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Autore Topic: bikesharing (articoli vari, app,..)  (Letto 14891 volte)

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Offline sim1

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bikesharing (articoli vari, app,..)
« il: Giugno 03, 2012, 12:28:36 pm »
### ETC1 Elenco Topic Correlati: cliccare sui TAG arancioni in cima ed in  fondo a questa discussione (altre info sui TAG  qui)
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Allego un articolo del Corriere.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_giugno_3/furti-danni-graffiti-assedio-bike-sharing-denunce-201451609640.shtml
« Ultima modifica: Marzo 21, 2017, 02:15:46 pm by occhio.nero »
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Offline 2ruoteinviaggio

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Re:bikesharing (articoli vari, app,..)
« Risposta #1 il: Giugno 03, 2012, 09:44:13 pm »
che schifo!

Offline Hopton

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Re:bikesharing (articoli vari, app,..)
« Risposta #2 il: Giugno 03, 2012, 10:15:54 pm »
Davvero, da far cascare le braccia...
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Offline beaturbano

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Re:bikesharing (articoli vari, app,..)
« Risposta #3 il: Giugno 14, 2012, 02:50:34 pm »
l'hanno fatto anche a torino, stanotte.
Distrutte 200 biciclette su 700.
http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/06/14/news/blitz_contro_to_bike_distrutte_100_biciclette-37169690/

c'è la notizia anche su La Stampa, che fa anche delle ipotesi.
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/458363/
citizen cyclist [utente leggero della strada]
non possiamo pretendere di risolvere i problemi pensando allo stesso modo di quando li abbiamo creati - albert einstein ||| è una questione di qualità - cccp

Offline mark_to

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Re:bikesharing (articoli vari, app,..)
« Risposta #4 il: Giugno 14, 2012, 04:22:50 pm »
200 bici danneggiate su 700 è sicuramente qualcosa di più mirato di un semplice atto vandalico isolato di qualche teppistello del cazzo.
Una vera schifezza.... :(
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Offline sim1

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Re:bikesharing (articoli vari, app,..)
« Risposta #5 il: Giugno 14, 2012, 05:19:54 pm »
Figli di puttana.
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Offline Hopton

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Re:bikesharing (articoli vari, app,..)
« Risposta #6 il: Giugno 14, 2012, 05:59:28 pm »
Anche a Bari ho visto una percentuale impressionante di bici del bike sharing vandalizzate... Ci vogliono le telecamere e sistemi vari di allarme e sorveglianza, saranno altri costi, ma a questo punto è necessario.
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Offline Marcopie

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Re:bikesharing (articoli vari, app,..)
« Risposta #7 il: Giugno 15, 2012, 11:37:59 am »
Anche se i costi fossero alti io ci aggiungerei volentieri ulteriori costi ospedalieri...  >:(

Offline NessunConfine

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Re:bikesharing (articoli vari, app,..)
« Risposta #8 il: Ottobre 16, 2012, 10:28:01 pm »
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segnalo

ciclofficine (popolari) e le stazioni di riparazione gratuita
http://www.bicipieghevoli.net/index.php?topic=137

--- ADMIN OFF


di Isabella Fantigrossi

La bicicletta è un mezzo di trasporto urbano sempre più diffuso. Non sempre però la mobilità sostenibile è incentivata a sufficienza. Ultimamente, invece, a mostrare segnali opposti sono le università italiane che, sempre più numerose, si stanno attrezzando tramite gli stessi studenti, da sole o con l'aiuto di sponsor ed enti locali, per offrire ai propri iscritti alternative valide all'automobile: ciclofficine, servizi di bike sharing, bici in comodato d'uso gratuito o parcheggi per le due ruote. Ecco una mappa delle iniziative più interessanti degli atenei italiani. Bike sharing – Tra i servizi più grandi gestiti dalle università c'è il bike sharing della Sapienza di Roma, attivo dall'inizio del 2011: quattro i punti di scambio – a Ingegneria a San Pietro in Vincoli, ad Architettura a Valle Giulia, a Medicina al Policlinico Umberto I e a Fisica dentro la Città Universitaria – con una particolarità: il servizio è gratuito e interamente gestito dagli studenti. Tutte le bici sono di recupero e quando si rompono sono gli stessi utenti a doverle aggiustare. A Roma Tre, invece, il progetto nasce ben sette anni fa dall'ufficio del mobility manager d'ateneo: studenti e dipendenti dell'università possono iscriversi al servizio "Roma Tre in bici" e utilizzare non solo le 60 bici messe a disposizione ma anche quelle delle città italiane che aderiscono al circuito "C'entro in bici". "Il servizio nasce dalla difficoltà di studenti e professori di spostarsi da una facoltà all'altra: l'università di Roma Tre non è fatta a campus ma è sparsa sul territorio", spiega Stefania Angelelli, mobility manager di ateneo. "In più gli studenti dell'università sono 35 mila. Ridurre il traffico prodotto dai loro spostamenti consentirebbe davvero di decongestionare la città". Obiettivo futuro della Angelelli: cambiare il parco bici dell'ateneo, ormai vecchio, e introdurre mezzi a pedalata assistita: "Ci stiamo già attrezzando per installare una pensilina a energia solare per ricaricare le bici elettriche". Ma non sono solo i grandi atenei ad essersi attivati per la mobilità leggera. A Como e a Varese, per esempio, funziona "Bike Insubria", realizzato dall'Università dell'Insubria insieme alla Fondazione Cariplo. Ciclofficine – A Roma gli studenti della Sapienza possono riparare le proprie bici o quelle del bike sharing universitario all'interno di Ciclofisica, la ciclofficina della facoltà di Fisica, anch'essa gestita dai ragazzi già dal 2009 e aperta tutti i mercoledì. A Milano, invece, dentro la sede di Agraria dell'Università Statale gli studenti tengono aperta tutti i mercoledì e i venerdì l'officina Ruotalibera. Gestita dall'università di Brescia e dal suo mobility manager è invece la ciclofficina presso la facoltà di Ingegneria: "Gli studenti del nostro ateneo sono 15 mila mentre i dipendenti 1.100: l'impatto sull'ambiente dei loro spostamenti è rilevante", spiega il professor Giulio Maternini, mobility manager dell'università di Brescia. "Tanto più che Brescia è una città ricca e con un tasso di motorizzazione troppo elevato. Per questo l'università sta promuovendo, oltre alla ciclofficina, molte altre iniziative per favorire i trasporti leggeri: offriamo biciclette in comodato gratuito agli studenti fuori sede e, in collaborazione con il Comune, uno scontro del 50% alle matricole sugli abbonamenti al trasporto pubblico". Bici in comodato d'uso - In Puglia il progetto per favorire la mobilità sostenibile tra gli studenti è ideato dalla Regione insieme alle università di Bari, Foggia, Lecce e al politecnico di Bari. Attraverso "Cicloattivi università", questo il nome del progetto, gli atenei pugliesi mettono a disposizione dei propri studenti con regolare contratto di affitto e ai pendolari 1.600 biciclette in comodato gratuito per un anno. "In tutta la Puglia", fanno sapere dall'assessorato alla Mobilità della Regione, "è possibile già trasportare gratuitamente le bici sui treni. Mettendo ora le biciclette a disposizione degli studenti, vogliamo spingere anche i giovani, soprattutto quelli che per motivi di studio si muovono dai piccoli Comuni verso le città, a sperimentare l'intermodalità, cioè a utilizzare insieme tutti i tipi di trasporto alternativi all'auto. Tanto più che le bici sono pieghevoli e possono essere facilmente trasportate anche in autobus". All'università di Roma Tre, invece, è attivo da quest'anno "ELEBici@Roma3": per alcuni mesi Enel Green Power offre a trenta studenti di Architettura, Ingegneria ed Economia altrettante biciclette elettriche. "E quando il progetto si concluderà", racconta Stefania Angelelli, "cercheremo di tenere queste 30 biciclette e di aggiungerle al parco mezzi del nostro bike sharing".


fonte: http://tg24.sky.it/tg24/eco_style/2012/10/05/universit__mobilita_sostenibile_iniziative_per_le_biciclette.html
« Ultima modifica: Agosto 24, 2013, 10:42:06 am by occhio.nero »
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Offline Sbrindola

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Re:bikesharing (articoli vari, app,..)
« Risposta #9 il: Dicembre 12, 2012, 08:18:16 am »
LINK all'articolo de La Stampa

Okobici, il bikesharing si fa con lo smartphone

Mettere in condivisione la propria bicicletta attraverso una rete social. E' l'idea di una giovane start-up italiana
DANILO ELIA (MAGZINE)
Si chiama Okobici e non ha nulla a che vedere col bikesharing a cui siamo abituati. «Quello che c'è nella nostra città, a Milano, non è altro che un noleggio di biciclette messe a disposizione dal Comune. Non c'è alcuna idea di condivisione, di sharing». Dice così Marco Lampugnani, architetto, una delle menti di Okobici. Insieme a Gaspare Caliri, semiologo, ha fatto di un'idea una realtà.

«La nostra è una community ispirata al peer-to-peer della rete in cui i soggetti privati fungono da provider. Vale a dire che mettono le proprie bici a disposizione di una comunità di user». Il cuore del sistema è il dispositivo, un apparecchio da attaccare alla bici che, con connessione gps e gprs, la rende localizzabile e prenotabile dal web o da uno smartphone. Lo user cerca una okobici nelle vicinanze, la prenota, paga, sblocca il dispositivo (che è dotato di un lucchetto) con lo smartphone e comincia a pedalare. Quando è arrivato a destinazione non deve fare altro che legare la bici, che diventa di nuovo disponibile per un altro user. «Il modello di business è basato sulla partecipazione dei guadagni - continua Lampugnani - il provider fa un investimento comprando il dispositivo e comincia da subito a ricevere una quota delle somme pagate da ogni user che utilizza la sua okobici. La piattaforma online sarà una vera community e si gestirà da sola con un sistema di feedback che garantirà la correttezza dei soggetti, la qualità e la cura delle bici». E qui entra in gioco una terza figura, il curator, che si occupa della manutenzione delle due ruote partecipando agli utili: «Potrà essere una piccola ciclofficina che decide di adottare un certo numero di bici, o magari un pensionato con la passione per i pedali».

La sede di Okobici è in un'officina delle idee che raccoglie un concentrato di startup a due passi dal Politecnico di Milano. Si chiama "Barra A". Sedie colorate, uffici open space, caos creativo di oggetti e un cortile dove la condivisione di esperienze diventa rete. Età media sulla trentina. L'ufficio di Lampugnani e Caliri non ha pareti, la condivisione degli spazi è condivisione di idee, la frizione degli incontri genera scintille di innovazione. «Ma l'idea romantica dell'eureka non esiste. Non c'è la lampadina che si accende nel cervello all'improvviso, piuttosto l'osservazione della realtà, lo studio di soluzioni, il lateral thinking».

Osservando il bikesharing a Copenaghen, una delle città più ciclabili del mondo, i due italiani hanno avuto la loro idea. «Oko è il prefisso eco in danese. Com'è fatto adesso il bikesharing non ha niente né di economico né di ecologico. Una bicicletta costa al Comune in media quattromila euro più altri mille di manutenzione all'anno. Per non parlare dell'impatto ambientale dei furgoni che trasportano le bici da una rastrelliera all'altra in lungo e in largo per la città. Noi proponiamo un'altra visione».

La loro idea ha vinto il Working capital 2012, che ha premiato le migliori startup italiane assegnando grant di 25mila euro e ha ricevuto finanziamenti dal consorzio Spinner della Regione Emilia Romagna e dalla Regione Lombardia. Tutti insieme fanno 100mila euro. «Sono appena sufficienti per iniziare», ammette Lampugnani. «Fare startup in Italia non è facile, non è il contesto ideale, ma noi ci proviamo lo stesso». Milano può essere il posto buono. A dicembre parte la sperimentazione di una prima community Okobici, una "versione beta" da far affinare agli user e nello stesso tempo una ricerca di fondi dal basso grazie al crowdfunding. La scommessa dei due startupper sta tutta nella sua stessa forza, se il modello social sarà davvero applicabile al bikesharing dipenderà dalla comunità dei pedalatori.

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Re:bikesharing (articoli vari, app,..)
« Risposta #10 il: Gennaio 09, 2013, 05:48:44 pm »
Parigi città modello per il bike sharing: oltre 20mila bici in 1450 postazioni



Anche nel mondo della bicicletta la grandeur francese lascia il segno. E proprio a Parigi, nella città dove nel 1864 il giovane Ernest Michaux compì la prima brevissima pedalata di appena 300 metri e dove quattro anni dopo, nel parco di Saint Cloud, l’inglese James Moore vinse la prima corsa ciclistica mai organizzata, il bike sharing è diventato un’abitudine consolidata, un contributo tangibile a una mobilità ecologica, sostenibile e salutare.
A cinque anni e mezzo dal giorno dell’inaugurazione (15 luglio 2007) il servizio Vélib’ conta ormai 20.500 biciclette messe a disposizione di cittadini e turisti in 1450 stazioni distribuite sull’area metropolitana. Inizialmente il progetto (finanziato dalla JCDecaux, multinazionale delle affissioni pubbliche) prevedeva 10mila biciclette distribuite in 750 stazioni automatiche che sono gradualmente cresciute sino alle oltre 20mila di oggi. L’obiettivo finale dell’ambizioso progetto parigino è quello di riuscire a raggiungere 50mila biciclette con una equilibrata distribuzione su tutto il territorio metropolitano.
A dare un forte contributo allo sviluppo del progetto è stata, sicuramente, l’entusiastica risposta degli utenti che hanno utilizzato le biciclette con una media di 110mila trasferimenti giornalieri e punte massime nell’ordine di 135mila transfer. Il tempo medio di utilizzo è di 18 minuti e la maggior parte degli utilizzatori occasionali (55%) usufruisce del servizio durante il week end.
Attualmente il modello parigino sembra inarrivabile ma altre grandi metropoli si stanno attrezzano: a Londra il Barclays Cycle Hire mette a disposizione 8300 biciclette ripartite su 570 stazioni,  a Barcellona Bicing conta 6mila bici in 400 stazioni, a Montréal il servizio si chiama Bixi e dispone di 5050 bici ripartite in 405 stazioni. In Italia il servizio più articolato è il milanese BikeMi che conta attualmente 2800 biciclette distribuite in 164 stazioni.

fonte: http://www.ecoblog.it/post/47039/parigi-citta-modello-per-il-bike-sharing-oltre-20mila-biciclette-in-1450-postazioni
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Re:bikesharing (articoli vari, app,..)
« Risposta #11 il: Marzo 29, 2013, 01:04:13 am »
[New York] A maggio il via al programma di bike sharing

Dopo mesi di attesa New York a maggio lancerà il suo programma di bike sharing. Oggi il dipartimento dei Trasporti della città ha svelato la mappa dei punti in cui saranno poste le stazioni in cui poter prendere le biciclette pubbliche: in tutto saranno 293 con 5.500 bici a disposizione degli utenti. I punti segnati in blu saranno attivi sin dall'inizio, quelli in grigio dovrebbero essere attivati nei prossimi mesi. Per ora il progetto coinvolgerà solo Manhattan e alcune zone di Brooklyn (Dumbo, Brooklyn Heights).



Il progetto, annunciato in pompa magna nel 2012, ha subito molti ritardi: il primo nel luglio del 2012 per un problema al sitema informatico, l'ultimo  a causa di Sandy che alla fine dell'ottobre scorso aveva messo in ginocchio New York facendo slittare l'inaugurazione da marzo a maggio del 2013. Il Comune ha anche annunciato di voler ampliare il progetto arrivando a 420 stazioni e 10.000 biciclette entro il 2014.

fonte: http://america24.com/news/new-york-da-maggio-via-al-piano-di-biciclette-pubbliche-previste-293-stazioni
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Re:bikesharing (articoli vari, app,..)
« Risposta #12 il: Aprile 27, 2013, 02:19:23 pm »
Il bike sharing conquista 500 città con 500.000 biciclette



La bicicletta è un mezzo di trasporto tornato di gran voga negli ultimi anni, soprattutto in quelle città in cui il traffico non permette di spostarsi agevolmente. Sarà forse per questo che in tutto il mondo, Italia compresa, sono apparsi numerosi servizi di bike sharing, ovvero di noleggio delle due ruote per spostarsi facilmente nei centri urbani. Secondo una recente indagine condotta dall’Earth Policy Institute, sarebbero oggi 500 le città dotate di bike-sharing in 49 nazioni del mondo, con un parco mezzi di almeno 500.000 biciclette.



Un risultato incredibile se si considera come il bike sharing si sia affermato da meno di un lustro, eppure da Washington a Pechino, passando per Milano, le biciclette “in prestito” si rilevano davvero ovunque. E pensare che si tratta di un’iniziativa proveniente dalla metà degli anni ’60, quando ad Amsterdam 50 bici vennero dipinte di bianco e lasciate a libero uso dei cittadini. È stato poi in Danimarca che il servizio si è solidificato e reso globale, con una rete attiva dall’inizio degli anni ’90 formata da 1.000 biciclette e migliaia di prestiti l’anno. Peter Midgley, un esperto analista del trasporto pubblico, ha così definito il fenomeno:

    Il bike sharing è il mezzo di trasporto che ha visto la più rapida crescita nella storia del Pianeta.

È stata però la tecnologia degli ultimi anni a rendere possibile un simile successo, perché fino a pochi anni fa le biciclette pensate per il bike sharing subivano ciclicamente atti di vandalismo, gli abbonamenti non venivano pagati e spesso le stesse due ruote venivano sottratte alle amministrazioni pubbliche. Oggi, grazie ai parcheggi elettronici e ai servizi di sorveglianza e tracciamento GPS, il bike sharing non è più un ghiotto bottino per ladri e ricettatori e, così, l’iniziativa ha potuto prendere il volo. La prima nazione che ha introdotto sistemi elettronici, oltre a Danimarca e Paesi Bassi dove la bici è una consuetudine, è la Francia. Già nel 1998 la città di Rennes, su proposta della società pubblicitaria ClearChannel, si è dotata di un parco di 200 mezzi tutti controllati elettronicamente. È seguito quindi Lione nel 2005 con il progetto Vélo’v, un successo incredibile con 1.500 bici a disposizione, e poi il sistema si è diffuso capillarmente in tutto il Paese, compresa la rete Vélib di Parigi. Non è da meno l’Italia, anche se in ritardo rispetto ai cugini d’oltralpe, con l’esperimento di successo di Milano, a cui segue Torino, Roma, Brescia, Trani e molte altre città.



La rete più popolata di bikesharing, tuttavia, spetta alla grande Cina. Un fatto che non stupisce data l’estensione geografica e demografica della nazione, da sempre culturalmente in prima linea nell’uso della bicicletta. A inizio 2013 sono ben 79 i progetti cinesi avviati, per una flotta di ben 358.000 biciclette, più della metà di quelle in servizio nel resto del mondo. Insomma, il bike sharing piace proprio a tutti, in ogni parte del globo.



Fonte | http://www.greenstyle.it/il-bike-sharing-conquista-500-citta-con-500-000-biciclette-16824.html
Foto | http://vogliadifranciadotcom.wordpress.com/
Fonte Grafici | http://blogs.blouinnews.com/blouinbeatbusiness/2013/04/26/bike-sharing-programs-now-reach-more-than-500-cities-worldwide/
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Offline macteo

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Re:bikesharing (articoli vari, app,..)
« Risposta #13 il: Aprile 29, 2013, 10:56:35 am »
Aggiungo al topic questo articolo:

Citazione
New York si prepara a introdurre il suo programma di bike sharing ma accanto alle due ruote blu affittabili in varie "stazioni" della città arriveranno i vigili delle biciclette. Perché andare in bici è un gesto di civiltà ma non esonera dal rispetto del codice stradale.
Vigili ad hoc - A partire dalla prossima settimana otto agenti del Transportation Department saranno appostati negli incroci chiave di Manhattan per rimettere in riga ciclisti che guidano contromano o sui marciapiedi. Ma sono pronti a redarguire anche i pedoni rei di attraversare fuori dalle strisce di invadere le piste ciclabili.

I “vigili” delle bici non potranno imporre multe se non quando viene verificata una palese infrazione, per esempio nel caso di un ciclista che attraversa col rosso. L'iniziativa precede di poche settimane il debutto in maggio del programma di bike sharing che metterà a disposizione di turisti e newyorchesi migliaia di biciclette a sud della 59esima strada di Manhattan e in alcune zone di Brooklyn.

Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/green/articoli/1092502/new-york-arrivano-i-vigili-per-le-bici.shtml
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Offline Hopton

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Re:bikesharing (articoli vari, app,..)
« Risposta #14 il: Maggio 19, 2013, 08:45:02 am »
Da un articolo del New York Times si evince che mentre nei sondaggi preliminari all'introduzione del bike sharing a New York la maggioranza dei residenti era favorevole, adesso che in concreto stanno piazzando le rastrelliere molte persone, incluso chi prima si era dichiarato favorevole, hanno protestato per vari motivi.
Le ragioni del dissenso variano da motivi estetici, tipo che le rastrelliere sono troppo grandi e deturpano l'armonia architettonica di quartieri con edifici di valore storico, a motivi pratici, per es. in alcuni casi si è notato che tra le rastrelliere e i marciapiedi si formano delle pozze di acqua e rifiuti che stanno iniziando ad attrarre i topi. Per non parlare di chi è furioso perché per far posto a una rastrelliere del bike sharing ne hanno smantellata una che serviva per il parcheggio di bici private. Altri ancora hanno lamentato l'invadenza del logo dello sponsor (Citibank), specie in zone di valore storico.
 
http://www.nytimes.com/2013/05/15/nyregion/complaints-rise-as-bike-share-program-nears.html?pagewanted=all&_r=2&
 
Interessante secondo me la notizia secondo cui prima di partire con il progetto l'amministrazione newyorkese era stata avvertita da consulenti del sindaco di Londra Boris Johnson, che ha introdotto il bike sharing nella sua città nel 2010, che per i primi sei mesi sarebbero stato odiati, per poi essere amati:
"The city’s Transportation Department said it had been warned of possible problems ahead by aides of Boris Johnson, the mayor of London, where a bike share program began in 2010. “They said you’ll be hated for six months,” Jon Orcutt, the department’s policy director, recalled, “and then you’ll be loved."
Mario
« Ultima modifica: Maggio 19, 2013, 08:47:38 am by Hopton »
"La città è fatta per le persone, non per scatole di metallo". (Ayfer Baykal, assessore all'ambiente, comune di Copenhagen)
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