229/industry-design-bicycle
http://www.moultonbicycles.co.uk/
http://www.bikefriday.com/
http://www.mezzobikes.com/
senza contare i progetti che non vedranno mai la produzione
« Ultima modifica: Agosto 09, 2013, 11:49:10 am by yt »

Offline Bruce

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pieghevoli del futuro
« Risposta #2 il: Agosto 09, 2013, 12:05:59 pm »
complimenti per il lavoro fatto
Dahon Vitesse D7

Offline Vittorio

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pieghevoli del futuro
« Risposta #3 il: Agosto 09, 2013, 01:01:05 pm »
.............. Siamo nell'era dei "pacchi piatti" di IKEA, no?

Però un armadio Ikea, una volta montato, mica facile smontarlo e rimetterlo nella scatola.... Una bici che si vuole aprire e chiudere in 15 secondi dubito che si possa compattare più di tanto. O meglio, smonta qui e togli là, quello che si può guadagnare in litri forse lo si perde con gli interessi in secondi... o minuti.

.........
Non è vero che "le dimensioni non contano" contano eccome (come dice anche Rocco Siffredi).

Mai nessuno che chieda anche il parere delle sue partner... ;-)))

...... E non è neanche vero che il parallelepipedo d'ingombro ..... sia un parametro da niente. Tutte hanno pieni e vuoti, ma a parità di questi, il parametro è un valido raffronto.
Inoltre gli spazi su treni e scaffali e storage boxes delle stazioni sono tutti appunto dei parallelepipedi.

Gli armadietti dei depositi bagagli magari sì (ma non tutti: ne ho visti anche di forma irregolare), ma sui treni, specie fra e sotto i sedili o nelle cappelliere, i parallelepipedi teorici contano ben poco: nelle varie discussioni su bici in treno e bici in metropolitana ne sono stati portati (e fotografati) esempi a volontà. Diciamo che tra parallelepipedo e bici passa la distanza che c'è fra teoria e pratica; la prima è un punto di partenza indispensabile, ma per risolvere i problemi ci vuole anche la seconda.

Vittorio
Dahon Vitesse D7 (ex "Due Calzini")

Offline Hopton

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pieghevoli del futuro
« Risposta #4 il: Agosto 09, 2013, 01:09:22 pm »
Quoto in pieno Vittorio.
Secondo me è facile ipotizzare una pieghevole perfetta o comunque due spanne avanti a ciò che offre il mercato, un'altra è riuscire a concretizzare le proprie legittime aspirazioni in qualcosa che poi sopravviva nel mercato. Andrew Ritchie e il suo team hanno lavorato 30 anni ad affinare la Brompton fino a farla diventare ciò che è oggi...
Sempre secondo me, ci sono diversi modelli di bici pieghevoli sul mercato che non sono affatto degli orribili accrocchi di ferramenta ma dei gioielli di funzionalità e design. Oltre alla Bromton, mi vengono in mente a caso la Strida, la Dahon Mu Uno, la Tern P9, la Dahon Formula, la Tern Verge X20, un paio di modelli di Bike Friday, la IF Mode della Pacific Cycles. E non trovo affatto brutte nemmeno tante pieghevoli di fascia più bassa. Questione di gusti, ovvio. Magari nel mio caso il problema è che ho dei gusti dozzinali, o magari è solo che mi piacciono le bici pieghevoli. ;)
Lo so anche io che in teoria si può fare ancora di meglio:  basta utilizzare a piene mani titanio, carbonio e leghe speciali e si ottiene una riduzione dei volumi e dei pesi. A quel punto si otterrà una pieghevole a 18 marce, più piccola di una Brompton, più leggera di una Dahon Mu Uno, e... invendibile, perché costerà quanto un'auto di media cilindrata.
Mario
« Ultima modifica: Agosto 09, 2013, 01:31:13 pm by Hopton »
"La città è fatta per le persone, non per scatole di metallo". (Ayfer Baykal, assessore all'ambiente, comune di Copenhagen)
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Offline unkle69

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pieghevoli del futuro
« Risposta #5 il: Agosto 10, 2013, 02:03:01 pm »
Ma infatti già ci sono diversi modelli in vendita (e molti prototipi) con caratteristiche all'avanguardia che vanno incontro ai problemi dei pieghevolisti, ma sono bici che costano come una utilitaria  :(
Per la larga distribuzione di queste bici pieghevoli ideali credo dovremmo aspettare un bel po, forse i nostri figli, o i nostri nipoti si aggiudicheranno questi mezzi ad un prezzo accessibile.
Brompton M6L 2013 Desert Sand + kit Nano 2.0 Electric

Offline progettatorebravo

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pieghevoli del futuro
« Risposta #6 il: Agosto 10, 2013, 02:38:55 pm »
Re:il futuro tecnologico pieghevole
« Risposta #5 il: Oggi alle 02:03:01 pm »

Citazione:

"Ma infatti già ci sono diversi modelli in vendita (e molti prototipi) con caratteristiche all'avanguardia che vanno incontro ai problemi dei pieghevolisti, ma sono bici che costano come una utilitaria  :(
Per la larga distribuzione di queste bici pieghevoli ideali credo dovremmo aspettare un bel po, forse i nostri figli, o i nostri nipoti si aggiudicheranno questi mezzi ad un prezzo accessibile."

Ecco, nella mia ricerca non ho trovato niente del genere, a parte l'ultima a destra che supera i 330 litri, pesa il solito stonfo, ed è un bruttissimo accrocco pieno di carbonio e titanio e viene proposta a 5000 euro per gli yachts. Ecco, quella non è una soluzione...

Me ne potresti citare qualcuna? O anche una sola? E cosa intendi per "caratteristiche all'avanguardia"?
Ciao!!!










Offline unkle69

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pieghevoli del futuro
« Risposta #7 il: Agosto 10, 2013, 05:42:20 pm »
qui alcuni modelli:
http://www.foldingstyle.net/2013/04/carbon-fiber-folding-bikes-bici.html

poi cosa significa "bruttissimo accrocco pieno di carbonio e titanio"?
brutto o bello è soggettivo, e carbonio o titanio mi sembra una scelta obbligata se si vuole ridurre il peso.
il progetto Brompton è vetusto ma è un progetto azzeccato, velocità di piega e minimo ingombro. Purtroppo di contro ha un telaio di acciaio bello pesante, con la superleggera e componenti di titanio si riesce a stare abbondantemente sotto i 10kg, ma a quale prezzo?
mi pare che ad oggi non si possa arrivare ad un ingombro minore della Brompton, e credo che sia anche tecnicamente impossibile, se vogliamo ancora parlare di biciclette.
per esempio non me ne vogliano gli amici del forum che hanno le Nanoo (o simili) ma io per esempio quei cosi non riesco a definirli biciclette :o, certo l'ingombro è ridotto, ma poi mica tanto  ;)
« Ultima modifica: Agosto 10, 2013, 05:57:48 pm by unkle69 »
Brompton M6L 2013 Desert Sand + kit Nano 2.0 Electric

Offline occhio.nero

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pieghevoli del futuro
« Risposta #8 il: Agosto 10, 2013, 06:09:27 pm »
Me ne potresti citare qualcuna? O anche una sola? E cosa intendi per "caratteristiche all'avanguardia"?

segnalo la  discussione

prototipi e concept pieghevoli
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=221.0

da cui richiamo:



molte idee aspettano solo una ingegnerizzazione che le lanci sul mercato.
« Ultima modifica: Agosto 14, 2013, 08:05:23 pm by occhio.nero »
Federico
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Offline Sbrindola

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« Risposta #9 il: Agosto 10, 2013, 07:17:59 pm »
a me invece piacerebbe capire meglio a cosa fai riferimento quanto dici

.....
La mia motivazione di fondo è una "insoddisfazione materiale", chiamiamola così. Le bici pieghevoli, ammettiamolo, sono degli orribili accrocchi di ferramenta, senza alcuna coerenza progettuale. Se le auto fossero progettate ancora come le bici pieghevoli saremmo poco oltre la Ford T.
Nell'era dell'iPhone uno si aspetterebbe qualcosa di meglio, molto meglio. Insomma, Dieter Rams proprio no, eh?

Brompton è il meglio planetario, senza dubbio. Ma anche il buon Andrew Ritchie produce un bel "cofano", 90 litri sono una bella valigia, soprattutto i 27 cm di spessore sono un guaio. Siamo nell'era dei "pacchi piatti" di IKEA, no?
Poi da un punto di vista industriale, con la sua distinta base di 1200 pezzi e le sue sei ore di montaggio a mano (il Piaggio Transporter si monta in 2,5 ore...) e i suoi risicati margini di profitto. Hmmmmmm...
Big B. guadagna in pratica solo sugli accessori a detta del suo AD, e con quei problemi industriali mi sa che non conviene nemmeno copiarla, anche i cinesi non ci pensano proprio. Eppure Certo, mi si dirà, che contributo in positivo dai tu, oh criticone. Quelle sono, vanno, funzionano ecc.
Vero, però  mi premeva sottolineare, anche "plasticamente", la faccenda della "pieghevolezza" e della trasportabilità. A margine di un irrisolto problema di design.

......

tralasciando quanto può dipendere dal gusto personale, certi paragoni mi paiono un po' troppo semplicistici (a parte l'ultima frase di cui, io che non mastico design, non ho neanche capito il significato)

Ti aspetti che su un prodotto come la bici vengano fatti gli stessi investimenti delle grandi industrie automobilistiche o elettroniche?
Oppure che gli ingombri di una bici da chiudere e riaprire velocemente possano essere assimilabili a quelli di un mobile smontato e da assemblare una volta sola?  :o ::)

Fino ad ora non ho mai visto tradursi in realtà nessuno dei tanti progetti futuribili che spesso troviamo in rete.... anzi a ben guardare la sostanza è sempre la stessa da molti anni (a parte per lo sviluppo di nuovi materiali)... segno che probabilmente il compromesso raggiunto è ottimale e gli eventuali sforzi ulteriori di sviluppo non sono giustificati dai vantaggi a cui portano e dall'incremento dei costi produttivi per un prodotto relativamente "povero".
Sono certo che Andrew Ritchie sia pronto a prendere in esame qualunque miglioria ed ottimizzazione produttiva ..... così come sono abbastanza convinto del fatto che in 25 anni abbia avuto modo di riflettere e valutare al meglio quali siano le possibilità della sua creatura.

Partendo dal presupposto che non esiste la bici pieghevole perfetta ma solo quella che meglio risponde alle proprie esigenze, abbiamo visto tante volte spesso qui sul forum che privilegiare alcune caratteristiche porta inevitabilmente a sacrificarne altre ed il risultato finale è necessariamente frutto di un compromesso.  :)

Tags: studi