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Autore Topic: La mia Atala Abarth e la mia Nessie  (Letto 61577 volte)

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Offline gip

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La mia Atala Abarth e la mia Nessie
« il: Luglio 21, 2013, 07:15:36 pm »
Ciao a tutti
Come minacciato in autopresentazione inizio a presentarvi la mia Atala Folding 16” ex 6V e descrivervi le modifiche che le ho apportato.

Vorrei mettere a disposizione del forum una esperienza interessante che possa essere utile ad altri nelle proprie scelte.
Inizio il racconto col lavoro fatto alla trasmissione ed i benefici ottenuti.

Tra i (pochi) difetti di questo modello il più fastidioso è il famigerato effetto criceto (ampiamente descritto anche da Peo, Bea, Glorenzop e altri) causato dallo scarso Sviluppo Metrico (SM) di questa bici e fisiologico delle 16”, salvo poche eccezioni (leggi Brompton).
Per capire certe scelte è necessario accennare allo studio fatto a tavolino.
Mi perdoni chi già ben conosce questo argomento ma voglio chiarire per l’ennesima volta sul forum a quei pochissimi che non lo sapessero cos’è l’SM e come intervenire per modificarlo. L’SM è la distanza percorsa con un giro di pedali ed è funzione esclusivamente di tre fattori:
-   il diametro delle ruote;
-   il numero di denti della corona anteriore;
-   il numero di denti del pignone posteriore in uso.
Nell’Atala 16” la ruota ha un diametro teorico di 0,4064 m (16” x 25.4 / 1000) con una circonferenza pari a 1,27675 m (3.1416 x 0,4064). In realtà bisognerebbe tener conto del reale diametro del pneumatico adottato e dello schiacciamento della gomma sotto carico ma per semplicità usiamo i valori teorici. Ma quanti giri fa la ruota ogni giro pedali? La risposta è data dal rapporto tra i denti della corona ed del pignone posteriore. Nell’Atala di serie la corona ha 46 denti e il pignone della 6a marcia 14 denti. Il rapporto 46/14=3,2857 sono i giri per pedalata. Per cui l’SM diventa 1,27675x3,2857=4,195 m per giro pedali (nel diagramma posto più avanti sono riassunti gli SM per ciascun rapporto del cambio).
Se si vuole aumentare l’SM si può quindi intervenire solo sui tre parametri visti: aumentando il diametro della ruota, aumentando i denti della corona e/o diminuendo il numero di denti del pignone posteriore.
Il primo caso non ha senso perché significa, salvo rare eccezioni, buttare la bici. Al massimo si può trovare un pneumatico cicciotto che aumenti un tantino il diametro (tipo Big Apple). Più fattibile è agire sul numero di denti. Nel diagramma che segue sono visibili: l’SM di serie (linea azzurra), l’SM modificato con corona da 53 denti (linea rossa) ed infine l’SM con l’adozione, oltre della corona 53T, anche di un cassetto posteriore 7V 11-28 (linea verde tratteggiata).

Esaminando il grafico se ne traggono le seguenti conclusioni:
-   Applicando tutte le modifiche ipotizzate l’SM aumenta quasi 2 m/giro dalla configurazione di origine e, per avere un riferimento, supera di poco l’SM di una bici da 20” con corona da 53T e cassetto posteriore 6V 14-28 (6,047 m/giro). Oltre questo limite è difficile andare con una 16” se non utilizzando costosi cambi interni a mozzo. Per qualche bici è magari possibile montare corone da 54 o 56T ma non è il caso dell’Atala.
-    Il diagramma mostra un piccolo inconveniente nel passaggio tra la 6a e la 7a marcia che risulta un po’ brusco.
-    Un’ultima considerazione riguarda le marce basse (i due cassetti hanno pignoni identici per 1a, 2a, 3a e 4a marcia). Cambiando la corona l’SM aumenta anche con i pignoni più grandi. Ma passare in 1a marcia da 2,1 m a 2,4 m è praticamente irrilevante. Con una prima da 2,4 m si va su per i muri.
E così ho definito la mia configurazione: corona da 53T e cassetto 7V 11-28.

Aumentare i denti della corona.
Non è possibile intervenire sulla guarnitura di serie dell’Atala perché è di tipo stampato in acciaio e non ha la corona modificabile. E’ necessario quindi cambiarla. Nella scelta bisogna fare attenzione ad  alcune cose:
-   che la nuova corona più grande non interferisca con qualche parte della bici (vedi foto). Suggerisco di fare un modello, tagliando un disco di cartone di diametro pari alla nuova corona, da applicare al lato interno di quella di serie montata prima di decidere. Tenete presente che le corone hanno tutte ugual diametro a parità di denti e ogni dente in più aumenta di 4,0425 mm il diametro.

-   Rispettare l’interfaccia col movimento centrale, in questo caso a perno quadro.
-   Non eccedere i 170 mm di lunghezza di pedivella oltre il quale vi è il rischio di toccare pericolosamente a terra col pedale in curva (per le 16”),
-   Per chi vuol comporsi la guarnitura, sceglierne una con BCD (Bolt circle diameter) che possa permettere ampia scelta di corone. Io consiglio 130 mm (standard Shimano) che ha un’infinità di corone facilmente reperibili. Eviterei, se possibile, le guarniture stampate monoblocco (più economiche ma di solito più pesanti) in modo da poter cambiare solo la corona in caso di usura dei denti.
-   Usare corone con denti da 3/32” e non da 1/8” di spessore, altrimenti ci saranno problemi con la catena. Gli ingranaggi da 1/8” sono usati sulle single speed e sulle BMX.
Il cambio guarnitura è un intervento semplice e più volte eseguito da altri nel forum. Richiede 10 minuti ad un meccanico appena decente ma si può fare anche da se. L’unico attrezzo specialistico è l’estrattore di pedivelle, acquistabile a pochi Euro. Io ho optato per una guarnitura LitePro 53T, in alluminio 6061, ma solo perché trovata in asta ed aggiudicata a 50$ (38€) su eBay. La guarnitura si è adattata all’Atala senza altri interventi se non una minima regolazione di tensione al cavo del cambio. Inalterati infatti movimento centrale e catena. La scelta si rivelata valida. Mai problemi, ottimo peso (1/2 kilo abbondante risparmiato), pedivelle da 170 mm (150 le originali) che garantiscono una pedalata agile e fluida. Unico aspetto opinabile, a mio parere, un’estetica con decori vistosi.
Altre alternative sono la bella e costosa Kinetix Supra 53T (già descritta da Peo e Bea) o farsela da se comprando separatamente guarnitura e corona (occhio al BDC). Disponibili in questo caso ProWheel e Sugino.

Diminuire i denti dei pignoni.
Più complesso è stato il cambio dei pignoni posteriori. Ha richiesto molta pazienza, determinazione e un po’ di competenza. Sull’Atala il pacco pignoni di origine è un 14-28 a 6V di tipo avvitato alla ruota libera. Non sono riuscito a trovare niente di questo tipo che portasse il settimo ingranaggio da 11 denti che volevo (bravissimo case106 ad averlo trovato) e che avrebbe fatto risparmiare un sacco di soldi e fatica. I cassetti disponibili con l’11T erano solo di tipo Shimano Hyperglide (HG) 7V o più. La modifica ha richiesto quindi anche la sostituzione del mozzo ruota. E quest’ultimo è stato il pezzo più difficile da trovare. Il mio suggerimento è: scegliere il cassetto ma, prima di comprare qualsiasi cosa, trovare il mozzo giusto perché senza quello è tutto inutile.

Il mozzo deve avere le seguenti caratteristiche:
-   essere scelto tra quelli a standard 130 mm in larghezza ma con la pesante condizione di poter essere portato a 126 mm. Questa misura è la distanza tra i forcellini del carro posteriore dell’Atala (almeno sulla mia). E’ una misura balorda e se il mozzo non recupera i 4 mm di differenza la ruota non entra in sede. In quello da me comprato (preso in Germania  come ricambio Dahon, privo di marca e oggi non più reperibile) vi erano due provvidenziali rondelle esterne alle ghiere che bloccano i cuscinetti del mozzo che, una volta eliminate, hanno consentito la larghezza giusta. Altrimenti bisogna far tornire le ghiere blocca cuscinetti di 1,5 mm sul lato dei pignoni e 2,5 mm sul lato opposto. Io non mi sognerei nemmeno di allargare il carro divaricandolo. Con l’alluminio vi è il reale rischio di veder comparire qualche crepa nel telaio che equivale a portare la bici all’ecocentro.
-   La seconda cosa è verificare il tipo di corpetto porta cassetto pignoni sia coerente col pacco pignoni scelto, nel mio caso Hyperglide 7V. E’ possibile usare anche un mozzo con corpetto HG da 8V ma in questo caso bisogna procurarsi l’apposito spessore da 2 mm circa per compensare la differenza tra i cassetti 7V e 8V. Pur essendo possibile non monterei un cassetto pignoni 8V per questi motivi: la marcia in più non serve perché è dispersa tra la 1a e la 4a che si usano pochissimo, pesa di più e richiede la sostituzione del deragliatore posteriore perché quello di serie (Shimano TY15) arriva solo fino a 7V e gestisce ingranaggi da 11t a 28t e non oltre.
-   Il mozzo deve avere 28 fori per i raggi per andare d’accordo con la ruota originale.
-   Accertarsi che il diametro delle flange su cui giacciono i fori dei raggi sia compresa tra 66 e 68 mm. Questo permette di riutilizzare i raggi della ruota originale. Se non si trova questa misura bisogna mettere in conto raggi nuovi ed è preferibile una flangia con diametro inferiore all’originale per non inclinare troppo i raggi ed i nippli sul cerchione nella campanatura.
-   Occhio anche al diametro del perno che sul mozzo è originale e 9 mm. Quello nuovo era 10 mm ed ha richiesto un paio di colpi di lima sui forcellini per entrare.
Per comporre la ruota affidarsi ad un ottimo meccanico. Non è facile. Il mio è bravissimo ma ha sbagliato due volte. Ha sbagliato la campanatura asimmetrica mettendo fuori centro di 5 mm il cerchio, errore subito rimediato. Inoltre ha sbagliato la partenza dei raggi per cui un incrocio è finito sopra la valvola. Visto che me l’ha fatta gratis sudando due ore non ho avuto il cuore di fargliela rifare ma adesso devo soffrire un po’ per gonfiare la gomma. Con sorpresa ho poi verificato che la ruota nuova pesava meno della vecchia (1,020 kg contro 1,060kg). Meglio!

Montato il tutto sulla bici l’opera si è completata con la sostituzione del comando del cambio. Ho scelto il vecchio SIS Shimano che farà arricciare il naso a qualcuno. Ho optato per questo perché affidabilissimo, leggerissimo, costa poco e perché occupa poco spazio sul manubrio. Aggiungo che col Revo originale mi è capitato più volte di cambiare involontariamente stringendo la manopola. Comunque tutti i comandi 7V vanno bene ma è meglio usare Shimano per la piena compatibilità col deragliatore ed il cassetto pignoni. Ovviamente va regolato il deragliatore tramite le viti H e L sui due rapporti estremi (11 e 28) e ripristinata la tensione del cavo.


Conclusioni
Sin dai primi metri ho capito che in 6a e 7a avevo un’altra bicicletta. Tanto, ma tanto, migliorata. Adesso le vecchiette su bici anni 60 e col sacchetto della spesa appeso al manubrio non mi superano più così facilmente. Anche qualche svogliata MTB viene sverniciata con facilità. In un momento di pazzia ho provato un solitario sprint alla Cavendish arrivando a 41.7 km/h. Ho passato due giorni con la febbre ma che soddisfazione! Prima i 30 non li vedevo nemmeno col telescopio. Con 60 pedalate al minuto si va a 22 km/h con facilità ed a lungo. Uso prevalentemente la 6a marcia, più raramente 5a e 7a. Facendo tutte le corna del caso sino ad ora zero problemi e tutto si è dimostrato robusto ed affidabile (800 km per la guarnitura e 450 km per il cassetto pignoni). Non ho notato tracce di usura. Il costo vivo è stato di circa 105 euro. E’ giusto ricordare che la guarnitura montata non costa 38 ma 61 euro e che il mio meccanico non mi ha mai chiesto nulla (Santo subito!). Più avanti vi racconterò come ho portato il peso della bici da 13,36 kg a 10,8 kg.
Nella speranza di essere stato utile al forum e ringraziando i due che hanno avuto la pazienza di seguirmi fino a qui saluto cordialmente tutti.
Solo chi pedala va avanti!

Offline ironandrew

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La mia Atala Abarth e la mia Nessie
« Risposta #1 il: Luglio 22, 2013, 12:10:45 pm »
Ciao Gianni, finalmente mi sono letto questo tuo bel topic...e ti dirò che la LitePro mi fa gola! adesso non voglio più tediarti...devo decidermi...mi rinchiuderò in ritiro spirituale per decidere... ;D
Andrea - Atala 16" 6V bianca

Offline gip

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La mia Atala Abarth e la mia Nessie
« Risposta #2 il: Luglio 25, 2013, 01:26:40 pm »
Ragazzi del forum con questo ultimo contributo termino di illustrare la mia Atala 16”. Come ho già spiegato nella presentazione era per me una necessità ridurre un po’ il peso della bici perché costretto sera e mattina a trasportarla su e giù per le scale di casa (tre piani). All’acquisto la bici pesava 13,36 kg. Peso decente ma non una piuma. Altri nel forum hanno dichiarato valori più bassi per le loro e solo jobike.it  aveva indicato il peso in 13,5 kg. L’Atala non lo dichiara. Vorrei raccontarvi come l’ho alleggerita e dare un voto (1-10) agli accessori sostitutivi affinché altri possano decidere se vale la pena prenderli in considerazione.

Ho iniziato verificando tutti gli accessori della bici con una calamita per capire quali parti fossero in acciaio e quali in alluminio. In acciaio sono risultati: piantone reggisella e relativo morsetto, manubrio, piantone ribaltabile manubrio, deragliatore del cambio, guarnitura, giunto centrale, catena, forcella, movimento centrale, raggi, viti in generale e portapacchi. Tutto sommato un bel po’ di cose.

Relativamente alla  trasmissione, già descritta, aggiungo solo che ho sostituito la catena con una che mi avanzava da altre modifiche sulle bici di casa. E’ una KMC X9-SL (9V) un po’ più leggera dell’originale. Sono quindi partito con l’eliminare il porta pacchi, per me inutile, risparmiando 525 g e ripristinando il catarifrangente con uno adesivo della 3M rosso conforme alla EN ONU/ECE 104 attaccato direttamente al parafango. Ho dovuto ricostruire il sostegno del parafango che si trovava sul portapacchi con un supportino in alluminio e due raggi sagomati come stecche.

La prima parte cambiata è stata la sella. Ho messo una Your Air usata avuta da un amico da 160 g (360 g la originale Selle Royal). A mio parere ha una forma interessante, è abbastanza morbida e comoda, molto leggera ma ha un difetto. Con alcuni tessuti è scivolosa. Bene con i jeans. Spesa 30 euro, nuova sui 50. Qualità media. Voto 7,5.

Cambiato poi il piantone reggisella. Qui il discorso è più complesso. Il reggisella è da 27,2 mm di diametro e, in alluminio, sono disponibili solo fino a 400 mm di lunghezza salvo quello da me montato (BBB) che arriva a 450 mm. L’originale è 500 mm. E’ una modifica solo per persone leggere (io peso 68 kg per 172 cm) e non alte. Unico trovato da 500 mm è uno Shannon  per sceicchi (101 euro). Costo reggisella circa 30 Euro peso 325 g contro 530 dell’originale. Voto 7.



Cambiato totalmente il manubrio monoblocco in acciaio (peso 630 g) con una combinazione fatta da: piega flat Truvativ T20 (161 g), stem New-One (96 g) e piantone auto costruito (120 g). Spesa totale 29 euro. La piega è da 31,8 mm al morsetto ed è stata ridotta da 600 mm a 520 in larghezza come l’originale. Non va ridotta ulteriormente altrimenti non vi è spazio sufficiente per montare manopole, comando cambio revoshift e leve freno. Serve inoltre la larghezza per meglio governare la bici sullo sconnesso. Complessivamente voto 9.

Nel manubrio sono state sostituite: le leve freno originali (160 g) con delle AEST da 70 grammi. (belle leve ma care, 41 Euro), e le manopole con delle della T-One modulari ergonomiche. Le manopole sono buone perche possono variare la lunghezza da 94 a 124 mm adattandosi molto bene alla piega e alla mano con buon grip ma come comodità, a mio parere, non valgono le Ergon, peso 155 g e costo 12 euro. Alle leve voto 9,5 alle manopole voto 7.



Cambiati poi i pedali. Il cambio non era inizialmente previsto ma dopo pochi km uno dei pieghevoli originali si è rotto. Devo dire che questi pedali pieghevoli sono un punto debole di queste bici. Altre segnalazioni lo dimostrano. Ho preferito di conseguenza dei rimovibili e ho scelto i Wellgo M111 (330 g contro 440 g degli originali). Sono robusti e affidabili oltre che leggeri. Il difetto è che quando sono bagnati tendono a far scivolare la scarpa se ha suola liscia. Dovessi ricomprarli li sceglierei da MTB con le puntine. Spesa 19 euro. Voto 7,.5. Ai pedali ho poi messo i catarifrangenti di legge con la stessa tecnica vista per il parafango posteriore.



Cambiati poi i freni. Onestamente devo dire che è stato un capriccio dettato più che altro dall’estetica accattivante. Ho montato degli AEST Ultralight dal costo di 66 euro e da 263 g. di peso Gli originali Alhonga pesavano 400 g. La frenata è meno potente perché il braccio di leva è più piccolo ma resta lo stesso ottima. La bici tende a bloccare meno le ruote. Gli spazi di arresto sono più o meno i medesimi grazie a pattini più efficienti. Si deve fare un po’ più forza sulle leve. Inoltre ho dovuto modificare il parafango posteriore per poterli montare.
Devo ammettere di essere stato tratto in inganno dalla descrizione sul sito (dx.com) che parla di braccio frenante di 110 mm. (come gli originali). In realtà non arriva a 100 mm. 110 mm è la lunghezza totale della leva. Voto 6,5.



Altra modifica è stato il cavalletto che non ha portato a diminuzioni di peso. Personalmente detesto il cavalletto laterale fissato dietro il movimento centrale perché blocca la bici se la si sposta in retromarcia. Ne ho preferito uno fissato al carro. Quello da me comprato è dozzinale e fa rumore durante la marcia. Il principio è giusto ma quello montato è da evitare. Voto 3,5.

Infine sono state aggiunte le luci della Lezyne secondo codice della strada. L’Atala ne è priva. Sono belle, piccole, leggere e si montano ovunque grazie agli elastici. L’anteriore bianca non è però fatta per illuminare la strada ma solo per farsi vedere. Io frequento strade ben illuminate e non ho problemi ma per chi dovesse andare per vie buie questo faretto non va bene. Va scelto qualcosa di più potente. Perfetta la rossa posteriore. Voto 9.

Tutto quanto descritto ha portato il peso della bici a 10,81 kg. Non è male. Ho in testa altri piccoli aggiustamenti che potrebbero rendere 200/300 g. Una modifica più importante potrebbe essere il cambio della forcella anteriore e del piantone ribaltabile del manubrio, ma ad oggi non ho ancora trovato nulla che si adatti all’Atala. Se qualcuno ha informazioni a riguardo si faccia vivo.
La differenza di peso quando si marcia è irrilevante ma vi garantisco che si sente bene quando si salgono le scale. Oggi non vado più in riserva già al secondo piano come prima.
Con questo ho terminato mia la lunga descrizione/recensione. Spero possa essere utile almeno ad uno. Ringrazio chi mi ha seguito sin qui e saluto tutti. Passo e chiudo.
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Offline occhio.nero

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La mia Atala Abarth e la mia Nessie
« Risposta #3 il: Luglio 25, 2013, 01:55:59 pm »
complimenti..... un genio del male!  ;D

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Offline MariaAdriana

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« Risposta #4 il: Luglio 25, 2013, 01:58:13 pm »
Complimenti davvero!

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Alessandra
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Offline FoldingStyle

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La mia Atala Abarth e la mia Nessie
« Risposta #5 il: Luglio 25, 2013, 02:02:27 pm »
¡Chapeau!
Senza ombra di dubbio ti meriti un altro punto karma. ;D

Un saluto.
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Offline giannib

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« Risposta #6 il: Luglio 25, 2013, 03:41:38 pm »
Veramante complimenti, e grazie delle dritte, penso a cosa potresti combinare su una brompton...
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Offline Peo

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« Risposta #7 il: Luglio 25, 2013, 03:46:35 pm »
Veramante complimenti, e grazie delle dritte, penso a cosa potresti combinare su una brompton...

Facciamo una colletta e regaliamo un telaio Brompton a Gip!  ;D

Complimenti per tutte le modifiche fatte alla tua Atala..... ti confesso di rosicare molto vedendo come l'hai personalizzata/migliorata.
Io purtroppo ho le mani legate, dato che l'Atalina di casa è di mia sorella e lei oltre alla modifica alla guarnitura non ha bisogno di altro  :(
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Offline gip

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« Risposta #8 il: Luglio 25, 2013, 06:50:58 pm »
Amici miei non potete sapere che piacere mi fa il vostro apprezzamento! Avevo scrupoli a postare la descrizione perché dubitavo fosse adeguata per esperti come voi. Permettetemi un commento. A me piacciono le cose scarne ed essenziali, forse per deformazione professionale, e così volevo l'effetto modificando l'Atala oltre a precisi obiettivi pratici. Lascio a voi il giudizio. La Brompton è bici di altra galassia e beato chi la possiede. A suo tempo l'avevo valutata eccessiva per le mie necessità. Nasce esattamente come vorrei una pieghevole. Pulita, essenziale, razionale, leggera e performante. Francamente non saprei cosa dover modificare se non dettagli. Mettere le mani in un'Atala non è come farlo in una Brompton, secondo me tutto deve essere adeguato alla classe dell'oggetto. Tuttavia... se Peo mi regala un telaio...beh! Non si illuda di rivederlo indietro!! Grazie ancora e ciao a tutti.
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Offline boccione

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« Risposta #9 il: Settembre 05, 2013, 09:12:32 am »
ciao gipmho misurato la flangia del mozzo ruota con il calibro e misura circa 53,90 mm mi spieghi perchè hai dato come range minimo 66 ciao grazie
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Offline jeby

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« Risposta #10 il: Settembre 05, 2013, 11:50:08 am »
Complimenti per le modifiche!!! La sella Your Air mi sa che la faccio mia  :) bella anche l'idea di soprannominarla Abarth  ;)
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Offline gip

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« Risposta #11 il: Settembre 05, 2013, 12:57:23 pm »
Hai assolutamente ragione! Le flange sono da 44 sull'anteriore e 54 sul posteriore. Chiedo scusa a tutti non so dove avevo la testa quando ho copiato gli appunti. Il rango di flangia del mozzo e 54/56 col diametro della foratura da 48.
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Offline boccione

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« Risposta #12 il: Settembre 05, 2013, 01:03:21 pm »
ok ti ringrazio per la precisazione, adesso sono alla ricerca del mozzo ruota, e vorrei addirittura raggiarmi la ruota personalmente
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Offline gip

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« Risposta #13 il: Settembre 05, 2013, 01:38:16 pm »
Come ho già scritto in precedenza quel mozzo mi ha fatto tribolare. L'ho trovato per mera fortuna presso un rivenditore tedesco di ricambi Dahon, oggi sparito. Avevo valutato anche i mozzi della Novatec che vende la Stazione delle Biciclette. Considera la possibilità della modifica che ha fatto case106 sulla sua Olmo 16" che ha lasciato i riferimenti di una ruota libera 7V con rapporti 11-28. Lo avrei fatto anch'io se lo avessi trovato. Costa sicuramente molto meno, lo installi in 10 minuti e non devi diventare matto a rifare la ruota anche se è una soluzione meno raffinata.

Citazione
Complimenti per le modifiche!!! La sella Your Air mi sa che la faccio mia   bella anche l'idea di soprannominarla Abarth 
Grazie. Per la Your Air ci sino delle belle offerte su Taiwan con prezzi più bassi di un paio di mesi fa. Vedi su eBay. Il nome Abarth è uno scherzo che mi è venuto in mente vedendo passare casualmente una spettacolare Fiat Abarth 595 S per strada.
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Offline mancio00

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La mia Atala Abarth e la mia Nessie
« Risposta #14 il: Settembre 05, 2013, 02:51:37 pm »
che modifiche fantastiche, credo che nel momento che volessi fare delle modifiche alla mia nuova pieghevole (appena arrivata a casuccia!!!), butterò il naso in questo topic!
bellissima la sella, sembra proprio in puro stile "filodiferronelretto" come quella che ho sulla mtb… :P
MassimoBrompton S6E Orange Black