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Autore Topic: cambio esterno o interno al mozzo?  (Letto 15818 volte)

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Offline occhio.nero

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cambio esterno o interno al mozzo?
« il: Agosto 15, 2013, 11:50:51 am »
segnalo la discussione:

sostituzione del cerchione di una ruota con cambio interno (sram dual drive)
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=3973

la trasmissione: intro su cambio e marce
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=8

sram dual drive: pignoni, leve cambio, ...
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=461.0

perdita efficienza (cambi al mozzo e cinghie)
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=9269

----------


Apro questa discussione per collezionare riflessioni in merito alla domanda:

cambio esterno o interno al mozzo?

Linkback: http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=6087.0
« Ultima modifica: Novembre 03, 2016, 04:53:59 pm by occhio.nero »


Federico
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cambio esterno o interno al mozzo?
« Risposta #1 il: Agosto 15, 2013, 02:09:40 pm »
A quanto pare proprio stamattina ero in argomento con questo nuovo topic... :o

Contributo proveniente da altra discussione:

Se può esserti utile la mia esperienza... Da pedalatore ultra-trentennale di una bici con cambio al mozzo 3 velocità (la mia 28") non posso che parlare bene di questa soluzione. Preciso, pulito, pratico, durevole e sufficientemente versatile. Per Milano dovrebbe essere perfetto, io lo utilizzo sui 7 colli e dintorni...

Rispetto ai cambi esterni ovviamente i rapporti sono decisamente più distanziati, ma è anche una questione di abitudine, è un po' come avere a disposizione tre single speed contemporaneamente... ;D

Se sceglierai una bici con cambio al mozzo dopo un po' troverai strane quelle col cambio esterno... ;)
(...)

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Offline sergiozh

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cambio esterno o interno al mozzo?
« Risposta #2 il: Agosto 15, 2013, 04:08:56 pm »
guardacaso cercavo proprio informazioni su questo tema (per la birdy che esiste in tante versioni con entrambi i cambi) e ho trovato nel web:

http://piedialcielo.altervista.org/review/archivio/0904cambiomozzo.htm

e

http://29pollici.com/hubpub/showthread.php?t=1829&page=4

dunque le mie conclusioni teoriche (senza riscontro diretto pratico) sono:

il cambio a mozzo spreca più energia del ciclista, pesa di più e costa di più ma permette di sporcarsi meno e si cambia anche marcia da fermo. per questo forse lo mettono sulle bici da "città" e meno quelle da montagna.

dal manuale dei cambi a mozzo "buoni" ho inoltre visto che contengono olio che va cambiato una volta l'anno o ogni 5000 km, ci sono anche cambi a mozzo con grasso da non cambiare mai (?) ma che anche proprio per questo sarebbero meno performanti credo di aver capito.

inoltre ho visto dei cambi che hanno entrambe le varianti sulla ruota posteriore: un cambio a mozzo a 3 e uno a deragliatore a 7 marce.

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« Ultima modifica: Agosto 15, 2013, 04:16:55 pm by sergiozh »

Offline occhio.nero

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« Risposta #3 il: Agosto 15, 2013, 05:48:10 pm »
ho diverse bici con cambio interno al mozzo: la Dahon Mu P24, la Tikit e la Brompton.
In tutti e tre i casi è utilizzato in combinazione con un pacco pignoni (da 2 a 8 ) per amplificare lo sviluppo metrico.
Non ho mai avuto problemi.

In generale, mi sento di dire che questa soluzione riduce le parti meccaniche esposte (quindi il rischio di urti pericolosi, macchie di grasso, ...). Un vantaggio che si paga  in termini di efficienza, peso e/o portafoglio.


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« Ultima modifica: Agosto 15, 2013, 06:32:21 pm by occhio.nero »
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« Risposta #4 il: Agosto 15, 2013, 06:02:51 pm »
Scegliereste mai una bici col solo cambio interno al mozzo?
Ho la sensazione che alle nostre latitudini sia una soluzione poco gradita, o poco compresa, sicuramente poco frequente.

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Offline occhio.nero

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« Risposta #5 il: Agosto 15, 2013, 06:41:59 pm »
Se non sbaglio, nel nord Europa il cambio interno al mozzo è molto diffuso già da parecchi decenni, nella soluzione a tre marce (storico è il marchio della Sturmey Archer), più che sufficiente per affrontare l'orografia piatta, tipica di nazioni come l'Olanda.


I recenti sviluppi tecnologici (e forse anche nuove necessità commerciali) hanno permesso di realizzare soluzioni più articolate (7,8, 11 marce)  a prezzi accessibili (ben più contenuti  rispetto al mostro sacro del Rohloff a 14 marce), fattori che a mio avviso permettono di esplorare nuovi mercati, prima di esclusiva  competenza del cambio tradizionale. 

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« Ultima modifica: Agosto 15, 2013, 08:00:33 pm by occhio.nero »
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« Risposta #6 il: Agosto 15, 2013, 07:09:13 pm »
a me sembra che quando mettono un cambio a mozzo misto son un cambio a deragliatore sulle pieghevoli lo fanno come soluzione di ripiego perchè su queste bici la distanza tra mozzo e l'ingranaggio della catena dove si pedala è troppo piccola per permettere di mettere li 3 ingranaggi come sulle bici più grandi.

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« Risposta #7 il: Agosto 15, 2013, 07:56:01 pm »
Probabilmente hai ragione,  ma il recente fiorire di  modelli pieghevoli con doppia o tripla  guarnitura (per rincorrere un mercato sempre più curioso e stimolato) sembra dimostrare che i margini di sviluppo sono in continua elaborazione.


Aggiungo che, a mio avviso,  sulla scelta del mozzo interno potrebbe aver influito  anche la possibilità di diversificare facilmente uno stesso telaio (vedasi ad esempio la Dahon Mu, il cui telaio può essere proposto  sia in versione 8 che 24 marce).

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« Ultima modifica: Agosto 15, 2013, 07:59:17 pm by occhio.nero »
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cambio esterno o interno al mozzo?
« Risposta #8 il: Agosto 15, 2013, 07:59:39 pm »
Io, dopo anni di mountain bike con un cambio esterno, sto utilizzando da 10 mesi una Hoptown con un cambio Nexus 7 nel mozzo, e lo trovo semplicemente fantastico per un uso in città!  :D

I pregi a mio avviso sono diversi:
- compatto per le pieghevoli
- pulito
- di semplicissima regolazione (non servono attrezzi..)
- consente di tenere la catena in tensione costante riducendo drasticamente le cadute di catena per buche/sobbalzi, o la rottura della stessa
- consente di cambiare da fermi, ed in rapida successione se si vuole
- il comando integrato alla manopola consente di cambiare frequentissimamente, così da regolarci per partenze, salitine, discesine, pavè ecc.. azzerando lo sforzo dovuto ai diversi tipi di fondo che si susseguono.

I difetti invece sono un maggiore peso al posteriore (che non trovo incidere molto in percorsi urbani, con le ruote da 20", ed un telaio estremamente "assettato"), e poi il fatto che la cambiata è molto eterogenea a seconda della velocità e della forza impressa (può essere immediata e silenziosa, o tardare di alcuni secondi, o anche fare un brutto rumore di ingranaggi se in quel momento lo si tiene troppo sotto sforzo), però pian piano ci si abitua.

Personalmente su una mountain bike non lo monterei mai, perchè sono troppe le sollecitazioni, e la precisione richiesta.
Su una pieghevole invece credo sia il cambio perfetto!  8)

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"Lascia che la pace della natura entri in te, come i raggi del sole penetrano le fronde degli alberi. Lascia che i venti ti soffino dentro la loro freschezza e che i temporali ti carichino della loro energia, allora le tue preoccupazioni cadranno come foglie in autunno"
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cambio esterno o interno al mozzo?
« Risposta #9 il: Agosto 15, 2013, 08:35:59 pm »
per fölle:

tu percepisci la maggiore perdita di energia della tua pedalata rispetto a un cambio convenzionale ?

devi cambiare l'olio al cambio ogni tanto o fare un'altra manutenzione ?

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« Ultima modifica: Agosto 15, 2013, 08:48:16 pm by sergiozh »

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« Risposta #10 il: Agosto 16, 2013, 09:39:53 am »
in merito al  cambio interno al mozzo SRAM DUAL DRIVE, dal manuale messo a disposizione dalla Bike Friday

http://www.bikefriday.com/userfiles/DualDriveManual.pdf

leggo che l'unica manutenzione richiesta, è una periodica lubrificazione dell'asticella che scorre lungo l'asse: una operazione di qualche minuto e nessun attrezzo (al massimo un cacciavite a taglio).



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« Risposta #11 il: Agosto 16, 2013, 10:27:09 am »
mi chiedo: in pratica gli ingranaggi interni devono cavarsela per tutta la durata di vita del cambio con l'olio o col grasso che hanno ricevuto al momento della fabbricazione del cambio. ti sembra una situazione ottimale in cui gireranno sempre a dovere ?

il lubrificante interno invecchierà pure lui e allora il cambio funzionerà meno bene suppongo.

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« Risposta #12 il: Agosto 16, 2013, 12:41:55 pm »
ho paura che di cose indistruttibili ed eterne in giro ce ne siano sempre meno.
C'è  anche una strategia commerciale che punta all'obsolescenza programmata: meno un prodotto dura, più il fatturato delle aziende sale.

Detto questo, io (con la mia storia, la mia esperienza, le mie aspettative, il mio stile di vita, .... ) non ho particolari avversioni per il cambio interno.

Ma questa è solo la mia idea.  ;)


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cambio esterno o interno al mozzo?
« Risposta #13 il: Agosto 16, 2013, 12:59:20 pm »
"ho paura che di cose indistruttibili ed eterne in giro ce ne siano sempre meno."

ho letto da qualche parte ieri sul web che il cambio rolhoff dura più della bici e che ci sono in giro i primi che costruivano 14 anni fa con 140'000 km fatti che funzionano ancora bene. però c'è da cambiargli l'olio ogni 5000 km o una volta l'anno mentre in molti cambi a mozzo non si sostituisce il lubrificante periodicamente e questo mi lascia perplesso sinceramente.

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« Risposta #14 il: Agosto 16, 2013, 02:21:55 pm »
Io ho lo Sturmey Archer a tre velocità con freno a tamburo incorporato da 70mm. Questo QUI. Per almeno 30 anni quasi zero manutenzione e funzionamento pressocché impeccabile. L'unica manutenzione svolta è stata la lubrificazione del foro assiale ed eventualmente la regolazione fine del tirante, non più di una volta all'anno. Oltre alla normale pulizia esterna.

Negli ultimi tempi l'attrito era leggermente aumentato, quest'inverno l'ho portato al ciclista per una revisione, anche perché nel cercare di oliare avevo contaminato il freno a tamburo... :-[

Adesso è tornato perfetto, dopo una verifica del cambio e la sostituzione della ganascia del freno a tamburo (ricambio originale ancora regolarmente in vendita dopo tanti anni :o ).

Forse non è eterno, ma ci si avvicina parecchio ;D

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