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Autore Topic: Lombardia: Ciclovia dell'Oglio da Iseo a Calcio - 14.07.2025  (Letto 1664 volte)

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Offline Vittorio

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Lombardia: Ciclovia dell'Oglio da Iseo a Calcio - 14.07.2025
« il: Luglio 21, 2025, 05:44:19 pm »
Rieccomi, dopo mesi di attività di poco conto o non adeguatamente documentata fotograficamente. L'idea di fondo per questo giro
https://www.komoot.com/it-it/tour/2404269469?share_token=a0hJ9tRvijslRNNt1LE2fWU8fs2XwfTyT3m6dhMzUGKnxlnYOe&ref=wtd
era quella del "diagonalone": un percorso da punto a punto con origine e destinazione in due stazioni ferroviarie, in modo da sfruttare la massimo l'intermodalità. In Franciacorta e dintorni le opportunità non mancano, con la Brescia–Edolo (anche se attualmente limitata a Marone per lavori), la Bergamo–Brescia e più a sud la Milano–Venezia.
Quindi partenza da Iseo, ciclabile fino a Paratico (già fatta qualche inverno fa), poi itinerario ciclabile costeggiando la ferrovia turistica fino a Palazzolo sull'Oglio, prima possibilità di prendere un treno per rientrare a Brescia. Però sono meno di 20 km, troppo pochi per giustificare un'uscita con pranzo in trattoria e troppi per farli in mattinata rientrando a casa per pranzo. E allora, allunghiamo: da Palazzolo seguendo la Ciclovia dell'Oglio si arriva alla stazioncina di Cividate-Calcio, sulla Milano–Venezia, così i chilometri diventano un po' più di 30. Però... anche qui c'è un però: mentre da Palazzolo i treni sono uno ogni ora per tutto il giorno, a Calcio i Regionali fermano a ore alterne, quindi occorre un Piano B se non si arriva in tempo, per evitare di restare fermi in mezzo al nulla cosmico (come si intuisce dal toponimo doppio, la stazione è in mezzo ai campi, a metà strada fra i due paesi che le danno il nome). La soluzione è relativamente semplice: proseguire fino a Romano, servita anch'essa da un treno ogni ora. Magari alla fine si arriva a Brescia alla stessa ora, ma almeno non ci si annoia a morte.
https://www.komoot.com/it-it/tour/2398129475?share_token=aRJGbfCSD04Uj5ubG8D3cnxAfO8zMgoT3vvU6nQNQ4c654oAJN&ref=wtd
Allora, ricapitolando: il treno ideale da Calcio è alle 14.46, quindi bisognerebbe fermarsi a mangiare prima delle 13 a Pontoglio (il solito compromesso fra km fatti e km da fare sotto digestione e nelle ore più clade). Se si vuole arrivare presto, bisogna partire presto, quindi prendo di mira il treno delle 8.39 (Iseo 9.13), con quello delle 9.07 come riserva, che essendo più veloce arriva a Iseo alle 9.30. Pausa caffé a Paratico e poi si prosegue lungo il fiume.
Per mia fortuna parto da casa in congruo anticipo, perché lungo la strada incontro un paio di code, ma ho tutto il tempo di parcheggiare a un paio di isolati dalla stazione, tirar fuori la bici e avviarmi comodamente. A Brescia la linea per Edolo ha un capolinea proprio con tre binari e i tabelloni indicatori nel sottopassaggio indicano che il mio treno parte dal binario 3. Arrivo quando manca ancora un quarto d'ora alla partenza; il treno ha tutte le porte chiuse tranne una e c'è un addetto che sta armeggiando col tubo dell'acqua per rabboccare i serbatoi delle ritirate: strano. Salgo dall'unica porta aperta e un ferroviere mi saluta e mi chiede dove sono diretto "Iseo" rispondo - "Guardi che questo treno parte alle 11.07, quello delle 8.49 non è ancora arrivato". Faccio presente l'indicazione che ho letto, andiamo a vedere e il tabellone in testa al binario indica effettivamente il binario 2, ancora vuoto. A quanto pare RFI e Ferrovienord non si parlano molto, o se si parlano non si capiscono bene... Ringrazio il gentilissimo ferroviere e aspetto. Il treno arriva, riversa una discreta fiumana di gente sullo stretto marciapiede dove io e la mia Vitesse non sappiamo più dove metterci per non essere d'impiccio e finalmente salgo e mi sistemo. Il treno è uno dei validissimi GTW Stadler, versione a due casse ATR.115. Non che ci siano molte alternative: con la linea chiusa per lavori nella parte alta, tutte le vecchie automotrici ALn 668, più scomode per portarci la bici, sono state fermate fino alla riapertura. Oltre allo spazio bici, in corrispondenza di tre strapuntini e con cintura per fissare la bici.

Questi treni mi piacciono per il confort e per le prese di corrente a cui attaccare il telefono (stupidamente non ho portato nessuna batteria di riserva, per cui voglio essere certo di partire col 100% di carica). Sullo spazio bici, c'è da dire che può funzionare quando, come su questa corsa, gli strapuntini non sono occupati e che la cintura di sicurezza, anche avvolta intorno al telaio, non garantisce l'immobilità assoluta, infatti la bici andrà avanti e indietro a ogni frenata per tutto il viaggio. Per pura pigrizia non la piego del tutto ma adotto la configurazione "a sogliola", con manubrio abbattuto e pedali ripiegati.
Viaggio tranquillo, arrivo in orario e mi concedo qualche minuto a zonzo per le viuzze di Iseo prima di avviarmi.
Subito una piccola seccatura: il costoso, supertecnico (e pesantuccio) zaino Klickfix, sebbene non sia strapieno (giusto un poncho impermeabile, qualche barretta e una borraccia di riserva) pende in avanti e si appoggia al parafango, che a sua volta striscia sul copertone anteriore. Dopo due o tre tentativi, azzecco una soluzione con un cordino teso fra la maniglia per il trasporto e il piantone del manubrio, ma questa cosa mi infastidisce: dovrò trovare un rimedio meno arrangiato.
Il primo tratto, fino a Paratico, ripete pari pari un giro di quasi quattro anni fa,
https://www.bicipieghevoli.net/index.php/topic,11724.0.html
solo luce e temperature sono diverse. Appena fuori da Iseo, si imbocca la via Colombera, classica stradina da cicloturisti

parallela alla Strada Provinciale XI al di là della quale si vedono le Torbiere di Iseo.

Verso la fine della via, c'è da segnalare una "invasione di campo": già la corsia ciclabile è stretta, se poi ci mettiamo anche le fioriere e il tavolino della gelateria...
       
Passata Clusane (dove fanno un'ottima tinca al forno, ma adesso è un po' presto), poco prima di Paratico si costeggia una zona palustre popolata da uccelli acquatici:

noto infatti alcuni bird-watcher armati di reflex e mega teleobiettivo. Strano, da queste parti di solito agli uccelli sparano, mica li fotografano; meglio così.
Sono da poco passate le 10, ergo pausa caffé. Tanto per fare una cosa diversa (qui i bar non mancano), attraverso il ponte e cerco un bar a Sarnico, il paese bergamasco gemello di Palazzolo (bresciano), ma prima una breve sosta su una panchina all'ombra, con il panorama della sponda bresciana,

per una barretta e un SMS a casa. Da quando in gennaio sono rincasato col casco spaccato per un incontro ravvicinato con un'auto durante un insignificante giro per le vie di Milano, la mia signora va in apprensione quando esco ed è meglio rassicurarla a intervallili regolari. Caffé e "sosta tecnica", si riparte: riattraverso il ponte e vado a ficcare un po' il naso nella stazione, capolinea della ferrovia turistica che sale da Palazzolo. A dirla tutta, la mia idea era di percorrere un chilometro scarso sul binario, con la bici a mano, fino all'imbocco del Sentiero del Fusia, per risparmiarmi la ripida arrampicata della collina alle spalle del paese. Purtroppo la stazione è completamente recintate e ci sono operai al lavoro, quindi mi tocca la salita. Ovviamente a spinta.
Una volta in cima, stradina a saliscendi

fino a Capriolo. Qui ci sarebbe un'altra salita a tornanti fino al paese ma vorrei proprio evitarmela. il Sentiero del Fusia l'ho già percorso, proprio con la Vitesse, qualche anno fa,
https://www.bicipieghevoli.net/index.php/topic,8935.0.html
non dovrebbe essere un problema sfruttarne almeno un tratto per poi riprendere il percorso stradale. Più o meno è come me lo ricordavo, stretto, ombreggiato, inadatto ai deboli di equilibrio e con qualche scorcio panoramico,
     
ma anche parecchio infrascato. Il fondo è sterrato compatto, non di rado con sassi affioranti, per cui si va comunque piano. A preoccuparmi sono soprattutto le acacie, con le loro spine, che sporgono sul sentiero o strisciano insidiosamente a terra (è vero che ho le Marathon, ma non voglio certo metterle alla prova). In previsione, sono venuto attrezzato con guanti e cesoie da giardiniere, e mentre procedo provvedo a fare pulizia. Tutto questo giardinaggio però ha un impatto disastroso sulla media oraria: partito da Paratico verso le 10.30, arriverò a Palazzolo poco dopo mezzogiorno! Ripensandoci, avrei fatto (molto) meglio a farmi i tornanti di Capriolo e proseguire sulla strada... Appena lo reputo conveniente, riprendo l'itinerario segnalato e dopo un'altra pausa barretta e finito di svuotare la prima borraccia, eccomi a Palazzolo.
Nonostante tutto, sono ancora in tabella di marcia. Per Pontoglio mancano solo 6 km e dovrebbero essere in leggera discesa, per cui vado tranquillo, nonostante il telefono mi abbia avvisato di essere sceso al 20% di carica. Il navigatore di Komoot consuma abbastanza, per cui varrebbe la pena di seguirlo con attenzione, invece penso bene di tuffarmi giù per una discesa sulla strada sbagliata: arrivato quasi al livello del fiume, mi tocca risalire mulinando in prima e seconda per riprendere l'itinerario. Unica consolazione, lo scorcio caratteristico con la Torre del Popolo che si affaccia sulla Seriola Vecchia di Chiari.

Periferia, zona industriale, e finalmente sono fuori dall'abitato, ma non è che il paesaggio sia dei migliori...

Per fortuna i tratti ombreggiati non mancano, perchè comincia a fare caldo e io a essere abbastanza cotto.

In più il telefono mi segnala di essere sceso al 10%, ma per fortuna a Pontoglio manca pochissimo. Punto dritto sul locale che stando a Google dovrebbe essere aperto a pranzo, e giustamente lo trovo chiuso! Vatti a fidare di Internet: stasera partirà la segnalazione. Panoramica dei dintorni (sempre con in mente quel 7-8% di carica che mi rimane), scarto un bar perchè decisamente troppo squallido e ne punto un secondo, ma la gentilissima ragazza cinese dietro il banco gela le mie speranze proponendomi la scelta fra toast e focaccia. La mia faccia delusa supera agevolmente ogni barriera linguistica e culturale, tanto che mi indica che più avanti c'è una pizzeria che dovrebbe essere aperta. E invece, pochi metri dopo, quasi dirimpetto, c'è questa gastronomia-tavola calda dove riverso le mie ultime speranze.

Speranze ben riposte: tavolino all'ombra sotto il portico, telefono in carica (la gentilissima proprietaria aveva già pronto il cavetto per iPhone, non devo neanche tirar fuori il mio alimentatore), una minerale ghiacciata e sopratutto un sostanzioso piatto di Spätzle con speck

e una fresca macedonia col semifreddo (già intaccata nella foto).

Caffé e conto sorprendentemente modesto (12,50 Ç) e mi sento di nuovo in pace col mondo. Sono le 13.30 e ho ancora più di un'ora per gli ultimi 6-7 km, e meno male, perchè mi sa tanto che i 10 km supplementari da Calcio a Romano non li reggerei...
Mi resta comunque il tempo per un paio di brevi soste turistiche, nella piazza di Pontoglio

e al Santuario della Beata Vergine dei Campi Veri, affacciata sulla Roggia Donna che viene derivata dall'Oglio un centinaio di metri più a monte.

Un'ultima ansa su sterrato con vari begli scorci sul fiume

poi riprendo la strada asfaltata e approdo alla stazione. Tecnicamente oggi è solo una fermata e le vestigia di un passato più glorioso sono troppo deprimenti per fotografarle: fabbricato viaggiatori chiuso, serbatoio dell'acqua abbandonato, al posto del terzo binario c'è una rete metallica per impedire indebiti attraversamenti da parte di chi si ritiene troppo furbo per utilizzare il sottopassaggio...
Nonostante l'ora morta non sono il solo che aspetta il treno: da una rapida occhiata, direi che la ripartizione è Italia 1 - Resto del Mondo 5, con tre bici e un monopattino. Mancano ancora più di 20 minuti e una volta fatto il biglietto con l'app Trenord, per non restare a far niente torno indietro di poche decine di metri, fino al bar-trattoria Locomotiv (in fondo alla strada cieca, dove una volta c'era il passaggio a livello), dove un cornetto Algida va giù che è una meraviglia...
Al ritorno in stazione il punteggio è cambiato: Italia 2 - Resto del Mondo 11, ma sul treno, composto da due elettrotreni Donizetti
https://www.bicipieghevoli.net/index.php/topic,11778.0.html
accoppiati, c'è un sacco di spazio, oltre a un'aria condizionata a livelli artici. Lo spazio bici è del tutto analogo a quello del GTW dell'andata e nel breve tratto fra Chiari e Romano la Vitesse fa anche amicizia con una MTB di passaggio.

Anche qui c'è una cintura per bloccare le bici, ma qualche spiritoso ha pensato bene di farla attorcigliare nell'arrotolatore, per cui la sua utilità è piuttosto simbolica...
Il resto del viaggio non ha storia: a Brescia in orario, raggiungo l'auto, carico la bici e punto verso casa per un'agognata doccia ristoratrice.
Alla fine, tra divagazioni e sbagli di strada, ho totalizzato poco meno di 40 km, sono abbastanza soddisfatto. Devo ancora lavorare sulle salite, ma ci spero poco...
E, se ripasso da Pontoglio, devo prendere almeno un caffé al bar della ragazza cinese, anche solo per ringraziamento.

Vittorio
Dahon Vitesse D7 (ex "Due Calzini") - Dahon Espresso D24 ex Boccia

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