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Autore Topic: Trentino_ ciclabile della val Rendena - 25.10.2025  (Letto 1760 volte)

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Online Vittorio

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Trentino_ ciclabile della val Rendena - 25.10.2025
« il: Ottobre 26, 2025, 04:08:56 pm »
L’autunno è arrivato, con i primi freddi e le piogge, ma c’è di buono che anche la pressione turistica è calata e le strade sono tornate percorribili senza troppo stress, così quando il meteo assicura qualche giorno di sole rispolvero uno dei tanti progetti disegnati su Komoot: la ciclabile della val Rendena, da Tione a Pinzolo.
Considerata la brevità del tracciato, in origine il progetto prevedeva andata e ritorno, con la classica sequenza salita-pranzo-discesa, ma – considerando lo scarso allenamento (quest’estate sono uscito pochissimo in bici) – basta una breve, brevissima riflessione per portarmi a invertire il verso. Una rapida consultazione del sito di Trentino Trasporti mi conferma che l’autolinea che risale la valle in direzione di Madonna di Campiglio è accessibile gratuitamente alle bici pieghevoli, quindi la cosa è fattibile. Unica seccatura, gli orari: una corsa alle 9.11 e la successiva alle 11.25, con arrivo a Pinzolo alle 9.40 o 11.53. Alla fine taglio la testa al toro e punto sulla prima, che mi concederà anche l’occasione di incontrare per un caffè un’amica che abita da quelle parti senza dare l’impressione di volermi far invitare a pranzo.
In poco più di un’ora d’auto arrivo a Tione, parcheggio l’auto e mentre tiro fuori la bici ho la conferma che il termometro non mentiva: ci sono 4-5 gradi e il mio abbigliamento (jeans e camicia di jeans, maglioncino leggero e gilè pesante ma smanicato) non è proprio l’ideale. Mi rifugio al calduccio nell’autostazione dove acquisto il biglietto per Carisolo (la prima fermata dopo Pinzolo) e faccio un primo “scalo tecnico”, visto che le corriere, per confortevoli che siano, non hanno le ritirate, a differenza dei treni…
Il gentilissimo autista mi apre la stiva per caricare la Vitesse e nell’annullare il biglietto mi fa presente che forse al ritorno il collega mi farà pagare per la bici, quindi mi tocca spiegargli che le pieghevoli non pagano e che ad ogni modo ho intenzione di rientrare pedalando, quindi il problema non si pone.
Viaggio tranquillo e all’arrivo a Carisolo il sole sta cominciando ad affacciarsi dalle montagne, ma l’aria resta bella frizzante; prima tappa, in puro stile November Porc, a Pinzolo, per una seconda colazione al Bar Blu in piazza Mercato,

dove mi raggiunge la mia amica, che mi spiega che le reti arancioni di cantiere che ho visto dove mi aspettavo di trovare la ciclabile delimitano il cantiere della circonvallazione, rendendo inagibile il primo tratto e soprattutto il ponte sul Sarca. Tocca quindi fare una piccola deviazione, tornando indietro e attraversando il fiume un po’ più a monte.

https://www.komoot.com/it-it/tour/2652194375?share_token=aZj4LpyhVMAa4zhxo4X32V4z0JnIGgyj9ls7jN1lFDY5OMVIBF&ref=wtd

Dopo saluti e promesse di rivedersi presto, è ora di partire; fa ancora fresco ma al sole si sta bene; il primo tratto di ciclabile corre lungo il fiume e panorama e colori invogliano a fermarsi a ogni pie’ sospinto per fare una foto.

Dopo aver attraversato la piana di Curio, la zona agricola di Caderzone con numerose stalle e ampi prati

si arriva a Strembo, dove in mezzo a un’area giochi attrezzata campeggia lo ”Häflinger di Strembo”, imponente struttura realizzata con il legno morto degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia che riproduce uno dei tipici cavalli locali.
   
Dopo Strembo il paesaggio e il percorso si fanno più accidentati, con passaggi nel bosco,
   
discese che mettono alla prova i freni, qualche contropendenza e scorci panoramici,

fino a scendere al livello del fiume che si attraversa con un moderno ponte ciclopedonale.

Il tratto sulla sponda sinistra, parzialmente in ombra, corre lontano dai paesi ma offre qualche bello scorcio come questo, all’altezza di Spiazzo, con la chiesa di Sant’Antonio Abate (IX secolo, con pregevoli affreschi quattrocenteschi sulla facciata) e la vetta del Caré Alto incappucciata di nuvole,

Un po’ prima di Villa Rendena la ciclabile riattraversa il Sarca e lo costeggia da vicino per un tratto; l’inquadratura panoramica comprende anche un umarell che in mancanza di cantieri sta osservando due pescatori…

La pacchia finisce presto con l’ennesima contropendenza, stavolta all’8%, cioè molto, ma molto oltre le mie capacità. Infatti me la faccio tranquillamente a piedi, con tanto di pausa fotografica:
cavalli in carne e ossa contro cavallo di ferro… anzi di alluminio, in questo caso.

Un po’ più a valle, poco prima di Tione, ennesimo ponte ciclopedonale (sembra che da queste parti non badino tanto a spese per attrezzare come si deve i percorsi ciclabili).

L’arrivo a Tione è abbastanza inglorioso: dapprima mi spingo per un pezzetto sulla ciclabile che scende verso valle, poi saggiamente mi ricordo che di quanto sono sceso dovrò risalire e faccio dietro-front, ma alla fine mi ritrovo comunque a mulinare in prima o semplicemente spingere a piedi sull’ultimo strappo che porta al parcheggio dove ho lasciato l’auto, accanto alla chiesa di Santa Maria Assunta, dove è in corso un matrimonio e gli sposi sono attesi da un picchetto d’onore di Schützen in divisa.

Caricata la bici in auto, mi sposto giusto di un paio di isolati fino alla tavola calda C’era Una Volta che avevo già adocchiato nel programmare la gita.
Visto che non devo più pedalare, non ho particolare necessità di tenermi leggero, e così…
Spätzle con panna, speck e noci

Trota alla griglia con patatine fritte

Tortino di cioccolato al cuore caldo

Menzione d’onore per la brocca d’acqua naturale offerta: niente acque minerali trasportate da chissà dove…
Caffè,  conto ed è ora di rimettersi in auto per tornare a casa.

Vittorio
Dahon Vitesse D7 (ex "Due Calzini") - Dahon Espresso D24 ex Boccia

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