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Autore Topic: "Salviamo i ciclisti"  (Letto 7241 volte)

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Offline Sbrindola

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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #105 il: Giugno 01, 2012, 09:27:06 am »
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Offline broooono

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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #106 il: Giugno 13, 2012, 04:44:38 pm »
si cominciano a vedere i risultati del pressing.



http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Arriva-il-doppio-senso-ciclabile-e-rivoluzione-per-le-bici-nel-centro-di-Roma_313401991359.html

Mobilita': rivoluzione al centro di Roma, in arrivo doppio senso ciclabile
Nella viabilita' secondaria. Progetto comune I municipio - #salvaiciclisti

Roma - (Adnkronos) - Oggi il presidente del I municipio ha siglato un accordo con gli attivisti del movimento #salvaiciclisti: sarà permesso il doppio senso là dove è unico per gli altri mezzi, ci sarà l'estensione massima delle zone a limite 30 km/h e verranno installate le rastrellieri non più sui marciapiedi ma a bordo strada

Roma, 13 giu. (Adnkronos) - Doppio senso per le biciclette nelle strade a senso unico per tutti gli altri mezzi, estensione massima delle zone a limite 30 km orari, installazione di rastrelliere per le biciclette non più sui marciapiedi ma a bordo strada, al posto oggi normalmente destinato alle automobili. È una vera rivoluzione quella che sta per vivere il centro storico di Roma, dopo un accordo siglato oggi tra il presidente del I municipio, Orlando Corsetti e gli attivisti del movimento #salvaiciclisti, insieme a rappresentanti di Legambiente.
Tutti i punti sopra elencati fanno parte delle richieste del movimento, che tempo fa aveva iniziato una trattativa con il 'minisindaco' del centro storico della capitale proprio per cominciare da Roma l'espansione concreta della mobilità ciclabile in Italia. Il doppio senso ciclabile recentemente è stato "promosso", dopo anni di insistenza da parte della Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab), dal ministero dei trasporti, che in un parere emesso poche settimane fa aveva dato l'ok ad una pratica già adottata in poche capitali europee (un esempio su tutti è Parigi), e che in Italia era stato avviato qualche anno fa dalla sola Reggio Emilia, con risultati positivi anche per il rallentamento naturale delle automobili, costrette finalmente "per legge" a convivere con le biciclette.
Nel parere il ministero indica le caratteristiche che una strada a senso unico deve avere per poter essere resa a doppio senso di marcia per le sole due ruote a pedali: larghezza minima di 4,25 metri, essere all'interno di una zona 30 km/h, interdetta al traffico pesante. Le proposte sono state riprese in un ordine del giorno del consiglio del I municipio, a firma di Alessandra Ferretti, che ha così convinto il 'minisindaco' del centro a valutare le richieste del movimento.
Tutte caratteristiche presenti nelle strade del centro storico romano, tanto che il movimento #salvaiciclisti ha immediatamente girato la richiesta di adozione di questa misura a Corsetti, che ha la competenza per la cosiddetta viabilità secondaria, come ogni presidente di municipio romano. Oggi finalmente l'ok, e contemporaneamente all'adozione del doppio senso ciclabile verranno estese nella massima parte della Roma storica le zone a limite 30 km/h, necessarie per poterlo applicare. Le nuove zone 30 saranno in vigore già prima dell'estate.
A iniziare la rivoluzione sarà il primo rione di Roma, Monti, a cui seguiranno Trastevere e Testaccio, in seguito gli altri. È già stato fissato un sopralluogo per lunedì 25 giugno a Monti tra Corsetti, il comando dei vigili urbani del primo municipio, gli attivisti e una serie di associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente che ha sposato per prima l'iniziativa in vista della pedonalizzazione dei Fori imperiali, chiesta da anni dall'associazione. Nel corso del sopralluogo verranno individuate le strade da rendere percorribili nei due sensi, a costo praticamente zero dato che non è necessaria segnaletica orizzontale o separazione fisica della carreggiata ma una banale aggiunta alla cartellonistica. L'obiettivo del I municipio, apprende l'Adnkronos, è collegare quanto più possibile le strade secondarie di ognuno dei quartieri centrali di Roma per creare una vera rete "bike friendly", anche per ragioni turistiche.
Insieme alle due misure per la viabilità, inoltre, verranno studiate nelle prossime settimane le quote di parcheggio da assegnare a ciglio strada a speciali rastrelliere a forma di automobile per il parcheggio di biciclette. Ognuna di queste, dice Corsetti, "renderà visibile a tutti quanto spazio occupa un'automobile e quante biciclette possono invece essere parcheggiate al posto di un'automobile". Ciascuno stallo sostituirà un posto auto.
(Pab/Ct/Adnkronos)
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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #107 il: Giugno 13, 2012, 05:44:09 pm »
Sarà che non servono le manifestazioni, eppur si muove qualcosa in tutta italia (semi cit galileo)
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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #108 il: Giugno 13, 2012, 06:14:12 pm »
Le manifestazioni servono sempre. Questa infatti è un'importante vittoria della FIAB che da anni promuove la ciclabilità delle strade con manifestazioni in tutta Italia (senza mai bloccare il traffico, o pedalare nudi con i simboli dei movimenti anarchici dipinti sulla schiena, nè creare deliberatamente disagi ai cittadini...  :P  ).

Il resto lo ha fatto già l'anno scorso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti... che http://tinyurl.com/bn94jnl
Citazione
con parere prot. 6234 del 21/12/2011, si è espresso a favore della tesi della Fiab che, fin dal 2004, l’aveva pronunciata per sostenere ed affiancare la più generosa opzione del senso unico “eccetto bici”. Il doppio senso “limitato” consiste in una strada a doppio senso di marcia con una direzione consentita a tutti e quella opposta solo alle biciclette.


L'unica cosa che mi sfugge è su quali strade abbia competenza il Municipio I.  ::)
Ok... "che ha la competenza per la cosiddetta viabilità secondaria"
« Ultima modifica: Giugno 13, 2012, 06:25:04 pm da Foldan »

Offline Sbrindola

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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #109 il: Giugno 13, 2012, 06:42:56 pm »
Le manifestazioni servono sempre. Questa infatti è un'importante vittoria della FIAB che da anni promuove la ciclabilità delle strade con manifestazioni in tutta Italia (senza mai bloccare il traffico, o pedalare nudi con i simboli dei movimenti anarchici dipinti sulla schiena, nè creare deliberatamente disagi ai cittadini...  :P  ).



foto del Bike Pride di Torino, con un'arzilla signora di Roma in Brompton con cui ho avuto il piacere di chiaccherare e che fa parte del comitato FIAB ..... a quanto pare anche la FIAB ritiene che presenziare a certi eventi (anche bloccando il traffico) possa essere utile insieme alla miriade di altre iniziative che sfornano (c'era anche il loro gazebo nella piazza di arrivo della parata).
Non mi sembra il caso di continuare anche qui una polemica futile o far passare il messaggio che la Ciclonudisti di Torino (per discutibile che fosse) si riducesse ad un gruppo di anarchici con il solo scopo di creare disagio: che la cosa ti abbia infastidito è chiaro e condividiamo il fatto che ci siano mezzi più efficaci.
Ben venga piuttosto l'apertura di un topic dedicato in cui sviscerare un po' la questione, così come già auspicato nell'altra discussione.
« Ultima modifica: Giugno 13, 2012, 10:25:55 pm da Sbrindola »
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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #110 il: Giugno 14, 2012, 08:52:54 am »
Ricordi male Raffaele, la signora era di Milano, era scesa a Roma il 28 aprile e faceva parte di tutti e due i coordinamenti Fiab e Salvaiciclisti.
Perché le esperienze e le idee spesso e per fortuna si incontrano, si intrecciano e si miscelano limando le distanze che non hanno senso di esistere visto che il fine di tutto è lo stesso: una mobilità più sostenibile e più sicura per tutti.
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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #111 il: Giugno 14, 2012, 09:27:08 am »
Citazione
Volevo scrivere un post stupido come i vostri, poi è morta Alice
Il più indisciplinato dei ciclisti è infiniti ordini di grandezza meno pericoloso del più disciplinato degli automobilisti

 Perché ieri a Roma è stata assassinata una ragazza di ventidue anni, travolta da una Smart che è passata col rosso viaggiando a oltre 70 km all’ora. Io non riesco ad accanirmi sulla poveretta che l’ha ammazzata perché resterà segnata per sempre da quel che è successo. Perché il problema, e qui sta l’altro gigantesco errore che fanno i professionisti dei socialsalotti di cui sopra, non è in chi guida, o – almeno – non solo. Il problema è che quel mezzo a quelle velocità e con l’attuale assenza di cultura della mobilità responsabile è un mezzo pericoloso a prescindere. Perché basta che butti l’occhio qualche secondo sul cellulare che suona e addio.

ma stiamo scherzando o cosa?....piccoli pensierini: 1)il più indisciplinato dei ciclisti è una emerita testa di brugola, anche se paragonato con il più ligio degli automobilisti....non centra NULLA il mezzo, se non per l'impatto ambientale, centra QUASI TUTTO l'etica dell'utente
2) ma io me la prenderei vita natural diurante nei confronti della smartista omicida....altro chè!....rimane segnata? si, ma aggiungo senza alcun problema la prigione buttando via la chiave >:(
3)il problema, ripeto e sottolineo, è UNICAMENTE di chi guida.....della cultura che ha del mezzo e delal conoscenza delle basilari regole civili....non del mezzo: certo la macchina inquina, p imgiombrante, etc ma allora siamo NOI la discriminante per scegliere un mezzo alternativo....la macchina è comodissima per i viaggi di gruppo per raggiungere mete lontane, per prendere 3 damigiane di vino.....etc.....

sinceramente?....sarebeb stato meglio se l'autore avesse sì scritto un post più leggero....anche perchè scrivendo uesto lo ha fatto comuqnue con LEGGEREZZA!....questa la mia umile opinione opinabile...

attendo contributi ::)
Ciao
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Offline broooono

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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #112 il: Giugno 14, 2012, 09:52:04 am »
Jimmi, senza polemizzare, ma riporto nuovamente lo scritto per intero che hai citato parzialmente.

Non conosco l'autore ma la mia opinione è che se ci si vuole confrontare sul forum lo si debba fare come nella vita reale: senza spezzettare il discorso prelevandone solo una parte.
per quanto possa essere opinabile fare un confronto tra ciclista indisciplinato e automobilista indisciplinato (sono perfettamente d'accordo con te), l'autore aveva cercato di motivare questa sua "classifica" di cattivi e trovo sconveniente eliminare il discorso che mi pare più articolato.
tra l'altro credo che le tue e le sue conclusioni siano le stesse: che il problema non è del singolo ma è culturale.
Dice che il problema è il mezzo ma nel discorso è evidente che il problema è di chi lo usa e come lo usa. non è la pistola ad essere pericolosa ma chi preme il grilletto, questo si sa.  :)

Citazione
questo è di un altro Marco, saggio come il primo
http://www.mazzei.milano.it/2012/03/10/volevo-scrivere-un-post-stupido-come-i-vostri-poi-e-morta-alice/

Citazione
Volevo scrivere un post stupido come i vostri, poi è morta Alice

Era da qualche giorno che avevo in mente di scrivere un post molto stupido sui problemi causati ai ciclisti dai pedoni in risposta ai molti post stupidi che circolano ultimamente sui problemi causati ai pedoni dai ciclisti. L’idea era raccontare delle coppiette che camminano mano nella mano lungo le piste ciclabili (farsa) di Milano, dei proprietari di cani e dei loro guinzagli allungabili, di quelli che camminano zigzagando nelle zone ciclopedonali e varie altre idiozie del genere. Perché son cose che succedono, ma – appunto – rispetto al tema vero sono delle sciocchezze. E il tema vero, l’unico dato incontrovertibile sul quale i professionisti dei socialsalotti poi non sanno più che cosa dire (se non, così a caso, prendersela con quelli che hanno una scatto fisso "perché sono antipatici e arroganti") è che ogni anno muoiono in Italia migliaia di pedoni e di ciclisti a causa delle automobili.

I numeri cercateveli, così magari dedicate tempo utile a conoscere le cose delle quali parlate a vanvera.

Il più indisciplinato dei ciclisti è infiniti ordini di grandezza meno pericoloso del più disciplinato degli automobilisti e per ragioni molto semplici, che tutti dovrebbero essere in grado di capire: le macchine pesano molto, molto, molto più delle biciclette (e dei pedoni, ovviamente) e vanno molto, molto, molto più veloci. A volte entro il (folle) limite urbano dei 50 km all’ora, molto più spesso ben oltre tale soglia. E quando guidi un mezzo così oggettivamente pericoloso basta una minima distrazione e diventi un potenziale omicida.

Insomma, volevo scrivere questa cosa anche un po’ leggera e scherzosa, che magari mi avrebbe fatto passare la voglia di manifestare una serie di vaffanculo che mi ronzano per la testa pensando a cose che ho letto in questi giorni, poi mi è passata la voglia del post stupido. Perché ieri a Roma è stata assassinata una ragazza di ventidue anni, travolta da una Smart che è passata col rosso viaggiando a oltre 70 km all’ora. Io non riesco ad accanirmi sulla poveretta che l’ha ammazzata perché resterà segnata per sempre da quel che è successo. Perché il problema, e qui sta l’altro gigantesco errore che fanno i professionisti dei socialsalotti di cui sopra, non è in chi guida, o – almeno – non solo. Il problema è che quel mezzo a quelle velocità e con l’attuale assenza di cultura della mobilità responsabile è un mezzo pericoloso a prescindere. Perché basta che butti l’occhio qualche secondo sul cellulare che suona e addio.

Mi è passata la voglia perché ho pensato ad Alice, ai suoi vent’anni, ho ripensato a Giacomo, ai suoi 12 anni, e agli altri 25-30 – non so esattamente – che sono già morti quest’anno. E pensando a loro mi sono visto passare davanti le frasi di chi si lamenta perché un ciclista gli ha suonato il campanello sul marciapiede o è irritato dall’arroganza delle scatto fisso o si è preso uno spavento perché è stato sfiorato da una bicicletta. Ma ci siete? Siete qui con noi? Avete un minimo senso della realtà?

Quella per fermare la strage è una battaglia che dobbiamo fare tutti insieme, noi che siamo utenti leggeri (qualcuno dice deboli, ma a me non piace) delle strade delle città. Quella per rendere Milano immensamente più bella e libera e felice è una battaglia che non deve prevedere se ma forse però e altre cazzate del genere. Perché, guardate, i numeri sono quelli: il prossimo morto è dietro l’angolo. E di sicuro non voglio essere io, mi dispiace se vi sembrerò arrogante per questo.

Quindi, basta stupidaggini, basta penosi distinguo. C’è una campagna in corso che chiede sicurezza per i ciclisti e le utenze leggere delle strade: abbracciatela, aderite, partecipate, integratela. Fatela vostra.

salvaiciclisti.it | #salvaiciclisti | @salvaiciclisti
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Offline Jimmy

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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #113 il: Giugno 14, 2012, 10:13:24 am »
Jimmi, senza polemizzare, ma riporto nuovamente lo scritto per intero che hai citato parzialmente.

Non conosco l'autore ma la mia opinione è che se ci si vuole confrontare sul forum lo si debba fare come nella vita reale: senza spezzettare il discorso prelevandone solo una parte.
per quanto possa essere opinabile fare un confronto tra ciclista indisciplinato e automobilista indisciplinato (sono perfettamente d'accordo con te), l'autore aveva cercato di motivare questa sua "classifica" di cattivi e trovo sconveniente eliminare il discorso che mi pare più articolato.
tra l'altro credo che le tue e le sue conclusioni siano le stesse: che il problema non è del singolo ma è culturale.
Dice che il problema è il mezzo ma nel discorso è evidente che il problema è di chi lo usa e come lo usa. non è la pistola ad essere pericolosa ma chi preme il grilletto, questo si sa.  :)

Citazione
questo è di un altro Marco, saggio come il primo
http://www.mazzei.milano.it/2012/03/10/volevo-scrivere-un-post-stupido-come-i-vostri-poi-e-morta-alice/

Citazione
Volevo scrivere un post stupido come i vostri, poi è morta Alice

Era da qualche giorno che avevo in mente di scrivere un post molto stupido sui problemi causati ai ciclisti dai pedoni in risposta ai molti post stupidi che circolano ultimamente sui problemi causati ai pedoni dai ciclisti. L’idea era raccontare delle coppiette che camminano mano nella mano lungo le piste ciclabili (farsa) di Milano, dei proprietari di cani e dei loro guinzagli allungabili, di quelli che camminano zigzagando nelle zone ciclopedonali e varie altre idiozie del genere. Perché son cose che succedono, ma – appunto – rispetto al tema vero sono delle sciocchezze. E il tema vero, l’unico dato incontrovertibile sul quale i professionisti dei socialsalotti poi non sanno più che cosa dire (se non, così a caso, prendersela con quelli che hanno una scatto fisso "perché sono antipatici e arroganti") è che ogni anno muoiono in Italia migliaia di pedoni e di ciclisti a causa delle automobili.

I numeri cercateveli, così magari dedicate tempo utile a conoscere le cose delle quali parlate a vanvera.

Il più indisciplinato dei ciclisti è infiniti ordini di grandezza meno pericoloso del più disciplinato degli automobilisti e per ragioni molto semplici, che tutti dovrebbero essere in grado di capire: le macchine pesano molto, molto, molto più delle biciclette (e dei pedoni, ovviamente) e vanno molto, molto, molto più veloci. A volte entro il (folle) limite urbano dei 50 km all’ora, molto più spesso ben oltre tale soglia. E quando guidi un mezzo così oggettivamente pericoloso basta una minima distrazione e diventi un potenziale omicida.

Insomma, volevo scrivere questa cosa anche un po’ leggera e scherzosa, che magari mi avrebbe fatto passare la voglia di manifestare una serie di vaffanculo che mi ronzano per la testa pensando a cose che ho letto in questi giorni, poi mi è passata la voglia del post stupido. Perché ieri a Roma è stata assassinata una ragazza di ventidue anni, travolta da una Smart che è passata col rosso viaggiando a oltre 70 km all’ora. Io non riesco ad accanirmi sulla poveretta che l’ha ammazzata perché resterà segnata per sempre da quel che è successo. Perché il problema, e qui sta l’altro gigantesco errore che fanno i professionisti dei socialsalotti di cui sopra, non è in chi guida, o – almeno – non solo. Il problema è che quel mezzo a quelle velocità e con l’attuale assenza di cultura della mobilità responsabile è un mezzo pericoloso a prescindere. Perché basta che butti l’occhio qualche secondo sul cellulare che suona e addio.

Mi è passata la voglia perché ho pensato ad Alice, ai suoi vent’anni, ho ripensato a Giacomo, ai suoi 12 anni, e agli altri 25-30 – non so esattamente – che sono già morti quest’anno. E pensando a loro mi sono visto passare davanti le frasi di chi si lamenta perché un ciclista gli ha suonato il campanello sul marciapiede o è irritato dall’arroganza delle scatto fisso o si è preso uno spavento perché è stato sfiorato da una bicicletta. Ma ci siete? Siete qui con noi? Avete un minimo senso della realtà?

Quella per fermare la strage è una battaglia che dobbiamo fare tutti insieme, noi che siamo utenti leggeri (qualcuno dice deboli, ma a me non piace) delle strade delle città. Quella per rendere Milano immensamente più bella e libera e felice è una battaglia che non deve prevedere se ma forse però e altre cazzate del genere. Perché, guardate, i numeri sono quelli: il prossimo morto è dietro l’angolo. E di sicuro non voglio essere io, mi dispiace se vi sembrerò arrogante per questo.

Quindi, basta stupidaggini, basta penosi distinguo. C’è una campagna in corso che chiede sicurezza per i ciclisti e le utenze leggere delle strade: abbracciatela, aderite, partecipate, integratela. Fatela vostra.

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Ciao Broono grazie....io però ho semplicemente citato i soli passi del contributo che mi sembravano degni di critica, e su quelli ho argomentato la mia idea...il testo l'ho letto tutto certo, però quelle semplici frasi ed asserzioni, benanche lette nel contesto originale non cambiano, per me il fatto che io le avrei usate con più cautela: il ciclista più indisciplinato è sempre meglio dell'autista più dsciplinato, per la sola differenza tra i mezzi.....insomma è una frase che si pone molto aggressiva e che non ammette repliche, fà di tutta l'erba un fascio...ecco io contesto casi come questi di generalizazzione....secondo me è troppo semplice (...e comodo) porre la categoria di cui facciamo parte, i ciclisti,  come strumento per giudicare le altre categorie....lo sforzo e la sfida invece sarebbe quella di confrontare le 2 categorie, citando alcuni esempi come gli incidenti o altro, per poi alla fine far emergere con convinzione la propria idea....
"...la pistola rimane però pericolosa di suo: è uno strumento meramente di insulto e offesa...a cos'altro servirebbe?....la macchina invece no, fatti i debiti distinguo...."

Grazie Ciao
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Foldan

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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #114 il: Giugno 14, 2012, 11:07:13 am »
C'è anche un'altra prospettiva dalla quale vedere le cose, senza cercare nemici, senza radicalizzare conflitti, senza invocare giustizie sommarie e lapidazioni pubbliche.
Se il conducente della Smart avesse rispettato le leggi del codice della strada non sarebbe accaduta la tragedia. Ma le parole poi sono importanti. Capisco che il coinvolgimento emotivo in una tragedia possa togliere lucidità al ragionamento. Ma chi muore d'incidente non è stato assassinato. E dare dell'assassino a chi a ucciso senza volerlo è un inutile e sproporzionato accanimento. Grillo è stato condannato a 3 mesi di carcere per aver ucciso in un incidente stradale una famiglia di tre persone. Ovviamente non è un assassino, nè una persona eticamente scorretta. Anzi l'etica, lasciamola a chi ne ha una, o a chi sa cosa significhi. La questione non riguarda l'etica ma la giustizia e precisamente la legalità.
Ognuno viva secondo la propria etica. Ma tutti abbiamo le stesse leggi da rispettare. Non voglio dare lezioni di filosofia morale. Mi limito ad osservare che la civile convivenza in genere, e in specie la convivenza di veicoli diversi e pedoni, può essere garantita semplicemente rispettando *tutti* le leggi del codice della strada.
Si può fare di più. Ma già questo sarebbe un ottimo punto di partenza.

Offline Val_Ter

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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #115 il: Giugno 14, 2012, 11:40:01 am »
Il modo piu' semplice per far fuori qualcuno ai giorni nostri e' investirlo con l'auto e poi dire "oh, non l'avevo visto". Mal che vada ci si fa qualche mese di cella, nulla in confronto a quanto si farebbe usando una pistola, un coltello, un bastone o addirittura le mani nude. Ecco: io e' questo che non riesco a capire.
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Offline Jimmy

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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #116 il: Giugno 14, 2012, 11:43:30 am »
C'è anche un'altra prospettiva dalla quale vedere le cose, senza cercare nemici, senza radicalizzare conflitti, senza invocare giustizie sommarie e lapidazioni pubbliche.
Se il conducente della Smart avesse rispettato le leggi del codice della strada non sarebbe accaduta la tragedia. Ma le parole poi sono importanti. Capisco che il coinvolgimento emotivo in una tragedia possa togliere lucidità al ragionamento. Ma chi muore d'incidente non è stato assassinato. E dare dell'assassino a chi a ucciso senza volerlo è un inutile e sproporzionato accanimento. Grillo è stato condannato a 3 mesi di carcere per aver ucciso in un incidente stradale una famiglia di tre persone. Ovviamente non è un assassino, nè una persona eticamente scorretta. Anzi l'etica, lasciamola a chi ne ha una, o a chi sa cosa significhi. La questione non riguarda l'etica ma la giustizia e precisamente la legalità.
Ognuno viva secondo la propria etica. Ma tutti abbiamo le stesse leggi da rispettare. Non voglio dare lezioni di filosofia morale. Mi limito ad osservare che la civile convivenza in genere, e in specie la convivenza di veicoli diversi e pedoni, può essere garantita semplicemente rispettando *tutti* le leggi del codice della strada.
Si può fare di più. Ma già questo sarebbe un ottimo punto di partenza.

Foldan...dimmi dove firmare che sottoscrivo il 99% MA....il non aver rispetatto il rosso e il limite di velocità per la smartista....l'ha posta se non esattamente, moolto vicino alla figura di un omicida, magari colposo ma pur sempre un omicida stradale.....ha usato la macchina come un'arma...punto, basta e su questo non ci piove....e nel 2012 non sapere che usare così un mezzo è altamente pericoloso, per se e per gli altri, è ugualmente esecrabile...la ragazza non voleva uccidere nessuno....ma di fatto ha messo tutta se stessa nella condizione di farlo. ci vuole prevenzione, con la cultura di utilizzo e senso civico...curare poi è più semplice
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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #117 il: Giugno 14, 2012, 11:47:21 am »
Citazione
secondo me è troppo semplice (...e comodo) porre la categoria di cui facciamo parte, i ciclisti,  come strumento per giudicare le altre categorie....lo sforzo e la sfida invece sarebbe quella di confrontare le 2 categorie, citando alcuni esempi come gli incidenti o altro, per poi alla fine far emergere con convinzione la propria idea....

si Jimmy, l'avevo capito, l'ho riportato a beneficio degli altri.
e ti dirò che sono anche d'accordo con te. come ho già scritto altre volte il voler trovare a tutti i costi le differenze non fa altro che inasprire i toni del confronto. l'ideale sarebbe capire e far capire che non esistono categorie differenti, siamo tutti utenti della stessa strada e quando guidiamo/pedaliamo non siamo né in gara né in guerra con gli altri.
purtroppo in passato anche le associazioni di ciclisti hanno contribuito ad aumentare le differenze in quanto spesso con le loro richieste sembrava che privilegiassero il pedalatore sportivo e il pedalatore turistico e ignorassero il pedalatore urbano che usa la bici non per sport o per osservare il lago ma semplicemente per spostarsi.
 :)


riguardo all'esempio della pistola: ho cannato esempio, volevo scrivere coltello che calza meglio.
« Ultima modifica: Giugno 14, 2012, 12:24:14 pm da broono »
Bruno, citizen cyclist [utente leggero della strada]
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Offline Jimmy

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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #118 il: Giugno 14, 2012, 11:55:11 am »
si Jimmy, l'avevo capito, l'ho riportato a beneficio degli altri.
e ti dirò che sono anche d'accordo con te. come ho già scritto altre volte il voler trovare a tutti i costi le differenze non fa altro che inasprire i toni del confronto. l'ideale sarebbe capire e far capire che non esistono categorie differenti, siamo tutti utenti della stessa strada e quando guidiamo/pedaliamo non siamo né in gara né in guerra con gli altri.
purtroppo in passato anche le associazioni di ciclisti hanno contribuito ad aumentare le differenze in quanto spesso con le loro richieste sembrava che privilegiassero il pedalatore sportivo e il pedalatore turistico e ignorassero il pedalatore urbano che usa la bici non per sport o per osservare il lago ma semplicemente per spostarsi.
 :)
secondo me è troppo semplice (...e comodo) porre la categoria di cui facciamo parte, i ciclisti,  come strumento per giudicare le altre categorie....lo sforzo e la sfida invece sarebbe quella di confrontare le 2 categorie, citando alcuni esempi come gli incidenti o altro, per poi alla fine far emergere con convinzione la propria idea....

riguardo all'esempio della pistola: ho cannato esempio, volevo scrivere coltello che calza meglio.

Grazie ragazzi....il fatto di sentire parlare come se noi, ciclisti,  si fosse in una teca di vetro fragile, isolata dagli altri, autocompiacente....mi provoca irritazione cutanea....noi siamo utenti stradali che, senza piste ciclabili (li mortacci a lì comuni...) siamo conducenti di VEICOLI alla pari degli altri conducenti (pedoni esclusi) e abbiamo DOVERI (luci di notte, mezzi messi a punto, freni indipendenti su i 2 assi etc)....oltre che diritti e quando faremo capire agli altri e capiremo questo...qualcosa cambierà.... nel fratempo buone pedalate a tutti
Baci & Bici
Dahon Mu XL, Colore "Canna da Fucile"...e pedalerò, sparato come non mai!...PER ORA MI HANNO SPARATO ALTRI°_°

Foldan

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Re:“Salviamo i ciclisti”
« Risposta #119 il: Giugno 14, 2012, 12:00:34 pm »
Il modo piu' semplice per far fuori qualcuno ai giorni nostri e' investirlo con l'auto e poi dire "oh, non l'avevo visto". Mal che vada ci si fa qualche mese di cella, nulla in confronto a quanto si farebbe usando una pistola, un coltello, un bastone o addirittura le mani nude. Ecco: io e' questo che non riesco a capire.
Valter, i professionisti preferiscono la pistola. Per rimanere a Genova, Adinolfi non lo hanno gambizzato investendolo con l'auto. E a differenza di quanto capitato a Grillo, in questo caso non è nemmeno morto nessuno. Eppure è abbastanza evidente che si tratta di qualcosa abissalmente più grave dell'incidente di Grillo.
C'è una differenza enorme tra fare qualcosa deliberatamente e trovarcisi in mezzo, di malgrado, per negligenza, imprudenza, imperizia, o inosservanza delle regole.
Ciò non toglie che se investi deliberatamente con l'auto il tuo nemico, non sarebbe più un incidente e le sanzioni sarebbero ventennali.