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Autore Topic: 13 ottobre 2026: una piccola esplorazione in riva al Garda  (Letto 135 volte)

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Offline Vittorio

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13 ottobre 2026: una piccola esplorazione in riva al Garda
« il: Ottobre 16, 2026, 04:00:37 pm »
Con l’arrivo dell’autunno finalmente la pressione turistica sul Garda si allenta e ci si può muovere un po’ più tranquillamente. Dopo aver saputo dell’attivazione di un nuovo tratto di ciclabile da Torri del Benaco verso Garda, sulla sponda veronese, era il caso di andare a dare un’occhiata.
https://www.komoot.com/it-it/tour/3345117590?share_token=aRwlb8rOfq6Qt6STMYxiFjEi7HBPvAxgyHzbnylLgTK4uqBu3A&ref=wtd&t_s=referral&t_cid=route_share&t_ref_username=2254771050631
Torri è raggiungibile solo con i traghetti per le automobili che partono da Maderno, ma l’idea di pedalare sulla Gardesana non mi attira tanto, per cui di buon mattino eccomi alla fermata della corriera con la mia brava bici doverosamente piegata. Peccato che oltre a me ci siano un bel po’ di studenti, che si aggiungono a quelli già a bordo, per cui va già bene se riesco a caricare la bici e si viaggia come sardine, ma per fortuna i ragazzi scendono a Gardone e sulla corriera restiamo in quattro gatti, così che posso appoggiare la bici in un angolo vicino alla porta posteriore che sembra fatto apposta.

Arrivo a Maderno alle 7.35, con qualche minuto di ritardo, e il primo traghetto parte alle 8.10, per cui in attesa dell’apertura della biglietteria c’è tutto il tempo per una seconda colazione in stile November Porc a un bar affacciato sul lago.

Faccio in tempo anche a veder arrivare la corriera successiva, puntualissima e semivuota (l’avevo scartata per non avere una coincidenza troppo stretta…) e raggiungo il pontile di imbarco, dove è pronto il traghetto Brescia,

sul quale saliamo in quattro: io con la bici e due auto: una coppia di tedeschi e un italiano. Praticamente ci sono più uomini di equipaggio che passeggeri! Chiaramente per la bici c’è tutto lo spazio del mondo…

Mezz’ora esatta di traversata ed eccomi a Torri del Benaco; il battello per tornare a Salò parte da Garda alle 10.10, quindi ho tutto il tempo di girellare un po’ per Torri, ammirando il porticciolo
   
dominato dalla fortezza scaligera e i vicoletti caratteristici del paese
   
prima di imboccare la ciclabile; dopo un primo breve tratto preesistente

ecco il tratto nuovo, fra Gardesana e lago,
   
bordato da originali parapetti metallici, obiettivamente piuttosto brutti, che pare siano stati imposti dalla Soprintendenza con l’intento di evocare le canne che crescono sulle rive del lago (o quelle che qualcuno si è fumato…)

Lungo la ciclabile si incontrano alcuni slarghi con panchine per sostare senza intralciare nessuno; uno di questi è anche attrezzato con stalli e colonnina multifunzione (pompa a mano, prese elettriche per la ricarica delle e-bike e attrezzi per piccole riparazioni).

Essendo stato inaugurato il tutto da pochissimi mesi, non è ancora stato vandalizzato…
Impercettibilmente la ciclabile prende un po’ di quota sul lago, ma le belle cose finiscono presto: al confine tra i comuni di Torri e Garda (il cui sindaco è da tempo – diciamo così – un po’ “tiepido” rispetto alla ciclabile…) la ciclabile termina

e tocca buttarsi sulla Gardesana, che giusto da questo punto comincia a salire un po’ più sensibilmente. Per fortuna il traffico è poco e con un po’ di affanno riesco a scollinare subito dopo il punto panoramico di Punta San Vigilio… che non fotografo perché non mi va di fermarmi in salita e sulla strada. Comincia la leggera discesa che porta a Garda, ma ho già pianificato l’ennesima “variante Vittorio” per togliermi dalla strada: circa 2 km dopo la fine della ciclabile c’è un viottolo abbastanza scosceso

che permette di scendere rapidamente in riva al lago.

Uno sguardo all’insenatura e alla Rocca che domina Garda

e mi dirigo pian pianino verso Garda, su un fondo ghiaioso che va gradualmente migliorando.

Ho più di una ventina di minuti di anticipo sul battello, quindi girello un po’ nei dintorni, a piedi perché i cartelli di divieto di transito alle bici sono dappertutto (ho già accennato al sindaco…), prima di puntare al pontile, dove un po’ di turisti si stanno imbarcando sulla motonave per Bardolino e Peschiera.

Partita questa, arriva la motonave Andromeda, diretta a Riva del Garda, sulla quale un saloncino a prua è riservato al trasporto delle bici.

Ci sono rastrelliere per le bici “grandi”, e per parcheggiare la Vitesse c’è solo l’imbarazzo della scelta…

Tre quarti d’ora di traversata senza storia e alle 11 eccoci a Salò.

In definitiva, niente di che, ma da Torri verso nord c’è un’altra ciclabile da esplorare… un’altra volta.

Vittorio
Dahon Vitesse D7 (ex "Due Calzini") - Dahon Espresso D24 ex Boccia

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