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Autore Topic: a studio e lavoro in pieghevole (problemi e strategie ufficio, scuola, università)  (Letto 62619 volte)

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Offline b.saso93

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io posso solo dirti che oggi mi è stato interdetto l'ingresso alla biblioteca centrale dell'università di pavia perchè il regolamento non prevede l'ingresso di "colli ingombranti"....
credo che prenderò provvedimenti, non posso tollerarlo

Offline Hopton

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Fölle mi dispiace, io sono decisamente più fortunato, ieri il mio capo mi ha incrociato mentre uscivo dal mio ufficio portandomi la brompton piegata (che durante il giorno metto sotto la scrivania) e ha borbottato un "spettacolare!".
Nel tuo caso io direi che se qualcuno ESPLICITAMENTE ti fa problemi ti conviene provare a vedere se puoi infilarla in qualche angolino o sgabuzzino dove dia meno nell'occhio, ce ne sono sicuramente ovunque. Anche io mi riprometto di trovare un angolino alternativo per i giorni di pioggia, in cui evito per rispetto di metterla grondante d'acqua sotto la scrivania dell'ufficio, e finora l'ho legata in cortile sotto una tettoia, ovviamente sempre con un po' di ansia, anche se in teoria gli ingressi sono controllati...
Mario
"La città è fatta per le persone, non per scatole di metallo". (Ayfer Baykal, assessore all'ambiente, comune di Copenhagen)
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Offline Jimmy

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a quanto pare, c'è a chi và molto, ma moolto peggio!!:-S

Mercoledì 15 maggio 2013
Lettere al Corriere della Sera pag.41

Lavoro negato

"Nella città in cui vivo, Piacenza, mi è stato negato un lavoro perché non possiedo la macchina, ma la bicicletta e la struttura è in periferia. Il datore di lavoro dovrebbe preoccuparsi del mio cv e della mia esperienza, peraltro pluriennale, e non di come mi reco al lavoro. Il timore di chi mi ha negato il lavoro è stato il maltempo che mi avrebbe potuto impedire di recarmi al lavoro. A parte ombrelli e corriere, ho fatto la pendolare molti anni e gli agenti atmosferici non mi hanno mai fermato. Anche queste sono dunque le «pari opportunità». "
Dahon Vitesse D7 HG....Full HG!!B-)

Offline Fölle

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Grazie Hopton
Ragionandoci su durante il weekend un paio di angoli interni dove poter mettere la bici chiusa (e lucchettata) li ho trovati, proverò ad utilizzarli sperando di non essere cacciato.. Anch'io mi faccio molti "problemi" quando piove e la bici può sporcare, però non la lascerei mai in giardino/cortile dopo che mi hanno rubato l'altra, ecco, piuttosto andrei a lavoro a piedi.

Sulla storia del "lavoro negato".. ..io credo che la coerenza delle proprie decisioni, nel tempo, sia una caratteristica estremamente rara da trovare tra la gente in questi ultimi anni, ed è per lo meno da apprezzare dal mio punto di vista!
Un datore di lavoro che impone simili richieste, senza che l'auto sia esplicitamente richiesta per lo svolgimento del lavoro, lo fà con il solo intento di assicurarsi che il lavoratore succubi ad ogni necessità dell'azienda.. ..io in queste circostanze ad un colloquio avrei educatamente girato i tacchi, disoccupato, ma coerente.. ..poi io sono sicuramente una persona difficile, ma chi c'ha perso in quella situazione è senz'altro il datore di lavoro!  8)
"Lascia che la pace della natura entri in te, come i raggi del sole penetrano le fronde degli alberi. Lascia che i venti ti soffino dentro la loro freschezza e che i temporali ti carichino della loro energia, allora le tue preoccupazioni cadranno come foglie in autunno"
(John Muir)

Online Vittorio

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"Nella città in cui vivo, Piacenza, mi è stato negato un lavoro perché non possiedo la macchina, ma la bicicletta e la struttura è in periferia. Il datore di lavoro .....

Da piacentino, mi vergogno io per lui

Vittorio

Dahon Vitesse D7 (ex "Due Calzini")

Offline Brivido

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Situazione lavorativa
Brivido.............. Brompton M3L black, brooks B17 special honey, Schwalbe Marathon

Offline jeby

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Con grande stupore di tutti i colleghi. Tra l'altro non sono l'unico pieghevolista, c'è un collega con hoptown che per primo mi ha indicato la Mu Uno come sua preferita.

Inviato dal mio Galaxy Nexus con Tapatalk 2

Mu Uno+ con cambio automatico Sram Automatix e cinghia Gates Carbon Drive

Offline giacca

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La mia nuova Hoptown riposa sotto la mia scrivania.... ;)

Fiero Neo-Pieghevolista!!  8)




Offline mng3

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Ciao a tutti gli amici pieghevolisti.

La mia esperienza è un po' diversa da quella vostra, nel senso che io per lavoro devo spaziare nel territorio di due province: Venezia e Rovigo, più varie puntate a Padova. Oltre a ciò, io abito a Lido: un'isola lunga e stretta che separa la laguna di Venezia dal mare. Questo significa che io solo per andare alla mia sede principale di lavoro - Mestre - devo già prendere due diversi mezzi pubblici, e cioè il vaporetto e l'autobus. Poi da Mestre mi sposto. Fino a poco fa avevo un'auto a disposizione e con quella mi muovevo. Sempre peggio, nel senso che sempre più patisco i viaggi in auto: mi stressano e fra l'altro sono stati fonte di salassi non indifferenti, l'ultima delle quali è stata una multa da 210 Euro per ingresso non autorizzato nella ZTL di Padova (ho distrattamente e stupidamente seguito un taxi, fino a quando mi sono trovato in pratica a ridosso della zona pedonale del centro di PD).

Ecco le mie impressioni per le mie prime settimane da pieghevolista intermodale "spinto".

1. Organizzazione. Fondamentale per chi spesso deve raggiungere i clienti a domicilio. Ho studiato gli orari dei treni (Regionali e Regionali veloci: per fortuna dalle mie parti ce ne sono) individuando degli "hub" raggiungibili dalla stazione di Mestre, da cui poi ripartire vuoi con degli autobus vuoi direttamente in bicicletta. E quindi ho affinato l'organizzazione degli appuntamenti per zone.

2. Scelta della bici e dell'attrezzatura. Adesso dirò una cosa che potrà apparire una bestemmia: la questione del peso della pieghevole è - entro certi limiti - abbastanza relativo. Cioè: è vero che una bici da 9 kg è più leggera di una da 11/12 kg, ma è anche vero che i momenti in cui si deve sollevare il mezzo si riducono in *pochi secondi* all'interno di una giornata. Sono quei pochi secondi in cui prendo la bici di peso e salgo o scendo dal mezzo pubblico, visto che anche in stazione arrivo direttamente al binario pedalando (ci sono le scale per passare dai sottopassaggi in superficie, ma in quasi tutte le stazioni volendo c'è pure l'ascensore). Quindi la differenza di prezzo fra un modello ultralight e un modello "normale" come quello che poi ho preso io (Tern "Frecciarossa"), non sempre è giustificato alla luce dell'uso effettivo che s'intende fare della bici. Molto importante invece è stata - per me - la presenza di un adeguato numero di cambi. Francamente, ammiro chi utilizza delle pieghevoli monomarcia, ma non li capisco. Pur all'interno di un territorio piatto che più piatto non si può, io mi trovo comunque ad affrontare cavalcavia, ponti, avallamenti, oppure semplicemente sono un po' stanco e preferisco un rapporto più leggero. Ho avuto la fortuna di trovare una "Frecciarossa" che finora non m'ha dato nessun fastidio, si piega velocemente, l'ingombro è ridotto, e poi come un po' tutti mi diverto a suscitare la curiosità di quelli che ti fermano per chiederti informazioni, scoprendo che un mezzo come questo non paga il bliglietto. Ieri ho incrociato - prima volta! - una bromptoniana sul treno da Rovigo a Mestre, e ci siamo scambiati le relative impressioni. Anche lei era alle prime armi. Anche lei entusiasta. Per quanto riguarda l'attrezzatura, io giro col casco e con uno zaino sulle spalle contenente in pratica tutto il necessario per lavorare. Uno zaino Ferrino da 35 litri, che generalmente riempio con cinque/sette chili di materiale, computer compreso, più una maglia di ricambio. Ho delle polo della Montura in materiale speciale antibatterico, ultratraspiranti. Di conseguenza alla peggio cambio la maglietta, ma normalmente mi passo un asciugamanino di microfibra per togliere il sudore e sono pronto per l'appuntamento. Per quanto riguarda i pantaloni, uso quelli con la zip a metà coscia: pedalo a gambe scoperte e poi quando devo incontrare qualcuno mi rimetto il pezzo sotto. Il mio prossimo acquisto sarà comunque il portapacchi posteriore: lo zaino mi dà abbastanza fastidio.

3. Preparazione fisica. Io personalmente non credo che la vita del pieghevolista sia per tutti. Ma è un cane che si morde la coda: se tu sei sedentario con la pancia non puoi fare il pieghevolista, ma se non vuoi più essere sedentario con la pancia allora l'intermodalità con la pieghevole può fare per te. Alla fine della fiera, è una questione di scelte e di volontà. Ad ogni modo, io cerco di regolarmi col mangiare: l'abbiocco postprandiale non fa proprio per il pieghevolista. Fortunatamente non ho mai bevuto alcol, e quindi parto già avantaggiato. Diciamo anche che un chiletto l'ho pure buttato giù in queste prime settimane di bici pieghevole, ma questo è dovuto - io credo - ai chilometri percorsi (una media di una ventina al giorno).

4. Sensazioni. Mi sento bene. Mi sento bene e - udite udite - non ho dovuto rallentare il ritmo lavorativo! Questo è dovuto essenzialmente all'organizzazione e al fatto che adesso non faccio più le stupidate tipiche del lavoratore automunito, che magari riceve una telefonata da un cliente alle 18:00 e percorre 40 km per raggiungerlo mezz'ora dopo. Adesso il cliente è pregato di aspettare il giorno dopo o due giorni dopo, oppure cerchiamo di risolvere la questione a distanza. Qui devo anche dire che sono fortunato: la totalità delle persone con le quali ho parlato della bici pieghevole - clienti compresi - ha compreso perfettamente. La gran parte di essi ha espresso ammirazione, aggiungendo però "io non ce la farei" (chissà perché, 'sta storia del muoversi con la bici viene spessissimo introiettata come fosse una domanda: "tu lo faresti"?). Una piccolissima parte s'è detta entusiasta. Due persone hanno anche preso i primi contatti con i rivenditori per vedere di acquistare la loro bici pieghevole.

Ecco qui la mia storia. Sto già pensando ai mesi invernali, giacché ho intenzione di utilizzare l'intermodalità sempre e comunque.

Aggiungo alcune foto della mia Tern in varie pose.

Ciao a tutti.

Luigi - mng3

Il primo viaggio da Bologna a Mestre: direttamente nello scompartimento:


Aspettando il treno alla stazione di Mestre (casco e zaino/ufficio al seguito):


Appena sceso dal treno alla stazione di San Donà di Piave:


Nello spazio per biciclette del Regionale Veloce per Rovigo (la catena è d'obbligo...):


In stazione a Rovigo (sullo sfondo, passa un Frecciarossa):


Offline davidesalerno

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Una curiosità... che modello è lo zaino della Ferrino? Sudi tanto con queste temperature?
"Se sei forte mentalmente vai ovunque. Se sei in difficoltà preghi, e Dio arriva", Patrick Plaine
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Offline mng3

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Una curiosità... che modello è lo zaino della Ferrino? Sudi tanto con queste temperature?

Il modello è il Freney 33. Sono un grandissimo appassionato di montagna (già istruttore di sci alpinismo, non "esercito" da anni per vari motivi ma vado su appena posso), e quindi di zaini ne ho una decina. Questo m'è sempre piaciuto moltissimo: lo ritengo uno dei migliori usciti dalla Ferrino, nella sua categoria.

Per quanto riguarda il sudore, io sono sempre stato un "sudatore professionista", però devo dire che ho imparato a conoscermi e so che - come capita a moltissimi - se non forzo sudo molto di meno, in qualsiasi contesto. La stessa cosa in bici: a circa 20 kmh sudo meno che se camminassi, poi invece mi scateno: tiro a tutta e non sudo, però appena mi fermo divento una fontana ed è difficile fermarmi. Ad ogni modo - come ho già scritto - coll'abbigliamento tecnico e un asciugamanino in microfibra risolvo tutti i miei problemi.

Ciao!

Luigi - mng3

Offline davidesalerno

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Grazie... anche io sono un sudatore professionista

Sulla Brompton con la C-Bag riesco anche ad andare a velocità sostenute per brevi tratti senza sudare. Sulla Tern in questi giorni sto provando le borse e gli zaini che ho in casa ma non sono molto adatti e stavo quindi meditando se acquistare uno zaino da trekking di quelli con rete che crea un'intercapedine tra schiena e zaino (tipo Loweapline AirZone per intenderci) piuttosto che l'attacco klickfix ed una borsa... solo che vorrei evitare di prendere qualcosa come la C-Bag che mi leghi mani e piedi all'utilizzo di una bici e preferirei per l'appunto qualcosa di più versatile e riutilizzabile anche in altre occasioni o con altre bici.

Davide
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Offline roby67

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  • roberto tern p9 frecciarossa
Io invece ho iniziato a marzo 2013 ad andare al lavoro con bici pieghevole...comprato tern p9 frecciarossa...25 minuti di treno...3.5 km  dalla stazione torino lingotto  al lavoro..da percorrere in 10 minuti...non di piu...altrimenti arrivo in ritardo..diciamo che meno parecchio...e in questi periodi si suda di piu..ma non c`é problema..visto che quando arrivo al lavoro mi devo cambiare...lavatina e via...si parte.sulla bici pieghevole ho tolto il cavalletto..messo attacchi pedali da mtb..e sul treno la lego con lucchetto...al lavoro parcheggio interno x bici..uso catena e lucchetto grande...uso pantaloni da ciclista...maglia traforata e sopra maglia da ciclista a zip lunga...casco e occhiali..tempo risparmiato con la tern p9 frecciarossa al giorno 92 minuti...praticamente al mattino dormo di piu..e prendo il treno dopo...la sera arrivo a casa 50 minuti prima...diciamo anche che ho la passione x la bici da corsa...quindi pedalare mi fa piacere e mi fa stare bene.

Offline maurelio79

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Ciao a tutti, io ho una Brompton da quasi un mese e per ora sono molto soddisfatto.
In realtà sto provando l'intermodalità questa settimana per la prima volta e devo dire che non mi sta pesando per nulla.

Io abito a Verona, quindi una città relativamente piccola. Abito a 10Km da lavoro e sin'ora ho fatto tutto in bici sia andata che ritorno.
Lavorando su turni però, ho optato per una pieghevole proprio perchè smontando da un turno di notte, come questa settimana, non me la sento di fare 10KM in bici in mezzo al traffico e preferisco smezzare il viaggio facendo bus(7KM) + bici(3KM), anche all'andata.

In termini di tempo, rispetto a solo auto ci perdo qualcosina (ma si parla di 10/15 minuti, quindi trascurabili) bici e bici+bus i tempi si equivalgono, solo bus (e devo anche prenderne due) i tempi aumentano di non poco.

Viaggio con una C-Bag, nella quale ho giacca per la pioggia, maglietta di ricambio, deodorante, profumo, salviettine rinfrescanti, kit foratura, cover per la bici (in orari dove il bus è un pò più affollato la copro), bretelle notturne: pedalare col corpo totalmente libero non ha prezzo. :-)

Concludo dicendo che addirittura i 3km che mi faccio la mattina alle 07.30 dopo il turno di notte, mi piacciono molto, li trovo rilassanti e "spensierati".
Quindi, W la pieghevole!!  ;D

Offline occhio.nero

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  • hai voluto la vita?... e mo' pedala!
    • il mio nome è al termine del mio viaggio
« Ultima modifica: Agosto 06, 2013, 01:42:37 pm by occhio.nero »
Federico
Tikit; DahonMuP24; Nanoo; DashP18; BromptonS6L
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