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Autore Topic: Nuova IF Move  (Letto 37242 volte)

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Offline occhio.nero

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Nuova IF Move
« Risposta #30 il: Luglio 23, 2013, 06:42:30 pm »
Di questa IF Move mi colpisce molto l'assimmetria e il fatto di essere "monobraccio" sia davanti che dietro, è una soluzione che consente sicuramente di risparmiare qualche cm e nei miei vari voli pindarici su una mia personale idea di pieghevole ideale questa soluzione sarebbe ai primi posti!
Ci sono altre pieghevoli che la utilizzano?

pieghevole con telaio monobraccio asimmetrico
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=5807

Linkback: http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=4187.0
Federico
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Nuova IF Move
« Risposta #31 il: Luglio 28, 2013, 07:32:22 pm »
PARTE I

Eccomi qui con la mia recensione. Spero che sia utile visto anche che non se ne trovano in giro su questa bici, neanche in inglese, se non solo qualche breve pagina di presentazione di qualcuno che l'ha semplicemente provata a qualche fiera; non ho trovato nulla scritto da qualcuno che l'abbia effettivamente posseduta e usata.
Voglio anticipare che io sono un ingegnere meccanico che lavora nel campo della progettazione e delle lavorazioni per asportazione di truciolo quindi magari mi soffermero' su particolari costruttivi che potranno sembrare noiosi a qualcuno...ma ho la passione per questo genere di cose quindi mi fa piacere notarle e farle notare. 

Voglio fare inoltre una doverosa premessa, questa bici e' fatta per persone che cercano oggetti costruiti con amore in modo "umano", questo significa allo stesso tempo "perfezione" ma anche piccole "imperfezioni". L'industrializzazione e l'automazione dei processi industriali al giorno d'oggi porta spesso a oggetti qualitativamente quasi perfetti, frutto di processi di produzione di massa in serie numerose e con attrezzature da milioni di euro che permettono un prezzo finale relativamente basso. Tutto questo ha un solo neo (a mio modo di vedere), la spersonalizzazione dell'oggetto: probabilmente ne troveremo milioni uguali in giro per il mondo e in piu', come sempre piu' spesso accade, probabilmente ne troveremo di altre marche assolutamente identici, questo perche' in definitiva le fabbriche da cui escono sono sempre le stesse.
La Pacific Cycles e' una casa relativamente piccola rispetto ad altri giganti anche del suo stesso paese (vedi Giant o Merida), le bici sono assemblate praticamente a mano da operai esperti che si prendono il tempo di cui hanno bisogno. Molto spazio e' dato alla ricerca e allo sviluppo di bici innovative e particolari. Il marketing e' praticamente assente, e' una casa che non mira a crescere o espandersi, mira solo a fare bici ben costruite e sopravvivere senza la necessita' di ingigantirsi, caso raro nell'economia attuale in cui l'unico obiettivo sembra essere la continua e costante crescita. A tal proposito invito a guardare il video dell'intervista a Guorge Lin (fondatore della casA) che ho postato in questo thread.

Questa bici ha un prezzo sicuramente elevato (1900$ alla casa, 1599£ dal rivenditore inglese Fudges Cycles, circa 1850 EUR, a conti fatti, per farla arrivare in Italia tutto compreso) rispetto a molte "concorrenti" dello stesso "segmento". Uso le virgolette in quanto a dover essere puntuali la bici non ha affatto "concorrenti" in quanto assolutamente unica. E' una bici progettata da zero all'interno della Pacific Cycles e, al di la di freni, cambio, manopole ecc., molto e' "custom", il telaio soprattutto. E' "custom" non solo perche' ha forma diversa dai comuni telai di bici pieghevoli e non, ma soprattutto in quanto costruito in modo del tutto diverso con molte parti lavorate a CNC, innumerevoli saldature complesse ben eseguite e assemblato, come potrete vedere, con precisione praticamente al decimo di mm. Senza contare il meccanismo di piega che e' unico, brevettato e completamente diverso da quanto esistente sul mercato oggi.
Tutto questo penso che giustifichi il prezzo cui viene venduta. E' una bici particolare, che viene costruita da una fabbrica particolare per persone particolari (non per forza ricche badiamo bene, io per esempio fate conto che non ho nemmeno un'automobile...). La bici non e' perfetta, ha piccoli "difetti" ma la si ama come si ama una persona che in quanto tale mai potra' essere "perfetta". Ho sempre pensato che cio' che rende uniche le persone sono proprio i loro "difetti" che sono propri e particolari per ognuno al mondo.

Ma non voglio annoiarvi oltre, passiamo alla bici. Vi descrivero' aspetti negativi e positivi sperando di essere il piu' oggettivo possibile.
Poiche' posseggo anche una If Mode, che e' praticamente la progenitrice di questa bici, e' probabile che spesso faccia qualche paragone con questa.

Non ho foto dello scatolo e della sua apertura, ma non vi perdete niente. Vi racconto com'e' e facciamo prima.

Come anticipato, la Pacific Cycles praticamente quasi non fa marketing, pubblicita' o altro. Questo si rispecchia anche nel materiale informativo che si trova nella scatola ovvero praticamente niente. La bici e' ben imballata in una scatola di cartone con all'esterno il disegno della sua sagoma da chiusa. Dentro la bici e' tutta interamente assemblata e protetta con pluriball e pellicola trasparente attaccata su tutto il telaio per proteggere la verniciatura. Non c'e' un libretto di istruzioni, gli unici libretti che si trovano sono quelli del cambio e dei freni (sono quelli originali della Sram, praticamente loro comprano i componenti per assemblare la bici e danno i libretti all'utente finale)


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tutto questo per me e' un "difetto", da italiano sono abituato a una buona presentazione del prodotto, mi piace quando trovo un bel libretto di istruzioni, con belle illustrazioni, ben scritto ecc. anche se di fatto spesso inutile (come sarebbe effettivamente i questo caso) ma pazienza, qui non c'e', me ne faccio una ragione.
Come dicevo la bici e' completamente assemblata, pure le ruote sono gonfie alla giusta pressione, teoricamente la si puo' aprire e usare.
Un'altra cosa che troverete nella scatola e' un barattolino di vernice con pennellino per i ritocchi (fondamentale)


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Partiamo subito con i difetti riscontrati alla prima apertura. Il primo e' purtroppo evidente, lo stesso che riscontrai subito nella If Mode, speravo avessero risolto ma nulla mi sembra cambiato se non di poco: la qualita' della verniciatura. Purtroppo quest'ultima e' debole e si distacca facilmente, in alcuni punti, dall'alluminio del telaio. Gia' appena aperta la prima volta si e' pizzicato un angolino, nulla di grave per carita', ma certo non e' quello che cerco in una bici da 1800 euro e passa. Mi rimbocco le maniche e con il barattolino di colore in dotazione (purtroppo sapevo bene il perche' viene dato fornito...) ritocco il punto. Per fortuna ad oggi non ho avuto altri problemi e il ritocco tiene e non si vede molto:


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Il secondo difetto era che, da chiusa, la bici non scorreva in quanto la ruota posteriore risultava bloccata. Il motivo era che nel movimento di chiusura evidentemente il filo del freno posteriore veniva in qualche modo tirato, seppur di poco, e quindi di consegenza la ruota risultava frenata. Problema facilmente risolto agendo sull'apposita manopolina di regolazione (e' bastato allentarlo molto poco), adesso tutto scorre perfettamente.

Terzo difetto era che spesso da chiusa, nel modo di spingerla per trasportarla, capitava che le due ruote si staccassero (a tenerle chiuse e' un magnete nel mozzo) e che la bici quindi si aprisse. Da subito mi e' sembrato difficile che si trattasse di un problema di debolezza del magnete in quanto e' lo stesso della If Mode che ha ruote piu' grandi e pesanti e che non mi si e' mai aperta durante il trasporto. Studiando meglio la questione ho capito che praticamente i magneti non si arrivavano a toccare a causa dello spessore dei raggi dei due mozzi, problema facilmente risolto smontando il magnete della ruota anteriore e posizionando una rondella dietro in modo da farlo sporgere di piu'.


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adesso le ruote si chiudono perfettamente, i raggi non s toccano e i magneti sono a contatto.


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Prima di parlare delle impressioni su strada vorrei descrivere nel dettaglio tutti i particolari di questa biciletta iniziando con delle delle foto che mostrano la bici nel suo complesso, aperta e piegata


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TELAIO E MECCANISMO DI PIEGA

Il telaio e' realizzato in alluminio 7005 con alcune parti in 6061, ma non viene specificato quali parti dunque non so dare dettagli in merito. Si tratta di un telaio prevalentemente a sezione rettangolare con una parte tonda nel triangolo monobraccio posteriore, molte parti sono lavorate a CNC


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il tutto presenta numerose saldature devo dire di notevole complessita' per il posizionamento delle parti e realizzate con grande cura.


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alla fine il complesso risulta molto preciso come si puo' vedere da questi particolari


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La forcella anteriore e' monobraccio per permettere la chiusura completa ed e' costituita praticamente da un unico pezzo retto a sezione vagamente ellittica


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se la si guarda di fronte si vede che la forcella non e' perpendicolare al terreno ma presenta un angolo di inclinazione, di conseguenza anche l'asse della ruota non e' perpendicolare alla forcella ma e' inclinato in modo che la ruota risulti correttamente posizionata in modo perpendicolare al suolo


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La cerniera che collega la forcella al resto del telaio e permette alla ruota anteriore di sterzare e' di dimensioni generose e non presenta assolutamente nessun gioco.


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La parte superiore, realizzata a CNC, costituisce la maniglia che si utilizza per trasportare la bici quando e' piegata.
L'altezza del manubrio non e' regolabile essendo la forcella costituita da un unico pezzo rigido.


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Il monobraccio posteriore e' secondo me uno spettacolo per occhi attenti


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Si vede che tutto il lavoro e' stato svolto con l'obiettivo di avere il minore ingombro possibile sull'asse ruota. Sono riusciti a integrare sullo stesso lato il freno e la trasmissione. In tutte le bici con freni a disco che ho visto, il disco osteriore si trova sempre dal lato opposto alla trasmissione, qui, per ovvi motivi, (per rendere possibile la particolare piega) hanno dovuto mettere tutto da un lato e ci sono riusciti alla grande con un lavoro di progettazione devo dire eccellente.


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Guardate questo dettaglio dell'incavo in cui trovano lo spazio per girare le viti del mozzo ruota


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e guardate in genere quanto sono ristretti gli spazi tra le componenti in movimento e il telaio, questo e' possibile solo se c'e' una grande precisione nell'assemblaggio e nella realizzazione delle saldature


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La parte centrale del telaio include la sede per il cannotto della sella, che ha un generoso diametro di 34,9 mm, con una parte decorativa anodizzata color oro che fa pendant con il colore della scritta "If" ripetuta sul telaio e della leva per azionare il meccanismo di piega.


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Questi particolari e' possibile averli, come riporta il sito ufficiale, anche in altri colori.

Il cannotto ha una scala graduata marcata a laser in modo da poter ritrovare velocemente l'altezza giusta.


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In vari punti sono collocati dei fori filettati che immagino i progettisti si siano riservati per poter pensare a successivi accessori come parafanghi, portapacchi ecc. Scelta molto semplice e intelligente e che mancava nella If Mode il che ha reso complessa la realizzazione di accessori aggiuntivi per quel modello.


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Tutti i fili di comando sono disposti in modo ordinato e hanno le loro sedi di passaggio all'interno del telaio anche qui dimostrando un ottimo lavoro di progettazione, anche in considerazione del fatto che la bici si piega con un movimento abbastanza complesso ed e' necessario che ogni filo rimanga al posto giusto per non interferire con il movimento.


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I fili del freno posteriore e del cambio sono inoltre tenuti insieme da una guaina in modo che rimangano sempre ordinati al posto giusto


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Il meccanismo di piega e' costituito da due cerniere, una centrale di dimensioni generose che permette di "spezzare" il telaio in due e una in corrispondenza dell'attacco della forcella che permette di far compiere a questa una rotazione di 90 gradi rispetto alla parte centrale del telaio. La manovra viene azionata da un'unica leva centrale che sblocca il meccanismo


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Tutto il movimento e' guidato da dei link che permettono di far posizionare tutte le parti correttamente durante tutta la manovra di piega.


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Tale meccanismo e' stato inventato da Mark Sanders (inventore della Strida), e' lo steso della IF Mode ed e' contraddistinto dall'acronimo IF che significa "Intergated Folding", il tutto e' brevettato dalla Pacific Cycles. Non e' stato ancora copiato credo semplicemente perche' troppo complesso da realizzare e registrare se non si hanno le competenze giuste. Per poter funzionare bene infatti necessita di grande precisione di tutte le parti e assemblaggio perfetto.


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Nuova IF Move
« Risposta #32 il: Luglio 28, 2013, 07:35:08 pm »
PARTE II

MANUBRIO E COMANDI

Il manubrio e' costituito da una parte centrale nella quale si innestano le due estremita' con le manopole. Il concetto e' lo stesso della IF Mode ma il meccanismo e' stato modificato in parte migliorandolo e in parte peggiorandolo. Nella prima serie della IF Mode le due estremita' si innestavano nella parte centrale e il bloccaggio avveniva solo grazie a un pulsantino in ottone che si andava a posizionare in un'apposita sede, questo particolare e' ripetuto identico qui. Purtroppo questo sistema da solo era del tutto inadeguato in quanto lasciava molto gioco tra la parte centrale e le estremita' e si logorava presto. Nella seconda serie della IF Mode (la mia) il pulsantino era stato sostituito da due manettini a vite che garantivano un bloccaggio decisamente migliore a prezzo di una minore praticita'. Qui e' stato ripreso il meccanismo dei bottoncini piu' che altro per assicurare la giusta posizione e per sicurezza (impedisce alle estremita' di poter uscire) ma e' stato intergato con due grossi dadi di bloccaggio laterali, da azionare a mano, che stringono un collare in materiale plastico attorno all'estremita' inserita nella sede centrale rendendo il tutto molto rigido (anche se ho notato che un piccolissimo gioco rimane).


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Quello che non mi piace e' che le due estremita', una volta sganciate, rimangono a penzoloni tenute solo da un filo in acciaio. Nella IF Mode c'e' un sistema per cui si piegano in modo rigido rimanendo ben ferme. Credo che con un po' di sforzo si poteva fare di meglio, di sistemi di bloccaggio rapidi ed efficaci se ne potevano pensare decine, peccato, sembra che su questo punto sia stato fatto un lavoro molto sbrigativo.
 
Le manopole sono ottime, morbide e con buon grip, le leve freno sono le AVID FR-5 e il comando del cambio e' lo SRAM X7 9 Speed Twister a manopola. Mi sembra tutto piu' che dignitoso. 


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TRASMISSIONE

La trasmissione e' costituita da una corona a 44 denti con una protezione doppia costituita da due dischi di copertura in alluminio che evitano ai pantaloni di incastrarsi nella catena in movimento e danno una certa protezione contro lo sporco. Il gruppo pignoni e' della Sturmey-Archer (oggi SunRace) da 11-25 denti. Il tutto corredato da una catena shimano HG53.


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Il cambio e' uno SRAM X7 a 9 velocita', corpo in alluminio e azionamento 1:1, anche questo direi piu' che dignitoso per questa bici.


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I pedali sono pieghevoli, non molto compatti se devo essere sincero. Credo che su questa bici starebbero bene dei pedali in alluminio tipo quelli montati sulla Strida che si aprono a "farfalla". Devo pero' dire che questi, grazie alla dimensioni generose, garantiscono un ottimo appoggio. Il meccanismo di apertura e chiusura e molto agevole e veloce e una volta aperti hanno una rigidezza praticamente uguale a quella di un pedale fisso.


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FRENI

I freni sono a disco sia all'anteriore che al posteriore. I dischi sono da 170 mm e le pinze sono le Avid BB5 che mi sembrano molto versatili. In particolare ho apprezzato la manopolina di regolazione delle pastiglie, che era assente nelle pinze della IF Mode che si dovevano regolare con la chiave a brugola, e la possibilita' di cambiare le pastiglie senza dover smontare la pinza.


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CAVALLETTO

Il cavalletto e' a scomparsa nel tubo della sella, la soluzione non e' nuova, e' gia' stata vista nella Giant Clip, un'altra bici pieghevole e non so se non esistesse gia' prima. Nonostante sia molto scenografico a vedersi, sembra il tipico dispositivo da ispettore Gadget,  non e' granche' pratico soprattutto a bici aperta. Per poterlo utilizzare infatti e' necessario che la sella sia posizionata tutta in basso, questo non e' un problema a bici chiusa, quando questa e' la posizione normale della sella, e anzi e' fondamentale averlo, diversamente non saprei come potrebbe mai essere appoggiata. Per la bici aperta diventa invece laborioso, ogni volta che la si vuole poggiare, abbassare completamente la sella. Bisogna inoltre stare attenti a mettere la sella perfettamente in linea perche', se leggermente ruotata, la bici tende a sbilanciarsi da un lato o dall'altro rischiando di cadere.


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Visto che e' presente un foro filettato sul telaio anche sotto immagino metteranno a disposizione come opzione anche un cavalletto standard.

RUOTE

La ruote sono da 20 pollici, i cerchi sono della ALEXRIMS in alluminio anodizzato nero con gli occhielli in acciaio per i raggi, questi ultimi hanno un diametro di 2 mm. 


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Gli pneumatici sono i DTH della Maxxis che nascono per BMX. la Misura e' 20x1.5" (38-406), credo possano essere tranquillamente montati anche i famosi Schwalbe Kojak che sono da 20x1.35" (36-406) ma non credo di voler sostituire nulla in questo momento.

Il battistrada sembra abbastanza scorrevole ma, allo stesso tempo, con adeguati intagli per l'evaquazione dell'acqua in caso di strada bagnata.


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LUCI

Il "pacchetto" originale non prevede luci, quelle che vedete le ho scelte e montate io in quanto ritengo quest'accessorio fondamentale. All'anteriore ho messo una Lezyne Mini Drive che avevo gia' sull'IF Mode e con la quale mi ero trovato benissimo. Il montaggio e' stato semplicissimo utilizzando uno dei due attacchi forniti nella confezione.


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Al posteriore ho messo una Cygolite HotShot (credo unica luce posteriore in commercio ad avere un led da 2W) che avevo sempre sulla IF Mode. Qui il montaggio e' stato piu' laborioso in quanto la fascetta originale era troppo piccola per il diametro del cannotto reggisella. Mi sono quindi costruito un piccolo supportino in alluminio per montare la luce direttamente sotto la sella


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credo che alla fine il risultato sia decisamente piu' solido del supporto originale sul quale ho trovato sempre commenti negativi nella varie recensioni che ho letto sul web.
Entrambe le luci sono a LED, sganciabili e la batteria e' ricaricabile tramite porta USB.


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« Risposta #33 il: Luglio 28, 2013, 07:37:04 pm »
PARTE III

TEST SU STRADA

Anche qui mi tocca fare alcune premesse. La prima e' che la bici l'ho usata ancora solo poche volte (ce l'ho da una settimana) e che per poter esprimere un giudizio complessivo e' necessario farne un uso continuo che al momento, dato il caldo, non e' fattibile. Vi aggiornero' in futuro su come s comporta la bici dopo averla stressata un po'. La seconda e' il tipo di utilizzo che ne faccio, sostanzialmente io non uso la bici per portarla su mezzi pubblici o treni in quanto qui a Palermo aspettiamo ancora che lo stato decida di investire su qualcosa che si chiami trasporto pubblico, dunque non staro' qui a parlarvi, anche se mi piacerebbe, di come e' facile portarla sull'autobus o di come si piega velocemente per non perdere il treno. Io sto nella categoria di persone che acquista una bici pieghevole principalemente perche' necessita di qualcosa da poter salire e "archiviare" facilmente a casa (qualsiasi bici lascio in strada viene rubata, e' solo questione di tempo). Oltre questo, il mio spostamento casa-lavoro si svolge su un mezzo aziendale da 9 posti che sta in un garage a circa 3 km da casa mia (il posto di lavoro invece sta a 65 km...), quindi la bici la uso per andare al parcheggio, la piazzo piegata nel portabagagli del mezzo e ma la porto dietro. Si capisce pero' che metterla in un portbagagli di un furgone non e' come doverla portare dietro in autobus o treno, per me i problemi di ingombro sono molto meno determinanti.

Detto questo vorrei parlare, prima di ogni altra cosa, della piega. Il meccanismo e' molto semplice essendoci praticamente solo una leva ad azionarlo. Se vedete i video su youtube vi accorgerete come e' possibile piegare la bici molto velocemente con un gesto rapido e deciso, bene, dimenticatevelo soprattutto le prime volte se no distruggete tutto (soprattutto la verniciatura). Intanto la prima operazione da fare e' posizionare il pedale destro in alto, se lo dimenticate vi troverete la bici piegata a meta' ma impossibile da chiuder in quanto sbatte sul pedale sinistro. Quindi, dopo aver fatto questa semplice ma fondamentale operazione dovete sganciare la leva centrale, spingere con il ginocchio a meta' del telaio e, tenendo da una parte il manubrio e dall'altra il cannotto della sella, accompagnare il movimento di chiusura fino a fare toccare i magneti centrali delle ruote. A quel punto rimane solo da abbassare la sella e piegare i pedali (immediato) e, se serve, piegare il manubrio (necessario un po' piu' tempo).
L'operazione alla fine e' molto veloce ma soprattutto semplice non essendoci praticamente nulla da smontare, allentare, staccare ecc. non l'ho cronometrata ma direi che, se si fa tutto rapidamente, in una quindicina di secondi si chiude e si apre tutto, ma siccome non sono ad una gara di velocita' preferisco fare tutto con cura con piu' calma. Non mi interssa tanto quanto sia veloce l'operazione ma piu' quanto sia semplice e pulita e qui credo che la IF Move esprima il meglio (a parte la piega del manubrio che, come ho gia' detto, poteva essere pensata meglio).

La prima cosa che ho fatto e' stato verificare che la bici fosse idonea per la mia altezza (circa 1,76 m) in quanto nei video avevo sempre l'impressione che le persone che si vedevano fossero piu' bassine e anche qui sul forum qualcuno aveva mosso questo dubbio. Assolutamente nessun problema, riesco a pasizionare la sella nella giusta posizione e vedo che potrebbe andare anche 10-15 cm piu' in alto quindi c'e' spazio anche per persone piu' alte. La posizione di guida, non essendo regolabile l'altezza del manubrio, dipende da quanto siete alti, nel mio caso devo dire abbastanza eretta, la sensazione e' stata quella di essere su una comune mountain bike e non su una bici da corsa. Certo se si e' piu' alti si stara' un po' piu' piegati. Ad ogni modo ho trovato la posizione abbastanza comoda per una bici pieghevole. Essendo anche possessore di un clone della Strida sono abituato a ben altro... 

Una volta aperto, il telaio e' ben rigido, direi monolitico, su strada la sensazione e' di assoluta solidita', dimenticate qualsiasi gioco o scricchiolio una volta aperta la bici e' praticamente come se avesse un telaio normale e non di una pieghevole. D'altronde le stesse sensazioni le ho avute con la IF Mode, ed essendo il concept del telaio identico me le aspettavo anche su questa bici, anzi meglio essendo piu' piccola.
Certo non dimentichiamo che la bici e' nuova e che il tutto va verificato dopo un po' di km per capire se tutto il meccanismo riesce a rimanere cosi' "serrato". Sulla If Mode comunque e' stato cosi' quindi ritengo che lo stesso dovrebbe essere su questa.
Il peso complessivo con le luci montate si aggira intorno ai 12 kg, qualcuno ha mosso l'obiezione su altri forum che questa bici fosse pesante, io non so a che bici sono abituati ma a me non sembra proprio, intanto abituato alla IF Mode che pesa piu' di 14 kg (ma li' parliamo di una bici di dimensioni standard con ruote da 26") questa mi sembra un fuscello, ma a parte questo, la Strida Evo per esempio pesa intorno ai 13 kg ed e' fatta di 3 tubi quindi non so cosa si pretende...certo se il telaio fosse in carbonio peserebbe meno, ma costerebbe anche qualche migliaio di euro in piu'!
Su strada l'ho trovata molto maneggevole e scorrevole, l'unico appunto, ma credo sia semplicemente questione di abitudine, e' che il manubrio mi sembra un po' largo per il tipo di bici, avrei gradito la possibilita' di tenere le braccia un po' piu' chiuse.
La cosa che ho gradito di piu' in assoluto rispetto alla IF Mode e al clone Strida e' il cambio a 9 marce, la mia sofferenza a stare senza cambio e' finalmente finita (considerato che vengo dall'utilizzo di bici normali non pieghevoli in cui ero abituato all'uso continuo del cambio).
Il cambio della IF Mode e' praticamente inutile in quanto ha solo due marce di cui la prima troppo corta e quindi utilizzabile solo in salita e la seconda troppo lunga e quindi da usare in velocita' o in discesa, la conseguenza e' che sostanzialmente  manca una marcia per l'andamento normale rendendo la bici poco pratica. Qui e' tutta un'altra storia, si hanno a disposizione 9 marce adattando la bici a qualsiasi situazione, la cambiata e' veloce e precisa e fin'ora le marce sono entrate sempre tutte al primo colpo senza difficolta'. Con le ruote da 20 pollici lo sviluppo metrico e' circa 6 m nella marcia piu' lunga e 2.70 m in quella piu' corta, l'ho provata in salita in pianura e in discesa e non ho avuto alcun problema, certo non e' una bici da corsa, ma in pianura si raggiungono facilmente credo i 25-30 km/h (non ho computer su questa bici per verificare ma a sensazione direi che la velocita' e' questa).
La sella la trovo un po' dura, ma anche qui, credo sia solo questione di abitudine e comunque e' un componente facilmente sostituibile, i comandi di freni e cambio li trovo invece molto confortevoli e le manopole sono morbide e offronto un ottimo grip.
I freni a disco sono eccellenti, la bici si ferma in un soffio e anzi bisogna fare attenzione a modulare la frenata perche' si rischia di inchiodare. Non sono rumorosi e comunque devono ancora essere rodati come tutti i freni a disco.
La bici e' molto agile e supera tranquillamente piccole e grandi buche di cui la mia citta' e' purtroppo disseminata. Su alcuni forum avevo letto che il monobraccio dava una sensazione di instabilita'. Devo dire che non ho avuto questa sensazione, direi che bendato non riuscirei a individuare una bici con forcella asimmetrica da una con forcella standard. Non trovo differenze tra curve a destra e curve a sinistra. Molti sono preoccupati del fatto che la ruota sia "sorretta" da un solo lato, a tutti vorrei ricordare che lo stesso sistema e' adottato su tutte le automobili e non per questo le ruote si staccano facilmente, basta che tutto sia dimensionato per bene.

Nell'utilizzo quotidiano il sistema di piega mi pare molto pratico, l'ho portata in giro al supermercato senza problemi e il fatto di poterla spingere tenendola dalla maniglia rende tutto piu' semplice. Occhio che ovviamente puo' essere spinta in un'unica direzione. Nella direzione opposta i pedali girano, nella IF Mode, seppur scomodo, la si poteva comunque spingere perche' i pedali riuscivano a compiere un giro completo senza toccare il telaio, qui le cose cambiano perche' essendo tutto piu' piccolo la pedivella tocca sul telaio e quindi non la si puo' piu' spingere. In ogni caso basta farci un po' l'abitudine e non ho trovato limitante questa caratteristica. Sara' che ero gia' abituato sia con il clone Strida sia con l'IF Mode a questo tipo di trasporto della bici quindi l'ho trovato subito naturale, devo dire che il fatto di non doverla sollevare lo trovo eccellente. La IF Mode e' piu' pesante e ingombrante quindi il trasporto non e' cosi' agevole anche senza doverla sollevare qui invece si riesce a spingere e manovrare la bici chiusa con agilita'. Come qualcuno ha fatto notare, il cambio e' un po' esposto, ma credo sia un problema comune a molte pieghevoli, bisogna prestare attenzione se la si vuole poggiare di lato.

La mancanza di un portapacchi non e' per me un problema in quanto ho sempre usato lo zaino per portare le mie cose e non ho mai molto da portare, ad ogni modo credo che la Pacific stia studiando qualcosa e credo che con tutti i fori filettati sul telaio non avranno difficolta' a partorire qualcosa, se qualcuno e' anche intraprendente dal punto di vista meccanico potrebbe pure provare a costruirsi qualcosa.
La mancanza dei parafanghi e' invece limitante perche' io uso la bici anche d'inverno e ne ho bisogno, ma anche qui non dspero, se sono riusciti a progettare dei parafanghi per l'IF Mode dove non avevao alcun "appiglio" penso che qui non avranno problemi, probabilmente anche qui, con un po' di intraprendenza, sarebbe possibile adattare anche qualcosa gia' esistente sul mercato ma per ora preferisco aspettare e vedere cosa proporra' la casa costruttrice.

Ora non mi resta ch aspettare Settembre per usarla assiduamente (per ora si muore di caldo...) e vedere come si comporta sotto stress.

Vorrei riassumere, come ogni recensione fa, i pro e i contro di questa bici cosi' da orientare le persone ad un eventuale acquisto:

PROS

- Unicita': non troverete copie di questa bici o bici simili, e' unica, non c'e' molto altro da dire su questo;

- Peso: nonostante abbia letto lamentele su questo aspetto, per me 12 kg su una bici con queste caratteristiche sono piu' che accettabili;

- Meccanismo di piega: unico e brevettato, anche qui non troverete cloni o roba simile, e' un meccanismo preciso, veloce e facile da utilizzare;

- Trasportabilita': una volta piegata la bici la si spinge senza doverla sollevare e questo la rende molto pratica in molte situazioni;

- Freni: eccellenti in ogni situazione;

- Cambio: con un cambio a 9 velocita' praticamente potete andare dove volete senza mai dovervi porre nessun problema riguardo a eventuali dislivelli;

- Manegevolezza: molto agile nella guida, permette di muoversi in citta' in scioltezza;

CONS

- Prezzo: con 1850 EUR avete una vasta scelta di bici, anche non solo pieghevoli, di qualita' altrettanto eccellente e forse anche di marche con una tradizione e una storia alle spalle che la Pacific non ha (per esempio, anche se non e' pieghevole, fate conto che con questa cifra gia' potete comprare delle bellissime Moulton);

- Assenza di documentazione: non so voi, ma quando io compro qualcosa quasi 1900 EUR mi piace che sia corredata di un bel manuale di uso e manutenzione;

- Verniciatura: questo e' forse il punto piu' debole. Per 1850 EUR mi aspetto che la vernice non si stacchi cosi' facilmente, dovete stare attenti. Avevo visto in rete foto di questa bici (un prototipo iniziale) con finitura in alluminio senza verniciatura, non capisco perche' non fanno un modello con questa finitura in modo da eliminare il problema alla base!

- Piega del manubrio: il sistema alla fine e' efficace ma poteva essere piu' elegante, le due manopole che rimangono a penzoloni quando la bici e' piegata non sono proprio un bel vedere. Si poteva inoltre studiare qualcosa di piu' rapido da sganciare;

- Ingombro: se vi serve un ingombro in volume piu' piccolo possibile in senso assoluto credo esistano bici pieghevoli che abbiano alla fine misure piu' contenute. Questa ha una forma stretta e lunga, imbattibile credo in quanto a profondita', parliamo di 27 cm, ma abbastanza lunga con i suoi 97 cm. E' un tipo di ingomrbo simile a quello di una strida che puo' non essere adatto per alcuni usi per esempio su treni o mezzi di trasporto pubblici.

E con questo ho concluso, se vi servono altri dettagli sono qui pronto a rispondere alle vostre domande, se volete foto di qualche particolare basta chiedere.

Ciao!

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« Risposta #34 il: Luglio 28, 2013, 09:58:31 pm »
 :o

mi devo riprendere ancora dalla qualita' delle foto... e dalla curiosita' per il mezzo.  ;D

Davvero complimenti!

Se tanto mi da' tanto... ora ti tocca la recensione anche della If Mode!!!!!  :D


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« Ultima modifica: Luglio 28, 2013, 11:11:51 pm by occhio.nero »
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« Risposta #35 il: Luglio 28, 2013, 10:21:29 pm »
Grazie mille per questa splendida review in anteprima  ;)
ho letto tutto con molto interesse!

Un saluto.

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« Risposta #36 il: Luglio 28, 2013, 10:33:31 pm »
Cavolo, molto bella! Sia la bici che la recensione!! Complimenti, ottimo lavoro!!
Visto che la possiedi, ti chiedo: secondo te il prezzo è giusto o è un pò pompato? Insomma, 1.800€ non sono pochini e come dici tu nel mondo non pieghevole, ma anche nel mondo pieghevole, si trovano soluzioni che non hanno nulla da invidiare (e in un caso secondo me la superano anche ;-) ) e costano meno.
Secondo te?

Grazie veramente per l'ottima recensione!

[OT]
P.S.
Se l'amministratore del forum si decidesse ad attivare la sezione Articoli in home page, con 2/3 di questi articoli in home page, il forum farebbe faville!!
Capito Fede??  ;D ;D
[/OT]

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« Risposta #37 il: Luglio 28, 2013, 11:04:01 pm »
Grazie a tutti per i complimenti, un tempo scrivevo molto in vari forum, adesso a causa del lavoro, del matrimonio e ora della piccola principessa di 6 mesi che illumina la mia casa il tempo e' calato drasticamente...per scrivere questa recensione mi sono dovuto ritagliare i minuti la sera tra una cosa e l'altra! Ma provero' a farne una anche della IF Mode, con calma.

secondo te il prezzo è giusto o è un pò pompato?

Beh, rispondo per come la penso, i prezzi di TUTTI i costruttori di qualsiasi cosa nel mondo (io lavoro per un'azienda e sono quindi all'interno del meccanismo) sono sempre pompati piu' di quello che in realta' dovrebbero. Chi piu' chi meno. D'altronde si vive della differenza tra il prezzo finale e il costo sostenuto per costruire. Quanto debba essere questa differenza la decide la casa in base a tante cose che possono andare dalla storia, dall'unicita' fino alla semplice voglia di arricchirsi.

Il prezzo di questa bici e' adeguato, secondo me, al mercato in cui vive e in cui vuole vivere. Non cerca di sfondare, non guarda molto alle concorrenti la Pacific piu' o meno dice questo: "costa tanto, se ti piace la compri se no te ne vai a comprare un'altra e a me non frega molto"...questa grosso modo e', che piaccia o meno, la loro filosofia. 

Dal punto di vista tecnico, che e' il mio lavoro quotidiano, posso certamente dire con certezza che c'e' davvero molto lavoro dietro, sia di ricerca e sviluppo sia per la costruzione vera e propria che avviene con processi non proprio da "larga scala", quelli che in genere permettono di ridurre i costi. Se fosse costruita in Italia verrebbe venduta almeno 3000 Euro.

Detto questo io mi sento molto piu' derubato e truffato quando al supermercato mi vogliono propinare la bici pieghevole da 300 Euro, magari spacciandola per Italiana per attirare, se ancora ci fosse qualcuno che ci casca, qualche sentimentale patriota. Poi la bici esce da una delle centinaia di fabbriche cinesi tutte uguali e ci guadagno almeno una decina di loschi figuri prima di arrivare al supermercato (importatori, distributori, procacciatori ecc. ecc.) e poi magari si scopre che realizzarla, alla fabbrica, costa 5 Euro, con tutto quello che ne consegue in termini di qualita'. 

Il prezzo va inoltre visto anche alla luce del posto in cui nasce, mi pare di aver capito che a Taiwan 1900$ (il prezzo originale se la si compra alla casa) non sono poi tanti. La stessa Pacific Cycles fabbrica le Birdy della Riesen & Muller e ho visto che di questa bici ci sono modelli che in oriente vengono prezzati a 4000 $ e passa, probabilmente una follia per i nostri standard. Quindi praticamente per loro questa e' una bici "a basso costo"!!

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« Ultima modifica: Luglio 28, 2013, 11:09:36 pm by xemet »
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« Risposta #38 il: Luglio 28, 2013, 11:11:07 pm »
Mi fanno un po' paura le soluzioni troppo dedicate, specie quando queste sono orientate all'armonia di un progetto di cui faccio fatica a scorgere quelle caratteristiche  funzionali che invece l'intermodalita' sembrerebbe imporre.
Prendo ad esempio la Brompton, dove sono disposto ad accettare certe soluzioni costruttive perche' a conti fatti , raggiunge l'obiettivo dell'intermodalita': una bici performante dagli ingombri molto ridotti.

Ho paura che, al contrario, sulla IfMove,  sia dominante il gesto stilistico, impressionante quanto si voglia, ma forse non molto allineato alle necessita' quotidiane.


Alcune impressioni a caldo:


  • il manubrio non regolabile impone una sola postura (e una volta piegato finisce per ciondolare);
  • il telaio asimmetrico rischia di essere tanto bello quanto infruttuoso (costringendo addirittura all'adozione di freni a disco) poiche' non mi sembra risolto uno dei parametri  strategici, ossia  il volume  da piegata  (vicino a quello di una Dahon che, nel bene e nel male, con tutti i limiti di cui soffre,  e' sul mercato a prezzi sensibilmente inferiori);
  • Possibile che una bici cosi' costosa non sia  presentata  in commercio con una dotazione minima di accessori (vedi i parafanghi, fondamentali nella mobilita' cittadina)?
  • I  pedali in plastica sembrano un vizio condiviso da molte case produttrici. Giustificabile su una bici da 300 euro, un po' meno su un "modello di punta".

Tutte "riflessioni" che su una bici di questa caratura mi lasciano perplesso.

Ma ovviamente queste sono analisi "virtuali", dal momento che solo una prova su strada potrebbe chiarirmi meglio le idee.

Ancora complimenti per la presentazione.... poche persone fino ad ora hanno dimostrato tanta meticolosita' e passione nel recensire un modello.
:)

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« Ultima modifica: Luglio 28, 2013, 11:45:41 pm by occhio.nero »
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« Risposta #39 il: Luglio 28, 2013, 11:22:46 pm »
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ti ho risposto qui

una rivista sulla bici urbana?
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=2080.msg48641#msg48641

 ;)

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« Risposta #40 il: Luglio 28, 2013, 11:32:55 pm »
Mi fanno un po' paura le soluzioni troppo dedicate, specie quando queste sono orientate all'armonia di un progetto di cui faccio fatica a scorgere le caratteristiche  funzionali che l'intermodalita' impone.
Prendo ad esempio la Brompton, dove sono disposto ad accettare certe soluzioni costruttive perche' a conti fatti , raggiunge l'obiettivo dell'intermodalita': una bici performante dagli ingombri molto ridotti.

Su questo sono d'accordo. Se parliamo di mera praticita' sono sicuro che in commercio esistono tante altre bici, a prezzi anche inferiori, probabilmente piu' pratiche nell'utilizzo quotidiano.

Come dici tu e' prevalente il "gesto stilitico" (mi piace questa definizione!), la IF Move e' sicuramente anche (forse soprattutto) un oggetto con un design "particolare" che non punta esclusivamente all'utilizzo pratico. So che puo' sembrare stonata questa considerazione, ma se ci pensate tante cose esulano dalla mera praticita', per fare degli esempi estremi se comprate un vestito di Valentino probabilmente non vi interessa solo che vi copra e vi tenga caldo, cosi' come se comprate una Ferrari non vi interessa solo che cammini e vi porti al lavoro magari anche consumando poco.

Detto questo la IF Move sicuramente e' molto ma molto piu' pratica della IF Mode che era davvero quasi solo un oggetto di design. Ancora l'ho usata poco per poter dire che l'uso quotidiano vada bene ma le sensazioni che ho sono buone.

C'e' anche da considerare che, come ho scritto nella recensione, secondo me le bici pieghevoli hanno svariati usi, non solo l'intermodalita'. Io per esempio amo usare la bici ma ho il problema di non avere un garage dove conservarla e in strada sotto casa la rubano, quindi la devo poter portare a casa, inoltre quando sono fuori la voglio portare sempre con me perche' se la lascio la rubano. Questa e' la mia esigenza e in  questo la IF Move assolve bene (fin'ora) il compito. Probabile che se dovessi portarla in treno ogni giorno avrei scelto altro. 

Sui parafanghi e gli accessori non mi preoccupo piu' di tanto, sono certo che stanno gia' lavorando alla questione e presto saranno disponibili.

Ciao

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« Ultima modifica: Luglio 28, 2013, 11:35:03 pm by xemet »
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« Risposta #41 il: Luglio 28, 2013, 11:48:06 pm »
giusto...... gli scenari pieghevoli sono assai variegati.

Evviva la diversita' !

 :D


------------------

dalla discussione sull'Eurobike 2013
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=2173.msg51548#msg51548



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« Risposta #42 il: Luglio 29, 2013, 12:06:00 am »

Beh, rispondo per come la penso, i prezzi di TUTTI i costruttori di qualsiasi cosa nel mondo (io lavoro per un'azienda e sono quindi all'interno del meccanismo) sono sempre pompati piu' di quello che in realta' dovrebbero. Chi piu' chi meno. D'altronde si vive della differenza tra il prezzo finale e il costo sostenuto per costruire. Quanto debba essere questa differenza la decide la casa in base a tante cose che possono andare dalla storia, dall'unicita' fino alla semplice voglia di arricchirsi.


Si bhe siamo d'accordo che ogni costruttore pompa il prezzo, ma, come dici tu, c'è "pompaggio e pompaggio"  ;D
Nel senso:  per circa 1.100€ prendi una Brompton (l'unica che conosco abbastanza costosa con cui fare un paragone) base con 6 rapporti, quindi stiamo parlando di una differenza di circa 700/800 € (quasi un'altra Brompton single speed :-) )

Quando avevo visto i prezzi della Brompton ho pensato "ma questi son matti!" Poi guardando video, recensioni, leggendo qui o iniziato un pò a capire. Ora che la posseggo, capisco perfettamente: non c'è storia, se hai bisogno di portabilità estrema e allo stesso tempo comfort di guida anche in viaggi discreti, non hai altra scelta, aggiungi che è fatta a mano. Quindi ok, il prezzo della Brompton sarà anche un pò pompato, ma effettivamente quei soldi li vale.

Per la if Move, vale un ragionamento del genere? Voglio dire, ha quel qualcosa che ti fa pensare che effettivamente non puoi trovare in nessun'altra pieghevole (tralasciando l'estetica che anche se eccezionale è una cosa soggettiva)? oppure in marcia e da chiusa, equivale che so, ad avere una link P9 in termini di materiali, leggerezza, guidabilità, trasportabilità (bhe in quest'ultima mi sa che vince la if move), ecc?

Sai perchè ti chiedo? Perchè quando dovevo prendere la mia prima pieghevole, ero rimasto affascinato da questa, poi ho saputo il prezzo è ho desistito, sono quindi passato alla tern P9 (informandomi qui) che ho a sua volta abbandonato per buttarmi sulla Brompton.

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« Risposta #43 il: Luglio 29, 2013, 12:08:32 am »
poiche' non mi sembra risolto uno dei parametri  strategici, ossia  il volume  da piegata  (vicino a quello di una Dahon che, nel bene e nel male, con tutti i limiti di cui soffre,  e' sul mercato a prezzi sensibilmente inferiori);

Beh se parliamo di mero volume la IF Move batte la Dahon:

Mu P8: 0.156 mc
Mu P27: 0.153 mc
Mu P27: 0.164 mc

IF Move: 0.131 mc

Se invece parliamo di omogeneita' nelle 3 dimensioni allora siamo d'accordo la IF Move e' stretta e lunga mentre la Dahon ha una forma piu' regolare.

Consideriamo anche che in realta' il volume realmente occupato e' minore, questo che ho scritto e' calcolato moltiplicando le 3 dimensioni, come se dovessimo mettere la bici dentro una scatola a forma di parallelepipedo, e' chiaro che all'interno probabilmente rimarrebbero spazi vuoti. 

Con la brompton invece non c'e' storia in quanto a volume di piega che e' 0.086 mc praticamente la meta' di una Dahon!

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« Risposta #44 il: Luglio 29, 2013, 12:24:59 am »

Quando avevo visto i prezzi della Brompton ho pensato "ma questi son matti!" Poi guardando video, recensioni, leggendo qui o iniziato un pò a capire. Ora che la posseggo, capisco perfettamente: non c'è storia, se hai bisogno di portabilità estrema e allo stesso tempo comfort di guida anche in viaggi discreti, non hai altra scelta, aggiungi che è fatta a mano. Quindi ok, il prezzo della Brompton sarà anche un pò pompato, ma effettivamente quei soldi li vale.

Per la if Move, vale un ragionamento del genere? Voglio dire, ha quel qualcosa che ti fa pensare che effettivamente non puoi trovare in nessun'altra pieghevole (tralasciando l'estetica che anche se eccezionale è una cosa soggettiva)? oppure in marcia e da chiusa, equivale che so, ad avere una link P9 in termini di materiali, leggerezza, guidabilità, trasportabilità (bhe in quest'ultima mi sa che vince la if move), ecc?


Il paragone con la Brompton non puo' essere fatto cosi' facilmente. La Brompton ha sicuramente un numero di pezzi prodotti molto superiore alla IF Move in quanto modello gia' esistente da decenni e largamente diffuso in tutto il mondo, dunque i costi di realizzazione sono sicuramente inferiori, in secondo luogo, dal punto di vista meramente tecnico, fabbricare una brompton, per il tipo di telaio che ha, e' decisamente piu' semplice. Quindi quei 700 Euro in piu' sono giustificati almeno dal punto di vista costruttivo. Se poi questi si traducono in un vantaggio nell'utilizzo finale che realmente li valga questa e' domanda ardua cui ho provato a dare risposte nei post precedenti e nella recensione. Inoltre non ho una brompton quindi mi viene difficile fare un paragone diretto.

Non ho nemmeno una Tern/Link/Dahon quindi non so dire se, a conti fatti, nell'uso quotidiano, dal punto di vista puramente pratico, averne una equivale ad avere l'IF Move, non ho la passione per quel tipo di bici (tutte uguali copiate le une dalle altre) se no avrei presso una di quelle!

Ma tra Tern/Link/Dahon e una Brompton sicuramente sceglierei la seconda, almeno ha una sua tradizione e unicita'.

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