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Autore Topic: economia e bici (risparmiare soldi senza l'auto: bici, carpooling, ...)  (Letto 12529 volte)

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Offline occhio.nero

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Ecco quanto si guadagna a sostituire l'auto con la bicicletta

Giovedì 03 Novembre 2011 16:09      
Scritto da Roberta Ragni

La scelta giusta, non finiremo mai di ripeterlo è la biciletta: salva vite umane e fa risparmiare. Come? Qual è il contributo reale e tangibile che si può trarre dalla sostituzione delle nostre 4 ruote con la bici?

A questa domanda da un milione di dollari ha risposto un maxi-studio americano, diretto da  Jonathan Patz del Global Health Institute dell'University of Wisconsin-Madison (Usa), che ha  scoperto come le pedalate quotidiane per andare a lavoro o a fare la spesa regalino 4 fondamentali benefici:

riduzione delle emissioni di gas serra;

miglioramento della qualità dell?aria;

miglioramento del benessere fisico

miglioramento dell?economia.

Perché scegliere la bici fa stare bene, non inquina, fa risparmiare, abbassa le spese mediche e salva addirittura vite umane.  Insomma, pedalare significa fare del bene alla salute e al portafogli, grazie al movimento e a un ambiente meno inquinato dai tubi di scappamento.


 

Noi che cerchiamo di essere buoni con la terra questo lo sapevamo già, come avevamo spiegato in 13 buoni motivi per utilizzare la bicicletta. Ma lo studio ?Air Quality and Exercise-Related Health Benefits from Reduced Car Travel in the Midwestern United States?, condotto su 11 maxi-aree metropolitane e oltre 30 milioni di residenti di Illinois, Indiana, Michigan, Minnesota, Ohio and Wisconsin, si è spinto oltre, fino a mostrare innegabilmente che spostarsi in bici è la scelta migliore che si possa fare. Secondo i dati dei ricercatori, infatti, basterebbe sostituire la metà dei viaggi quotidiani verso l'ufficio con spostamenti in bici nei sei mesi più caldi dell'anno, per risparmiare circa 7 miliardi di dollari l?anno ed evitare 1.100 morti grazie a una miglior qualità dell'aria e all'aumento dell'attività fisica. Il che si traduce a sua volta in una riduzione delle cure mediche per obesità, diabete e cardiopatie.

?La ?conversione? dall?auto alla bici per i brevi percorsi quotidiani ?spiega Patz- rappresenta un approccio ?win-win?, troppo spesso ignorato. Parliamo tanto dei costi delle energie alternative, ma raramente esaminiano i benefici di questo tipo di strategie?. Le proiezioni del ricercatore mostrano in maniera tangibile che  questo cambiamento potrebbe avere dei benefici inimmaginabili. Per questo, ?occorre ridisegnare le nostre città per consentire ai nuovi ciclisti di spostarsi senza rischi?, conclude Patz.

Patz spiega, poi, che i cambiamenti comportamentali ipotizzati nel suo studio, anche se attuati solo nell?area del Midwest, consentirebbero da soli di portare l'intero Paese in allineamento con gli standard nazionale di ozono. E pensare che lo studio non ha tenuto conto dei benefici dello spostamento a piedi o con i mezzi pubblici. E lo scienziato ambientale, che se ne va in prima persona in giro per la città con una bici attrezzata anche con un bidone blu con ruote per trainare la spesa, assicura che sarà un argomento trattato nei prossimi studi.

Ma c?è ancora molto da fare per rendere tutto questo reale. Perché, ad oggi, andare in giro in bici in alcune città è davvero pericoloso per la propria incolumità.  Così, anche chi vorrebbe contribuire con la forza dei propri muscoli a questo cambiamento si trova davanti un ostacolo insormontabile. ?Abbiamo bisogno di città costruite non per le automobili, ma per le persone?, conclude Patz. E noi ci associamo in pieno al suo appello. È ora di pedalare verso un futuro migliore!
« Ultima modifica: Aprile 20, 2017, 02:13:26 pm by occhio.nero »
Federico
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economia e bici (risparmiare soldi senza l'auto: bici, carpooling, ...)
« Risposta #1 il: Gennaio 19, 2013, 08:10:20 pm »
Da qualche giorno gira sui social network un’immagine che dice: “vuoi uno stipendio in più? chiedimi come”. Sullo sfondo compare la sagoma di una bicicletta  e ai piedi dell’immagine una specie di didascalia: “Usando la bici invece dell’auto risparmierai un minimo di 1.500 euro all’anno”.



Quando l’ho vista ho pensato che fosse una campagna fake progettata da qualche costruttore di automobili per sminuire il reale impatto economico dei loro prodotti sulle tasche degli italiani: poche ore prima infatti avevo letto il rapporto di cittadinanzattiva sui costi delle RCA e avevo scoperto che, per esempio, un adulto a Napoli paga mediamente 1.385 euro di assicurazione all’anno, mentre a livello nazionale i neopatentati pagano in media la bellezza di 2.828 all’anno. E questa è solo l’assicurazione, poi ci va il bollo, la manutenzione ordinaria e straordinaria, i pedaggi, la sosta, le multe, il costo stesso dell’automobile e, ovviamente, la benzina, nella speranza di cavarsela senza incidenti.

Forse chi ha realizzato l’immagine voleva dire che 1.500 euro è il costo di un auto ferma, in garage.

Se poi la mettiamo in moto e la usiamo normalmente, allora i costi levitano: secondo l’ultimo rapporto di Federconsumatori l’automobilista italiano spende una media di 4.628 euro all’anno solo per il mantenimento della propria auto, cifra che diventa 7.073 euro se si considerano anche bollo, costo di acquisto e ammortamento.

E questi sono solo i costi interni, ovvero quanto esce direttamente dalle tasche degli automobilisti, poi si dovrebbero anche considerare i costi esterni, ovvero i costi dell’automobile che però vengono sostenuti dalla società nel suo insieme: sono i costi sanitari per curare le malattie causate dall’inquinamento, le inefficienze generate dal traffico, il costo degli incidenti stradali, del riscaldamento globale e del rumore.

Udo Becker, docente di ecologia dei trasporti all’Università di Dresda ha recentemente stimato che ogni automobile in circolazione in Europa costa alla società ben 1.600 euro all’anno, cifra che viene sostenuta anche da chi l’auto non ce l’ha e non la usa.

Ma torniamo ai 7.073 euro all’anno. Questo non è uno stipendio, sono cinque stipendi!

Io l’auto non ce l’ho e faccio fatica a far tornare i conti di casa, ma voi che ce l’avete, come cavolo fate?


fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/19/pubblicita-ingannevole-andando-in-bicicletta-si-risparmia-piu-di-uno-stipendio/474571/
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« Risposta #2 il: Gennaio 20, 2013, 05:29:02 pm »
Credo invece che il manifesto di Salvaiciclisi mostri un calcolo corretto. Il giornalista del Fatto Quotidiano parte dal presupposto che chi usa la bici venda l'auto e si liberi quindi di tutta una serie di spese accessorie oltre alla benzina (bollo, assicurazione, eventualmente garage, revisione e tagliando, etc). Ma la maggior parte delle persone che scelgono la bici per spostarsi non rinunciano a possedere un'auto, semplicemente decidono di usarla il meno possibile sostituendola in molti casi con la bici. Quindi molte meno spese di benzina e per le periodiche revisioni causate dall'usura, ma le spese fisse rimangono. Per queste persone il calcolo di un risparmio medio sui 1.500 mi sembra realistico.
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« Risposta #3 il: Gennaio 20, 2013, 06:39:22 pm »
Concordo, anche perchè nel mio caso i conti corrispondono: non ritengo che il mio caso sia significativo e rappresentante di una media ma i risultati sono quelli.
Anche nel mio caso l'uso della pieghevole non ha portato alla vendita di un'auto ma ne evita comunque l'utilizzo e fa risparmiare più di un centinaio di euro al mese al netto dell'abbonamento ai mezzi pubblici.

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« Risposta #4 il: Gennaio 20, 2013, 06:40:29 pm »
Confermo: possiedo l'auto ma la uso il meno possibile: in un anno ho speso 250€ in benzina (ossia circa 20 euro al mese) a cui e' da sommare la spesa per il bollo di 120 euro e quella dell'assicurazione 450.il totale fa 820 euro ossia una brompton modello base. Se usassi di piu' l'auto andrei a spendere sulla manutenzione e soprattutto sulla benzina. Ma venderla del tutto al momento no: alle volte ne ho bisogno per spostamenti fuori città. Comunque rispetto all'anno prima risparmio circa 50 euro al mese di benzina ossia 600 euro all'anno più alcune spese manutentive. Facciamo circa 800 e uri risparmiati.
Spendo dunque la meta'!
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« Risposta #5 il: Gennaio 20, 2013, 06:42:17 pm »
Ma, a parte i soldi, ci guadagno in tempo e salute, e vivo molto meglio!
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« Risposta #6 il: Gennaio 21, 2013, 08:36:03 am »
Questo è un argomento che mi ha interessato particolarmente appena entrato nel giro pieghevolisti. Maggio 2012 , appena acquistato la mia prima pieghevole ho notato immediatamente che la macchina veniva utilizzata SOLO esclusivamente per le uscite fuori città o per il brutto tempo. Avendo poi possibilità di fare acquisti con portapacchi (prima) e con il folding basket (ora) vedo effettivamente che le spese si sono ridotte. Spendo intorno ai 35 euro al mese di benzina, mediamente, certo ora col tempo brutto la macchina la utilizzo un po di piu, pero sono veramente soddisfatto di questa mia scelta.  :)
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« Risposta #7 il: Gennaio 21, 2013, 09:04:14 am »
L'anno scorso come faccio ormai da sette otto anni ho tenuto il conto dei giorni in cui sono andato al lavoro in bici, praticamente tutti. Usando la bici 210 volte nel giro di un anno per recarmi al lavoro ho percorso circa 3100 Km, risparmiando piu' o meno 525 euro di solo carburante.
A questa cifra andrebbero aggiunti i soldi risparmiati per non aver effettuato manutenzioni e tagliandi, resi superflui dalla ridotta percorrenza.
Confermo che l'uso dell'auto si concentra nei fine settimana, del resto neppure tutti perche' spesso uso la bici anche il sabato e la domenica.
E' difficile quantificare il risparmio cosi' ottenuto, tuttavia mi pare ragionevole la cifra ipotizzata dall'articolo.
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« Risposta #8 il: Gennaio 21, 2013, 10:04:43 pm »
Però ho dovuto spendere 35€ di caricabatteria: non usando mai la macchina, mi va a terra la batteria :(

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Offline daniele carioca

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« Risposta #9 il: Gennaio 21, 2013, 10:07:28 pm »
ahhhh bella questa..io ogni tanto scendo e la metto in moto x evitarlo.... :)
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« Risposta #10 il: Gennaio 22, 2013, 12:00:57 am »
personalmente non ho dovuto vendere la macchina anche perché non l'ho mai avuta anche se posseggo la patente. In tutti i casi il risparmio è notevole.
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« Risposta #11 il: Gennaio 22, 2013, 07:44:53 am »
ahhhh bella questa..io ogni tanto scendo e la metto in moto x evitarlo.... :)
Anche io. ;D
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« Risposta #12 il: Gennaio 22, 2013, 10:45:35 am »
ma x non far cadere a terra la batteria basta scendere con i cavi elettrici, avvicinarsi con fare causale fischiettando ad uno che la stà mettendo in moto e chiedergli se, gentilmente sempre,  può aprire il cofano e darci una carica ;-)
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« Risposta #13 il: Gennaio 28, 2013, 04:21:21 pm »
Ho scoperto oggi questo sito leggendo un articolo sul Carpooling, ossia la condivisione dell'auto con altri utenti bisognosi di arrivare ad una determinata destinazione di viaggio spendendo poco.
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2013/01/09/news/co_vivere_ai_tempi_della_crisi_il_car_pooling-50043693/
Qui l'articolo in questione

http://www.blablacar.it/
Qui il sito per offrire e trovare un passaggio dividendo le spese dell'auto!
« Ultima modifica: Gennaio 28, 2013, 04:26:19 pm by DJ »
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« Risposta #14 il: Agosto 17, 2013, 07:14:28 pm »
segnalo

l'elenco delle discussioni legate al tema "bici e auto" recuperabile cliccando sul tag "auto_bici" in fondo a questa discussione

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L'indagine Eurispes, il possesso di un'auto incide sul reddito delle famiglie fino al 25%
ADNKronos

Roma, 17 ago. - (Adnkronos) - Tra manutenzione, assicurazione, parcheggi, pedaggi autostradali, un'automobile di media cilindrata costa a chi la possiede 4.556 euro l'anno, spesa che ha un'incidenza sul reddito medio netto delle famiglie italiane quantificabile tra il 12% e il 25% (a seconda se si possiede una o piu' auto). A questi costi 'diretti', poi, bisogna aggiungere quelli 'sanitari' tra incidenti stradali, effetti delle emissioni inquinanti e dell'inquinamento acustico derivanti dal traffico: 750 euro l'anno per ogni cittadino europeo. Calcolando tutto questo, il trasporto privato costa a una famiglia media italiana 17 volte in piu' rispetto a quello pubblico. Eppure l'Italia e' seconda solo al Lussemburgo per numero di autovetture private: 606 per ogni 1000 abitanti.

 
Sono alcuni dei dati che l'Osservatorio Eurispes sulla Mobilita' e i Trasporti anticipa all'Adnkronos e che saranno presentati domani al Meeting di Rimini. Dati che parlano di costi importanti in tempi di crisi e che aprono la strada a un paradosso: "Ci preoccupiamo tanto dell'Imu, ma ci sfugge completamente l'incidenza sull'economia familiare che hanno i costi della non gestione dei trasporti in Italia", commenta all'Adnkronos Carlo Tosti, direttore dell'Osservatorio. Urgente correre ai ripari e mettere in campo politiche concrete e realizzabili in tempi brevi, in grado di sciogliere il nodo della mobilita', valorizzando il trasporto pubblico privato a discapito di quello privato, soprattutto quando si parla di grandi aree metropolitane.

Sulle grandi aree metropolitane si e' concentrato lo studio dell'Osservatorio Eurispes che confluira' nel Libro Bianco che sara' presentato a dicembre, con un'anteprima il 28 ottobre a Milano in occasione di Citytech. L'Osservatorio ha analizzato il fenomeno della rapida estensione geografica di alcune citta' che in Italia riguarda 9 realta': Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Torino, Roma e Venezia. "Queste nove aree sono rappresentative del 35% del Pil nazionale - spiega Tosti - qui insistono i 13 maggiori nodi ferroviari, il 60% dei passeggeri degli scali aeroportuali, il 33% delle banche, oltre il 40% degli atenei. Su queste aree metropolitane - sottolinea - e' urgente avviare una forte, rapida e decisa politica di tasporti di merci e persone".

Secondo i dati dell'Osservatorio Eurispes su Mobilita' e Trasporti, se mediamente in Europa si trasporta tra il 14% e il 16% delle merci per via ferroviaria, questa percentuale in Italia scende vertiginosamente al 4,75% e resta forte l'incidenza del trasporto su gomma (69,34%); la via marittima si attesta sul 25,87% mentre l'incidenza del trasporto aereo si ferma al di sotto dell'1%.
Insomma, tutta una progettualita' da rifare, per quanto riguarda il trasporto, di persone e cose. "Fino ad oggi non ci sono stati progetti veri e propri e questo lo abbiamo pagato con risultati lontani dalle aspettative - aggiunge Tosti - spesso gli operatori non riescono a soddisfare le esigenze territoriali per la mancata realizzazione di investimenti ma anche per la disordinata e non regolata cresita dei centri urbani".

La sfida, e' dunque quella di realizzare progetti in grado di far passare le grandi aree urbane dalla predilizione per il trasporto privato a quello collettivo, "una rivoluzione copernicana dei trasporti" secondo Tosti che preveda attenzione all'intermodalita', alla mobilita' soft (dalle aree pedonali alle piste ciclabili), all'infomobilita' e agli 'investimenti in scenari di crisi', e cioe': "al posto degli investimenti faraonici che non hanno copertura finanziaria ne' certezza di tempi, oggi servono investimenti intelligenti in grado di generare risultati nel breve periodo per realizzare citta' a misura d'uomo".
Su questo, l'Osservatorio Eurispes sulla Mobilita' e Trasporti presentera', a dicembre, "alcune proposte supportate da un'analisi dettagliata delle criticita' infrastruttuali e indicando indirizzi e strategie finalizzati a un sano sviluppo di progettualita' delle grandi aree metropolitane - anticipa Tosti - Abbiamo gia' incontrato il presidente della Commissione Trasporti al Senato Altero Matteoli e il presidente della Commissione Trasporti della Camera Michele Meta e a inizio settembre incontrero' lo staff della segreteria del ministro Lupi".

Inoltre, "abbiamo coinvolto enti di ricerca e universita', firmato un protocollo di intesa con l'Enea per l'efficienza energetica nella mobilita', un accordo con la fondazione Politecnico di Milano per le infrastrutture e un protocollo d'intesa con Unindustria sul tema delle smart city", conclude il direttore dell'Osservatorio. Presentato per la prima volta a fine 2012,l'Osservatorio Eurispes sulla Mobilita' e i Trasporti riunisce diversi soggetti, dal mondo accademico all'industria alle associazioni di trasporti e logistica.

Una cinquantina gli associati tra cui Ferrovie dello Stato, Poste Italiane, Finmeccanica, Federmobilita', Astra, Assotir, Assoporti. Domani l'Osservatorio sara' protagonista al Meeting di Rimini della tavola rotonda su mobilita' e trasporti (stand Eni Caffe' Letterario) dedicata al tema ''The mobility challenge. La sfida del trasporto nelle grandi aree metropolitane: investire per non pesare''. Partecipano al dibattito, coordinato da Carlo Tosti, Pierre Louis Bertina', presidente e amministratore delegato Alstom Ferroviaria; Ennio Cascetta, docente di Pianificazione dei Sistemi di Trasporto all'Universita' degli Studi Federico II di Napoli; Lorenzo Fiori, Chief Technology Officer di Finmeccanica; Graziano Pattuzzi, presidente dell'Autostrada Regionale Cispadana.
Federico
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