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Autore Topic: introduzione sul comfort di marcia  (Letto 1822 volte)

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Offline occhio.nero

  • Federico
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introduzione sul comfort di marcia
« il: Luglio 08, 2011, 07:23:19 pm »
Uno dei temi più controversi in tema di biciclette pieghevoli è quello del comfort durante la marcia.
I vincoli imposti (le geometrie, la dimensione delle ruote, il numero di rapporti,..) possono effettivamente penalizzare la qualità della pedalata e quindi “il tempo di autonomia in sella”. Un limite che però è meno stringente di quanto si possa pensare, e che, a conti fatti, può passare in secondo piano (se non addirittura svanire) rispetto agli innumerevoli vantaggi che una bici pieghevole offre.

Di seguito vengono elencati alcuni aspetti che potrebbero condizionare il comfort di marcia.


La postura: all’aumentare della distanza da percorrere, del tempo in sella e/o delle prestazioni richieste, si rivela determinante una corretta postura per ottimizzare lo sforzo, ridurre lo stress fisico e quindi garantire una pedalata sana, divertente, efficiente. Purtroppo, esclusi alcuni modelli di fascia alta, la maggior parte delle bici pieghevoli sembra essere commercializzata in una taglia unica (e quasi mai sono riuscito a trovare informazioni sulle misure del telaio :angry: tanto di cappello alla Dahon che le propone sinteticamente nelle schede tecniche online). Per andare incontro ai vincoli antropometrici (la dimensione dei vari segmenti corporei) e le necessità di guida (es: una guida soft o più sportiva) è quindi importante verificare, a mio avviso (si veda per un approfondimento la discussione sull'ergonomia)

-la distanza che intercorre tra "attacco sellino" e il manubrio (io sono alto 174cm, e sotto i 65 cm comincio a stare "scomodo")
-che manubrio e sellino possano essere regolati in altezza.

In certi modelli, oltre a regolare la slitta del sellino, è possibile guadagnare qualche cm ruotando di 180gradi l'attacco sellino, come mostrato nelle due foto seguenti (tratte da the folding society):



Al fine di compensare le limitazioni dettate dal telaio, è possibile inoltre applicare delle appendici e/o regolare l'arretramento del sellino

un assetto più sportivo ottenuto grazie alla presenza delle appendici sul manubrio


Il diametro delle ruote: Pur essendo disponibili modelli pieghevoli con ruote standard (diametro 26 pollici, confrontabile quindi con quelle di una normale bici MTB), il maggiore sviluppo in questo settore a mio avviso si ha nella fascia che va dai 16 ai 20 pollici, range nel quale si riesce a trovare un buon compromesso tra la necessitá di ridurre gli ingombri e quella di garantire il comfort di marcia. Per chi invece puntasse tutto sul contenimento delle dimensioni (sacrificando il resto) esistono soluzioni (vedasi la sezione modelli sul mercato) che scendono sotto i 12 pollici.
Rimane comunque una certa perplessità sul loro reale utilizzo (e sulla stabilità che garantiscono al mezzo), specie nel caso di ruote piene (tipo monopattino o roller) che al di fuori delle piste ciclabili, rischiano di impuntarsi alla prima buca.

Il numero di rapporti: Un pregiudizio abbastanza comune riguarda la pedalata, che nelle bici pieghevoli sarebbe penalizzata dalle ruote piccole e costringerebbe quindi a mantenere ritmi frenetici pur di raggiungere una velocità accettabile. Questo potrebbe essere vero per le biciclette a marcia singola (per intenderci, quelle senza cambio), ma sul mercato, accanto a questi modelli, è disponibile una nutrita serie di bici dotate di cambio: dalle tre alle 27 marce, con uno sviluppo metrico ormai comparabile a quello di una normale bicicletta a 26 o 28 pollici. (leggasi la sezione sulla trasmissione e la discussione "quante marce sulla pieghevole?")
« Ultima modifica: Agosto 14, 2011, 10:17:18 am da occhio.nero »
Federico
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Offline occhio.nero

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Re:introduzione sul comfort di marcia
« Risposta #1 il: Luglio 08, 2011, 07:25:09 pm »
Citazione da: occhio.nero,20/12/2009, 10:54 ?t=44905890#entry366779231
la distanza che intercorre tra "attacco sellino" e il manubrio (io sono alto 174cm, e sotto i 65 cm comincio a stare "scomodo")
A questo proposito segnalo il Radius V Comfort Handlepost proposto dalla Dahon:



Citazione da: Jaaymz,30/3/2011, 02:37 ?t=44905890&st=0#entry447932650
Stasera mentre rientravo da un'uscita in bici (ho usato la Brompton) notavo una maggiore fatica nella pedalata.
Magari dipendeva da diversi fattori come la stanchezza fisica dovuta al fatto che in serata ero andato all'allenamento di tennis, stavo probabilmente andando controvento, ecc, ma un pensiero mi ha attraversato la testa: gli pneumatici saranno abbastanza gonfi?
Ultimamente ho preso un po' di peso, e magari con un maggiore carico si sono un po' sgonfiati e da qui il dubbio: sulla pieghevole è meglio usare pneumatici belli gonfi oppure non gonfissimi per attutire le vibrazioni?

Insomma come si devono tenere per avere un buon comfort di marcia?
So che a molti di voi sembrerà quasi uno scherzo questa domanda ma sono veramente un neofita dal punto di vista ciclistico, sotto tutti gli aspetti!

:)


Citazione da: Marcopie,30/3/2011, 08:25 ?t=44905890&st=0#entry447937343
Bisogna provare, provare, provare, provare, provare.... :lol:
La pressione d'uso è scritta sui copertoni e conviene attenercisi.
Sui miei c'è scritto 7 atmosfere, e quando le gonfio a quella pressione la bici diventa un siluretto, però lo sconnesso si sente di più. Dopo un po' perdono pressione da soli, scorre un po' meno ma è più "comoda". Devi trovare il giusto compromesso, e controllarli periodicamente.

Citazione da: Jaaymz,30/3/2011, 15:42 ?t=44905890&st=0#entry447987580
Citazione da: Marcopie,30/3/2011, 08:25 ?t=44905890#entry447937343
Bisogna provare, provare, provare, provare, provare.... :lol:
La pressione d'uso è scritta sui copertoni e conviene attenercisi.
Sui miei c'è scritto 7 atmosfere, e quando le gonfio a quella pressione la bici diventa un siluretto, però lo sconnesso si sente di più. Dopo un po' perdono pressione da soli, scorre un po' meno ma è più "comoda". Devi trovare il giusto compromesso, e controllarli periodicamente.
Non ci resta che piangere!!! Capolavoro!!! :lol:

Alla prox uscita darò una piccola gonfiata alle gomme così collaudo anche la pompetta della Brompton!
Non riuscirò a regolarla alla perfezione dato che appunto la pompa B. non credo indichi le atmosfere però provo a dare una buona gonfiata.

:)

segnalo il post di Jobike sulle biellette ai pedali:

www.jobike.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=9831

http://www.jobike.it/Public/data/job/201142613215_bielletta%20giu.jpg

Citazione da: claudiociclo,7/5/2011, 15:50 ?t=44905890&st=0#entry453676223
ciao a tutti, mi sono iscritto oggi dopo aver comprato una Torpado da "20. il forum mi è stato utile per orientarmi. ho provato la Hoptown di Decathlon e l'ho trovata troppo reattiva. poi ho provato una Brompton ed è cambiato tutto: stabile come una bici grande (anzi più della mia city da "28). ma mille euro sono tanti così ho pensato che la Brompton aveva qualcosa di speciale e mi è sembrato l'interasse lungo e l'inclinazione del canotto. così ho trovato (per caso) da un vecchio negozio di Cinecittà (Liberati) qui a Roma una Torpado per 260 euro. aveva proprio interasse più lungo e inclinazione e il risultato mi è sembrato simile alla Brompton.
adesso bisogna vedere dopo qualche chilometro però mi sembra azzeccata per me che non devo prendere autobus, ma metterla nel bagagliaio o sul treno.
vi farò sapere il seguito

[...] oggi l'ho provata per due ore su asfalto e sterrato, pietre e buchette (parco degli acquedotti dietro casa mia), dossetti da radici di pino ecc. stabilità di marcia notevole quasi da Brompton; unico limite: i rapporti corti, anche in sesta non si corre, ma tanto non è la bici per farlo. bello il portapacchi integrato e molto robusto, male i pedali e il sellino che è rigido, malino come si piega e l'assenza di ruotine per trascinarla e di fermi per bloccarla (si rimedia con elastici). per 260 euro va più che bene

ecco il "confronto" tra gli assetti della Tikit, Dahon JetstreamXP e Brompton:


Ho trasferito il triangolo sella-movimento-manubrio della Tikit (taglia media) sulle altre due: la Brompton sembra essere più lunga di qualche cm.

NB: la distanza tra il manubrio e il canotto sella è di 62cm nella Dahon Mu p24 e dei 67 della Tikit Bike Friday taglia media
« Ultima modifica: Gennaio 26, 2012, 09:09:53 pm da occhio.nero »
Federico
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Re:introduzione sul comfort di marcia
« Risposta #2 il: Luglio 08, 2011, 07:26:22 pm »
riporto dalla discussione sulla Brompton:


Citazione da: Marcopie,1/6/2011, 09:40 ?t=46809364&st=165#entry457161603
"Sembra" perché il tubo reggisella esce con un angolo diverso rispetto alla pedaliera (per ragioni costruttive), ed infatti la posizione ottimale del sellino è completamente avanzato.

I tre punti sui quali IMHO va costruito il triangolo sono:
1) impugnature del manubrio
2) retro del sellino (o meglio ancora il punto dove appoggiano le ossa del bacino)
3) asse del pedale più avanzato con la pedaliera messa in orizzontale (il punto di carico della spinta)
e ancora:


Citazione da: DamianoDG,1/6/2011, 18:26 ?t=46809364&st=165#entry457240698
Citazione da: Marcopie,1/6/2011, 09:40 ?t=46809364&st=165#entry457161603
I tre punti sui quali IMHO va costruito il triangolo sono:
1) impugnature del manubrio
2) retro del sellino (o meglio ancora il punto dove appoggiano le ossa del bacino)
3) asse del pedale più avanzato con la pedaliera messa in orizzontale (il punto di carico della spinta)
Sono d'accordissimo sui primi due punti ma sul terzo propongo una variante che unisca il triangolo di federico e quello di marcopie: affiancare al triangolo verde di federico (eventualmente modificato secondo i primi due punti di marcopie) un secondo triangolo (magari di un altro colore) con vertici a)asse centrale dei pedali, b)asse più avanzato dei pedali [cioè il punto 3 di marcopie], 3)impugnature del manubrio.
In pratica i due triangoli hanno in comune il lato dall'asse centrale dei pedali fino alle impugnature.
In questo modo a mio avviso in una singola immagine potrebbe fornire qualche informazione in più...
"Ma è solo una mia idea!"(cit.) :P
ciao! :)
e ancora:

Citazione da: Marcopie,1/6/2011, 19:28 ?t=46809364&st=165#entry457250811
Citazione da: DamianoDG,1/6/2011, 18:26 ?t=46809364&st=165#entry457240698
propongo una variante che unisca il triangolo di federico e quello di marcopie: affiancare al triangolo verde di federico (eventualmente modificato secondo i primi due punti di marcopie) un secondo triangolo (magari di un altro colore) con vertici a)asse centrale dei pedali, b)asse più avanzato dei pedali [cioè il punto 3 di marcopie], 3)impugnature del manubrio.
In pratica i due triangoli hanno in comune il lato dall'asse centrale dei pedali fino alle impugnature.
In questo modo a mio avviso in una singola immagine potrebbe fornire qualche informazione in più...
La mia versione è più semplice perché tiene conto solo dei tre punti di contatto del corpo nella fase di spinta.
L'unica ulteriore differenza potrebbe essere rappresentata dalla lunghezza delle pedivelle, che comunque varia di pochissimo da una bici all'altra (si va da 170mm a 175 circa)
e ancora:

Citazione da: DamianoDG,1/6/2011, 23:14 ?t=46809364&st=165#entry457289342
M'hai convinto. La lunghezza delle pedivelle è praticamente una costante, inutile andare a complicare il disegno...

Citazione da: Marcopie,1/6/2011, 09:40 ?t=46809364&st=165#entry457161603
I tre punti sui quali IMHO va costruito il triangolo sono:
1) impugnature del manubrio
2) retro del sellino (o meglio ancora il punto dove appoggiano le ossa del bacino)
3) asse del pedale più avanzato con la pedaliera messa in orizzontale (il punto di carico della spinta)
non sono completamente convinto, poichè se da un lato è fondamentale misurare il telaio rispetto ai punti di contatto con il corpo:

1) piedi->pedale
2) mani->manopole
3) sedere->retrosellino

dall'altro lato è anche vero (confermatemi se sbaglio) che la vera discriminante è dettata dal telaio (individuato con il triangolo verde), perchè tutto il resto potrei regolarlo (ammesso che il telaio lo permetta) montando una pipa manubrio e/o un attacco sellino diversi.
Potrei infatti avanzare/arretrare l'appoggio delle mani sostituendo la pipa manubrio, e parimenti avanzare/arretrare l'appoggio del bacino sostituendo l'attacco sellino. Ma anche senza arrivare alla sostituzione di quest'ultimo, come faccio a prendere come riferimento il retro sellino se la slitta mi permette (entro certi limiti) di shiftarlo in avanti/indietro?

In altre parole: dovendo individuare un parametro di confronto tra diversi modelli di biciclette, scelgo primariamente il telaio. E' questo che a mio avviso detta le caratteristiche complessive della bici, perchè:

1) tutto il resto (ammesso che il modello lo permetta) può essere sostituito per una regolazione diversa delle geometrie
2) ma anche nella possibilità (per nulla scontata) che la componentistica possa essere sostituita, i margini di personalizzazione non possono essere stressati senza fare i conti con le misure del telaio che impongono una serie di limiti legati alla guidabilità e/o all'efficienza della spinta.

Detto questo, ribadisco che il triangolo individuato è solo un goffo tentativo di confrontare diversi modelli con l'ausilio di una macchina fotografica. Una soluzione di ripiego proposta per ovviare alla difficoltà che lamentano un po' tutti: l'impossibilità di provare provare/confrontare direttamente vari prodotti.


Ma questa è solo la mia opinione.


Citazione da: Marcopie,7/6/2011, 17:07 ?t=44905890&st=0#entry458054604
Citazione da: occhio.nero,3/6/2011, 17:13 ?t=44905890#entry457517091
dall'altro lato è anche vero (confermatemi se sbaglio) che la vera discriminante è dettata dal telaio (individuato con il triangolo verde), perchè tutto il resto potrei regolarlo (ammesso che il telaio lo permetta) montando una pipa manubrio e/o un attacco sellino diversi.
Potrei infatti avanzare/arretrare l'appoggio delle mani sostituendo la pipa manubrio, e parimenti avanzare/arretrare l'appoggio del bacino sostituendo l'attacco sellino. Ma anche senza arrivare alla sostituzione di quest'ultimo, come faccio a prendere come riferimento il retro sellino se la slitta mi permette (entro certi limiti) di shiftarlo in avanti/indietro?
Perché la posizione tra sella e pedali non è una variabile indipendente. La regolazione dell'avanzamento del sellino è la prima cosa che va effettuata (rivediti il mio post sull'ergonomia). Una volta corretta la posizione del sellino rispetto al pedale più avanzato (perpendicolarità dello scaricamento della spinta rispetto al ginocchio) bypassi il problema della lunghezza delle pedivelle (che rappresenta un'altra variabile ulteriore).

Citazione
Detto questo, ribadisco che il triangolo individuato è solo un goffo tentativo di confrontare diversi modelli con l'ausilio di una macchina fotografica. Una soluzione di ripiego proposta per ovviare alla difficoltà che lamentano un po' tutti: l'impossibilità di provare provare/confrontare direttamente vari prodotti.
L'idea non è "goffa", contestavo solo i dettagli della sua applicazione... ;)

da altra discussione:
il confronto tra la Dahon MuP24 e la Bullhead

da altra discussione:
ciao a tutti, sono indeciso tra due bici pieghevoli da acquistare, la dahon ios p8 e la dahon bullhead
Queste le caratteristiche principali che dovrebbe avere.
1) robustezza della bici e confort su san pietrini pavè, strade molto dissestate
2) adatta a persone alte sui 190 cm con gambe lunghe.
3) possibilità di elettrificazione in futuro
4) seduta comoda non troppo sbilanciata in avanti (come invece ho trovato molto nella jetstream)
5) non pesantissima e sotto i 700 euro
6) ripiegabilità facile ma non per uso intensivo (ossia aprirla e chiuderla in un ascensore stretto, non posso mettere bici pieghevole con ruote da 26)
7) uso prevalentemente urbano ma con possibilità di qualche sterrato

La ios p8 ha ruote da 24, completamente in alluminio,senza cambio interno, manubrio comus regolabile, con big apple montati, costo 630 euro compreso spedizione, peso 12.8 kg. esiste anche una versione con cambio interno con due kg in più di peso

La dahon bullhead ha ruote da 20, cambio interno al mozzo, alluminio, con big apple di serie, con chiave brugola per apertura e chiusura, costo sui 580 euro, peso 12,5 kg.

da altra discussione:
Ho fatto un paragone con una 20"rigida proprio quest'estate,dove in vacanza ho portato quella,con montate le big apple 20x2".
Non è che l'ammortizzatore della brompton non funzioni,anzi,senza quello probabilmente io,col mio di mal di schiena...,non la potrei proprio guidare!
È un problema strutturale secondo me,le ruote piccole e fine e gonfiate  a 6.8 bar son più scomode.L'ammortizzatore mitiga ma non risolve del tutto.
La brompton ha moltissimi pregi,ma non quello del comfort di marcia,secodo me...

da altra discussione:
Ciao Elio, io in questo momento sono un felice possessore di una brompton con ammortizzatore morbido, fino a ieri giravo con una fantastica Jetstream p8, sono molto fresco sul paragone e ti posso serenamente dire che l'inglesina non regge il confronto con la belva bi-ammortizzata. La p8 è decisamente più stabile ed anche con le ruote alla pressione massima assorbe parecchie asperità, l'ammortizzatore posteriore regolabile fa si che l'assorbimento giusto te lo scegli tu in base al percorso e al tuo stile di guida.
Qualcuno si starà chiedendo perché ho preso la brompton :-) vero sbrindola?
Risposta facile, sui mezzi affollati non ci sono alternative.
Il mio consiglio è di provarle tutte e due perché la posizione di guida è totalmente l'opposto tra una e l'altra.
« Ultima modifica: Settembre 11, 2012, 12:25:12 am da occhio.nero »
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