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Autore Topic: Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)  (Letto 10881 volte)

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Offline nurabsal

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Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)
« il: Gennaio 05, 2014, 10:00:31 pm »
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Bone Wagon Curiosity è la mia bici pieghevole a pedalata assistita

Alcune specifiche:
- Single-speed
- Telaio 26" pieghevole
- Batteria 36V Li-ion
- Motore al mozzo posteriore gearless 250W
- Rinforzo ai forcellini in acciaio forgiati a mano
- Gas-legalizer basato su Arduino per rendere l'uso dell'acceleratore conforme al codice della strada
- Sellino bichiappa stracomodo

Alcune foto qui di seguito:









Altre foto qui:
http://nurabsal.altervista.org/bonewagon/

ride your curiosity!!!!
« Ultima modifica: Marzo 07, 2017, 08:42:19 am by occhio.nero »

Offline kaligola

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Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)
« Risposta #1 il: Gennaio 05, 2014, 10:57:19 pm »
gas legalizer basato su arduino? cioe' hai programmato te la centralina?
bella bici, come è il sellino chiappone?
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Offline nurabsal

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Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)
« Risposta #2 il: Gennaio 05, 2014, 11:04:44 pm »
Con arduino mi sono interposto tra acceleratore e centralina, attaccando e staccando l'acceleratore a seconda del segnale proveniente dal PAS (acceleratore attivo solo se pedalo avanti e PAS che va solo ad arduino e non alla centralina). Questa fubzionalità potrebbe essere tranquillamente impllementata nella centralina ma la mia non lo prevedeva essendo quindi non conforme con il CdS.

Con il bichiappa sono rinato. Posso stare un tempo qualsiasi senza mai avere fastidio.

Offline kaligola

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Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)
« Risposta #3 il: Gennaio 05, 2014, 11:11:45 pm »
grazie della spiegazione, in pratica con arduino hai reso conforme il comando attivabile pedalando mentre prima era on off  col gas?


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Offline nurabsal

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Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)
« Risposta #4 il: Gennaio 05, 2014, 11:47:35 pm »
Prima potevo andare o con l'acceleratore anche senza pedalare (non conforme ad una bici a pedalata assistita per il cds) oppure con il PAS che è un sensore di pedalata con il quale si attivava il motore in caso si pedalasse in avanti (putroppo però con ritardo nell'attivazione/disattivazione e con una modulazione della potenza molto discutibile)

Ora arduino vede dal PAS se sto pedalando in avanti, se sì alimenta l'acceleratore che va alla centralina. Se no, l'acceleratore non funziona quindi nessuna spinta dal motore quando non pedalo così come richiesto dal cds.

Offline kaligola

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Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)
« Risposta #5 il: Gennaio 05, 2014, 11:54:43 pm »
perfetto capito :D grazie

beato te che smanetti con cose tipo arduino io ho un raspberry p che non so sfruttare se non per video player
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Offline occhio.nero

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Re:Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)
« Risposta #6 il: Gennaio 07, 2014, 09:23:31 am »
Ho dato una occhiata alla pagina che hai segnalato.... veramente molto interessante.

Te la senti di fare un resoconto in italiano dell'esperienza?
(Dall'acquisto della bici alle problematiche che hai dovuto superare, la prova su strada, le impressioni a distanza di tempo,....)
Esce fuori una fotonotizia da brividi!  ;D
Federico
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Offline nurabsal

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Re:Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)
« Risposta #7 il: Gennaio 07, 2014, 10:29:52 pm »
PUNTATA 1

Tutto nasce dalla CURIOSITA' per le bici elettriche. Essendo un campo inesplorato decisi però di partire step-by-step dall'acquisto del kit di elettrificazione da montare momentaneamente sulla vecchia bici anni '90 dell'infanzia. Una mtb 26" vecchio stile in acciaio.

Per il kit comprai il motore della 9 Continent, 36V 250W, in regola con il CdS se utilizzato con sistema di assistenza automatica tramite PAS. Era il primo acquisto e per questo acquistai da un rivenditore italiano. Trovate questo motore montato su diversi raggi su wheelskit.it e electricbikes.it



E' un motore cosiddetto Gearless, ovvero privo di ingranaggi di riduzione, lo consiglio se volete un'assistenza importante ma causa peso lo sconsiglio per una 20". In pillole:
- PRO: maggiore efficienza che si traduce in maggiore potenza e coppia a parità di batteria
- PRO: possibilità di sfruttare la frenata rigenerativa se la centralina lo prevede
- CONTRO: peso, circa 6 kg solo il motore
- CONTRO: viene opposta una certa resistenza (magnetica) alla rotazione quando non viene richiesta alcuna assistenza
- PRO: robustezza e longevità a causa della semplicità meccanica

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Excursus su kit motore in generale con riferimento alle pieghevoli da 20":

Un famoso kit Gearless viene prodotto da BionX , made in Canada, decisamente più costoso. Su questo kit inoltre è compreso un sensore di sforzo che rende l'erogazione dell'assistenza molto più regolare e coerente con ciò quello che è il contributo muscolare.  Forse esiste qualcuno che l'ha montato su una 20" pieghevole perché rispetto al 9 Continent risulta più leggero, tuttavia non ho mai fatto ricerche a riguardo.

Esistono i motori Geared, per i quali la presenza di ingranaggi di riduzione e ruota libera, vale il rovescio dei PRO e CONTRO dei Gearless. Famosi sono i motori 8FUN Bafang made in China. E' il motore più economico che si adatta ad una pieghevole da 20" in maniera efficace. Lo si trova sia per ruota anteriore che posteriore. Da fare attenzione alla distanza richiesta tra i due forcellini. Se montato sulla ruota anteriore può portare il beneficio di una distribuzione dei pesi migliore, immaginando la batteria sul portapacchi o sul tubo della sella. La soluzione al posteriore infatti su una 20" in cui si sta più seduti rispetto ad una mtb potrebbe portare a bici dalla impennata facile. Rimane il fatto che personalmente mi piange sempre il cuore a pensare una bici con trazione anteriore.

Da qualche tempo sono in commercio kit centrali (sostituiscono movimento centrale e guarnitura) per telai standard made in China by 8FUN Bafang. Il kit conforme al nostro CdS viene commercializzato sotto il nome di BBS01. Un kit centrale ha il gran vantaggio di liberare le ruote del peso del motore e abbassando e centrando invece il baricentro della bici. Inoltre la spinta del motore può usare la riduzione del cambio per essere efficace a diverse velocità. Niente frenata rigenerativa. Esiste un kit made in Japan Sunstar S03, che credo se la stia vedendo brutta con l'avvento del BBS01. Grande attesa c'è per il BBT, che aggiungerà un sensore di sforzo (sul BBS01 il PAS misura la cadenza). Sicuramente questi sono i kit che meglio di adattano alle pieghevoli da 20": compattezza, centralina integrata e leggerezza sono i punti di forza. Il prezzo rispetto ai geared è però più alto.

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La batteria l'ho acquistata direttamente dalla Cina. In questo modo si risparmia parecchio evitando il ricarico del rivenditore, a costo di dimenticarsi della garanzia. C'è da dire che si risparmia anche perché dalla Cina difficilmente arrivano batterie con pregiate celle made in Japan, spesso invece proposte da rivenditori nostrani. Se dovessi comprare una nuova batteria prenderei di sicuro una con celle Giapponesi potendo spendere. All'inizio però non avevo intenzione di spendere una tombola ed andò in questa maniera.



Questa è la batteria al Litio-ioni che ho acquistato, sembra un thermos ma non lo è, è invece una 36V 8Ah. E' un modello difficile da adattare su una pieghevole da 20" perché necessita di un tubo dritto dove avvitare il telaio che la sostiene e la assicura alla bici. Per una 20" pieghevole consiglio una batteria su portapacchi che non altera la possibilità di piegare la bici.

Scelta della tensione e della capacità: sulla tensione diciamo in prima approssimazione che viene imposta dalla tensione richiesta dal motore. Tensione non significa né potenza né energia (capacità). D'altra parte la capacità espressa in Ah della batteria non fornisce neanche essa una misura dell'energia utile. Essa è data infatti dalla moltiplicazione tra Ah e tensione (che da i Wh). Quindi in poche parole una batteria da 36V con 8Ah ha più energia di una 24V a 10Ah e quindi fornisce un'autonomia maggiore. D'altra parte, specie se prendete batterie cinesi, bisognerebbe capire come sono stati misurati questi Ah (molto spesso in condizioni lontane dall'uso che se ne fa in bici). Prendetelo come dato relativo nel confronto all'interno di uno stesso catalogo, ma state sicuri che una Giapponense vi darà molto più di una Cinese con stessi dati di targa. Purtroppo queste cose vanno provate e dipendono dal ciclista. Infine la potenza della batteria: è data dal prodotto tra massima corrente erogabile in A e tensione in V: risultato in Watt (W). A volte la corrente massima viene espressa in C-rate: un C-rate pari a 2 significa che una batteria da 10Ah ha come corrente massima 20A.

Le pedelec hanno due fondamentali problemi: il peso e il costo. Come vedete non c'è tra di essi l'autonomia. Difatti anche con una schifo batteria cinese è difficile avere autonomie inferiori ai 30 km (ripeto tutto dipende da come si guida e dal peso) e si sale facilmente aumentando la qualità della batteria. Questo è spiegato dal fatto che, per assicurare una potenza adeguata della batteria nel complesso, usando delle celle non di qualità eccelsa si richiede a parità di tensione (che fissa il numero S di celle in serie) il parallelo di un numero P di celle (che moltiplica il peso di P-volte) con P spesso pari a 4. Celle schifose hanno C-rate basso, C-rate basso significa poca corrente A a parità di Ah e quindi necessità di un cetto numero di celle in parallelo per avere una corrente massima adeguata. Raggiunta quindi la potenza di 250W o giù di lì, considerando un ragionevole C-rate pari a 1, si hanno 250 onestissimi Wh.

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Un po' di siti dove CURIOSARE:
2fast2green.it , greengobikes.com e alcedoitalia.it professionisti che ti confezionano una pedelec dalla A alla Z per chi vuole un lavoro come si deve senza stare a sporcarsi troppo le mani
bmsbattery.com e greenbikekit.com siti cinesi da cui importare direttamente. alla ricezione del pacco si pagano IVA e dazi doganali al corriere

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Bando alle ciance, ecco il motivo numero uno che mi ha fatto entrare nel modo delle pieghevoli:



Si chiama Curiosity Ride One, ora è tornata ad essere la mia vecchia mtb perché ho traslato il kit sulla nuova.
Non l'ho mai pesata, ma 30 kg li faceva sicuramente.
Una pena trasportarla in auto.

Dentro alla scatola di derivazione oltre alla centralina del motore avevo Arduino in un'altra configurazione: misuravo tensione, corrente della batteria, velocità della bici e inclinazione della strada e con quei dati mi sono fatto un'idea del comportamento della bici (diciamo che mi sono divertito a vedere come andava la batteria e la bici).

Si capisce che non poteva andare avanti così a lungo, tuttavia una lacrimuccia scende pensando alla fedele biciclettona che mi ha fatto strada nel mondo delle pedelec prima e indicato quelle delle pieghevoli poi.

RYC
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Vabbè dai tanto che ho fatto il sentimentale posto anche le altre tre Curiosity, nell'ordine:

Curiosity Ride II: si cresce e le scatole diminuiscono di volume


Pinkcuriosity: frog battery e geared rear motor che nemmeno si nota dietro il pacco pignoni


Curiosity Leonardo, 20" pieghevole su base Capri 015, in questa foto in uno stadio ancora prototipale



RYC
« Ultima modifica: Gennaio 08, 2014, 12:47:35 am by nurabsal »

Offline nurabsal

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Re:Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)
« Risposta #8 il: Gennaio 08, 2014, 12:49:30 am »
Da notare il bichiappa anche sulla Curiosity Leonardo ^______^

Offline buga

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Re:Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)
« Risposta #9 il: Gennaio 08, 2014, 10:56:24 am »
Ciao,
se posso permettermi, pur non essendo al momento interessato alla pedelec, ho trovato il tuo messaggio molto interessante, inclusa la descrizione " dell'evoluzione della specie " ...  ;D
Complimenti per le bici e per i msg !
Buga
Be the change you want to see in the world - bFold_5 BeFrankeensteeeen !!!

Offline nurabsal

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Re:Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)
« Risposta #10 il: Gennaio 08, 2014, 11:54:44 pm »
CAPITOLO 2

previously on RYC... nel CAPITOLO 1 ho parlato del mio kit, dei kit in generale e delle origini della Bone Wagon Curiosity. Ora parlerò un poco dei primi passi fatti nella costruzione della bici ed in particolare con il telaio. Ringrazio occhio nero, buga e hoptown per il loro apprezzamento!

Per riallacciarmi: ho costruito la bici intorno a due esigenze:
- piegare & alleggerire
- utilizzare il kit con motore 9C con ruota 26" e batteria a bottiglia

Per iniziare vidi bene di trovare dei giganti sulle cui spalle poggiarmi per partire nel CURIOSO viaggio. Dopo aver constatato amaramente che le pieghevoli italiane Pininfarina, Girardengo e Coppi delle simil-Dahon non avessero sufficiente spazio sulla canna verticale sotto allo snodo per inserire la mia batteria, decisi di rinunciare alla possibilità di avere le due ruote parallele a bici piegata.


da www.masciaghi.it

Vidi questa elettrificazione fatta da bicicaffe.com: Una elettrificazione di una pieghevole Montague Paratrooper con kit centrale Sunstar S03. La lunghezza della mia batteria-thermos corrispondeva con quella del kit Giapponese e quindi decisi di optare per questo tipo di bici.


da www.bicicaffe.com

Dal 2013 montaguebikes.com commercializza anche i telai singoli dei modelli 26" e 700C (single speed e non). Non è facile trovare in rete questi telai in vendita: ad esempio si possono trovare su bikefold.com
I telai della montague sono in lega di alluminio, per avere una efficace riduzione di volume a bici piegata occorre smontare la ruota anteriore. Non sono chiaramente bici per l'intermodalità e la scocciatura di avere una ruota in mano è da tenere in seria considerazione. Per il trasporto in auto è assolutamente OK, come avrete visto nel primo post.

Tuttavia il prezzo del telaio montague era fuori budget considerando i costi di spedizione dagli USA, IVA e dogana. Acquistare la bici per intero anche. Decisi una strada alternativa, un telaio simil-montague made in China. Cercando su aliexpress.com "hummer folding bike" si trovano dei telai del genere . Ecco il telaio acquistato:





Un telaio veramente super-piuma da 2.3 kg, ameno per il sottoscritto abituato all'acciaio duro e puro delle bici anni '90. Il meccanismo di snodo è stretto con due ghiere in maniera che reputo eccessiva e sicuramente più dell'originale montague che ho provato personalmente. Tuttavia non mi sono azzardato ad allentare le due ghiere a costo di spendere un poco di tempo in più per piegare la bici. L'impressione con il telaio in mano è che le saldature siano di buona fattura. L'unico componente che mi ha dato l'impressione di essere un pezzo di un giocattolo è il supporto del deragliatore.  Chiaramente la convenienza si paga. La distanza tra i due forcellini che dovrebbe essere di 135mm da standard me la sono trovata da  131mm!!!!



Mi è stato risposto dal lontano oriente che loro le allargano e via. Essendo la mia prima esperienza di assemblaggio da zero ho avuto paura che tutto stesse per saltare perché il mio motore ha anche una larghezza di 137mm invece che di 135mm. Allargare la vecchia forcella in acciaio mi aveva procurato poche preoccupazioni, sia per le caratteristiche di maggiore elasticità dell'acciaio sia per il carattere sperimentale della prima installazione. Alla fine me la sono cavata sostituendo le rondelle originali frapposte tra albero del motore e  forcellini con delle rondelle più sottili, scendendo a circa 135mm. Incrociate le dita e ho allargato la forcella e fatto entrare il motore.

Questo è solo uno dei problemi che sono nati a causa dell'alluminio. I delicatissimi forcellini di alluminio non sono stati progettati per sopportare le sollecitazioni di un motore.





Gli altri giganti le cui spalle ho scalato sono stati i maestri di jobike.it
Pullulano sul celeberrimo forum di elettrociclisti le esperienze sui torque arms, ovvero dei rinforzi in acciaio da applicare in corrispondenza dei focellini per assorbire le sollecitazioni del motore.
Io mi sono disegnato questi rinforzi con uno strumento non proprio ingegneristico ma con cui sono abbastanza abile: inkscape, sw opensource di grafica vettoriale, clone di adobe illustrator. Dopo vari tentativi e sovrapposizioni del torque arm stampato e ritagliato su carta, sono passato all'azione su una piastra di acciaio presa da un negozio di bricolage qualunque. Avrei dovuto prendere acciaio inox per fare le cose fatte bene, ma dato che mi accingevo a usare sega, lima e quando è andata bene trapano mi sono accontentato di 8mm di acciaio qualsiasi. Mi riprometto sempre di verniciare questi forcellini e mi devo anche sbrigare prima che facciano la ruggine.













Con il senno del poi posso dire che:
- aver investito in una montague intera di sicuro mi avrebbe tolto il gusto di costruirmi la bici, non so dire se avrei speso di più o di meno, di sicuro lo stesso ordine di grandezza prendendo un usato che mi era passato per le mani. Non ho voluto tirare le somme alle spese fatte per varie ragioni
- aver rinunciato ad un telaio che permettesse di piegare la bici ed ottenere le due ruote parallele ha comportato forse la pecca maggiore della bici. Certo che anche comprare una simil-Dahon mi avrebbe negato l'esperienza fatta, ma di sicuro mi avrebbe fatto risparmiare. Magari ci sarei andato a pari se avessi comprato una nuova batteria di quelle da montare sul tubo della sella, versione "frog" mantenendo lo stesso motore.
- considero interessanti alcune bici pieghevoli ho trovato da poco su aliexpress.com con un telaio del tutto simile al montague ma snodo centrale simil-Dahon in posizione tale da ottenere le ruote parallele. Purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista) non ho trovato solo il telaio ma solo bici intere

Consigli se pensate di prendere un telaio o qualcosa direttamente dalla Cina:
- specificare al venditore di allegare all'esterno del pacco la fattura, con il prezzo ESATTO pagato compreso di spese di spedizione, con specificato il contenuto etc...
- prepararsi a pagare al corriere un 25% della somma corrisposta al venditore (IVA+dogana)
- vedere se il venditore è reattivo, se risponde alle domande, altrimenti scartarlo
- chiedere conferma fino all'ossessione di tutte le misure e le caratteristiche che avranno un ruolo nell'integrazione degli altri componenti: Diametro per sede della serie sterzo, del cannotto del reggisella, larghezza forcella e così via


SEE YOU IN THE NEXT CHAPTER!!! RIDE YOUR CURIOSITY!!!!

RYC


Offline occhio.nero

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Re:Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)
« Risposta #11 il: Gennaio 09, 2014, 07:20:32 pm »
prometto di leggerlo con calma.... complimenti ancora! :)
Federico
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Offline nurabsal

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Re:Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)
« Risposta #12 il: Febbraio 03, 2014, 10:56:46 pm »
PUNTATA 3!!!!

Previously on Mario.....
nella precedente puntata ho descritto un lavoro effettuato sul telaio della BoneWagon al fine del rafforzamento dei forcellini posteriori.

In questa puntata parlerò un poco dei lavori più convenzionali fatti sul telaio, che devono sempre essere effettuati nel caso di un autoassemblaggio.

Inizio col dire che questa è la prima volta per me che assemblo una bici da zero, ce la può fare chiunque con un discreto quantitativo di tempo libero e una quantità notevole di volontà e di CURIOSITA'. Importanti anche alcuni strumenti che vanno al di là di cacciavite e chiavi standard, che descriverò nel post. Altro fatto che riporto a favore di chi parte da zero come me e ad esempio scopre per la prima volta cosa è la "serie sterzo": avete dei dubbi? google, youtube, c'è sempre un tutorial di qualcuno come il sottoscritto che si è messo a scrivere o riprendere qualche attività di assemblaggio/manutenzione. Meglio ancora l'aiuto di qualcuno anche se telematico, nel mio caso del grande Giulio, esperto e appassionato di bici che qui ringrazio per le numerose email e chat a cui ha risposto!

Montaggio del movimento centrale. Ho acquistato il movimento centrale + guarnitura Alivio di Decathlon in quanto volevo beneficiare della possibilità di restituire il pezzo se non fosse stato adatto per il mio telaio. Avevo dei dubbi infatti sulla effettiva possibilità di montare la batteria sul tubo verticale per possibili interferenze con la corona e quindi ho scelto Decathlon dove potevo anche guardare la guarnitura bene prima di comprarla.

Prima di montare la guarnitura ho ingrassato la sede del movimento centrale con del grasso al teflon di Decathlon sempre...



... stessa cosa sul movimento centrale ...



... poi ho montato il movimento centrale con la chiave specifica che ho trovato nel mio kit per manutenzione fai da te per biciclette. Considerate che regna il caos sui formati delle chiavi specifiche per movimenti centrali e ruote libere. Purtroppo occorre la chiave esatta altrimenti non si riesce a serrare il pezzo. Per il movimento centrale mi è andata bene e la chiave del kit di manutenzione economico trovato su amazon ha fatto il suo dovere. Occorre fare molta attenzione ad avvitare in maniera corretta il movimento. La filettatura è molto fine e rischio di spanarla lato telaio è forte. Assicurarsi di essere in asse e se come nel mio caso si lavora non con il telaio sospeso su un palo da manutenzione (come andrebbe fatto) allora avvitate con forza solo dopo essere sicuri di aver preso per bene la filettatura.



Montaggio guarnitura e pedivelle. Una volta montato il movimento centrale, montare le pedivelle è un gioco da ragazzi con degli strumenti qualsiasi da officina. Anche qui consiglio di ingrassare per poter smontare più agevolmente in futuro quando necessario.



Montaggio della serie sterzo. La prima operazione da effettuale è quella di inserire la "crown race" un disco sulla forcella su cui appoggerà il cuscinetto inferiore della serie sterzo. Le martellate si sono sprecate qui: Ho usato un tubo dell'aspirapolvere che miracolosamente aveva un diametro di poco superiore a quello della forcella e ho mandato giù questo anello (vedete i giro di che parte parlo). Poi ho montato la serie sterzo vera e propria sul tubo del telaio. Qui i cinesi con il loro strettissimo controllo qualità mi hanno fatto di nuovo penare. La serie sterzo che contiene il cuscinetto per il tubo della forcella va montato per interferenza sul telaio. Io però avevo un'interferenza di più di 1mm quando in rete si parla di qualche decimo (controllate, io ho trovato il dato in rete). Ho dovuto quindi armarmi di pazienza e con una levigatrice tipo da modellismo ho allargato la sede del telaio fino a farci entrare la serie sterzo con un morsetto. In queste due foto vedete il lavoro finito sulla metà superiore e inferiore della serie sterzo. La serie sterzo è la linea base della Ritchey presa su chainreactioncycles.com





La forcella. Intanto ho deciso di non installare una forcella da MTB, ma una forcella rigida per alleggerire la bici. La forcella in questione una forcella da cyclocross Crosslight 3 della Kinesis pesa 0.7kg contro i 2/3kg di una forcella da mtb. Il problema di questa scelta è che una forcella ammortizzata avendo una corsa per l'ammortizzatore è più lunga di una non ammortizzata ed essendo il telaio disegnato per forcella ammortizzata, i pedali rischiano di risultare troppo bassi con il rischio di toccare terra su qualche dosso. Parzialmente ho recuperato scegliendo una forcella da 28" (il telaio è da 26") e quindi rialzando un poco i pedali.


 
Il taglio del tubo della forcella l'ho effettuato con una tagliatubi, ma facendo attenzione un normale seghetto a ferro può andare bene. Operazione irreversibile ovviamente e quindi massima prudenza. Dopo che si è montato l'attacco manubrio, si fa un segno sulla forcella nel punto in cui arriva l'attacco manubrio stesso. Poi quando si effettua il taglio, questo lo si esegue qualche millimetro più in basso per permettere poi di montare il tappo della serie sterzo in maniera efficace. E' infatti il tappo che facendo pressione serra il tubo della forcella al cuscinetto della serie sterzo e se il tubo uscisse fuori dall'attacco manubrio, non potrebbe allora fare il proprio lavoro. Altro particolare: per avere una postura sufficientemente rialzata ho usato un distanziale da 2.5 cm tra attacco manubrio e serie sterzo. L'attacco manubrio in alluminio l'ho preso su ebay, cercando un compromesso tra leggerezza e prezzo.



Il manubrio invece l'ho preso da Decathlon, sempre in alluminio. Ho voluto provarlo prima di persona perché non riuscivo bene a capire gli standard sugli angoli delle "pieghe" così le chiamano. Allora sono andato da Decathlon, l'ho preso in mano, ho visto dei commenti sul sito abbastanza decenti e dato il prezzo tutto sommato adeguato alla fine l'ho preso.



Montare quindi gli altri componenti come leve dei freni e manopole è stato abbastanza un percorso in discesa rispetto a serie sterzo, movimento centrale e forcella. All'inizio per quel che riguarda le manopole, prese su chainreactioncycles dove hanno una gran scelta, non mi riusciva di farle entrare nel manubrio. Poi ho preso coraggio e con un po' di martellate date con una tavoletta di legno, sono entrate sull'onda dell'entusiasmo.



Offline occhio.nero

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Re:Bone Wagon Curiosity (pieghevole PEDELEC autocostruita)
« Risposta #13 il: Febbraio 04, 2014, 10:47:19 am »
un piccolo manuale... veramente complimenti per la maestria :)

in effetti un tutorial sul montaggio da zero di una pieghevole non lo abbiamo sul forum.
Se ti dovesse capitare un altro telaio.... hai una missione :D
« Ultima modifica: Febbraio 04, 2014, 10:50:56 am by occhio.nero »
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Tags: pedelec laboratorio