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Autore Topic: L'auto è morta. Lo dicono i numeri  (Letto 3471 volte)

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L'auto è morta. Lo dicono i numeri
« il: Agosto 11, 2012, 11:25:33 am »
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segnalo

l'elenco delle discussioni legate al tema "bici e auto" recuperabile cliccando sul tag "auto_bici" in fondo a questa discussione

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Il mercato dell'auto è in crisi nera. Aiuti, sussidi, sgravi e incentivi, sono ormai puro accanimento terapeutico. Storia di una crisi che nessuno sembra avere la volontà di affrontare. E, magari, superare.

Qui si parla di bicicletta, non ci piove.

A volte, però, questioni che apparentemente non c’entrano nulla prendono strade che, alla fine, vanno a incrociarsi e a sovrapporsi con quelle delle biciclette. Una di queste, per esempio, è l’Area C milanese che settimana scorsa è stata sospesa in seguito a una sentenza del Consiglio di Stato volta a tutelare gli interessi economici di un parcheggio del centro, danneggiato economicamente dal provvedimento dell’amministrazione comunale. E pazienza se il provvedimento aveva portato a una riduzione di inquinamento, traffico e incidenti. Questi sono interessi secondari. No comment.

Un’altra questione su cui invece vorrei soffermarmi un attimo sono i dati delle immatricolazioni degli ultimi mesi. Già, si parla di automobili. A giugno ci sono state 128.388 immatricolazioni (il 24,4% in meno rispetto al 2011). A luglio, ed è notizia di ieri, le nuove auto consegnate sono state 108.826 (-21,4%). Il rosso vivo degli ultimi mesi non è un fulmine a ciel sereno, ma una tendenza che, dall’inizio dell’anno, si è attestata intorno al 20%, con una perdita nei primi sette mesi del 2012 di quasi un milione di nuove immatricolazioni.

A questi dati fanno eco dichiarazioni che destano sconcerto. Ma anche ilarità. Jacques Bousquet, Presidente dell’Unrae, l’Unione nazionale rappresentante autoveicoli esteri, sostiene che: «La pausa estiva trova il settore auto con 230.000 vetture perse rispetto allo scorso anno e lo Stato con 1,5 miliardi di euro di mancato introito Iva, conseguenze di una serie di leggi inefficaci per le finanze dello Stato, come il superbollo e l’aumento delle Imposte provinciali di trascrizione, ma devastanti per il mondo dell’auto». Per l’Anfia, Associazione nazionale filiera industria automobilistica, la preoccupazione è «che il piano di sostegno al settore automotive varato in Francia, in assenza di interventi analoghi in Italia, contribuisca ad accentuare il gap competitivo del nostro sistema paese nel confronto europeo». Non si è fatta attendere neppure la reazione di Federauto, per voce del suo presidente Filippo Pavan Bernacchi: «Il mercato degli autoveicoli in Italia è entrato in un tunnel di cui non si vede l’uscita. Anzi, grazie ai disincentivi varati dal Governo Monti e del completo disinteresse del mondo politico rispetto ai temi della mobilità, il tunnel dell’automotive rischia di crollare seppellendo un comparto che occupa, con l’indotto, 1.200.000 addetti, partecipa al gettito fiscale nazionale per il 16,6% e ha un fatturato pari all’11,4% del Pil».

Non vado avanti, anche se l’elenco delle associazioni che tutelano gli interessi dell’industria automobilistica è ancora lungo. Tanto il tono e i contenuti sono più o meno sempre gli stessi. In sostanza: di automobili non se ne vendono più, lo Stato ci aiuti a tirare avanti. C’è un piccolo problema, però. Secondo gli ultimi dati dell’Aci, in Italia, circolano oltre 37 milioni di automobili, il che significa oltre 600 auto ogni mille abitanti, neonati, non vedenti e incapaci di intendere e volere compresi. Un dato che ci pone al primo posto in Europa per tasso di motorizzazione (in realtà siamo secondi dietro al Lussemburgo, che però fa poco testo vista l'inconsistenza dei suoi numeri). E allora, mi domando, a chi le dobbiamo vendere le nuove automobili? E, poi, dove potremmo metterle visto che le città esplodono? Nessuno, tra i tanti che in questi giorni (e negli ultimi mesi) riflettono sulla crisi dell’auto, si azzarda a porsi queste semplici domande. Nessuno prende atto che la curva è destinata inevitabilmente ad appiattirsi, per ragioni economiche, ma anche culturali. Nessuno riflette sul fatto che il trasporto pubblico italiano, uno dei più sgangherati d’Europa, rappresenti una grande possibilità di investimento nel momento in cui le persone sembrano pronte a rinunciare all’automobile.

Nessuno, infine, pensa che molte aziende automobilistiche erano nate per fare tutt’altro. La Rover, per esempio, costruiva biciclette.

PS - Giuro, il fatto che abbia scritto di auto nella stessa settimana in cui Quattroruote si è occupata di biciclette è un puro caso.

fonte: http://blog.wired.it/labicicletta/2012/08/03/lauto-e-morta-lo-dicono-i-numeri.html
« Ultima modifica: Agosto 17, 2013, 06:31:50 pm by occhio.nero »
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Offline Hopton

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Re:L'auto è morta. Lo dicono i numeri
« Risposta #1 il: Agosto 11, 2012, 12:16:05 pm »
Non conoscevo questo blog, interessante, grazie per la segnalazione.  :)
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Offline occhio.nero

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Re:L'auto è morta. Lo dicono i numeri
« Risposta #2 il: Settembre 18, 2012, 01:11:30 pm »
Cosa fa un imprenditore che ha saturato un mercato? Si riconverte per sintonizzarsi sulle nuove esigenze di una società che cambia?...No, molto più facile fare le valigie e spostarsi su un altro  territorio da ingolfare.

"[...] la gente non ha più potere d'acquisto, magari ha perso il lavoro, i risparmi se ne sono andati, non ha prospettive per il futuro. Ci rendiamo conto? L'auto nuova è proprio l'ultima cosa, non ci pensano nemmeno, si tengono la vecchia ben stretta. [...]"

(Ezio Mauro intervista Marchionne, Repubblica 18.9.12)
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Re:L'auto è morta. Lo dicono i numeri
« Risposta #3 il: Settembre 18, 2012, 01:29:20 pm »
Il mercato dell'auto e' in fase decrescente, ma la fine dell'auto e' ancora ben lontana. Il fatto che non si vendano piu' auto significa che vengono tenute in esercizio quelle vecchie, e in giro il traffico e' sempre lo stesso. E' vero che per avvertire la differenza non basta un 10% di auto in meno in circolazione, percentuale che sembra venir fuori dalla contrazione dei consumi pertoliferi ( vedi qui) ma servirebbe almeno un buon 50%, ma e' anche vero che se andiamo a vedere i dati sul traffico ad esempio a Torino (qui) non si rileva alcuna contrazione, neppure minima.
A mio avviso l'unico evento che potra' diminuire il traffico in tempi brevissimi sara' un'improvvisa penuria di carburanti, con inevitabile ricorso al razionamento.
L'auto morira' di sete, non certo per spontaneo abbandono.
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Re:L'auto è morta. Lo dicono i numeri
« Risposta #4 il: Settembre 18, 2012, 02:13:28 pm »
i dati parlano di una rottamazione maggiore rispetto alla vendita di nuovo e usato. evidentemente c'è chi si è sbarazzato della seconda (o terza, sic!) auto senza rimpiazzarla.
a Torino c'è una politica strana: si raddoppia il costo del parcheggio in centro per incentivare a lasciare l'auto a casa e poi si aumentano in contemporanea il costo del biglietto dell'autobus, così che a conti fatti le cose non sono cambiate di molto.
poi mettici una certa resistenza storica alle cose che vanno in direzione contraria alla normalità storica....

è cronaca di oggi: http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/09/16/news/fiat_stoppa_il_car_sharing_elettrico_offerto_da_mercedes_e_renault-42619144/

Citazione
Fiat stoppa il car sharing elettrico offerto da Mercedes e Renault
Le due case automobilistiche hanno proposto un servizio chiavi in mano. Il Lingotto si è opposto. L'assessore Enzo Lavolta: "L'azienda dovrebbe essere una risorsa, qui invece è un tappo"

"Le città che ospitano le sedi delle principali case automobilistiche  -  sostiene Lavolta  -  trovano in queste un partner per lo studio e la realizzazione di sistemi di mobilità intelligente. Per tutti la mobilità sostenibile è un impegno e un fiore all'occhiello, che fa crescere anche il sistema dell'indotto. A Torino tra l'altro si concentrano grandi capacità competitive. Le auto che vengono utilizzate a Parigi sono prodotte dalla Cecomp di La Loggia. Volkswagen per cercare innovazione non è andata in America, India e Cina, ma è venuta ad incontrare 30 aziende piemontesi. La Fiat su questo particolare filone però non investe".
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Re:L'auto è morta. Lo dicono i numeri
« Risposta #5 il: Settembre 18, 2012, 02:24:50 pm »
a Torino c'è una politica strana: si raddoppia il costo del parcheggio in centro per incentivare a lasciare l'auto a casa e poi si aumentano in contemporanea il costo del biglietto dell'autobus....

a cui va aggiunta la "razionalizzazione" delle corse .... leggi tagli, basta leggere QUI

Offline Rick

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Re:L'auto è morta. Lo dicono i numeri
« Risposta #6 il: Settembre 18, 2012, 05:04:36 pm »
Se alzare il prezzo del biglietto servisse ad avere un servizio almeno decente ben venga... ma dubito che sia così. Ho visto un servizio su un tg regionale e parlavano di un aumento delle vendite di biciclette pari al  70%!! Qualcosa si sta muovendo...
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Offline beaturbano

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Re:L'auto è morta. Lo dicono i numeri
« Risposta #7 il: Settembre 18, 2012, 05:12:52 pm »
Se alzare il prezzo del biglietto servisse ad avere un servizio almeno decente ben venga... ma dubito che sia così. Ho visto un servizio su un tg regionale e parlavano di un aumento delle vendite di biciclette pari al  70%!! Qualcosa si sta muovendo...
si, alla fine la bici è l'unica risposta plausibile all'aumento dell'autobus e del parcheggio e della benzina. ma molti, dopo l'acquisto della bici da 70euro al supermercato (investimento basso), appena si renderanno conto che la ciclabilità è difficoltosa e lo spazio te lo devi ritagliare, che nulla ti è dovuto e che sei considerato un ospite per strada, come cercavo di dire nell'altra discussione, ne rimarranno scoraggiati.
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Offline Hopton

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L'auto è morta. Lo dicono i numeri
« Risposta #8 il: Settembre 18, 2012, 05:45:26 pm »
a cui va aggiunta la "razionalizzazione" delle corse .... leggi tagli, basta leggere QUI
Leggendo quest'articolo ho rivissuto anni di tribolazioni, la dinamica è sempre quella, non importa che nel mio caso si trattasse di Monza: corse sempre più diradate anno dopo anno, mezzi che arrivano con 30 minuti di ritardo e seguiti a ruota dal successivo (quindi uno dei due viaggia vuoto), orari cambiati senza poter trovare alcuna informazione attendibile alle fermate. Ogni tanto ho dei flashback e rivivo l'incubo, poi mi ricordo che ho una pieghevole e tiro un lungo sospiro di sollievo. :)
A proposito, giovedì scorso ero in un paesino sul lago di Zurigo per lavoro: all'ora di punta (dalle 7:30 alle 8:00) era impressionante quante poche macchine ci fossero in giro, e stiamo parlando di aree densamente popolate e piene di attività industriali e commerciali. In quelle zone si ha veramente l'impressione che l'auto privata sia giunta all'epilogo. Ovunque una miriade di mezzi pubblici e di bici... Un sacco di gente che abbina bici con trenini regionali, che vanno ovunque con cadenze di 15 minuti nelle ore di punta, di 30 min. negli altri orari, e viaggiano anche di notte. Mi chiedo quanti anni ci vorranno prima che l'Italia colmi il gap con l'Europa più avanzata.
Per finire, vi mostro un'immagine più che eloquente relativa al mio viaggio:

La didascalia dice "Sattelfest für unsere Stadt", cioè "saldamente in sella per la nostra città". In pratica questa signora è candidata come consigliera comunale al municipio di Jona-Rapperswil, e per fare la sgargiante con una foto che mostri che lei è una persona splendida e degna di essere votata
ha pensato bene di farsi ritrarre in sella a una bici. Ovviamente è solo un manifesto elettorale e la signora in questione potrebbe benissimo essere un politico bugiardo che finge di andare in bici ma in realtà si muove solo in suv, noi non possiamo saperlo. Ma il punto è che lì per apparire credibili ci si mostra in bici, vi rendete conto?
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Re:L'auto è morta. Lo dicono i numeri
« Risposta #9 il: Settembre 18, 2012, 06:45:19 pm »
Per il viaggio di nozze io e mia moglie abbiamo scelto la norvegia con una tappa di due giorni a copenaghen. La cosa che piú ci ha colpiti è lo stupore che abbiamo provato nel visitare una città "civile". Una città, copenaghen, a misura d'uomo e, soprattutto, di bicicletta. In metro e nei treni tradizionali si viaggia con le bici normali (sono talmente spaziosi che ci stanno tranquillamente).
Piste ciclabili IN OGNI VIA della città, parcheggi per bici disseminati ovunque. Li i padroni sono i cliclisti (e i tassisti a dire il vero). Una realtà così l'avevo vissuta solo ad amsterdam. Io amo l'italia e adoro milano, ma quando vedo queste cose mi monta una rabbia mista allo sconforto che non vi posso dire. Qui ti mandano a quel paese se fai notare ad un pedone che sta passeggiando su una ciclabile, li c'è convivenza civile e rispetto per tutti (a parte i tassisti che sono odiati da chiunque). Allora mi domando, arriveremo mai ad avere anche solo un decimo della loro civiltà? Io ci spero tanto (per natura sono ottimista).
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Re:L'auto è morta. Lo dicono i numeri
« Risposta #10 il: Settembre 18, 2012, 07:02:36 pm »
Io l'estate 2001 l'ho passata ad Amsterdam e Copenaghen, il top per le due ruote...Come li rimpiango... :'(
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Re:L'auto è morta. Lo dicono i numeri
« Risposta #11 il: Settembre 19, 2012, 10:57:12 am »
Per il viaggio di nozze io e mia moglie abbiamo scelto la norvegia con una tappa di due giorni a copenhagen.
[STAFF: la citazione riportata è stata rimossa per non  appesantire la lettura  :-\ Per non abusare del comando  "citazione" leggete qui ).  La comunità vi ringrazia. ;) ]

Io non ci sono mai stato ma mi ha sempre intrigato, è molto costosa copenaghen come città? (ovviamente viaggiando senza pretese di 5 stelle eh :P)
« Ultima modifica: Settembre 19, 2012, 01:46:00 pm by Hopton »

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Re:L'auto è morta. Lo dicono i numeri
« Risposta #12 il: Settembre 19, 2012, 12:29:44 pm »
[STAFF: la citazione riportata è stata rimossa per non  appesantire la lettura  :-\ Per non abusare del comando  "citazione" leggete qui ).  La comunità vi ringrazia. ;) ]
Io non ci sono mai stato ma mi ha sempre intrigato, è molto costosa copenaghen come città? (ovviamente viaggiando senza pretese di 5 stelle eh :P)

Ti rispondo in privato così non intasiamo il forum :)
« Ultima modifica: Settembre 19, 2012, 01:45:08 pm by Hopton »
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Offline Gianni65

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Re:L'auto è morta. Lo dicono i numeri
« Risposta #13 il: Settembre 19, 2012, 09:52:31 pm »
Cosa fa un imprenditore che ha saturato un mercato? Si riconverte per sintonizzarsi sulle nuove esigenze di una società che cambia?...No, molto più facile fare le valigie e spostarsi su un altro  territorio da ingolfare.

Sottoscrivo in pieno.

Vi rinvio ad una storia emblematica. Ne parlò una trasmissione di Report che ora non riesco più a recuperare.

Con una idea dimenticata dalla Fiat nei cassetti per quarant'anni ora VWagen fa soldi a palate :-\
http://paoblog.wordpress.com/2010/05/10/cogeneratore/
« Ultima modifica: Settembre 19, 2012, 09:54:03 pm by Gianni65 »