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Autore Topic: documentari (video, podcast, ...) su trasporto e problemi collegati (Report, Presa diretta, ...)  (Letto 10290 volte)

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Offline occhio.nero

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Apro questa discussione per raccogliere riferimenti su documentari, reportage, servizi video/audio sulle problematiche e le buone prassi associate al trasporto.
Ogni segnalazione è ben accetta. :)

"Muoviti muoviti"
Storie di gente che si muove in modo sostenibile, nell'Europa del 2011.

RADIO3SCIENZA del 27/10/2011 (podcast)

"A Umea, nel Nord della Svezia, le temperature raggiungono i trenta gradi sotto zero. Un bel problema per il Comune convincere gli abitanti ad andare al lavoro in bicicletta. A La Rochelle e a Utrechet, intanto, c'è chi si sposta a bordo di barche ad energia solare. Mentre a Lovanio, nelle Fiandre, sono i bambini a dire ai genitori di lasciare l'automobile a casa. Storie di gente che si muove, nell'Europa del 2011"

per interrompere il circolo vizioso del:
i genitori portano i figli a scuola in auto perchè le strade sono pericolose,
ma le strade sono pericolose perchè sono piene di auto di  genitori che portano a scuola i figli.
Se i genitori rinunciassero alle macchine, le strade sarebbero meno pericolose e i bambini potrebbero tornare ad andare a scuola in bici....




e segnalo la puntate (scaricabile in podcast) della trasmissione "l'altro pianeta" di radio24

Le città sostenibili
http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/altro-pianeta/2013-06-23/citta-sostenibili-173444.php?idpuntata=gSLA60o1R&date=2013-06-23


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segnalo il podcast di Radio3 scienza
"Emissione impossibile"

del 5.4.2012

http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-df4b9588-0ae0-4343-8be7-a1a29ca528b7.html

Scegli il treno, emette il settanta per cento in meno di CO2 rispetto all’aereo. E se proprio devi prendere l’aereo, compensa le emissioni facendo piantare alberi in Costa Rica. E poi, compra questa maglietta, è un prodotto a emissioni zero. Limitare le emissioni di anidride carbonica è la via maestra per contenere i cambiamenti climatici. Ma come si calcola quanta CO2 comporta ogni nostra scelta? Lo chiediamo a Daniele Pernigotti, consulente ambientale e autore di Carbon footprint (Edizioni ambiente, 2011).

Linkback: http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=560.0
« Ultima modifica: Marzo 25, 2017, 09:07:31 pm by occhio.nero »


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Radio 3 scienza
Spolveriamo le città
Podcast del 9.12.11

"Ogni inverno ci risiamo. Molte città italiane, medie e grandi, sforano i livelli di guardia della concentrazione di polveri sottili nell'aria. E ogni anno i soliti palliativi, domeniche a piedi, targhe alterne e stop alle auto più inquinanti. Cosa hanno fatto le altre città europee per risolvere il problema? Lo chiediamo a Luca Staricco, architetto dell'Osservatorio città sostenibili del Politecnico di Torino."


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e ancora

"[....] Nei decenni scorsi   l’inquinamento era dovuto soprattutto all’anidride solforosa (SO2) e ai particolati di maggiori dimensioni prodotti dalla combustione di carboni e derivati petroliferi. Polveri meno micro e paradossalmente meno invasive per bronchi e polmoni. Oggi il particolato, di cui il Pm10 costituisce in città quasi l’80%, è il pericolo principale e responsabile del boom di forme respiratorie infiammatorie e allergiche nei bambini.
[...] Tali sostanze possono avere origine [...] in gran parte, da traffico veicolare e processi di combustione."


da http://www.mammamedico.it/patologie-respiratorie/smog-traffico-polveri-sottili-pericolo-nostri-bambini/

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segnalo la discussione: "Mascherina anti inquinamento"
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=593



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segnalo il podcast della trasmissione

"Italia in controluce"


Milano, Area C
Il 16 gennaio la città di Milano compie una svolta nella gestione del traffico e della mobilità. Parte l'area C, il sistema di congestion charge nato dall'idea già sperimentata in molte città europee come Stoccolma. Si tratta in un biglietto d'ingresso nella zona interna ai bastioni, il centro allargato della città. Italia in controluce il programma di Daniele Biacchessi che indaga sulle trasformazioni della società italiana tramette un reportage di Cristina Carpinelli con le interviste ai cittadini, agli amministratori milanesi e ai consiglieri dell'opposizione.


http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=milano-area-c-esperimento-citta-accesso-controllato-smog

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« Ultima modifica: Febbraio 26, 2015, 11:53:39 am by occhio.nero »
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Citazione

Difendiamoci dall'inquinamento anche imparando a lavarci il naso

Testo pubblicato il 12/08/08 da Amadio Bianchi

Quando insegno ai miei allievi come recuperare una respirazione migliore, la prima cosa che raccomando loro è di utilizzare sempre il naso sia durante l'inspirazione, sia durante l'espirazione.

La bocca, dico scherzando, serve per mangiare (solo in casi estremi ne ammetto l'utilizzo per respirare) mentre il naso è lo strumento più opportuno: grazie ai numerosi peli situati nel suo interno, fa giungere all'apparato respiratorio l'aria filtrata e purificata anche da eventuali "intrusioni" virali. Il passaggio più lento e tortuoso dell'aria nelle narici, inoltre, ne favorisce il preriscaldamento e ciò aiuta a prevenire i disturbi da "raffreddamento".
Il naso è dunque di vitale importanza, per questo consiglio di averne cura, mantenendolo sempre pulito. Il grado di inquinamento atmosferico che tutti stiamo subendo, ha oggi raggiunto livelli insopportabili e, spesso, le impurità che vanno accumulandosi nelle narici impediscono il libero passaggio dell'aria.
Ecco perché in quest'articolo ho voluto presentarvi un'antica, tuttavia assai semplice pratica, chiamata Jala-neti o pulizia delle vie nasali con acqua e sale.
Nella Gheranda-samhita, un testo indiano databile intorno al XVII/XVIII secolo, ritenuto assieme allo Hathayoga-pradipika e alla Siva-samhita uno dei principali testi dello Hatha-yoga, si legge di una pratica denominata sit-krama che consisteva nell'aspirare acqua dalla bocca ed espellerla dal naso per ottenere la pulizia delle vie nasali ed i conseguenti benefici. Tale pratica più completa, la consiglierei naturalmente agli allievi con più esperienza, mentre la Jala-neti che consiste nell'utilizzo di uno strumento dotato di beccuccio come una teiera, comunemente chiamato Lota, è adatto a tutti. All'interno della Lota, dopo aver predisposto dell'acqua tiepida, si fa accuratamente sciogliere un mezzo cucchiaino di sale fine da cucina. Contrariamente a quanto il lettore tende a presumere, è proprio il sale (che tuttavia ha una funzione anche antisettica), ad evitare che il passaggio dell'acqua nelle narici dia luogo a bruciore.
Per una corretta esecuzione, consiglio di inclinare il busto in avanti fino a portarlo parallelo al pavimento, piegare la testa di lato, aprire leggermente la bocca per impedire all'acqua di passare nella gola, introdurre il beccuccio in una narice ed attendere che, per la legge dei vasi comunicanti, l'acqua dopo aver riempito il cavo sinoideo, fuoriesca dall'altra narice. Si ripete dalla parte opposta e si raccomanda, specialmente d'inverno, visto che qualche goccia d'acqua tende a fermarsi proprio nel cavo sinoideo, di soffiare bene il naso al termine della pratica.

I benefici che si ottengono, oltre alla normale pulizia, sono diversi: ad esempio si prevengono i disturbi delle cavità nasali come raffreddori, riniti ecc. si elimina l'eccessiva secrezione di muco, si stimolano i nervi del cranio e le funzioni dell'organo olfattivo; gli occhi e le orecchie, dato che sono in collegamento, ne ricevono di conseguenza giovamento.
fonte: http://www.farmaciatolstoi.it/smog_12.html

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Speciale SMOG  -   Polveri sottili e PM10
GLI INQUINANTI DELL´ARIA


 L´atmosfera è una miscela di gas e vapore acqueo.
Alcuni di questi gas sono inquinanti: cosa vuol dire esattamente?
Lo spiega bene l´Agenzia Europea per l´Ambiente:
 
“Gli inquinanti sono sostanze che immesse direttamente o indirettamente nell´aria e nell´ambiente, possono avere effetti nocivi sulla salute umana o sull´ambiente nel suo complesso. Molte di queste sostanze possono essere già presenti in natura a basse concentrazioni con origine da processi naturali, altre possono essere di sola origine antropica”.

 I principali inquinanti dell´aria sono:

  •     Il biossido di zolfo (SO2)
  •     Il biossido di azoto (NO2)
  •     Il monossido di carbonio (CO)
  •     Ozono (O3)
  •     Benzene (C6H6)
  •     Polveri sottili (PM10 – PM2,5)

Citazione
LE POLVERI FINI (PM10 - PM2,5)

Le polveri sottili sono formate da sostanze tossiche e cancerogene. Raggiungono le parti più profonde e delicate dei nostri polmoni, dove si accumulano. Il traffico automobilistico è la causa principale di questa forma di inquinamento.

La famigerata sigla PM 10 sta per Particulate Matter, ossia: Materia Particolata (in piccole particelle).

10 significa che le particelle hanno un diametro inferiore ai 10 micron (10 millesimi di mm).

Si tratta di particelle microscopiche non visibili a occhio nudo. Sono minuscoli frammenti di sostanze organiche (fibre animali e vegetali, pollini, batteri, spore) e inorganiche (metalli pesanti, fibre di amianto, solfati, nitrati, polveri di carbone e di catrame, ecc). Le particelle sono diffuse nell´aria, per questo si parla di particolato atmosferico o aerodisperso.

Il PM2,5 è la frazione più fine del PM10, costituita dalle particelle con diametro uguale o inferiore a 2,5 micron.

Il PM 2,5 è il particolato più pericoloso per la salute e l´ambiente: infatti questo particolato è quello che si deposita sugli alveoli e inoltre può rimanere sospeso nell´atmosfera per giorni.

Da uno studio condotto dall´Agenzia regionale per la protezione dell´ambiente della Lombardia si evidenzia che la fonte principale di produzione del PM 10 è il traffico veicolare. Il comune di Milano contribuisce a circa il 24% delle emissioni provinciali: di questa quota il traffico conta per l´83% e il riscaldamento per il 16%. Per i veicoli il combustibile più inquinante è il diesel; per gli impianti di riscaldamento è il gas combustibile, seguito dal gasolio. I combustibili meno dannosi sono metano e GPL.

Dimensione di una particella PM in relazione ad un capello umano:


Citazione
GLI EFFETTI SULLA SALUTE DELL´UOMO

Il PM 2,5 , la frazione più fine del PM10, è particolarmente insidioso perché entra nei nostri polmoni a ogni respiro ed è tanto piccolo da raggiungere senza difficoltà gli alveoli polmonari. Qui gli elementi estranei vengono inghiottiti da cellule del nostro sistema di difesa, dette ‘macrofagi´, che tentano di distruggere l´intruso digerendolo; se non ci riescono lo tengono nascosto dentro di sé. Questa situazione comporta due tipi di rischi:

1° La continua entrata di elementi estranei negli alveoli può danneggiare lo strato di cellule responsabili degli scambi gassosi (l´entrata di ossigeno e la fuoriuscita di anidride carbonica) e provocare problemi alla respirazione.

2° Se le sostanze che i macrofagi non riescono a digerire si accumulano nell´organismo, essendo tossiche o cancerogene, possono provocare nel tempo l´insorgenza di malattie gravi.

La pericolosità del PM 10, ed in particolare del PM 2,5 , è stata dimostrata da numerosi studi epidemiologici.

Il PM 2,5 è infatti una miscela complessa di migliaia di composti chimici e alcuni di questi sono di estremo interesse a causa della loro tossicità. L´attenzione è rivolta agli idrocarburi aromatici policiclici (PHA) che svolgono un ruolo nello sviluppo del cancro. Alcuni nomi: Fluoranthene, Pyrene, Chrysene, Benz[a]anthracene, Benzo(b)fluoranthene, Benzo[k]fluoranthene, Benzo[a]pyrene, Dibenz[a,h]anthracene. Gli effetti nocivi sono proporzionali alla concentrazione e (come è stato dichiarato dall´Organizzazione Mondiale della Sanità) non è possibile individuare un valore al di sotto del quale il PM 10 - PM 2,5 non provochi un danno alla salute. Ci sono effetti di tipo acuto che si riscontrano nei giorni in cui la concentrazione degli inquinanti è più elevata: infezioni respiratorie acute, crisi d´asma, disturbi circolatori e ischemici, aggravamento dei sintomi respiratori e cardiaci in soggetti predisposti. Altri effetti, di tipo cronico, sono dovuti alla presenza nell´aria per lungo periodo degli inquinanti: tosse e catarro persistenti, bronchiti croniche, diminuzione della capacità polmonare.

I gas nocivi e le polveri rappresentano un vero pericolo per la salute. L´ultimo studio epidemiologico, «Misa-2», pubblicato come supplemento della rivista «Epidemiologia Prevenzione» raccoglie il lavoro di un centinaio tra epidemiologi di università e agenzie sanitarie pubbliche e tecnici delle Arpa. Mettendo in relazione giorno per giorno, tra il 1996 e il 2002, mortalità e ricoveri delle 15 più popolose città italiane con i dati delle centraline ottiene risultati preoccupanti: «A ogni innalzamento della concentrazione degli inquinanti nell´aria, seguono immancabilmente nei dieci giorni successivi più morti e ricoveri». Il totale dei decessi in un anno sono circa 2mila. Le città prese in esame rappresentano meno di un quinto della popolazione italiana: il saldo delle morti sull´intero territorio nazionale potrebbe salire «a circa 10 mila».

Inquinamento e malattie cardiovascolari (conosciute anche come cardiopatie):

Citazione
Per Cardiopatia in campo medico, si intende qualunque malattia che interessa il cuore, ed è la causa nella sola America di un morto ogni 37 secondi nel 2007

Citazione
A tutti di tanto in tanto capita, per esempio, di percepire dei battiti irregolari del proprio cuore; quando succede di norma pensiamo sia colpa dello stress, o dell’ansia, oppure, non sapendo a cosa imputarli, ricorriamo con un po’ di paura al medico, ma chi tra noi ha mai pensato invece di attribuirne le cause all’inquinamento? Eppure l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato circa 800.000 morti l’anno legate ai fattori di tossicità dell’aria, e la tendenza è in aumento; sono cifre enormi, oltre che una spesa incalcolabile per la sanità pubblica.

Numerosi studi effettuati in tutto il mondo sono dunque unanimemente d’accordo nel constatare una diretta relazione tra gli inquinanti e l’aumento esponenziale di: infarti, ictus, ipertensione, aterosclerosi,  aritmie cardiache e trombosi. Il particolato è capace, inoltre, di influire negativamente su diversi parametri biochimici del nostro organismo che sono coinvolti nello sviluppo di queste malattie (aumento delle LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, e diminuzione delle HDL, il colesterolo buono). I meccanismi che l’inquinamento innesca e che danno origine alle patologie cardiovascolari sono i seguenti: per prima cosa i nostri polmoni si trasformano in depositi di sostanze altamente infiammatorie che, quando non incidono solo localmente, a livello brochiale per esempio, possono successivamente entrare in circolo in tutto l’organismo (già nel giro di un’ora), nel qual caso i danni interessano direttamente gli organi con cui vengono in contatto. Gli inquinanti possono poi incidere sul sistema nervoso autonomo provocando tachicardia e alterazione del tono vascolare (delle vene e delle arterie). Gli effetti a catena sono quindi abbastanza diretti.

La cattiva notizia è che non occorre un’esposizione prolungata per danneggiare il nostro organismo: ad alte concentrazioni di inquinanti (in condizioni ambientali simili a quelle delle grandi città, per intenderci) bastano appena poche ore.

Nei seguenti link vengono effettuati controlli giornalieri o comunque periodici riguardo la qualità dell'aria e i livelli di inquinamento nella propria città/regione/area:







http://it.wikipedia.org/wiki/Cardiopatia
http://www.icea.it/contenuti_aggiuntivi.asp?id=4&id_articolo=50611
http://www.attentialluomo.it/inquinamento-e-malattiecardiovascolari/



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Difendiamoci dall'inquinamento anche imparando a lavarci il naso

Testo pubblicato il 12/08/08 da Amadio Bianchi
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Ecco perché in quest'articolo ho voluto presentarvi un'antica, tuttavia assai semplice pratica, chiamata Jala-neti o pulizia delle vie nasali con acqua e sale.
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Io ho sofferto parecchio di allergie da pollini e per il lavaggio delle fosse nasali ho sempre trovato molto pratiche le bombolette di acqua marina purificata (Fisiomer e simili); ingombro minimo, sempre a portata di mano, grande facilità d'uso: una spruzzata per narice, due-tre volte al giorno e i benefici si vedevano quasi immediatamente.

Giusto come curiosità, in uno degli ultimi episodi dell'ultima serie di Dr.House era citata proprio questa pratica indiana dicendo ".... se usi la soluzione fisiologica è un ottimo sistema per lavare le fosse nasali, se usi l'acqua del rubinetto è un ottimo modo per farsi arrivare un'ameba nel cervello".
Sicuramente è un'esagerazione per gusto di battuta (caratteristica peculiare del personaggio), ma non getta una buona luce sulle condizioni degli acquedotti americani....

Vittorio

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vittorio personalmente non l'ho mai provata come pratica, rimedierò  ;)

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Parcheggium trovatus ! Dahon Classic I and others
e ora un consiglio commerciale: OCCHIO ALLE BORSE KLICKFIX !!! http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=524.msg21158#msg21158

Offline occhio.nero

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Pieno Amaro - Radio 3 Scienza
01/08/2012

Lo chiamano il Texas d’Italia, ma per noi è ancora la Basilicata. Trentanove pozzi nella sola Val d'Agri. Una produzione complessiva di novantamila barili di petrolio al giorno, e mezzo milione di abitanti che stanno a guardare. Qual è il prezzo del petrolio lucano? Gianluigi De Gennaro, chimico ambientale dell’università di Bari, ha fatto due conti. Mentre Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ci ricorda gli effetti della nostra sete di petrolio sul Golfo del Niger.


scarica il podcast per ascoltare la puntata
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-7fd2137d-9e34-4113-be59-3abbadc5166c.html

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grazie per questo topic, da metà lucano conosco bene cosa succede in questa terra. Qualche giorno fa, quando ero in basilicata, in uno spettacolo paesano è venuto come ospite Rocco Papaleo che si è come "scusato" con la popolazione locale per lo spot dove è testimonial per l'Eni dichiarando: "il motivo per cui l'ho fatto sono i soldi, non ne ho presi mai cosi tanti in vita mia" o "io non centro nulla con le trivellazioni, ho fatto semplicemente uno spot dove dico che c'è uno sconto".
Spero che la basilicata che è ancora una terra incontaminata rispetto a molte altre regioni abbia il coraggio di non vendersi a queste holding dello sfruttamento.

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« Ultima modifica: Agosto 05, 2013, 12:25:08 pm by occhio.nero »
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articolo di Dr. Giulio Biagiotti
Come l’inquinamento uccide gli spermatozoi: L’ ipermetilazione del DNA

Una recente pubblicazione di ricercatori spagnoli su Plos-one ha fornito una chiave di lettura interessante sul meccanismo con cui l’ambiente inquinato riesce a bloccare la produzione di spermatozoi. L’articolo è piuttosto tecnico e facilmente comprensibile solo a chi mastica di genetica, provo perciò a tradurlo in linguaggio più semplice nella speranza che divenga comprensibile.

Premessa 1 : La riproduzione umana avviene per via sessuata, il che appare abbastanza ovvio. Meno ovvio è il fatto che per far avvenire il concepimento non possiamo trasmettere tutto il patrimonio genetico ( i 46 cromosomi della cellula germinale) ma servono cellule appositamente fabbricate che ne contengano la metà, ovvero 23, dette gameti. Nel maschio umano l’organo che si accolla tale compito è il testicolo. Tale lavoro è chiamato spermatogenesi. In estrema sintesi, il testicolo prende una cellula germinale da 46 cromosomi e, in circa 70 giorni, la trasforma, a forza di divisioni, differenziazioni e maturazioni, nello spermatozoo che è un fenomeno di cellula dotata della capacità di muoversi da sola nei fluidi biologici. La spermatogenesi inizia alla pubertà e continua, salvo eventi avversi, con alti e bassi per tutta o quasi la vita dell’uomo.

Premessa 2: Tale processo è complesso e finemente regolato dai geni specifici che determinano una moltitudine di espressioni geniche. Queste sono, in pratica, l’effetto delle informazioni su come e cosa va fatto, contenute nel DNA. Le espressioni geniche sono cellulo-specifiche e stadio-specifiche ovvero fanno quello che devono a seconda del tipo di cellula e dello stadio di maturazione in cui essa, in quel momento, si trova. Non si conosce ancora perfettamente il meccanismo di regolazione ma cominciano a evidenziarsi relazioni tra l’espressione genica e la spermatogenesi patologica causate da una sregolata metilazione del DNA. La metilazione, ovvero l’attaccarsi al DNA di un metile ( CH3) in pratica accende o spegne il sistema di espressione. Il gene esplica o non esplica le informazioni a seconda della metilazione. La metilazione del DNA è un processo , quindi, che gioca un ruolo cruciale nel determinare il momento e la grandezza della espressione genica.

Premessa 3: Occorre ora introdurre un'altra informazione importante: Il codice epigenetico.

Codice genetico e codice epigenetico non sono la stessa cosa. Il primo regola in via permanente fenotipo e tratti specifici ovvero l’aspetto esterno. Il secondo provvede a segnali dinamici che possono modificare il fenotipo in funzione dell’impatto ambientale.

La regolazione epigenetica è un meccanismo fondamentale per la sopravvivenza e il destino della cellula. Parecchie malattie conosciute riconoscono nella metilazione del DNA la loro genesi.  In pratica agenti esterni possono indurre serie modificazioni della funzionalità di un organo  accendendo o spegnendo i geni  regolatori.


La notizia: Studiando il profilo di metilazione di DNA estratto da testicoli di soggetti sani e soggetti con alterazione della spermatogenesi   è stato possibile, ai ricercatori, verificare una correlazione significativa tra l’espressione dei geni PIWIL2  e TDRD1 con tale patologia. L’ipermetilazione sembrerebbe agire allo stadio iniziale della spermatogenesi realizzando un arresto maturativo, in pratica un blocco del processo agli stadi iniziali ed impedendo quindi la formazione di spermatozoi. Una azoospermia secretiva, quindi. Verificare se tali geni sono accesi o spenti, una volta confermata la validità dell’assunto della ricerca, potrebbe servire come marker di spermatogenesi normale o povera il che sarebbe decisamente utile, nella pratica clinica, per la distinzione tra azoospermia secretiva o ostruttiva. La ricerca, comunque, aggiunge un altro tassello alla difficile comprensione ed identificazione dei meccanismi killer degli spermatozoi e dà ragione a quanti si sgolano, spesso inascoltati, per difendere l’ambiente in cui viviamo.

fonte inglese da cui è tratto: http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0047892 
fonte: http://www.medicitalia.it/giuliobiagiotti/news/2610/Come-l-inquinamento-uccide-gli-spermatozoi-L-ipermetilazione-del-DNA




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Detroit, la Capitale dell'auto, ha dichiarato fallimento
E' la più grande bancarotta nella storia d'America con un indebitamento tra i 18 e i 20 miliardi di dollari
http://www.omniauto.it/magazine/23799/detroit-la-capitale-dellauto-ha-dichiarato-fallimento


Un debito tra i 18 e i 20 miliardi di dollari ha fatto fallire Detroit, la città americana simbolo dell'automobile che ha visto nascere i primi modelli T di Henry Ford e che oggi ospita le sedi di GM, Chrysler-Fiat e Ford. Dopo lunghe trattative è stato dato il via libera alle procedure previste dalla legge per il fallimento della città e, sebbene le reazioni del mercato siano contenute perché erano due anni che Detroit versava in cattive acque, l'impatto emotivo è forte perché è la prima volta nella storia che una città così grande dichiara fallimento per proteggersi dai creditori. E poi questa è la capitale mondiale dell'auto e, sebbene proprio ora il settore stava riprendendosi negli USA, resta la paura che ci possano essere delle ripercussioni. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha sostenuto l'industria dell'auto di Detroit come volano della ripresa sta seguendo da vicino la vicenda. "Purtroppo questa era una crisi attesa, annunciata - ha risposto a Il Sole 24 Ore Gualberto Ranieri il portavoce di Chrysler - sono due facce di una stessa medaglia, da una parte il settore auto soffocato quattro anni fa da una crisi terribile che oggi si riprende, dopo molti sacrifici, e il caso Jefferson del New York Times, è un caso esemplare. Dall'altra la crisi di una municipalità che non è riuscita a ristrutturare e che in difficoltà invece ci è rimasta troppo a lungo".

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« Ultima modifica: Febbraio 26, 2015, 11:43:59 am by occhio.nero »
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Tutta la città ne parla
(podcast)


23/7/2013
Il fallimento di Detroit e le conseguenze per l'Europa
Il fallimento annunciato della città Usa simbolo dell'industria automobilistica paga anche l'abbandono dovuto alla questione razziale.


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segnalo i seguenti reportage sulla follia italiana dell'auto privata, sulle inefficienze del trasporto pubblico, ...:

"L'auto permettendo, Report del 9.5.2010"
In un mondo che è sull’orlo di una crisi di traffico, l’Italia detiene in Europa il primato della densità automobilistica: più di 600 macchine ogni mille abitanti
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-28c2cf1c-a3a7-4259-8db9-834344c566e8.html

"Trasporto pubblico", Presa Diretta del 21/09/2014
Una puntata in cui si mettono a confronto due sistemi di trasporto pubblico e le scelte politiche che li hanno prodotti, quello italiano e quello francese. Gli inviati di PRESADIRETTA hanno attraversato il nostro paese, da nord a sud, salendo sugli autobus, i tram, la metro e i treni locali, come milioni di cittadini fanno ogni giorno, per rendersi conto dello stato dei trasporti pubblici. Il quadro che ne è uscito è desolante. Il 70% degli autobus in circolazione andrebbe sostituito, perché inferiore allo standard richiesto dalle norme europee. Un autobus su due ha più di 10 anni di vita. A PRESADIRETTA ospite in studio di Riccardo Iacona: Carlo Bonini, inviato di “Repubblica”, per raccontare in diretta le inchieste sugli scandali e le tangenti che ruotano attorno al trasporto pubblico della capitale.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7843cfc9-1e59-4378-b473-d20a5dbec393.html#p=0



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ho visto la trasmissione con molto interesse... non posso non pensare a cosa devono affrontare tutti le mattine quei disgraziati della ostia-roma, per non parlare della cristoforo colombo. Purtroppo prima si sono costruiti interi quartieri grossi come piccole città e poi le infrastrutture. La città cresce più velocemente delle strade, è questo è il risultato. Si è sempre fatto così e si sta continuando a fare. Dove andremo a finire?  ???

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L'altro Pianeta
trasmissione del  17.1.15

2014, l'aria migliora ma...

I bilanci di fine anno parlano chiaro: l'aria che abbiamo respirato nel 2014 è stata migliore di quella dell'anno precedente. Ma il merito non è di politiche lungimiranti o di comportamenti virtuosi: semplicemente abbiamo avuto più pioggia che nel 2013! Per parlare di cosa possiamo fare per le nostre città torna a trovarci Anna Gerometta, presidente di Genitori Antismog.


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