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Autore Topic: una rivista sulla bici urbana?  (Letto 18373 volte)

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Offline metrosur

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una rivista sulla bici urbana?
« il: Agosto 18, 2012, 11:49:14 am »
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segnalo

Pubblicità sul forum?
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=2149

Rivista Bicipieghevoli su Flipboard
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=4373

restyling grafico del forum (luglio 2013)
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=2386.0



ADMIN OFF]






Un saluto a tutti, sono Claudio e mi sono presentato nella sezione apposita. Non vorrei fare subito il mio primo post off-topic quindi chiedo ai moderatori se è meglio che scriva qui del progetto che sto studiando per una rivista dedicata ai ciclisti urbani oppure se è meglio aprire un nuovo tread in cui possono spostare questo messaggio cancellando queste ultime righe. In pochissime parole l'idea è quella di fare una rivista scritta dai ciclisti che usano la bici da città, elettriche e pieghevoli per muoversi in città, quindi una cosa dal "basso" e non una di quelle riviste pompose con giornalisti famosi, dottori, federazioni, associazioni (di cui naturalmente ci si occuperà visto che sono importanti). Chi scrive in questo forum sarebbe già l'autore perfetto per articoli sulle bici pieghevoli, test su strada dei nuovi modelli, articoli un po' più pratici sulla manutenzione, ecc... Stavo pensando anche a una forma di partnership con questo forum che diventerebbe il punto di riferimento delle pieghevoli a cui punterebbero i link della rivista. Vorrei precisare fin da subito che il progetto sarà sottoposto in autunno all'editore con cui collaboro da anni e che quindi non è sicuro possa vedere la luce in tempi brevi perché fare bene una rivista del genere richiede tempo e specialmente soldi e in questo periodo quando parli di euro, tutti hanno paura di rischiare! Anche il modo in cui farla richiederà una fase di attenta valutazione perché i modelli possono essere diversi: a pagamento in edicola ogni mese, gratuita stampata distribuita come free press, solo su internet e tablets gratuita o a pagamento. Io lavoro da quasi vent'anni nel mondo dell'editoria, il mio progetto più recente è la rivista per far pratica con l'inglese SpeakUp che trovate in edicola e su iPad con edizione apposita che curo personalmente (cercate "Speakup mag" su app store), questo solo per dirvi che non sono uno sprovveduto! Ovviamente, compatibilmente con il mio scarsissimo tempo libero, do la mia disponibilità per aiutarvi per quanto riguarda la promozione del forum, ovviamente una rivista a diffusione nazionale sarebbe veramente una grandissima promozione per tutti e specialmente per le nostre città, più ciclisti ci saranno, più le amministrazioni locali e il Governo dovranno darci attenzione!

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« Ultima modifica: Luglio 28, 2013, 11:20:03 pm by occhio.nero »



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una rivista sulla bici urbana?
« Risposta #1 il: Agosto 18, 2012, 11:24:39 pm »
Idea interessante... Ma mi chiedo se non ci sia già qualcosa sul mercato.
Mi viene in mente BC della FIAB (anche se non la conosco bene)..... tra l'altro nella copertina di questo mese c'è una Brompton! (mentre nella copertina che riporto sotto, credo si parli proprio di ciclismo urbano)

http://www.rivistabc.com/

Anche perchè il rischio è di esaurire gli argomenti ben presto se ci si vuole limitare a questo campo (ed è per questo che immagino la sopra citata rivista cerca di affrontare il tema della bici a 360gradi: dalla città al viaggio, etc etc )


Ma ben vengano altre riflessioni.  :)


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« Ultima modifica: Agosto 18, 2012, 11:28:44 pm by occhio.nero »
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una rivista sulla bici urbana?
« Risposta #2 il: Agosto 20, 2012, 12:02:41 am »
Innanzitutto ringrazio per lo spazio e la discussione ad hoc.
Ovviamente conosco BC come gran parte delle riviste estere anglofone che hanno nei ciclisti urbani il loro argomento principale, è raro riuscire a trovare un terreno vergine che non sia mai stato "coltivato" prima. Di fatto in Italia esistono molte riviste sulle bici, il nostro paese ha una grande tradizione in proposito, ma solo BC si avvicina a quanto ho in mente.

La bici usata in città solo ora sta prendendo una connotazione di massa e l'intermodalità che permettono le pieghevoli è ancora tutta da sviluppare, c'è sicuramente terreno molto fertile per la loro diffusione di massa tra i pendolari urbani e suburbani, questo vuol dire che nei prossimi anni ci sarà molta gente che cercherà informazioni per capire che modello di bici scegliere, quali accessori, come fare la manutenzione, che escursioni fare, come usare al meglio l'intermodalità, ecc...
E la concorrenza serve anche a questo, fare il prodotto migliore per convincere i lettori che la tua rivista (in questo caso) vale la pena di essere letta.

Per gli argomenti credo che l'ultimo dei problemi sia cosa scrivere: credo che potrei fare timoni per almeno un anno di uscite... :)
Il problema principale sarà invece quello di avere belle foto perché i servizi fotografici costano moltissimo e se li si vuole fare bene richiedono una lunga preparazione.

Vi segnalo tre riviste estere che sono tra i miei modelli:
La canadese Momentum: http://momentummag.com disponibile (a pagamento) anche su iPad
L'americana Bicycletimes: http://www.bicycletimesmag.com disponibile (a pagamento) anche su iPad
La francese CityRaide: http://www.cityride.fr è gratis e potete anche leggerla (se sapete il francese) on-line

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« Risposta #3 il: Agosto 23, 2012, 11:11:27 pm »
mmmm... le foto si scattano, gli articoli si scrivono...
dicci cosa ti risponde il tuo editore  ;)

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una rivista sulla bici urbana?
« Risposta #4 il: Settembre 15, 2012, 12:51:09 am »
Un aggiornamento sulla questione "rivista". L'ho proposta al mio editore, non ha detto no ma nemmeno si, in questi casi una risposta può arrivare dopo mesi e non vorrei perdere troppo tempo, non sono il tipo che aspetta che arrivi qualcosa dal cielo seduto. Quindi... stavo pensando di coinvolgere chi qui sul forum ha voglia e tempo di partecipare al progetto facendo insieme un po' di ragionamenti ad alta voce che si spera possano diventare qualcosa di concreto.

Normalmente nell'editoria tutto è segreto, top secret! ma penso che un progetto del genere debba necessariamente partire dal "basso", nel senso buono del termine, ovvero chi usa la bici tutti i giorni e non gli "esperti" con tanto di tesserino da giornalista che guardano tutti dall'alto al basso (niente contro i giornalisti, io lo sono per primo anche se pubblicista).
Quindi diciamo che vedrei il progetto come un "open source", ovviamente c'è il rischio che un editore "veloce" (o come li chiamo io gli "squali"), copi e incolli quanto qui scriviamo per fare la "rivista del vero pieghevolista", c'è tanta improvvisazione in Italia, a tutti i livelli, quindi c'è sempre da aspettarsi di tutto.

Alcuni di voi mi hanno già scritto in privato entusiasti dell'idea e spero che molti altri, compresi i moderatori di questo ottimo forum, possano contribuire, ovviamente chi già scrive molto qui dentro è avvantaggiato perché è allenato ad esprimere la propria passione con le parole, purtroppo tanti sono espertissimi ma poi faticano per i motivi più vari a mettere nero su bianco le loro vaste conoscenze.

Quindi, per chi vuole, inizierei con alcune domande per capire la vostra opinione in proposito:
1) Rivista come?
-su carta + in digitale su tablet e web
-solo in digitale su tablet e web
2) Gratuita o a pagamento?
3) Se gratuita pensate che ci sarebbero abbastanza inserzionisti in Italia disposti ad investire?
4) Se a pagamento, quanto sareste disposti a pagare per una versione su carta e per una su tablet?
5) Che periodicità? mensile o bimestrale?
6) Quale "modello" vi piace di più di riviste già esistenti? (vi propongo alcuni nomi ma se ne avete altri basta scriverli)
-http://www.ciclosfera.com (Spagna) - su web e carta - (gratuita)
-http://www.cityride.fr (Francia) - su web e carta - (gratuita)
-http://momentummag.com (Canada-USA) - su iPad e carta (a pagamento ma su iPad costo abbonamento molto basso)
http://www.bicycletimesmag.com (USA) - su iPad e carta (a pagamento ma su iPad costo abbonamento molto basso)
Personalmente apprezzo i contenuti della spagnola Ciclosfera anche se proporrei in ogni numero più recensioni di bici e accessori e mi piacerebbero più interviste ai produttori, designer e negozianti/ciclofficine.
7) Io pensavo che la rivista dovrebbe parlare di tutte le bici urbane ma con un taglio maggiore sulle pieghevoli, una scelta suicida?

Per concludere preciso che questa non è una "ricerca di mercato" nascosta, non c'è nessuno dietro di me, sono un pieghevolista come voi che da 20 anni lavora nell'editoria e si è messo in testa di fare una rivista di ciò che lo appassiona e non è la prima volta che abbino passione ed editoria: 20 anni fa ho fatto una rivista di musica, poi ne ho fatta una di treni, tram e metro con annesso sito e siccome non c'è due senza tre ora sarebbe il turno delle bici, specialmente pieghevoli :) E se il mio editore rifiuterà il progetto semplicemente passerà ad un altro senza escludere che possa farla direttamente io come editore in prima persona (con la rivista di musica lo sono stato per 10 anni quindi ho esperienza in proposito...)

Un saluto a tutti.
Claudio

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Offline Madeira

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una rivista sulla bici urbana?
« Risposta #5 il: Settembre 15, 2012, 09:42:22 am »
Perché una rivista?
Basterebbe estendere il forum in blog, no? Si potrebbero approfondire temi di interesse comune aumentando anche la capacità di aggregazione.

In ogni caso, non ho mai creduto che un forum o un blog fossero di tutti quelli che partecipano. Già il fatto che esistano amministratori e moderatori detta una linea "editoriale" e spetta a loro valutare le reazioni a temi e richieste tipo quello postato.

Personalmente credo che iniziative di questo tipo, chiaramente con prospettiva commerciale, o sono sposate in pieno dalla governance del forum oppure devono essere portate avanti in altri luoghi (fisici o in rete).

É solo la mia opinione.

Ciao


Inviato dal mio iPad con Tapatalk HD

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« Risposta #6 il: Settembre 15, 2012, 10:55:19 am »
Riviste sulle bici ci sono  già sul mercato.
Sicuramente  cartacee, online non lo so. Ma se, ad esempio,  BC decidesse (se non lo ha già fatto) di trasferirsi parte o tutta on line, avrebbe già una redazione e dei contenuti pronti per il salto.

L'unico modo per  differenziarsi ipotizzo sia di  specializzarsi sulle pieghevoli, sviluppando i temi sulla falsariga di quanto già fatto sul forum.
La rivista avrebbe già un bel terreno dissodato su cui coltivare il proprio futuro. Dovrebbe solo preoccuparsi di sistematizzare/riorganizzare le informazioni dentro alle singole discussioni (parecchie delle quali già potrebbero essere "direttamente" convertite in  articoli).
Era un po' quello che proponevo io quando aprii questa discussione:
"Gestione topic molto lunghi? (megatopic)"

In questa maniera, a mio avviso, si potrebbero raggiungere tutte quelle  persone che non hanno interesse/pazienza/capacità di consultare un (il)  forum.

Rimane però un problema di fondo: di chi è la proprietà delle informazioni raccolte in questo forum? Chi avrebbe diritto a godere degli eventuali proventi di una attività commerciale come quella ipotizzata in questa discussione?

Segnalo la discussione:
Pubblicità sul forum?
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=2149

E' anche vero che la questione  dell'intermodalità è in continua espansione, di pieghevoli ne stanno uscendo decine e decine di modelli, non è facile orientarsi, la materia è nuova...... insomma.....  se non ci pensiamo ora noi, qualcuno un giorno farà il passo (magari attingendo senza ritegno dalla esperienza di questa piattaforma).

Una idea che mi viene in mente per salvare "capra e cavoli" potrebbe essere quella di ampliare questo spazio realizzando una sezione a pagamento consultabile da palmare/smartphone/ipad/..... Una applicazione da scaricare dal mercato windows, mac, android.
Così manterremmo viva (e gratuita) la piattaforma del forum (senza la quale ogni rivista rischierebbe di scollarsi dalle reali necessità degli utenti), ed apriremmo una via a chi, per pochi euro al mese, preferisce avere subito  informazioni "digerite ed  organizzate".


Che ne pensano gli altri?  ???

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« Ultima modifica: Settembre 15, 2012, 11:05:09 am by occhio.nero »
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Offline Jimmy

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« Risposta #7 il: Settembre 15, 2012, 11:03:59 am »
l'idea di leggere e sfogliare (ma anche solo in versione digitale...ecologia!) una rivista prettamente dedicata alla versione pieghevole della bicicletta mi incuriosisce molto...e sarei d'accordo con chi sostiene che il contenuto da pubblicare andrebbe pescato dall'enorme materiale già postato quà nel forum dalla sua apertura: per qaunto riguarda i proventi....bhò...nn avrei la minima idea, penso che si dovrebbe eleggere una redazione precisa di tot elementi, che si dividono i proventi e..le responsabilità giuridica della testata....a quel punto i contributi di ciascuno avranno come unico luogo di sfogo solo il forum come sino adesso, sulla rivista andranno solo le scelte della redazione....ma non avendo esperienza diretta editoriale mi appello a voi^
baci&Bici....

ps: se avete bisogno di qualcuno che scriva delle bozze (le corregga!) o si diverta a scrivere degli articoli etc...bhè...colpo di campanello da bici e son subito da voi ;)

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Dahon Vitesse D7 HG....Full HG!!B-)

Offline metrosur

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« Risposta #8 il: Settembre 17, 2012, 02:35:38 am »
Vorrei cercare di chiarire alcuni punti:
- Un forum e una rivista sono due cose totalmente diverse per come gli argomenti sono trattati, scelti e sviluppati. Un forum chiede ai lettori di interagire, è più faticoso da leggere e da scrivere, in pochi hanno la voglia, la capacità e la forza di farlo, una rivista ti da un "menù" già pronto, facile da consultare, ideale per chi non ha tempo di approfondire troppo attraverso internet.
- I lettori di un forum e i lettori di una rivista si sovrappongono solo in parte e questa parte sono i più appassionati.
-Un forum e una rivista possono convivere rinforzandosi l'uno con l'altro perché una può portare lettori all'altra e viceversa ampliando il numero dei più appassionati.
-Una rivista per vivere ha bisogno di un editore che rischia mettendoci soldi, mezzi ed esperienza perché ciò avvenga, ovviamente la rivista deve avere una base commerciale. Un editore deve guadagnare, quindi ci deve essere pubblicità e/o vendite delle singole copie. Nessuno lavora gratis, mi sembra quasi assurdo dirlo ma in Italia spesso si pensa che debba essere fatto tutto gratis salvo quando sono gli altri a farlo per te e non al contrario! Fare una rivista, di qualsiasi tipo sia, richiede generalmente un lavoro a tempo pieno, almeno per il direttore e/o il caporedattore, voi lo fareste gratis?
-Il forum non è un fonte da cui fare copia e incolla, ripeto, un forum e una rivista sono due cose diverse. Per una rivista ci vuole un taglio meno ondivago, dispersivo (è nella natura stessa del forum esserlo anche se Occhio.nero fa un ottimo lavoro di riordino quotidiano) e più diretto, ci vogliono le foto, si fanno delle scelte editoriali, si crea un timone con rubriche fisse e articoli diversi ad ogni numero studiando prima la miglior linea editoriale perché poi ogni numero sia coerente con il precedente.
-Dal forum una rivista può "attingere" alcuni suoi partecipanti perché scrivano articoli, recensioni e schede tecniche appositamente secondo una scelta dettata dal direttore e della redazione. Chi scrive come collaboratore esterno viene normalmente pagato per il suo lavoro anche se non moltissimo visto che le spese sono tante e le entrate mai troppe e arrivano dopo mesi e mesi.
-Altre scelte sono ovviamente tutte legittime ma diverse dal fare una rivista. Per esperienza una rivista on-line solo su schermo non ha futuro, in pochi hanno voglia di leggere una rivista dovendo stare seduti davanti al computer, le riviste devono essere su carta o su tablet oppure, meglio ancora, su entrambe (ad avere i soldi).

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« Ultima modifica: Settembre 17, 2012, 02:37:50 am by metrosur »

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una rivista sulla bici urbana?
« Risposta #9 il: Settembre 17, 2012, 10:37:15 am »
Ciao metrosur, sto leggendo questo topic in silenzio da un po' di giorni, non riesco a farmi una idea precisa sulla bontà di un progetto simile. Riesco però ad applicare quella che è la mia esperienza nel mondo dell'editoria digitale e non. Ho abbandonato il mondo dell'editoria da quasi un decennio e già l'aria che si respirava era pesantuccia, non so quale sia la situazione oggi, occupandomi principalmente di raccolta pubblicitaria vedo una gran difficoltà da parte delle concessionarie per arrivare a chiudere un numero senza svaccare con i costi delle pagine. È innegabile e i dati sono pubblici, che oggi l'unico mezzo (pubblicitario) che funziona è il web, una rivista digitale oggi potrebbe sembrare prematura, ma una rivista cartacea la vedo veramente il passato.
Argomento da approfondire :-)

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« Risposta #10 il: Settembre 17, 2012, 10:54:18 am »
nella mia totale ignoranza esprimo le stesse perplessità: avviare un progetto su carta lo vedo assai problematico, considerato che c'è già BC.
Considerato anche  tutto quello che si trova (più o meno gratuitamente) su internet?

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« Risposta #11 il: Settembre 17, 2012, 11:02:14 am »
Ad oggi gli editori sopravvivono solo ancora con la carta, la rivista che faccio per iPad da quasi due anni (quindi siamo stati dei pionieri), nonostante sia nella top 100 delle app su app store della apple che guadagnano di più non potrebbe fare a meno della versione cartacea, solo con i proventi della versione digitale non si avrebbero che 1/10 delle entrate necessarie a mantenerla in vita. Pensate alle tante che sono alla posizione 1000 o 10.000....
Tutte le riviste che ho dato come esempio esistono anche su carta, un motivo ci sarà...
Ovviamente le riviste su tablet sono il futuro ma si stima che per almeno altri 10 anni la carta in Italia sarà ancora quella che trainerà le vendite delle riviste più popolari, quelle di nicchia passeranno al digitale prima, le stime parlano di 5/8 anni.
Il problema delle versioni digitali è che i lettori si aspettano siano gratis o costino pochissimo, peccato che i costi redazionali sono gli stessi delle versioni su carta e anche quello che si risparmia sulla stampa viene girato ai vari "negozi" di Apple e Google, quindi per un editore una rivista digitale costa uguale a una cartacea ma rende molto meno! quindi il digitale che si pensava potesse salvare l'editoria in realtà sta dando la mazzata finale ai piccoli e medi editori, stiamo tornando agli anni 50-70 del secolo scorso in cui esistevano solo i grandi editori, tutti gli altri indipendenti avranno le briciole. Questo per dire che una rivista su bici urbane è destinata fin da subito ad essere di nicchia e per sopravvivere dovrebbe avere costi di realizzazione bassi e una buona raccolta pubblicitaria, senza queste condizioni il progetto è destinato a non avere lunga vita.
Rispondendo a occhio.nero: il fatto che ci sia già BC non vuol dire niente, di ogni argomento ci sono più riviste, siti, forum, ecc... funziona chi fa il prodotto migliore, si chiama concorrenza!

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« Ultima modifica: Settembre 17, 2012, 11:06:03 am by metrosur »

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« Risposta #12 il: Settembre 17, 2012, 08:16:33 pm »
Proprio oggi mi è capitata sotto mano un numero passato della rivista "ciclismo".


Le pagine dedicate alle bici da corsa mi sembra prevalgano, ma c'è spazio anche per le MTB. Ho trovato  perfino un articolo sulla scorsa manifestazione nazionale  di salvaiciclisti  :o. Un tentativo per diversificare l'offerta ed allargare il mercato?

Da una prima, veloce impressione, mi hanno colpito due cose: gli approfondimenti tecnici negli articoli (la presentazione dei modelli di bicicletta è spesso accompagnata da prove in laboratorio e relativi "diagrammi") e la qualità delle foto.

Focalizzandoci quindi solamente sulla produzione di materiale (tralasciando cioè impaginazione, stampa e distribuzione), una volta individuati i temi da trattare (e qui il forum può essere una miniera), nella mia ignoranza, ipotizzo sia necessario individuare (almeno):
1) una redazione
2) un giornalista/pubblicista che scriva l'articolo
3) un "tecnico" (un laboratorio?) esperto di biciclette , che supporti le informazioni con dei "numeri"
4) un fotografo che arricchisca con immagini di qualità

Riassumendo, persone che fanno questo di mestiere, inquadrate in un contratto lavorativo.
Come può un forum essere coinvolto per arrivare ad un prodotto finito che valga la pena di "prezzare"?
Entrare a far parte della redazione? Ma in quali termini? Un conto è l'impegno volontario (ritagliato fuori dal proprio orario lavorativo) che ognuno di noi profonde nella partecipazione al forum..... un conto sono le scadenze di una rivista e le riunioni redazionali.
Una svolta professionale che non è da tutti e non è per tutti.

Fermo restando che uno può sviluppare singoli contatti senza la necessità di aprire questa discussione, credo che una strategia più ambiziosa sia quella di puntare ad una collaborazione più ampia.
Il forum potrebbe quindi essere preso in considerazione:
1) per individuare temi ed eventuali collaborazioni "spot"
2) come canale pubblicitario più o meno esclusivo.

Riassumento, secondo me, forum e rivista non sono incompatibili. Anzi.
Il primo potrebbe beneficiare del lavoro di sistematizzazione che solo una rivista può elaborare con competenza e continuità.
La seconda potrebbe, viceversa, attingere al forum per mantenersi in contatto con la realtà, con le esigenze quotidiane degli utilizzatori e le loro sollecitazioni ....  ed eventalmente utilizzarla come vetrina pubblicitaria  (una volta chiarito se e a quali condizioni).
Ovviamente le due entità si dovrebbero mantenere indipendenti, garantendo agli utenti del forum la massima libertà di espressione, anche su eventuali divergenze di opinione rispetto agli articoli pubblicati su carta.
Uno scambio reciproco che può diventare un interessante esperimento... sempre a condizione che la rivista non venga schiacciata da eventuali logiche "coloniali" di inserzionisti senza scrupoli.


Ma questa... come al solito è solo la mia idea.  ;)

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« Ultima modifica: Settembre 17, 2012, 09:47:40 pm by occhio.nero »
Federico
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pedaliamo, pieghiamo, moltiplichiamoci

Offline ivox

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una rivista sulla bici urbana?
« Risposta #13 il: Settembre 17, 2012, 10:32:17 pm »
Premetto che questa discussione mi piace e che è un buon modo per tracciare una linea di pensiero dei partecipanti, tecnici o meno.
Indipendentemente da cosa esista sul mercato credo che vada analizzato il momento storico dell'editoria e degli editori, oggi in 5/10 minuti chiunque sappia minimamente utilizzare la rete e un programma di video scrittura può diventare "editore" del suo argomento preferito. Tralascio il mio pensiero su "sarà un bene o un male?" Ma mi concentro sul dato di fatto, è così, la rete è piena di servizi che facilitano la pubblicazione di contenuti, gli strumenti tecnologici per creare riviste digitali sono sempre più alla portata della popolazione mediamente istruita, i forum sono lo strumento di condivisione per eccellenza e i blog sono sempre più fonte di informazione.
Cosa rende speciale un forum? Per quanto mi riguarda la libertà di espressione libera da vincoli editoriali, giusto per essere ancora più chiaro in questo forum (come in altri) non c'è nessuno che ti può prendere per le orecchie se scrivi che i pedali della brompton 2011 fanno pena perché l'editore (Federico) non ha il problema di dover difendere un inserzionista.
Quando si afferma che il mercato si "evolverà" in 5/8 anni vuol dire non aver ben chiaro che sono cambiati i moltiplicatori che movimentano lo sviluppo tecnologico e le abitudini delle persone, tanto per dare un confronto popolare 5/6 anni fa non esisteva l'iPhone, oggi è sotto il naso di tutti cosa è cambiato in 5 anni.
5 / 8 anni è un periodo troppo lungo per fare previsioni, una cosa è certa non sarà la carta il futuro e mi pare che le analisi del mercato a breve termine lo confermano.

In buona sostanza, sono fortemente dubbioso sulla realizzazione di una rivista cartacea così come di una digitale.
Credo che l'unica forma di organizzazione dei contenuti in cui mi spenderei è quella di un blog, gratuito al pubblico, che funga da semplice raccoglitore e che lasci la libera espressione in un forum contiguo.

È la mia semplice idea che si ricollega al discorso sulla pubblicità sul forum fatto qualche tempo fa.



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Offline metrosur

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una rivista sulla bici urbana?
« Risposta #14 il: Settembre 17, 2012, 11:38:30 pm »
Quando si afferma che il mercato si "evolverà" in 5/8 anni vuol dire non aver ben chiaro che sono cambiati i moltiplicatori che movimentano lo sviluppo tecnologico e le abitudini delle persone, tanto per dare un confronto popolare 5/6 anni fa non esisteva l'iPhone, oggi è sotto il naso di tutti cosa è cambiato in 5 anni. 5 / 8 anni è un periodo troppo lungo per fare previsioni, una cosa è certa non sarà la carta il futuro e mi pare che le analisi del mercato a breve termine lo confermano. In buona sostanza, sono fortemente dubbioso sulla realizzazione di una rivista cartacea così come di una digitale.
Credo che l'unica forma di organizzazione dei contenuti in cui mi spenderei è quella di un blog, gratuito al pubblico, che funga da semplice raccoglitore e che lasci la libera espressione in un forum contiguo.
È la mia semplice idea che si ricollega al discorso sulla pubblicità sul forum fatto qualche tempo fa.

5/8 è un tempo, nemmeno così preciso che tiene conto dell'adozione dei tablet nelle famiglie italiane, non ho fatto io questi calcoli ma tengono conto del ritmo di diffusione, se poi ci fosse qualche fattore esterno, tipo l'introduzione delle scuole obbligatoria (ma per ora è fantascienza) il trend si potrebbe anche velocizzare. I calcoli tengono anche conto dell'età della popolazione, chi ha oltre i 60 anni non ama generalmente i tablet ma preferisce leggere libri e riviste su carta, invece per la maggioranza dei giovani leggere una rivista su carta è una cosa che non hanno mai fatto. Ad oggi il mercato digitale sostiene gli editori per una minima percentuale che in media è solo del 5%, vuol dire che se vuoi vendere e diffondere la tua rivista stamparla significa ancora il 95% delle vendite e diffusione.
  Ovviamente il 95% del mercato delle riviste su carta si riduce ogni anno e non tutto viene travasato sull'edizioni tablet, semplicemente la gente in Italia ogni anno legge sempre meno e in modo sempre più superficiale.

Per occhio.nero: una redazione "leggera" per mantenere i costi bassi vuol dire:
-Nessuna redazione fisica con segretaria, scrivanie, affitto ufficio, ecc... bisogna usare la tecnologia ci sono le videoconferenze che si possono fare, per esempio, anche con l'iPhone e l'iPad, c'è internet per scambiarsi i materiali, ecc...
-Un solo direttore/caporedattore che gestisca a tempo pieno la rivista (unica persona a tempo pieno) che può lavorare da dove gli pare.
-Qualche decina di collaboratori esterni, ognuno esperto di un settore che si occupino per ogni numero di scrivere un articolo per l'area che gli compete.
-Qualche fotografo per le immagini
-Qualche illustratore per dare un tocco in più (in Italia si fa troppo poco uso di illustratori nelle riviste)
-Un art director/grafico per progetto e realizzazione grafica
-Un agenzia pubblicitaria che faccia la raccolta pubblicitaria (o struttura interna in caso di editori che ne hanno una)

Realizzare una rivista e/o un sito internet è una lavoro che richiede esperienza, chi si improvvisa fallisce.
Questo forum è ottimo e ben organizzato ma come dicevo nei post precedenti è molto, molto diverso da come potrebbe essere una rivista e concordo che un'eventuale rivista potrebbe avere come forum ufficiale questo (lasciandolo totalmente indipendente e libero, ovviamente) e viceversa.

Un'ultimo appunto: una rivista seria scrive che i pedali della Brompton fanno schifo (è un esempio, non lo scrivo perché lo penso!) anche se nella pagina successiva c'è la pagina pubblicitaria dell'azienda inglese. Una rivista seria al massimo concede agli inserzionisti ulteriori spazi redazionali per parlare di altri loro prodotti o articoli d'approfondimento (per esempio un articolo con un viaggio in Nuova Zelanda fatto con le Brompton come sull'ultimo numero di Bycle Times), ci sta è nell'ordine delle cose.


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