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Autore Topic: bici: svago o mezzo di trasporto? (Un abisso da superare).  (Letto 15936 volte)

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Offline Gianni65

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bici: svago o mezzo di trasporto? (Un abisso da superare).
« il: Dicembre 07, 2011, 11:11:24 pm »
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Una riflessione che vorrei condividere con voi.

La mia soluzione quotidiana per conciliare mobilità sostenibile e salutare attività fisica mi procura complimenti e ammirazione... poi però nessuno segue il mio esempio. A dire il vero qualcuno che lasciava la bici legata in stazione si è convertito alla pieghevole sul treno, ma quasi nessuno passa alle due ruote da altre forme di mobilità.
Pare che ci sia un abisso da superare, un abisso fatto di pigrizia, di imbarazzo, di paura, di ignoranza.

La bicicletta per gli italiani continua ad essere un oggetto di svago. Se si calcola la spesa sostenuta in rapporto ai chilometri effettivamente percorsi in sella, credo che nessuno al mondo ci superi.

A parole tutti vorrebbero andare in bici, solo che... che c’è il traffico pericolosissimo, l’aria irrespirabile, il freddo (o il caldo) insopportabile, le distanze irraggiungibili, la fretta di arrivare, i bagagli immensi da trasportare, il raffreddore da curare, il vestito buono da non sciupare…

Di quei pochi che ne fanno un uso pratico, la maggior parte ignora anche le nozioni più elementari: tratta la bici come una carriola da cantiere, trascurando completamente la manutenzione, e di sera costeggia le strade più invisibile di Diabolik.

Chi incontra le nostre pieghevoli continua a scambiarle per la Graziella di quarant'anni fa e non c’è verso di fargli capire che il mondo è cambiato e che anche le biciclette ed il loro uso si sono evoluti.

Ma come scalfire una mentalità del genere? Come fargli intuire la possibilità di evolvere dalla pratica di una attività sportiva alla praticità di una vita attiva?

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« Ultima modifica: Giugno 16, 2017, 09:27:50 am by occhio.nero »



Offline occhio.nero

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bici: svago o mezzo di trasporto? (Un abisso da superare).
« Risposta #1 il: Dicembre 07, 2011, 11:43:25 pm »
se non ci riesce il coraggio e la fantasia di un mondo diverso...
ci penserà la crisi, Monti e il caro benzina.

...Ed è solo l'inizio.

Eppure.... sono due giorni che Roma è inchiodata nel traffico.  ???

Respirando piano tra le lucciole
Che come stelle, il richiamo di un'altra citta'
Come cala la luna sento la musica forte battere
Per me perche' questo l'istinto e'

Smarrisco e ancora mi stupisco
Abbandonando ogni senzo vivo alla mia liberta'
Tra le curve e le onde vellutate
La voglia assai malata che tregua non da

(Libero liberi libera - Apres la Classe)






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« Ultima modifica: Dicembre 07, 2011, 11:55:40 pm by occhio.nero »
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bici: svago o mezzo di trasporto? (Un abisso da superare).
« Risposta #2 il: Dicembre 08, 2011, 12:00:03 pm »
nel mio ufficio siamo in 4. escludendo quello più anziano, degli altri miei colleghi uno già arrivava qualche volta in bici e da quando mi son fatto la pieghevole ne ha intensificato l'uso. l'altro è stato invogliato a comprarne una, una mtb, ma più in la dello studiarsi il percorso alternativo per venire al lavoro non è mai andato.
dei miei amici di torino, parecchi, almeno d'estate si muovono principalmente in bici, ma anche io non sono riuscito a convincerli a farsi una pedalata d'inverno.
io cerco di far capire che la scelta non è solo intelligente ma anche divertente, ma si vede che non è sufficiente.
sto vivamente pensando di regalare per natale qualche bel libro sulla bici, ma chissà se sarà apprezzato...
sull'aumento della benzina, è così piccolo l'aumento che non farà da deterrente. è come quando aumentano le sigarette: i fumatori si lamentano per un paio di giorni e poi continuano a fumare, perché è un acquisto compulsivo in quanto fumare non è un bisogno ma un vizio.
ecco, anche usare la macchina è un vizio.

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Offline Diego

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bici: svago o mezzo di trasporto? (Un abisso da superare).
« Risposta #3 il: Dicembre 08, 2011, 04:34:01 pm »
non sarà che la gente abbia una fottuta paura della libertà?

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Offline beaturbano

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« Risposta #4 il: Dicembre 08, 2011, 06:05:41 pm »
è sicuramente pigra, pigra per pedalare e pigra anche per elaborare un modo alternativo di muoversi. e poi ha l'esigenza di essere normale, di mischiarsi alla massa, di non apparire strana... perché diciamola tutta: voi che andate al lavoro in bici un po' strani lo siete! :-D

 non comprende che muoversi in bici è libertà. per loro avere la macchina equivale ad essere liberi: liberi di coprire una distanza maggiore e di portare dei bagagli. e poco importa se la strada la farà nel doppio del tempo che in bici, non lo saprà mai perché il metro di paragone sarà la macchina che si ha davanti, ugualmente imbottigliata nel traffico; poco importa che il 99% delle volte che ci si muove non si ha bisogno di trasportare nulla; e poco importa che una volta arrivati si perderà tempo e denaro per cercare un parcheggio che non c'è...

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Offline Gianni65

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« Risposta #5 il: Dicembre 08, 2011, 11:56:17 pm »
diciamola tutta: voi che andate al lavoro in bici un po' strani lo siete! :-D
Effettivamente mi sento assolutamente normale... ma allo stesso momento anche strano, appariscente, fuori luogo, come uno straniero proveniente da una terra lontana.  Insomma, la mia normalità è diversa dalla normalità della maggioranza che mi circonda. Fuori luogo. Fuori tempo.

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Offline Gianni65

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« Risposta #6 il: Dicembre 09, 2011, 06:16:55 pm »
La bicicletta elevò l'automobilità dell'uomo a un nuovo ordine, oltre il quale è teoricamente impossibile progredire; al contrario, la capsula individuale di accelerazione fece sì che le società si dedicassero a un rituale di velocità progressivamente paralizzante.
L'impiego esclusivamente rituale di un congegno potenzialmente dotato di utilità non è certo un fatto nuovo. Migliaia di anni fa la ruota liberò dal suo fardello lo schiavo portatore, ma solo sul continente euroasiatico; in Messico la ruota si conosceva, ma non veniva mai adibita al trasporto: serviva esclusivamente alla costruzione di carrozze per delle divinità-giocattolo. Il tabù per le carriole vigente nell'America anteriore a Cortés non è più strano del tabù per le biciclette nel traffico d'oggi.


Ivan Illich, Energia ed equità


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Offline beaturbano

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« Risposta #7 il: Dicembre 09, 2011, 06:32:48 pm »

ecco un bel libro da regalare a natale!

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« Ultima modifica: Luglio 23, 2013, 10:17:28 pm by occhio.nero »
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bici: svago o mezzo di trasporto? (Un abisso da superare).
« Risposta #8 il: Dicembre 09, 2011, 06:34:01 pm »
Questi sono i discorsi che non vorrei mai sentire, i post che non vorrei mai leggere.
Mi piace andare in bici e ho scoperto da poco che si può usare anche come mezzo di trasporto personale oltre che come attrezzo sportivo. Sono stato incuriosito da quello strano trabiccolo chiamato Strida e mi sono avvicinato al bel mondo delle pieghevoli e dell'intermodalità.
Per mia fortuna abito in pianura, caratteristica orografica che agevola molto questa attività. Il posto in cui vivevo qualche anno fa non mi avrebbe consentito l'uso quotidiano della bici.
Comunque sia, sono un entusiasta. Rinunciare alla moto o all'auto ogni volta che si può e andare in bici è economico, salutare, ecologico. Sui treni la gente guarda incuriosita la mia pieghevole e fa domande. Qualcuno arriva a chiedere consigli su modelli e prezzi. Qualcuno fra costoro, probabilmente, diventerà un ciclista intermodale.
Bello, bellissimo, grandioso!
Ma per favore, non sentiamoci delle divinità scese sulla terra.
La bici non crea traffico come l'auto e inquina sicuramente meno di una moto, ma a modo suo rompe le palle.
Immaginate di procedere con un'auto a 70 Km/h su una provinciale e dietro una curva trovate un bel trabiccolo su due ruote che va a 30 Km/h, magari un po' distante dal bordo della carreggiata.  Non vi viene un mezzo infarto?
Immaginate che sia l'ora di punta, salite sul treno col vostro abito tutto bello stirato per affrontare il meeting delle 9 e nella calca c'è un tizio con 'sta bastardissima pieghevole che vi spiegazza il vestito a ogni scossone. Dite forse << Oh, che meraviglia>>?
Immaginate di essere sul tram preso al volo, state andando a un appuntamento importante quando il solito cicloimbranato infila la ruota nelle rotaie e rovina per terra fermando la corsa tranquilla del vostro bel mezzo pubblico finché non arriva l'autoambulanza.
Ecco, queste sono tre situazioni tipiche in cui mi rendo conto che saremo pure bravi a ridurre l'inquinamento, intelligenti a fare del movimento senza pagare la palestra, scaltri a spendere meno degli automobilisti nevrotici, antipatici e prevaricatori, ma abbiamo anche noi i nostri "peccatucci". Motivo per cui, è giusto diffondere il verbo della mobilità su pedali, ma sempre col sorriso e senza presunzione  ;)

Poi, ci sono altre motivazioni per cui tanta gente non pensa alla bici come mezzo di trasporto.
Vasco Rossi cantava <<..Per me è la macchina che c'ha che conta...>>.
Ecco, l'automobile è il bene che più di ogni altro testimonia sia il proprio status sociale che i propri gusti.  L'automobile è, dopo il vestito ma in modo più evidente , l'oggetto che testimonia l'appartenenza a un gruppo.
Il "bisogno di appartenenza", dopo il bisogno di nutrizione e quello di coprirsi è, secondo Maslow, uno dei bisogni fondamentali dell'uomo.
In pratica, tutti (individui asociali a parte) abbiamo bisogno di sentirci parte di un gruppo fatto di persone simili a noi.
Ci sono individui che riescono a liberarsi dai condizionamenti esterni e usare la bici per girare in città. Sono anch'essi (dovrei usare la prima persona plurale) appartenenti a un gruppo.  Altri preferiscono aderire a certi condizionamenti e mostrare la loro appartenenza al gruppo attraverso l'auto. Non dobbiamo demonizzarli solo per questo motivo. Gli automobilisti sono soltanto un'altra espressione di un bisogno sentito da qualunque essere umano.

Poi ci sono delle esigenze pratiche che non permettono l'uso della bici. Un papà che vive a 15 chilometri dalla scuola dei suoi figli e li deve accompagnare ogni mattina, non può farlo in bici.
Un consulente che, per ragioni di prestigio e di ordine, deve andare di persona dai suoi clienti ben vestito e mai sudato, non può andarci in bici a meno di non girare con una doccia portatile e un abito di ricambio.


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Offline Gianni65

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bici: svago o mezzo di trasporto? (Un abisso da superare).
« Risposta #9 il: Dicembre 09, 2011, 06:57:52 pm »
Non mi fraintendere! Credo che nessuno qui si senta una divinità e nemmeno superiore a nessun altro.
Siamo tutti automobilisti e le nostre biciclette finiscono spesso proprio nel baule di un auto, perciò non si tratta di una polemica manichea contro l'uso dell'auto, ma della difficoltà di cambiare il proprio modo di spostarsi per vivere meglio, tutti.
Oltre cinque mila morti all'anno sull'asfalto secondo me non sono una cosa normale e l'aria terribile che siamo costretti a respirare nelle grandi città - causa di una infinità di patologie più o meno gravi - non è nemmeno quella una cosa normale. La sedentarietà da cui sono afflitti gran parte dei nostri concittadini è causa di malattie cardiocircolatorie, di obesità e di tante altre problematiche che, a parte l'aspetto umano, sono anche un costo non indifferente per la Sanità.  I nostri bambini sono costretti a vivere chiusi in casa senza socializzare fra loro e a farsi trasportare qua e là come sacchi di patate, come se non avessero la capacità - la necessità - di muoversi da sé...
Queste problematiche sono conosciute da tutti e proprio per questo in tanti simpatizzano con noi.
Quel che non riesco a capire (è questa la ragione del post) è perché date le premesse nessuno poi ne tragga le ovvie conseguenze pratiche. Tutto qui.
 

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« Ultima modifica: Dicembre 09, 2011, 07:49:42 pm by Gianni65 »

Offline foldo

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bici: svago o mezzo di trasporto? (Un abisso da superare).
« Risposta #10 il: Dicembre 09, 2011, 11:40:50 pm »
Non mi fraintendere! Credo che nessuno qui si senta una divinità e nemmeno superiore a nessun altro.
Siamo tutti automobilisti e le nostre biciclette finiscono spesso proprio nel baule di un auto, perciò non si tratta di una polemica manichea contro l'uso dell'auto, ma della difficoltà di cambiare il proprio modo di spostarsi per vivere meglio, tutti.
Oltre cinque mila morti all'anno sull'asfalto secondo me non sono una cosa normale e l'aria terribile che siamo costretti a respirare nelle grandi città - causa di una infinità di patologie più o meno gravi - non è nemmeno quella una cosa normale. La sedentarietà da cui sono afflitti gran parte dei nostri concittadini è causa di malattie cardiocircolatorie, di obesità e di tante altre problematiche che, a parte l'aspetto umano, sono anche un costo non indifferente per la Sanità.  I nostri bambini sono costretti a vivere chiusi in casa senza socializzare fra loro e a farsi trasportare qua e là come sacchi di patate, come se non avessero la capacità - la necessità - di muoversi da sé...
Queste problematiche sono conosciute da tutti e proprio per questo in tanti simpatizzano con noi.
Quel che non riesco a capire (è questa la ragione del post) è perché date le premesse nessuno poi ne tragga le ovvie conseguenze pratiche. Tutto qui.
 
Rispondo: per le ragioni che ho esposto nel post precedente. Condivisibili o meno, giuste o meno, fanno parte del modo di vivere contemporaneo, almeno alle nostre latitudini.
Si può cambiare?
Si può.
Un proverbio inglese recita "Roma non fu costruita in un giorno" e l'evoluzione socio-biologica è molto lenta, così lenta che molti dei nostri comportamenti trovano origine nel modus vivendi dell'uomo delle caverne.
Un buon modo di cambiare consiste nel dare l'esempio, come stiamo facendo noi  :)

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Offline styopa

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« Risposta #11 il: Dicembre 11, 2011, 01:12:08 am »
Cambiare si può, e basta varcare i patrii confini per capirlo. Io stesso uso la macchina quando mi serve, e cerco di rispettare le regole e gli altri, esattamente come faccio quando sono in bici, o a piedi. La maggior parte delle persone non lo fa, e la maggior parte delle persone sceglie l'auto, che è un'invenzione fantastica e utilissima, ma più pericolosa per gli altri dei piedi, di una bici o anche di una moto, per questo dovrebbe essere portata con massima attenzione, e assoluto rispetto delle regole (il che non elimina il rischio di incidente, ma almeno lo riduce), cosa che purtroppo in Italia manca in maniera assoluta. La sola presenza di polizia e vigili sulle strade a punire le infrazioni, (foldo, un auto in doppia fila "rompe" non meno del ciclista sulla statale o di quello che vola sulle rotaie del tram, che credo rimanga bloccato molto più spesso da incidenti che coinvolgono altri mezzi di trasporto di più difficile rimozione :)) scoraggerebbe chi usa la macchina per fare pochi metri o per portarla a spasso fino al bar, rendendo la vita più facile a chi ne ha realmente bisogno (credo che sia il papà che il rappresentante sarebbero ben felici di metterci meno tempo!).
Non mi sento ne un eroe, ne un santo perché uso la bici ogni volta che posso. Lo faccio perchè mi piace, e mi fa risparmiare tempo. Sulla statale, in bici tengo la  destra. In auto ridpetto il limite di velocità e se ci sono curve raddoppio la soglia dell'attenzione, perché mi aspetto di poter trovare un ostacolo, anche fermo, dall'altra parte. Se la curva ha un limite di 70, il ciclista dovrei essere in grado di vederlo con sufficiente anticipo. I limiti di velocità spesso ci sembrano stupidi, ma in realtà sono motivati dalla necessità di garantire la sicurezza di tutti. Il 90% delle persone non li rispetta, e si lamenta ogni volta che si parla di abbassarli.
La certezza della pena per chi infrange le regole sarebbe secondo me il primo passo per cambiare la mentalità della gente!


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Offline Marcopie

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« Risposta #12 il: Dicembre 19, 2011, 10:30:06 am »
non sarà che la gente abbia una fottuta paura della libertà?
Io mi sono convinto negli anni che gli italiani si comportano esattamente come un qualsiasi branco di pecore, cambieranno direzione solo quando interverrà il bastone del pastore o sentiranno da vicino l'abbaiare dei cani.  >:(

Poi ci sono delle esigenze pratiche che non permettono l'uso della bici. Un papà che vive a 15 chilometri dalla scuola dei suoi figli e li deve accompagnare ogni mattina, non può farlo in bici.
E chi gliel'ha fatto fare di andare ad abitare tanto lontano se non l'automobile?
Fino a metà del secolo scorso le persone, non potendo spostarsi in macchina, si organizzavano in comunità dove ogni servizio era raggiungibile a piedi. Poi l'automobile ha ridisegnato il paesaggio, l'urbanistica e le modalità di relazione sociale al punto da apparire indispensabile.
Si viveva anche prima dell'automobile, si vivrà anche dopo. Non necessariamente peggio.

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Offline occhio.nero

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« Risposta #13 il: Dicembre 19, 2011, 02:02:42 pm »
approfitto per segnalare, per chi non lo avesse visto:
la mobilità insostenibile, il servizio di Report sulla follia dell'auto privata
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=131.0


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Federico
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« Risposta #14 il: Dicembre 19, 2011, 03:27:07 pm »
Ma per favore, non sentiamoci delle divinità scese sulla terra.
La bici non crea traffico come l'auto e inquina sicuramente meno di una moto, ma a modo suo rompe le palle.

Scusate, ma non ce la faccio a non commentare, come rompe le palle ?
la bici rompe le palle ?
ma cavolo non inquina, non fa rumore, non occupa tanto spazio ne da ferma, ne in movimento
e TI rompe le palle ?

A me rompono più le palle (reitero volgarmente ma a volte girano!) i tuoi esempi:

Immaginate di procedere con un'auto a 70 Km/h su una provinciale e dietro una curva trovate un bel trabiccolo su due ruote che va a 30 Km/h, magari un po' distante dal bordo della carreggiata.  Non vi viene un mezzo infarto?

ma che discorso è ?
dietro la curva sulla provinciale non solo puoi trovare una bici a 30 km/h ma anche:
- un'auto o una moto ferma per un guasto o per un'improvviso accodamento,
- un trattore
- un pedone che cammina lungo il ciglio,
- un animale (cane o selvatico)

andare in curva a 70 km/h senza visibilità è da CRIMINALI !  :(

Immaginate che sia l'ora di punta, salite sul treno col vostro abito tutto bello stirato per affrontare il meeting delle 9 e nella calca c'è un tizio con 'sta bastardissima pieghevole che vi spiegazza il vestito a ogni scossone. Dite forse << Oh, che meraviglia>>?

c'e' gente con valige e trolley che fa di peggio, o gente che mette in spalla zaini che di solito poggia in terra ovunque
e ti si struscia addosso. quelli non ti danno noia ?
Al meeting tutto stirato e prendi il treno ? ma che snob... prendi l'auto no ?

Immaginate di essere sul tram preso al volo, state andando a un appuntamento importante quando il solito cicloimbranato infila la ruota nelle rotaie e rovina per terra fermando la corsa tranquilla del vostro bel mezzo pubblico finché non arriva l'autoambulanza.

E se invece succede, come succede spessissimo (sicuramente molto più spesso anche in percentuale sugli utilizzatori), ad un motorino ? allora va bene ?

Ecco, queste sono tre situazioni tipiche in cui mi rendo conto che [...] abbiamo anche noi i nostri "peccatucci".

Ti ho dimostrato che tutti e tre gli esempi non reggono, anzi sono allucinanti, mentre regge senz'altro che se ci fossero meno auto, non solo in giro ma anche ferme, si vivrebbe molto meglio.

Gli automobilisti sono soltanto un'altra espressione di un bisogno sentito da qualunque essere umano.

Quale bisogno ? Il bisogno di ritrovarsi fermo in mezzo al traffico o spendere un sacco di soldi in benzina e manutenzione ?
o tutti e due ?

Senti io non sono un talebano, non mi permetto di dire agli altri come devono vivere la propria vita, posseggo un'automobile (che uso raramente) e fino a tre anni fa ho usato uno scooter tutti i giorni (finchè ho scoperto che non ne potevo più), e sono convinto che il problema non sia il mezzo ma chi lo possiede.
Mi impegno quotidianamente a promuovere (non ad obbligare) l'uso quotidiano della bici nei limiti del possibile e senza far sentire in colpa nessuno, ma di sicuro voglio essere padrone di vivere la mia di vita e non è certo la mia bicicletta ad impedire agli altri la propria vita, caso mai sempre più spesso il contrario.

Sono stato duro e se federico mi censura fa bene,
però che palle non inquinare, non fare rumore, non consumare risorse tutti i giorni
e doversi sentire anche sentirsi rimbrottare...

marco

p.s.: Grazie a Gianni65 per la sua riflessione perchè ogni tanto ci vuole...


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« Ultima modifica: Dicembre 19, 2011, 03:29:09 pm by bikediablo »
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