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Autore Topic: l'intermodalità come stato mentale.  (Letto 7285 volte)

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Offline Gianni65

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l'intermodalità come stato mentale.
« il: Settembre 22, 2011, 08:48:28 pm »
Dopo un anno e mezzo di quotidano pendolarismo in sella, mi accorgo che sto diversificando molto più di prima i miei percorsi. Non mi limito più al solito itinerario collaudato casa-treno-lavoro e ritorno, come facevo nei primi tempi, ma spesso allungo il giro deviando per commissioni e prendendo il treno in altre stazioni; mi incontro da qualche parte con mia moglie in auto; quando non ho fretta, alla sera scendo dal treno in un paese vicino per il puro piacere di fare una pedalata in campagna?


Questo comportamento è riconducibile a varie cause.

1 - Una conoscenza del territorio completamente nuova
Un punto di vista del tutto differente da quello di un automobilista o di un utente dei mezzi pubblici. E' una nuova mappa mentale che si forma a poco a poco e comprende una fittissima combinazione di strade di quartiere, piste ciclabili, sentieri di campagna, marciapiedi deserti, aree chiuse al traffico, giardini, gallerie commerciali, tratte ferroviarie? insomma, una nuova sconfinata rete di possibilità.

2 - L'abitudine di consultare spesso internet.
Al computer si possono costruire tantissimi itinerari su misura(google maps, Trenitalia, trasporti urbani, piste ciclabili?)

3 - Una nuova percezione delle distanze.
Tutto appare più facilmente raggiungibile: un raggio di 5 km è a portata di bicicletta in 15-20 minuti (parliamo di un'area di 80 km²!); distanze di 10-20 km sono raggiungibili in 5-10 minuti di treno più quattro colpi di pedale; il centro storico è solo a cinque minuti di metropolitana e poi ci si può scorrazzare in lungo e in largo senza limitazioni, senza code, senza problemi di parcheggio.

4 - Uno spirito del tutto nuovo
Sereno, giocoso, molto più atttivo e curioso. Il tragitto lavoro-casa (al mattino sono più di fretta) non è più un'ora persa, ma una attività salutare. Ogni commissione verso una nuova destinazione è un gioco da risolvere ed una occasione di svago.
Oltre ad una nuova rete mentale di percorsi, questo vagabondare offre anche un arricchimento a livello umano, con l'opportunità di deviare e fermarsi in qualunque momento, incontrando cose mai viste prima: centri storici, palazzi, paesaggi, visi?

Insomma l'uso prolingato della pieghevole provoca una profonda mutazione interiore e... forse è per questo che dopo aver cominciato è così difficile tornare indietro.
« Ultima modifica: Settembre 23, 2011, 09:05:19 pm by occhio.nero »

Offline Sbrindola

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l'intermodalità come stato mentale.
« Risposta #1 il: Settembre 22, 2011, 11:24:17 pm »
Dal "basso" delle mie sole 2 settimane di intermodalità sistematica, non posso che confermare le tue impressioni.
Magari in proporzioni inferiori, ma anche io mi trovo nella medesima situazione.

- ho già sperimentato diversi percorsi alternativi: partendo dal primo percorso dettato dal navigatore satellitare sul cellulare, visto che non conoscevo assolutamente la zona, ho già trovato delle valide alternative.... da strade con tratti di ciclabile, all'attraversamento di un parco pubblico, si stanno poco per volta aggiungendo i tasselli di un mosaico della zona.
E non si tratta solo di percorsi in senso stretto: scopri la panetteria che ti tenta con il suo profumo di brioches alle 7 di mattina, il negozio che memorizzi perchè potrà tornarti utile e tante altre cose che, chiuso in una vettura non hai modo di notare o apprezzare.

- considerando i tempi morti del trasporto in auto (cercare parcheggio, code, semafori) spostamenti di 5-10 km in ambito cittadino negli orari di punta, diventano assolutamente confrontabili con le tempistiche della bici. Se ho commissioni da fare in centro dopo il lavoro rinuncio anche a servirmi dei mezzi e filo dritto come un fuso a destinazione.... per fare di meglio bisognerebbe avere le ali!
Se devo aspettare mia moglie che tarda per lavoro, ne approfitto per gironzolare per il solo gusto di farlo e muovermi ancora un po'..... palestra risparmiata, qualche eccesso in più a tavola che mi posso concedere a cuore leggero, un benessere fisico e mentale difficilmente raggiungibile in altro modo.

- l'impagabile soddisfazione di essere immune a code ed ingorghi: giusto questa mattina mi sono evitato almeno un'ora e mezza di coda in tangenziale e di entrare in ritardo a lavoro come toccato a diversi coleghi. E' una sensazione nota a molti ma di cui non si è mai sazi. :-)

Spero di cuore di riuscire a continuare il più possibile nonostante la stagione fredda perchè questo modo di muoversi è impagabile e se non lo si prova sulla propria pelle, difficilmente si può comprendere quante soddisfazioni dia.

« Ultima modifica: Settembre 22, 2011, 11:30:32 pm by Sbrindola »

Offline 2ruoteinviaggio

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« Risposta #2 il: Settembre 23, 2011, 08:41:07 am »
Ma perchè non ci dite die che città si parla?

Io a Roma l'intermodalità la vedo ancora un pò un utopia, in particolare per i mezzi affollati (quindi difficile trasporto di bici) e per il traffico impazzito!

Offline Sbrindola

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« Risposta #3 il: Settembre 23, 2011, 09:27:21 am »
Nel mio caso non l'ho specificato perchè lo ritengo un discorso svincolato dalla città in cui ci si trova, anche se, come fai notare, ogni città può presentare problematiche differenti.
Io comunque mi muovo a Torino e, prendendo la metro alle 6.50 circa al capolinea non ho problemi di sovraffollamento.
Sicuramente a Roma sarà più affollata, ma è anche vero che c'è una copertura di linee decisamente migliore....a fronte dei pregi che abbiamo descritto ti direi di provare comunque a fare questo passo e magari insistere nel trovare combinazioni diverse nei primi tempi.

Offline bikediablo

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« Risposta #4 il: Settembre 23, 2011, 09:37:23 am »
Ma perchè non ci dite die che città si parla?
Io a Roma l'intermodalità la vedo ancora un pò un utopia, in particolare per i mezzi affollati (quindi difficile trasporto di bici) e per il traffico impazzito!

Io a Roma sto usando bici pieghevole (brompton) + metro A + metro B (con scambio a termini) tutti i giorni da maggio (escluso agosto in cui la metro A tra l'altro è stata chiusa) e non ho particolari problemi, non di più di quelli che avrei se andassi senza bici ma con la valigetta o la borsa, per non parlare dei trolley che sono molto più ingombranti. Eppure viaggio in orari di punta.
C'e' da dire che la Brompton è talmente ridotta che appena entri la poggi di fianco alle porte e non infastidisci proprio nessuno, io uso anche la borsa S-bag e se proprio ingombra la sfilo e la pongo perpendicolare alla bici occupando solo in altezza.

Inoltre il numero di pieghevoli stà aumentando anche perchè sono una soluzione valida anche per portarle in casa o al lavoro (spesso i pali non ci sono o sono occupati dai motorini), sul forum dei Ciclomobilisti (prevalentemente romani) l'interesse per questa categoria di bici è molto alto. conosco gente che usa dahon, hoptown ed ora anche la b.fold

Senza contare che se si guasta la metro (mi è capitato almeno 3 volte) scendi e prosegui in bici.

ciao
marco
Ciclomobilista permanente effettivo :-)
http://www.ciclomobilisti.it | http://bromptonlandia.blogspot.com

Offline Gianni65

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« Risposta #5 il: Settembre 23, 2011, 02:04:07 pm »
Io mi sposto tra Torino e provincia con una Hoptown, principalmente in treno, ma non solo.
I trasporti urbani di Torino hanno un regolamento piuttosto tollerante in fatto di trasporti al seguito: 80x50x50 (e nessun controllore gira col centimetro).
Invece per quanto riguarda il treno, in un anno e mezzo non ho mai utilizzato la sacca e non mi è mai stato detto nulla, né sui treni GTT, né su quelli Trenitalia. Solo una volta sulla linea per Asti il controllore mi ha chiesto il biglietto per la bici perché l'avevo montata prima di scendere (il treno era quasi vuoto), ma  quando ho spiegato che fino a poco prima era ripiegata, non mi ha più detto nulla.

Offline occhio.nero

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« Risposta #6 il: Settembre 23, 2011, 09:12:35 pm »
Insomma l'uso prolingato della pieghevole provoca una profonda mutazione interiore e... forse è per questo che dopo aver cominciato è così difficile tornare indietro.

il tunnel della bici pieghevole... facciamo un gruppo di auto aiuto?
Federico?...... PRESENTE!  ;D
Federico
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pedaliamo, pieghiamo, moltiplichiamoci

Offline Gianni65

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« Risposta #7 il: Settembre 23, 2011, 10:24:40 pm »
E chi vuole tornare indietro?  8)

Questa sera sono nuovamente sceso a 12 km da casa ed ho ripetuto il percorso che avevo descritto qualche tempo fa.   http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=307.0
Ormai ci sono passato un bel po' di volte ed è entrato a far parte dei miei itinerari normali. Nei tratti più sconnessi scendo a piedi, ma poi nel tratto asfaltato - col manubrio abbassato al massimo e la sella un paio di centimetri più su del solito per spingere meglio - mi sono accodato ad una squadra di ciclisti sportivi per alcuni chilometri di falsopiani: mi distanziavano sulle discese e poi li recuperavo sulle salite. Non mi è nemmeno venuto  il fiatone (però una bella doccia quando sono arrivato a casa ho dovuto farmela ;D)
« Ultima modifica: Settembre 23, 2011, 10:46:47 pm by Gianni65 »

Offline igiul

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l'intermodalità come stato mentale.
« Risposta #8 il: Ottobre 04, 2011, 08:09:33 am »
Ciao gente, come da presentazione, anche io da qualche giorno mi sono "piegato" all'intermodalità ;)
Vivo in provincia di Milano ed ho scoperto da pochissimo le innumerevoli possibilità di mobilità offerte dalle linee Trenord qui in Lombardia e di avere una stazione a solo un km da casa mia!!! :o
L'ho scoperto casualmente e non immagino nemmeno quanta gente, come me finora, non abbia la minima idea della possibilità!
Fino a meno di un mese fa, sostenevo convinto che per raggiungere il mio luogo di lavoro non ci fossero alternative all'auto: 50 km al giorno tra andata e ritorno per 6 giorni la settimana, deterioramento dell'auto e circa 50 eurini alla settimana di Gasolio :(
Ora, ho acquistato una bellissima e comodissima Hoptown 5 di Decathlon e fatto l'abbonamento mensile al trenino che mi costa 49,50!
La stazione di arrivo a Milano dista circa 2 km dal mio ufficio e il piacere di viaggiare in questo modo è davvero impagabile!
C'è da dire però, che nei miei comodi orari il treno all'andata è quasi solo mio e al ritorno è ancora quasi vuoto. ;D

Non esiste una strada verso la felicità, la felicità è la strada!

Offline styopa

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« Risposta #9 il: Ottobre 04, 2011, 10:40:52 am »
Anch'io dopo 5 mesi e circa 800 Km percorsi con la mia Hoptown, non riesco proprio più a immaginarmi senza la mia appendice verde limone :) E sto iniziando a usarla anche per fare spostamenti per cui la bici "normale" non l'avrei probabilmente presa... E' comodo, la bici è sempre a portata di mano:) E nel tragitto casa - lavoro - casa guadagno quasi un'ora ogni giorno!
Hoptown 20" verde, portapacchi rimosso, sella prolink

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