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Autore Topic: Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)  (Letto 18111 volte)

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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #15 il: Aprile 02, 2013, 10:57:26 pm »
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Donne e bici. Casalinghe e lavoratric?i autonome battono impiegate ed insegnanti
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=3297

Donne e bici: vietata la bicicletta alle donne (Islam, Corea del Nord)
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=3829

Donne e bici: Le "info ladies" portano internet in bicicletta nei villaggi remoti
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=3118


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In Arabia Saudita le donne potranno andare in bicicletta



In Arabia Saudita le donne potranno andare in bicicletta. A patto, però, che siano accompagnate da un parente di sesso maschile e che non li usino come mezzi di trasporto ma solo per svago. In Arabia Saudita avviene quindi una rivoluzione a due ruote: le donne potranno utilizzare finalmente la bici.

‘Le donne sono libere di andare in bicicletta - si legge sul quotidiano saudita al-Yaum che cita una fonte della Commissione per la promozione delle virtù e la prevenzione del vizio - a patto che siano vestite in modo modesto e che sia presente un guardiano in caso di cadute o incidenti’ E si intende per guardiano il padre, il marito, il fratello o il tutore della donna. La fonte della notizia è coperta da anonimato, ma ha precisato che alle donne non è consentito utilizzare né biciclette né tantomeno buggy come ‘mezzi di trasporto’, ma solo in momenti di svago. Ricordiamo, infatti, che alle donne non è concesso utilizzare nemmeno la macchina.



La notizia delle donne dell’Arabia Saudita alla guida della bici non è stata accolta bene da tutti ‘La nostra preoccupazione è per il traffico e per il rispetto delle normative’, ha commentato Ali al-Zahrani, portavoce dell'Ente per la circolazione stradale della provincia orientale del regno. Da Samia al-Bawardi, alla guida di una ong per le vittime di incidenti stradali, è già arrivato un appello alle donne affinché stiano alla larga dalle bici. ‘Indossare l'abaya (tradizionale veste delle donne saudite) e guidare in modo non appropriato può provocare terribili incidenti’, ha detto al giornale.

fonte foto e notizia ENG: http://stream.aljazeera.com/story/201304022007-0022651
fonte: http://mobilita.ecoseven.net/bici/rivoluzione-a-due-ruote-in-arabia-saudita-si-alla-bici-alle-donne
« Ultima modifica: Agosto 23, 2013, 08:07:34 pm by occhio.nero »
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Offline pierfa78

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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #16 il: Aprile 03, 2013, 12:45:25 pm »
:D

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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #17 il: Aprile 27, 2013, 02:34:43 pm »
Juliana Buhring, gira il mondo in bicicletta per difendere donne e bambini



NAPOLI - Girare il mondo in bici per lanciare un messaggio di consapevolezza. L’ho incontrata durante la manifestazione “Arti Energetiche in Movimento”, a cura della art director Manuela Ariota, svoltosi il 24 aprile 2013 al Museo del Sottosuolo di Napoli (piazza Cavour, 140) di cui era testimonial. Fisico atletico, quello regalatole da ben 29mila chilometri percorsi in bicicletta, sguardo terso, energia vulcanica e sorriso pronto a contagiare. E’ Juliana Buhring, classe 1972, attivista a favore dei diritti dei bambini. Quelli cresciuti in organizzazioni estremiste o in ambienti isolati, ma anche di tutti coloro cui la guerra o altre situazioni di estremo disagio e violenza hanno rubato l’infanzia.

UN’ESPERIENZA AGGHIACCIANTE
Lei che ha vissuto sulla propria pelle il dolore di vivere in una comunità/setta, “The Children of God” (i bambini di Dio) chiusa in se stessa, dedita ad un culto che millanta di voler fondere i precetti del Cristianesimo con la filosofia comunista. Una sedicente fusione spinta fino alle estreme conseguenze dove il concetto di “abolizione della proprietà privata” non risparmia nemmeno l’intimità delle persone, costringendole ad una condivisione di tutto e ad ogni costo Da questa fase della sua vita nasce un libro “Not without my sister” di cui è coautrice con Celeste e Kristina Jones, figlie dello stesso padre. Il libro uscirà in Italia a maggio con il titolo “Essere innocenti”, edito da Menthalia, che racconta di una lotta per sopravvivere e fuggire da una comunità perversa che, lungi dal mettere in atto amore e perdono, pratica una cura “attraverso tortura fisica e mentale, controllo del pensiero, pornografia, prostituzione, atti terrificanti ed abuso sessuale. Era loro negato l’accesso all’istruzione formale e alle cure mediche, erano forzate a vagare per le strade mendicando denaro, ed erano picchiate spietatamente per ‘crimini’ come leggere un’enciclopedia”, come scrive la stessa Juliana.

OBIETTIVI: DARE SPERANZA E FAR ASSUMERE CONSAPEVOLEZZA DI SE’
Per cercare di dare speranza all’infanzia violata e negata Juliana, il 23 luglio scorso, intraprende una circumnavigazione del globo in bicicletta, partendo proprio da Napoli, sua patria adottiva. Ben 29mila chilometri, attraverso 18 Paesi, 4 continenti e 6 grandi montagne, per lanciare alcuni messaggi importanti.
“Avevo tre obiettivi – racconta Juliana. Il primo era quello di raccogliere fondi a favore della Save Passage Foundation operante a favore dei bambini. Il secondo: dimostrare che tutti possono compiere imprese straordinarie se ci credono, anche una persona normale come me”.
Già, perché Juliana non è un’atleta che si allena da anni, bensì una neofita che delle due ruote sapeva poco e niente. Quando ha deciso di diffondere questi messaggi in giro per il globo si è armata di buona volontà e tenacia ed in otto mesi si è preparata fisicamente (ed emotivamente) al suo tour de force in bici attorno al mondo.
“I limiti – continua Juliana – sono soprattutto nella testa. Il corpo segue ciò che la mente decide e di cui è convinta”.
Il suo terzo messaggio ha come protagoniste le donne e lei si rivolge innanzi tutto a loro per poi passare agli altri.
E’ un messaggio che parla di consapevolezza, quella di se stesse, del proprio valore e della propria forza.
Un messaggio che le sprona ad accettare le sfide ed ad aprirsi alla vita, guardando il mondo con occhi nuovi, e non cedendo il passo alla rassegnazione ed a chi le vuole ingabbiare in ruoli rigidi e precostituiti.
“Il mondo - evidenzia – è un posto meno pericoloso di quello che vogliono farci credere”. Del suo viaggio, che non è stato esente da momenti di grande difficoltà, ricorda i visi e l’accoglienza calorosa, una serie di piccole e grandi storie che adesso sta raccogliendo in un nuovo libro, in fase di stesura, perché “meritano di essere raccontate”.

PROSSIME SFIDE
Dopo la tappa al Museo del Sottosuolo, dove ha voluto sostenere sia il tema dell’ecosostenibilità, lei che ha scelto un mezzo ecocompatibile per eccellenza, in quanto ad emissioni inquinanti zero, sia la mission generale del Museo, che l’ha ‘stregata’ per la sua atmosfera che parla di antichità e di vite che laggiù si sono avvicendate, come sottolinea lei stessa, la sua prossima impresa è una gara chiamata Transcontinental Race, che parte il 2 agosto da Londra e terminerà ad Istanbul.
“Tra i check point da attraversare – dice - c’è lo Stelvio nelle Alpi. Il totale dei km da percorre è di 3200 circa”. Anche lì sarà l’unica donna ad affrontare la sfida. Nel frattempo, però, vorrebbe organizzare la tappa partenopea del Rapha Women’s 100, una manifestazione che parte dalla Francia e che, in contemporanea in varie parti del mondo, vedrà almeno 100 donne percorre 100 chilometri in bici in un giorno. L’appuntamento è per il 7 luglio.

di Tania Sabatino

Foto | http://www.tipitosti.com/
Fonte | http://www.cinquew.it/articolo.asp?id=14368
Lorenzo - Tern Link P9

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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #18 il: Settembre 29, 2014, 10:37:16 pm »
Interessante articolo sulla differenza di genere fra i ciclisti americani e canadesi

http://www.theglobeandmail.com/life/relationships/is-there-a-gender-gap-among-commuting-cyclists-the-numbers-are-stark/article20677701/

chi si vuole divertire a tradurre decentemente..  ;D
Lorenzo - Tern Link P9

Offline boccia

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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #19 il: Settembre 13, 2016, 01:21:20 pm »
A molti di noi è capitato di sentirsi chiedere domande sulle "ruotine" adottate dalle nostre strane bici... impacchettabili.

- ma com'è andare con le ruote piccole?
- ma non si va più piano?
- ma si fatica di più, vero?
- e in salita? in discesa? in curva?

Ebbene, questa notizia finalmente metterà fine ai pregiudizi sulle ruote di diametro ridotto...  ::)
Una atleta americana ha battuto il record mondiale di velocità in bicicletta dietro motore, e per farlo ha scelto una bici modificata con ruote da 17" e una trasmissione monomarcia a scatto fisso con moltiplica intermedia, dal portentoso sviluppo metrico di 125 piedi (circa 38 metri con una pedalata!). Ha raggiunto 147 miglia orarie, oltre 236 km/h. Per saperne di più potete leggere l'articolo su Bikeradar:
http://www.bikeradar.com/us/women/news/article/woman-sets-147mph-paced-cycling-record-48099/



PS adesso, quando il curioso di turno, pensando di saperla lunga, sogghignando vi chiederà se con le vostre ruotine non siate condannati a velocità da lumaca e cadenze da criceto, saprete cosa rispondere...  ;)

Potere ai piccoli! (cit.)  ;D

Offline nino#

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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #20 il: Settembre 13, 2016, 01:38:07 pm »
Wow  :o

Che strana, poi, quella trasmissione...!
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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #21 il: Settembre 13, 2016, 02:08:55 pm »
E' l'unico modo per ottenere lo sviluppo metrico necessario senza ricorrere ad una sola corona enorme.  ;)

Offline nino#

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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #22 il: Settembre 13, 2016, 02:24:04 pm »
E già, che poi sarebbe stata impossibile da montare con quelle ruotine...  :D
Avrebbe toccato per terra:
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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #23 il: Settembre 13, 2016, 02:46:07 pm »
da notare anche la pinza del freno a disco installata sulla corona posteriore

Offline Vittorio

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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #24 il: Settembre 13, 2016, 04:05:01 pm »
Più il secondo freno sul cerchione posteriore... Merita di leggere il testo linkato da boccia, che descrive anche le modalità delle corse: la bici viene trainata fino a una certa velocità (in effetti spuntare da fermo con quel rapporto sarebbe impossibile) e per rallentare rimane in scia dalla velocità massima fino a 100 mph, poi l'auto si allontana e si sfrutta la resistenza aerodinamica per rallentare ulteriormente prima di azionare i freni...

Vittorio
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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #25 il: Settembre 13, 2016, 04:32:02 pm »
... se ho capito bene non viene trainata in senso letterale, cioè meccanicamente, ma solo aerodinamicamente: il robo colorato di verde vicino alla parte alta della forcella poggia sul paraurti del Range che accelera in maniera non lineare ma a step fino a raggiugere la velocità di record (secondo accordi gestiti in tempo reale fra ciclista e pilota), poi rallenta a mò di freno fino alla velocità nella quale è sicuro procedere a frenatura autonoma.
Quello che mi spaventa è stare immediatamente dietro a 20 quintali di alluminio lanciati a 230 orari senza vedrci assolutamente nulla ... a me fa paura già stare in bici dietro ad un autobus a 30 orari senza almeno trenta o quaranta metri di distanza di sicurezza. Passi che in quel deserto difficile che al Range capiti un ostacolo improvviso ... ma la rottura delle crociere dell'albero di trasmissione è sempre una brutta esperienza ...
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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #26 il: Settembre 13, 2016, 04:56:21 pm »
fino ai 140 km/h circa viene letteralmente tirata: se così non fosse credo che lo sforzo necessario a vincere l'inerzia iniziale renderebbe vano qualunque tentativo.

Per quel che riguarda lo stare in scia invece io non lo trovo così drammatico, specie quando chi guida è consapevole di avere qualcuno attaccato e si è assistiti da un bumper, dalla videocamera posteriore, schermi laterali, etc..

Offline TicioTIX

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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #27 il: Settembre 13, 2016, 05:08:03 pm »
Che dire, io avevo interpretato in modo diverso quel "The bike has a front bumper built into the frame, which can push up against a complementary piece on the vehicle", e pensavo al fatto che, passi pure lo scatto fisso, ma non avrebbe senso tutto quel balletto (cit.) per arrivare alla velocità di record: mi tiri fino al record e finisce lì. Visto che peraltro non mi pare che ci sia (o io non trovo) un regolamento che dica fino a che velocità tu possa tirarmi e per quanto io poi debba tenere la velocità in autonomia per omologare il record. Io la vedevo come una gara tipo il Keirin, dove il derny ti apre il vento ma non ti tira in nessun modo.
Sul pericolo non pensavo ad un errore del pilota, ma ad un grippaggio del motore o a una rottura dell'albero di trasmissione, che su quel tipo di auto (4WD permanente) può avere effetti devastanti, tipo bloccaggio ruote o ancoraggio al suolo ...  :o
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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #28 il: Settembre 13, 2016, 05:30:03 pm »
hai capito benissimo, ma il bumper serve solo per andare a contatto con l'auto come il rullo posteriore in alcuni derny, che in questa situazione sarebbe un po' troppo rischioso.

Citazione
"We are trying to get up to speed as fast as possible in the first mile before I drop the tow," Mueller told BikeRadar. "Then we have until mile three to get up to ultimate speed. Between mile markers three and four is where I am being timed."

Quel "before I drop the tow" indica chiaramente il "mollare la presa del traino"  ;) :)

Avevo compreso che ti riferivi ad eventuali noie meccaniche sul Range Rover, però immagino gli diano una bella controllata.  :D

Offline nino#

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Re:Donne e bici (integrazione, discriminazione, divieti, ...)
« Risposta #29 il: Settembre 13, 2016, 05:33:59 pm »
Comunque, come gare di velocità, io preferisco quelle con le recumbent senza motori di mezzo...

Lo so, sono un romantico, ma il fatto che ci sia necessità di un motore per me è come se si "sporcasse" la purezza del mezzo a trazione umana...  ::)
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Tags: cultura