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Autore Topic: salvaiciclisti (Salviamo i ciclisti)  (Letto 30977 volte)

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Offline occhio.nero

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salvaiciclisti (Salviamo i ciclisti)
« il: Febbraio 07, 2012, 08:43:37 pm »
segnalo:

l'elenco delle discussioni legate al tema "normativa", recuperabile cliccando sul tag "normativa" in fondo a questa pagina


----------------


Bicipieghevoli.net aderisce all?iniziativa ?Salviamo i ciclisti? per sensibilizzare l?opinione pubblica italiana sul tema della sicurezza stradale dei ciclisti.


Gentili direttori del Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Resto del Carlino, il Sole 24 Ore, Tuttosport, La Nazione, Il Mattino, Il Gazzettino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale, Il Secolo XIX, Il Fatto quotidiano, Il Tirreno, Il giornale di Sicilia, Libero, La Sicilia, Avvenire.

La scorsa settimana il Times di Londra ha lanciato una campagna a sostegno delle sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni).

In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni. In 10 anni in Italia sono state 2.556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito.

Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo chiediamo che anche in Italia vengano adottati gli 8 punti del manifesto del Times:

  • Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.
  • I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati , ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.
  • Dovrà essere condotto un audit nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.
  • Il 2% del budget dell?ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.
  • La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.
  • 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.
  • I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays
  • Ogni città deve nominare un commissario ala ciclabilità per promuovere le riforme.
Cari direttori, il manifesto del Times è stato dettato dal buon senso e da una forte dose di senso civico. È proprio perché queste tematiche non hanno colore politico che chiediamo un contributo da tutti voiaffinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.

Vi chiediamo di essere promotori di quel cambiamento di cui il paese ha bisogno e di aiutarci a salvare molte vite umane.


Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l?hashtag #salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail ai principali quotidiani italiani.

Tutti gli aderenti all?iniziativa saranno visibili sulla pagina Facebook:salviamo i ciclisti

Questo gruppo nasce dalla volontà di 34 blogger italiani di portare in evidenza la problematica della sicurezza dei ciclisti sulle strade attraverso coinvolgimento delle principali testate giornalistiche.

Hanno aderito all?iniziativa:​

piciclisti.wordpress.com; amicoinviaggio.it; 34x26.wordpress.com; rotalibra.wordpress.com; frrfrc.blogspot.com; wildpigs.it; riky76omnium.wordpress.com; bicizen.it; urbancycling.it; la stazione delle biciclette; rotafixa; ciclista pericoloso; biciclettedecadence.blogspot.com; mtb-forum; bdc-forum; lifeintravel.it; Milan on my bike; ditrafficosimuore.org; raggidistoria; ediciclo editore; pedalopolis.org; ciclomobilisti; Forum Indipendente Biciclette Elettriche, Pieghevoli e Utility; casbahcicloclub.com; ilikebike.org; bikeride.it; bikesnob; bicicebasta.com; bicipieghevoli.net

segnalo a tal proposito:
In 10 anni oltre 2.500 le vittime

Un?ecatombe su cui riflettere per invertire la triste e dolorosa tendenza. In 10 anni in Italia sono stati 2.556 i ciclisti vittime della strada. Nel 2010 il nostro è stato il terzo Paese europeo per numero di morti tra i ciclisti che percorrono le strade, 263 contro i 462 della Germania e i 280 della Polonia. Urge una campagna di sensibilizzazione, sulla quale sta lavorando la Fondaziona Ania.
[...]
« Ultima modifica: Agosto 22, 2013, 06:35:37 pm by occhio.nero »
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Offline marcododo

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salvaiciclisti (Salviamo i ciclisti)
« Risposta #1 il: Febbraio 08, 2012, 12:53:56 pm »
Ottimo!!!
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salvaiciclisti (Salviamo i ciclisti)
« Risposta #2 il: Febbraio 08, 2012, 01:13:12 pm »
nell'elenco manca il mio quotidiano di riferimento, provvederò a mandargli l'articolo io!
citizen cyclist [utente leggero della strada]
non possiamo pretendere di risolvere i problemi pensando allo stesso modo di quando li abbiamo creati - albert einstein ||| è una questione di qualità - cccp

Offline Jaaymz

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salvaiciclisti (Salviamo i ciclisti)
« Risposta #3 il: Febbraio 09, 2012, 12:37:09 am »
Ottima iniziativa, fiero di farne parte attraverso il forum. :)
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Offline alesblues

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« Risposta #4 il: Febbraio 11, 2012, 11:18:56 am »
Mi sembra di aver visto qualcosa sul corriere della sera questa settimana.
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Offline sim1

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salvaiciclisti (Salviamo i ciclisti)
« Risposta #5 il: Febbraio 11, 2012, 11:42:38 am »
Confermo (almeno sulla versione on line)...
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Offline styopa

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salvaiciclisti (Salviamo i ciclisti)
« Risposta #6 il: Febbraio 11, 2012, 04:03:29 pm »
Ieri ho sfogliato la Gazzetta al bar, era in prima pagina. Va bene che se ne parli, è un'ottima iniziativa!Anche il gruppo su facebook cresce continuamente...però poi bisogna mettere la polizia e i vigili in strada a farle rispettare le regole, altrimenti continueremo a essere il paese in cui i pedoni devono dar precedenza alle auto per attraversare sulle strisce! Il rispetto per le regole, ove non c'è, si può insegnare in un solo modo! Qui è necessario un profondo cambiamento culturale.
« Ultima modifica: Febbraio 11, 2012, 04:09:28 pm by styopa »
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Offline occhio.nero

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« Ultima modifica: Febbraio 15, 2012, 02:10:09 pm by occhio.nero »
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« Risposta #8 il: Febbraio 14, 2012, 01:24:25 am »
Ma siamo iscritti al gruppo su facebook Salviamo I Ciclisti come bicipieghevoli.net?
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Offline occhio.nero

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« Risposta #9 il: Febbraio 14, 2012, 11:50:45 am »
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« Risposta #10 il: Febbraio 15, 2012, 09:48:08 am »
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Offline DJ

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« Risposta #11 il: Febbraio 15, 2012, 02:33:48 pm »
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Offline occhio.nero

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« Risposta #12 il: Febbraio 16, 2012, 08:24:06 pm »
Salva ciclisti, legge bipartisan
il testo raccoglie oltre 60 firme


da Repubblica

Tra i punti per tutelare l'uso della bici in città anche il limite di 30 km/h per le auto e l'obbligo di stanziare fondi per la costruzione di piste ciclabili. L'iniziativa dopo una larga mobilitazione online rilanciata anche da Repubblica



ROMA - Ha portato i primi risultati la mobilitazione italiana a sostegno della sicurezza nell'uso urbano della bicicletta. 61 tra deputati e senatori di ogni parte politica con l'esclusione della Lega hanno firmato il progetto di legge elaborato dal senatore del Pd Francesco Ferrante e chiesto dal popolo della rete sulla scia di una'analoga mobilitazione partita in Gran Bretagna dalle pagine del Times.

Una campagna rilanciata anche da Repubblica, che è passato soprattutto attraverso un gruppo di sostegno su Facebooke il passaparola su Twitter.

I punti salienti del documento vedono l'inserimento del limite di 30 km/h nelle zone residenziali in cui non siano presenti piste ciclabili e la destinazione della quota del 2% del budget delle società dei gestori stradali e autostradali per la realizzazione di piste ciclabili.

IL TESTO COMPLETO DELLA PROPOSTA DI LEGGE

In 11 articoli si prevede poi una lunga serie di cambiamenti soprattutto a carico del traffico automobilistico, che vanno dal "obbligo per gli autoarticolati di dotarsi di strumenti
tecnici a tutela della mobilità ciclistica" ai test di guida che abbiamo obbligatoriamente "corsi di formazione, atti a migliorare la sicurezza per quanti usufruiscono della mobilità ciclista. La partecipazione ai corsi diventa requisito obbligatorio per il conseguimento della patente di guida".

La futura legge ha come obiettivo di "favorire la cultura del rispetto delle regole della circolazione stradale, dando maggiore tutela a chi utilizza la mobilità ciclistica, nonché ad incentivare esviluppare l'uso della mobilità ciclistica". Per questo, si legge ancora nel testo, il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture entro 90 giorni, dalla approvazione della presente legge, realizza, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello stato, un'indagine nazionale per determinare il numero di persone che utilizzano la mobilità ciclistica, le aree interessate dalla mobilità ciclistica, il numero totale di chilometri di piste ciclabili e la loro dislocazione nelle diverse aree del Paese, nonché il numero dei ciclisti oggetto di incidenti.

Le altre notivà, oltre a quelle citate, riguardano la possibilità e l'incentivazione, per i privati, di creare "piste ciclabili e superstrade ciclabili anche attraverso l'attività di gestione di noleggi biciclette nelle suddette aree"; il raddoppio di alcune sanzioni pecuniarie a carico degli automobilisti; l'istituzione di un commissario alla mobilità ciclistica; l'installazione di impiantistica e strumenti tecnici agli incroci pericolosi.

"E' giunto il momento di riconoscere - si legge nel preambolo della proposta di legge - ad ogni livello amministrativo e politico, la ciclabilità non solo come parte integrante della moderna mobilità quotidiana ma come soluzione efficace e a impattozero per gli spostamenti cittadini personali su mezzo privato. Deve essere riconosciuto l'elevato valore sociale della mobilità ciclistica. Il suo sviluppo e la sua tutela, nel nostro paese lungamente sottovalutati e anzi depressi dall'attenzione centrata sulla mobilità a motore gli attuali standardeuropei, già da anni a livelli altissimi e in Italia quasi inesistenti".

"La sicurezza delle persone che scelgono di spostarsi in bici - prosegue il prov vedimento - deve essere considerata una priorità, da raggiungere soprattutto e inprima battuta attraverso la limitazione e la moderazione del traffico veicolare a motore. L'attenzione del legislatore alla sicurezza si deve concentrare su decise azioni di limitazione della velocità in ambito urbano".
« Ultima modifica: Febbraio 16, 2012, 08:26:08 pm by occhio.nero »
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« Risposta #13 il: Febbraio 17, 2012, 11:27:49 pm »
Arriva l'Onda del ciclismo sicuro
da La Stampa

Anche a Torino raccoglie adesioni la campagna "Cities fit for cycling" del Times, con associazioni e cittadini stimolati da un rinnovato senso civico


La potenza dell’informazione in rete colpisce ancora e a beneficiare del "fenomeno virale" del web, questa volta, è il popolo dei ciclisti.
Una massa silenziosa di 16mila (per due) ruote, che nell’arco di quindici giorni hanno sottoscritto la campagna “Cities fit for cycling” proposta dal quotidiano inglese Times, nel tentativo di estorcere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.200 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi dieci anni. Un manifesto che si articola in otto punti di intervento e ha già visto nascere in Italia la sua controparte, il movimento "Salviamo i Ciclisti".

PIU’ TECNOLOGIA E SICUREZZA
Ma cosa chiedono i firmatari della campagna londinese? Innanzi tutto un’implementazione tecnologica dei mezzi pesanti a favore di una maggiore sicurezza per il ciclista, nonché la creazione di piste ciclabili di nuova generazione e di segnaletica stradale appositamente pensata per le due ruote.
Pura utopia? A giudicare dalla serietà che il fenomeno sta assumendo, sembrerebbe di no. Gli interventi per lo sviluppo e la tutela della mobilità ciclistica, infatti, hanno stimolato il senso civico di privati cittadini e ciclisti, associazioni che si occupano di mobilità alternativa e ciclismo sportivo. Una vera e propria “Onda” – come il movimento stesso ama autodefinirsi – che ha investito il web e i suoi network anche in Italia, passando altresì per La Gazzetta dello Sport, che ha supportato la campagna britannica in memoria di uno dei suoi reporter morto in un incidente proprio mentre pedalava sulla sua bicicletta, per raggiungere la redazione.

TORINO, CITTA’ A MISURA DI BICI
E' al 13 febbraio il primo documento ufficiale dell’”Onda”, redatto a Roma; firmatarie del documento, le oltre cento realtà aggregative del ciclismo urbano che proseguono a sventolare alto il vessillo di una normativa inesistente e necessaria soprattutto in Italia, che oggi sembra attirare i primi favori da parte del governo.
Tra queste associazioni, molte sono torinesi, come Muovi Equilibri, Massa Critica, Bici e Basta. In apparente contrasto, risale a fine dicembre il quinto rapporto di Euromobility che vede Torino piazzata al primo posto tra le città dello Stivale per eco mobilità e sostenibilità. Un riconoscimento guadagnato – anche – per «un trasporto pubblico che funziona, il miglior car sharing della Penisola e un efficiente servizio di biciclette messe a disposizione dei cittadini», come si legge sul magazine on line Alternativa Sostenibile.
Ma ad uno sguardo più attento, questo non può che essere un’ulteriore legittimazione dell’attivismo sabaudo: cittadini che non rinunciano alla mobilità a due ruote e la difendono, a denti stretti, approfittando di un fenomeno sempre più ampio e diffuso.

Voi siete ciclisti? Cosa pensate di questa o altre campagne a favore della sicurezza sulle due ruote?
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Offline styopa

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« Risposta #14 il: Febbraio 17, 2012, 11:36:42 pm »
Se persino La Stampa ne parla positivamente,forse qualcosa si muove davvero:)
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